Mio Dio, quanti “resistenti”.

A vederli tutti in piazza viene ancora il sospetto che il fascismo non sia stato consegnato alla Storia o che non sia stato ucciso e sepolto più o meno 70 anni fa.
Mussolini è morto, la RSI è caduta, le elezioni del ‘46 hanno visto trionfare la Repubblica (no, non il giornale dell’accoppiata Scalfari – Mauro), dal ‘48 abbiamo una Costituzione che richiama tutti i valori e i diritti che durante il Ventennio erano stati banditi; insomma, il fascismo non c’è più: eppure in Italia ci sono ancora gli antifascisti.

Sono tutti antifascisti.
Perfino quelli che quando c’erano ancora i Partigiani che si arrampicavano su per le montagne stavano col Duce e solo dopo hanno fatto il salto sul carro dei vincitori, e che oggi hanno la faccia di tolla di puntare il dito sui vinti di cui avrebbero dovuto far parte.

E oggi ci raccomandano di non dimenticare.

Si, ma cosa? Di cosa dovremmo ricordarci? Cos’è che non dovremmo scordarci?

Guardo le sfilate, ascolto i predicozzi dai pulpiti ben imbandierati al centro delle piazze e capisco tutto.

Neanche “loro” hanno più paura del fascismo.
Ma hanno perfettamente intuito che senza la continua affermazione della mitologia della Resistenza non potranno mantenere inalterato il dominio ideologico-culturale che vi gira attorno.

Ed ecco spiegati anche i molteplici attacchi a tutti quelli che si avventurano in quello che dispregiativamente definiscono “revisionismo storico”, che altro però non è se non un’indagine sui fatti relativi proprio alla Resistenza e a quelli successivi ad essa, che hanno visto come protagonisti negativi i partigiani di lunga data nonchè i novelli liberatori, quelli, per capirci, alla Eugenio Scalfari, ieri fascista del GUF, e il giorno appresso in prima linea contro le camicie nere. Indagine che infastidisce perchè condotta da un altro punto di vista, quello dei vinti, che spesso furono oggetto di rappresaglie, rastrellamenti e vergogne simili a fascismo ormai decaduto.

Qui comunque non mi interessa riproporre discussioni storiche senza fine, ma solo esprimere il mio più totale sdegno circa l’atteggiamento dei nuovi sedicenti partigiani; quelli che si comportano da fascisti andando a caccia di un fascismo immaginario, ma che loro stessi paventano per giustificare la loro presenza!
Mi riferisco ai vari Grillo e comunisti di sorta, cui non importa niente della Storia, ma che hanno ben più a cuore imporsi all’attenzione della gente come gli antichi capipopolo di un tempo: e così facendo si creano un seguito importante di persone che poi possono “comandare” come meglio credono nelle loro battaglie ideologiche “contro” chiunque!

Ecco perchè non riesco mai ad apprezzare il 25 Aprile!
Dovremmo festeggiare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma ci ritroviamo tutti gli anni a fare una inutile apologia della Resistenza da cui viene emarginato il sacrificio delle migliaia di soldati Alleati cui nessuno si preoccupa di dedicare neanche un pensiero.

Fateci caso…tante bandiere Rosse e nemmeno una inglese o americana…