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Settimana scorsa Veltroni aveva sparato fuochi d’artificio a ripetizione, sentenziando che l’aver battuto di due punti di share Berlusconi nelle tribune elettorali Rai significava una palese disaffezione dell’elettore nei confronti del Cavaliere e che quindi la rimonta era compiuta.
Non era servito spiegare al leader PD che in quell’occasione Berlusconi aveva dovuto “battersi” contro la spietata concorrenza di un prime time all’insegna di Striscia su canale 5 e di Affari Tuoi su Rai Uno, e successivamente di una prima serata con CSI e Don Matteo.
Niente…lui aveva insistito nella sua teoria sgangherata: Berlusconi ha stancato, diceva…e per questo il telespettatore aveva preferito aspettare il verbo del Nuovo!

Oggi però, colpo di scena. A due giorni dalle elezioni, riecco la sfida. Ancora una volta privilegiato Veltroni, favorito dal traino di Striscia, ha finito comunque col prodursi in una sconfitta di audience che ha del clamoroso ed è confermata da un dato impietoso: meno 6% di share.
Il Cavaliere lo ha praticamente surclassato.

Ora, resto convinto che non si possa fare affidamento sui dati di ascolto televisivi per galvanizzarsi o per sconfortarsi, ma una cosa è certa: secondo il Veltroni-pensiero, trattasi di una debacle importante.

Sono comunque sufficientemente convinto che stavolta non lo sentiremo fiatare…

IPOCRITA…

Tra i due litiganti, si dice, il terzo gode.

Casini non spera altro. Che tra Veltroni e Berlusconi sia pareggio…con conseguente paralisi del Senato.
Dopodichè, si getta in pasto al ludibrio collettivo: se così fosse, dice il leader UDC, io sono pronto a guidare un governo per le riforme.

Sentito questo delirante annuncio, ho pensato?

Come????!!!!

Come cavolo si fa a spararla così grossa?

Così, giusto per capirsi: ricapitoliamo!
Una forza che forse andrà oltre l’8% giusto in Sicilia e Basilicata chiappando due o tre sparuti senatori nel sud d’Italia, pretenderebbe di avere più titoli per fare il premier rispetto agli altri due concorrenti nella corsa verso palazzo Chigi che come minimo avranno conquistato la quasi totalità dei seggi disponibili in TUTTA ITALIA, con cifre vicine o superiori al 40% dei consensi.

Ora, a me pare imbarazzante che un politico di lungo corso, come Casini è, si lasci andare a ragionamenti e piani sì tanto arrivisti quanto idioti!

Comunque, se mai ce ne fosse stato bisogno, una volta di più oggi è chiarissima la posizione del Centro: ottenere il massimo col minimo. In barba alla stessa Democrazia, che prevede che al governo vi sia la forza che ha conquistato il maggior numero di voti!

Una bella faccia tosta insomma.
Che mi auguro venga travolta da un’ondata targata PdL, con l’ausilio necessario (in questa battaglia contro le tendenze centripete) del PD!

Casini, fai meno il buffone!

Oltretutto, domanda di riserva: che fine ha fatto la Rosa Bianca?

Non solo di idee. La politica è fatta anche di scelte concrete. Che aiutano chi è in difficoltà, che migliorano la vita delle persone, che sostengono chi intraprende un nuovo cammino, che propongono soluzioni innovative, che realizzano i sogni di chi spera… La politica non può restare nei palazzi o nei salotti, ma deve scendere nelle piazze, sedersi a tavola con le famiglie, insinuarsi tra i banchi dei mercati…e deve rispondere ai bisogni che si alzano dalla società.

Per questo, oltre al cuore, il criterio più usato dagli italiani per decidere a chi affidare il proprio consenso elettorale è il portafogli!

Certo, credere in una certa visione di come dovrebbe essere gestita la Res Pubblica e appoggiarla, da liberali, da socialisti, da comunisti, da fascisti o da chi volete essere voi, riscalda gli animi e accende i cuori, ma…non è da tutti. La gran parte di chi si reca alle urne ci va contando i soldi che gli son rimasti in tasca rispetto all’ultima volta.

Non è un caso se in Italia si verifica con puntualità svizzera l’alternanza democratica!
Bastano pochi mesi per capire se le cose son cambiate davvero o se almeno stanno per cambiare. Quando poi l’illusione svanisce, riaffiora il malcontento, lo sconforto e la voglia di cambiare…di nuovo.

L’affetto e la fiducia verso il governo Prodi è durato talmente poco che è stato addirittura l’esecutivo meno amato dell’intera storia repubblicana, con cifre relative all’apprezzamento così basse da invidiare quelle del più odiato presidente della storia degli Stati Uniti d’America.

Il portafogli ha il suo peso, quindi.
E oggi è ben più leggero di due anni fa, di quando cioè il “professore” e quelli che oggi stanno con Veltroni promisero la felicità per ogni italiano.

Per questo, più che alle belle parole sui “modi di fare politica” che ognuno professa diversi e migliori degli altri, la gente presta maggiore interesse alle questioni più…spicciole.
Vogliono sapere o almeno immaginare quanti euro gli potranno rimanere in tasca domani. E dico “rimanere” perchè lo Stato non regala mai niente a nessuno. Al massimo può evitare di toglierti qualcosa.

Di “serietà al governo” o di “cambiare davvero” all’elettore medio non frega un bel niente. Tanto lo sa che è fiato sprecato.
Per questo son convinto che, al di là dei fedelissimi militanti, la restante truppa di indecisi apprezzerà di più l’immagine o il sogno di un’Italia che si “rialza”!

E venendo alle questioni più venali, i due programmi e le proposte parlano chiaro.
Da una parte c’è un Veltroni che promette una pioggia di soldi che necessariamente lo Stato dovrà in qualche modo recuperare facendoli quindi rientrare dalla finestra; dall’altra c’è un Berlusconi che, dopo cinque anni di governicchio e di errori clamorosi, e dopo due anni di venefico governo prodiano, pare aver capito cosa significhi andare incontro ai bisogni della gente: MENO TASSE!
Che tradotto suona così: PIU’ SOLDI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI!
Via l’ICI, via il BOLLO su auto e moto, via il prelievo su STRAORDINARI e TREDICESIME, QUOZIENTE FAMIGLIARE per calcolare l’IRPEF, via la TASSA DI SUCCESSIONE, ecc ecc…
…il tutto accompagnato da una seria e ferma volontà di riorganizzare l’inutilmente mastodontico e dispendioso apparato dello Stato: via le PROVINCE, DIGITALIZZAZIONE degli archivi, CARTOLARIZZAZIONI degli immobili in disuso degli enti pubblici, riduzione del deficit e quindi meno interessi da pagare sul debito pubblico, rilancio della LOTTA ALL’EVASIONE, ecc ecc…

Bastano pochi accenni per capire di cosa stiamo parlando.
Di due modi di vedere l’Italia.
Il PD continua a vedere il Paese nelle mani dello Stato.
Il Partito della Libertà, al contrario, vede lo Stato al servizio del suo Paese.

Al netto, facendosi due conti ipotetici, anche il più disilluso degli antipolitici arriva a capire che risparmia parecchio di più non dovendo pagare tasse inique sui suoi sacrifici piuttosto che aspettarsi una mano amichevolmente tesa da uno Stato che finora lo ha sempre tradito!

Mi par quindi chiaro: Silvio, stavolta, non solo ha la vittoria in pugno, ma anche la soluzione di parecchi problemi della gente comune…
E guardando al portafogli…io saprei scegliere con estrema facilità!

PdL, tutta la vita!

Biografia (politica) non autorizzata di Marco Travaglio. L'uomo dalle molteplici contraddizioni!


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