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Ho il tempo alle calcagna, ma aspettando di scrivere questo post mi son spesso chiesto cosa avrei potuto dire di nuovo. E tutte le volte mi son detto: niente! Niente, perchè è già tutto deciso. Non nel senso di truccato, bensì di straordinariamente scontato.
Per capirsi: anche i sondaggi parlano chiaro.
E per capirsi ancora meglio, l’illuminazione me l’ha data oggi un Marcello Veneziani in grande spolvero che su Libero sintetizza il modus essendi del leader del PD, quel Walter Veltroni che giorno dopo giorno di questa campagna elettorale si è meritato la sonora sconfitta cui sta andando incontro:
“[...] dopo aver cancellato il principio di identità, ha cancellato pure il principio di non contraddizione. Niente può essere e non essere allo stesso tempo, sosteneva Aristotele. [...] Walter ha rovesciato questa logica antiquata (d’altra parte, lui è il Nuono - e questo lo dico io…eheh). [...] Non si può essere e non essere la stessa cosa, eccetto veltroni; così Walter corregge l’aristotelico San Tommaso d’Aquino. Lui è di sinistra ma anche di destra, radicale, ma anche clericale, romano ma anche un po’ siculo e lombardo, operaista, ma anche padronale. E’ buonista, ma anche fautore della castrazione chimica; cioè allievo di Don Milani ma anche di Calderoli, ama i borgatari ma candida Colaninno. [...]“
Ecco, spero sia più chiaro a tutti il concetto.
Veltroni non può vincere perchè dietro alle sue belle parole, pronunciate col suo timbro da “quantosonobbuono” “mò ve dico la verità” c’è un personaggio in cerca di sè stesso…è uno nessuno e centomila.
E questo finisce per disorientare.
Disorientare gli indecisi, quelli che valutano le proposte…
Ovvio…i soldatini non discutono gli ordini. Applaudono ed eseguono silenziosi.
Ma gli altri…beh…finiranno per punirlo.
D’altra parte, si sa…
…Veltroni è un leader, ma anche NO!













































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