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E’ un ottimo soldatino. Bisogna ammetterlo e riconscerglielo.
Romano Prodi è letteralemente sparito, scomparso, puff…non c’è più. Così come l’avevano chiamato ora gli hanno ordinato di restare nascosto. E lui obbedisce.
Può addirittura darsi che il professore, nonostante i suoi sogni di gloria infranti (chè forse c’aveva creduto, d’essere importante per questa sinistra), gli voglia davvero bene a Veltroni.
In fondo, gli basterebbe apparire in video un secondo in più degli istituzionali 36 che gli riservano i telegiornali riferendosi al pres del cons; gli basterebbe fiatare, aprir bocca, sibilare farfugliando qualcosa, come ai vecchi tempi…e Veltroni sarebbe rovinato, spacciato, ricacciato al 26% di consensi da cui a fatica è risalito…da quando proprio Prodi è stato allontanato dai media.
Cenerentolodi, o Prodentola, fate voi, è stato rinchiuso nella stanza più alta e buia della torre e lui, da bravo, accetta (non senza sofferenze immagino) l’imperativo categorico divieto di uscirvi.
Così si fa! Per il bene del partito si deve accantonare non solo qualsiasi mira di potere, ma si può e si deve rinunciare pure alla propria dignità.

Certo fa strano (non)vederlo così.
Me lo ricordo, solo qualche mese fa, quando parlava col fiero cipiglio decisionista dello statista che ha salde in pugno le redini del destino del suo governo; quando credeva ancora di poter avere un ascendente su ministri e senatori ribelli; quando parlava agli italiani col suo caschetto e gli sci ai piedi sulla candida neve delle alpi promettendo felicità grazie alla sua ricetta; o ancora quando girava col suo camion giallo per presentare il suo fantasmagorico programma…

Ah…quanti ricordi…che uomo che era quello!
Erano altri tempi. Suvvia, l’Eldorado prodiano sapeva benissimo pure lui non sarebbe durato a lungo.
Ecco perchè non sorprende saperlo triste oggi nella sua stanzetta a palazzo Chigi, aspettando che qualcuno se lo fili, anche solo per telefono. Vabbè che son tutti a leccare i piedi a Veltroni ora, ma insomma…lui potrebbe fare ben più che il nonno!

Eppure, qualcuno lo diceva, gliel’aveva detto che era un front-man, un burattino nelle mani di gente spietata, che lo avrebbero usato.
Ma il professore, a quel qualcuno gli diede di “ubriaco appeso a un lampione”.

Ora abbiamo scoperto chi era veramente l’ “utile idiota”.

Ci vuole comunque grande coraggio.
Si, dai…diamo a Cesare quel ch’è di Cesare.
Romano Prodi è un uomo da apprezzare. Sa contenersi, è misurato…
Pensate un po’: c’è in giro Berlusconi che lo demonizza e lo demolisce in campo aperto e lui…pur di non rovinare l’altro (Veltroni) che pure lo sta massacrando è disposto a rinunciare a qualunque tipo di difesa.

Lui sta lì…”come il semaforo…fermo”!
Parole sue…

Avessimo voluto descriverlo a parole nostre avremmo forse detto…sta lì, fermo, inerte, a farsi sfottere da chiunque…come un…pirla.
E invece no, non lo diciamo.
In questo momento si può solo ammirare.
Fatto?
Bene…
Ora spaventiamoci.
Spaventiamoci…perchè non si può solo ridere di fronte a tanta mancanza di autostima…soprattutto se frutto di una scelta.
La scelta del silenzio.

Brrrr….ho i brividi!

Quando al governo c’è il centrodestra, per il centrosinistra va tutto bene così com’è ed ogni proposta di riforma si trasforma in un attacco all’unità della Repubblica o alla Costituzione, un passo verso la dittatura o la macelleria sociale.
Quando poi al governo va il centrosinistra, lo scenario cambia: è tutto da rifare. E tornano buone perfino le proposte che furono di Berlusconi.
Per le riforme istituzionali è andata proprio così: Prodi e Veltroni hanno prima condotto, lancia in resta, la campagna referendaria contro la modifica della Carta Fondamentale approvata nella scorsa legislatura dalla CdL, salvo poi recuperarne ampi passaggi e riproporli, a parole loro, durante il governo del professore.
Domanda: perchè il federalismo ieri è un tentativo di dissoluzione dello Stato e oggi è invece un’intelligente e necessaria riforma per migliorare il funzionamento dell’amministrazione? Perchè la riduzione dei parlamentari proposta ieri era una minaccia per la democrazia e oggi è invece una brillante intuizione per snellire l’iter legislativo e abbattere i costi della politica? Perchè, ancora, scindere le funzioni di Camera e Senato era sbagliato ieri e giusto oggi?

Insomma, avete capito l’andazzo.

Ora, apprendiamo che Veltroni, sorprendendo tutti (i suoi), tira fuori dal cilindro un vecchio cavallo di battaglia berlusconian-calderoliano: l’indicazione di criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale da aprte dei pubblici ministeri. A fissarli dovrebbero essere Parlamento CSM e Procure.
Un vero e proprio fuoco d’artificio. Che ha peraltro lasciato di pietra Di Pietro…ma non erano tutti amorevolmente d’accordo su qualunque cosa nel PD????!!!
Vabbè…
Ottima proposta.
Ma perchè allora, in passato proprio la sinistra ulivista appoggiò scioperi e girotondi a difesa dell’indipendenza della magistratura quando a presentare questa esigenza di razionalizzazione del lavoro dei magistrati fu Berlusconi?
Cos’è cambiato oggi?

L’unica risposta possibile è…che sia cambiato proprio lui, proprio Veltroni.
Al che il dubbio: ma è ancora di Sinistra?
A furia di inseguirlo, è pur possibile che Veltroni si sia invaghito di Berlusconi e abbia finito per apprezzarne programma e scelte politiche. Tant’è che le copia pedissequamente.

A questo punto, e sempre più, il programma del PD si avvicina a quello del PdL.
Differenza? Letteralemente quasi nessuna.
Ma perchè fidarsi di chi fino a ieri disconosceva le proposte che oggi porta in pompa magna come unica via di rinnovamento?

Dedicato a Travaglio e Grillo.


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