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Vogliono essere sempre i migliori.
Anche nelle schifezze.
Eguagliato e addirittura superato il “meno male che Silvio c’è“!
Ridiamoci su.
Boselli ha bisogno di spazio. Spazio mediatico, s’intende. Altrimenti il suo Partito Socialista difficilmente arriverà a superare la quota minima dell’1% valida per il recupero dei rimborsi elettorali. Io, da par mio, non glielo auguro. Di cuore…
Certo è che la trovata è geniale. Non è sua, ovvio, ma dell’uomo del contratto con gli italiani di Berlusconi, tale Luigi Crespi. Un guru in fatto di pubblicità politica.
Girerà, sulle tivù commerciali, dal 29 marzo in poi, uno spot elettorale in cui sarà addirittura Gesù a suggerire quale sia il vero voto utile.
In fondo, dicono…, era lui il primo socialista, il primo rivoluzionario. Chi meglio del Figlio di Dio allora può indicarti la strada per migliorare la tua condizione sociale e il tuo reddito oltre che per salvare la tua anima.
D’altronde lo spiegavano gli stessi socialisti nel 46, con un manifesto su cui giganteggiava l’immagine del Cristo con un virgolettato che ammoniva: “difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli”.
Che tradotto può essere riassunto così: tutti più poveri…così avremo tutti garantito l’accesso al regno di Dio.
Battute a parte.
Credo che difficilmente il PSI farà breccia nei cuori degli elettori con un simile stratagemma.
I cattolici non si lasceranno abbindolare, anzi…ne saranno risentiti.
I laici, o atei, invece non terranno in conto di un riferimento cattolico alla dottrina della tanto odiata Chiesa.
Conclusione: solo pubblicità. Ingannevole, oltretutto…e non si sa quanto efficace dal punto di vista del risultato ultimo.
E’ un ottimo soldatino. Bisogna ammetterlo e riconscerglielo.
Romano Prodi è letteralemente sparito, scomparso, puff…non c’è più. Così come l’avevano chiamato ora gli hanno ordinato di restare nascosto. E lui obbedisce.
Può addirittura darsi che il professore, nonostante i suoi sogni di gloria infranti (chè forse c’aveva creduto, d’essere importante per questa sinistra), gli voglia davvero bene a Veltroni.
In fondo, gli basterebbe apparire in video un secondo in più degli istituzionali 36 che gli riservano i telegiornali riferendosi al pres del cons; gli basterebbe fiatare, aprir bocca, sibilare farfugliando qualcosa, come ai vecchi tempi…e Veltroni sarebbe rovinato, spacciato, ricacciato al 26% di consensi da cui a fatica è risalito…da quando proprio Prodi è stato allontanato dai media.
Cenerentolodi, o Prodentola, fate voi, è stato rinchiuso nella stanza più alta e buia della torre e lui, da bravo, accetta (non senza sofferenze immagino) l’imperativo categorico divieto di uscirvi.
Così si fa! Per il bene del partito si deve accantonare non solo qualsiasi mira di potere, ma si può e si deve rinunciare pure alla propria dignità.
Certo fa strano (non)vederlo così.
Me lo ricordo, solo qualche mese fa, quando parlava col fiero cipiglio decisionista dello statista che ha salde in pugno le redini del destino del suo governo; quando credeva ancora di poter avere un ascendente su ministri e senatori ribelli; quando parlava agli italiani col suo caschetto e gli sci ai piedi sulla candida neve delle alpi promettendo felicità grazie alla sua ricetta; o ancora quando girava col suo camion giallo per presentare il suo fantasmagorico programma…
Ah…quanti ricordi…che uomo che era quello!
Erano altri tempi. Suvvia, l’Eldorado prodiano sapeva benissimo pure lui non sarebbe durato a lungo.
Ecco perchè non sorprende saperlo triste oggi nella sua stanzetta a palazzo Chigi, aspettando che qualcuno se lo fili, anche solo per telefono. Vabbè che son tutti a leccare i piedi a Veltroni ora, ma insomma…lui potrebbe fare ben più che il nonno!
Eppure, qualcuno lo diceva, gliel’aveva detto che era un front-man, un burattino nelle mani di gente spietata, che lo avrebbero usato.
Ma il professore, a quel qualcuno gli diede di “ubriaco appeso a un lampione”.
Ora abbiamo scoperto chi era veramente l’ “utile idiota”.
Ci vuole comunque grande coraggio.
Si, dai…diamo a Cesare quel ch’è di Cesare.
Romano Prodi è un uomo da apprezzare. Sa contenersi, è misurato…
Pensate un po’: c’è in giro Berlusconi che lo demonizza e lo demolisce in campo aperto e lui…pur di non rovinare l’altro (Veltroni) che pure lo sta massacrando è disposto a rinunciare a qualunque tipo di difesa.
Lui sta lì…”come il semaforo…fermo”!
Parole sue…
Avessimo voluto descriverlo a parole nostre avremmo forse detto…sta lì, fermo, inerte, a farsi sfottere da chiunque…come un…pirla.
E invece no, non lo diciamo.
In questo momento si può solo ammirare.
Fatto?
Bene…
Ora spaventiamoci.
Spaventiamoci…perchè non si può solo ridere di fronte a tanta mancanza di autostima…soprattutto se frutto di una scelta.
La scelta del silenzio.
Brrrr….ho i brividi!
Quando al governo c’è il centrodestra, per il centrosinistra va tutto bene così com’è ed ogni proposta di riforma si trasforma in un attacco all’unità della Repubblica o alla Costituzione, un passo verso la dittatura o la macelleria sociale.
Quando poi al governo va il centrosinistra, lo scenario cambia: è tutto da rifare. E tornano buone perfino le proposte che furono di Berlusconi.
Per le riforme istituzionali è andata proprio così: Prodi e Veltroni hanno prima condotto, lancia in resta, la campagna referendaria contro la modifica della Carta Fondamentale approvata nella scorsa legislatura dalla CdL, salvo poi recuperarne ampi passaggi e riproporli, a parole loro, durante il governo del professore.
Domanda: perchè il federalismo ieri è un tentativo di dissoluzione dello Stato e oggi è invece un’intelligente e necessaria riforma per migliorare il funzionamento dell’amministrazione? Perchè la riduzione dei parlamentari proposta ieri era una minaccia per la democrazia e oggi è invece una brillante intuizione per snellire l’iter legislativo e abbattere i costi della politica? Perchè, ancora, scindere le funzioni di Camera e Senato era sbagliato ieri e giusto oggi?
Insomma, avete capito l’andazzo.
Ora, apprendiamo che Veltroni, sorprendendo tutti (i suoi), tira fuori dal cilindro un vecchio cavallo di battaglia berlusconian-calderoliano: l’indicazione di criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale da aprte dei pubblici ministeri. A fissarli dovrebbero essere Parlamento CSM e Procure.
Un vero e proprio fuoco d’artificio. Che ha peraltro lasciato di pietra Di Pietro…ma non erano tutti amorevolmente d’accordo su qualunque cosa nel PD????!!!
Vabbè…
Ottima proposta.
Ma perchè allora, in passato proprio la sinistra ulivista appoggiò scioperi e girotondi a difesa dell’indipendenza della magistratura quando a presentare questa esigenza di razionalizzazione del lavoro dei magistrati fu Berlusconi?
Cos’è cambiato oggi?
L’unica risposta possibile è…che sia cambiato proprio lui, proprio Veltroni.
Al che il dubbio: ma è ancora di Sinistra?
A furia di inseguirlo, è pur possibile che Veltroni si sia invaghito di Berlusconi e abbia finito per apprezzarne programma e scelte politiche. Tant’è che le copia pedissequamente.
A questo punto, e sempre più, il programma del PD si avvicina a quello del PdL.
Differenza? Letteralemente quasi nessuna.
Ma perchè fidarsi di chi fino a ieri disconosceva le proposte che oggi porta in pompa magna come unica via di rinnovamento?

Sul Velino alcune anticipazioni del contenuto del libro di Benedetto Marcucci, giornalista che nei prossimi giorni presenterà appunto il suo “Modello Roma. Il grande bluff. Perchè la fama di Veltroni sindaco è campata in aria”. (editrice Rubbettino)
Qui l’intervista.
“Walter Veltroni, al contrario di quello che lui racconta, non ha una cultura amministrativa. È un bravissimo organizzatore di eventi i quali gli servono a creare i presupposti necessari per far credere che l’amministrazione funzioni”.
Ma è solo l’ultimo di tanti sondaggi che hanno ormai accertato la fine dell’ “effetto Veltroni”.
Il quale, notasi, anche così è ben poca roba.
Teniamo sempre conto il dato ULIVO del 2006: 31,3%.
E ricordiamo pure la soglia indicata da Fassino a suo tempo per parlare di “successo”, quel 33% mai raggiunto da Prodi. E nemmeno da Walter.
Altro dato su cui riflettere è poi l’affermazione di Di Pietro nelle intenzioni di voto degli elettori di sinistra. Quel 4%, se vogliamo, appare eccessivo. Ma ci fidiamo. D’altronde, agli orfani della falce e martello, il magistrato giustizialista vicino ai movimenti piace.
Per ora ci aggiorniamo così.
| Domanda : Intenzioni di Voto. |
| Risposta: Popolo delle Libertà (37,0 %); Lega Nord (6,0%) MPA (1,0%) ; Partito Democratico (32,0%) Italia dei Valori (4,0%); La Destra (3,5%) ; Unione di Centro ( 7,0%) ; Partito Socialista (1,5%) ; Sinistra Arcobaleno (6,5%) Altri partiti (1,5% |
In attesa dei prossimi lanci.
Un’ultima precisazione: anche per la Quaeris il premier preferito è e resta Silvio Berlusconi:
| Domanda : Fra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, chi preferirebbe come prossimo Presidente del Consiglio? (Dato Area Nord Est). |
| Risposta: Berlusconi (44%); Veltroni (39%); Sono indeciso (10,4%) Nessuno dei due (6,6%) |
Bye bye Veltroni…
L’aveva promessa Romano Prodi, di concerto col ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, subito dopo la nomina di De Gennaro a super(?) commissario straordinario(?) per l’emergenza rifiuti a Napoli.
Eccola qua, la soluzione strutturale.
Mandare la monnezza in Germania.
A spese di tutti i contribuenti.
Complimenti!
Dicevano che con la legge 194 erano stati azzerati gli aborti clandestini.
A domanda: si ma come si possono quantificare gli aborti clandestini se per definizione una cosa clandestina non la puoi conoscere? Nessuno credo abbia mai capito la risposta.
Il caso del medico suicida di Rapallo ci da conferma di quanto poco sopra detto.
Non solo. Ci da anche un altro elemento di riflessione.
Per alcuni sarà una considerazione banale ed inflazionata, ma alla luce del fatto è inevitabile non tornarci su: l’aborto, oggi, non è quasi mai terapeutico e quasi sempre di comodo. Un gesto egoistico. Che si sceglie per porre rimedio a qualcosa di non voluto o non programmato.
Diciamola tutta: è più che altro l’ultimo dei contraccettivi possibili.
Inutile dire che così inteso non è un atto che afferma la propria libertà o la propria autodeterminazione, bensì qualcosa di più torbido, almeno moralmente parlando.
E’ un gesto frutto di una mancanza di responsabilità disarmante e il disconoscimento del valore della vita umana al solo fine di garantirsi una (pseudo)libertà fittizia, come può essere il proseguio di una carriera o il passare altre notti brave con gli amici o chicchessia senza doversi preoccupare di nessun’altro!
Fino alla motivazione più squallida di tutte: per evitare al figlio una vita di sofferenza nel caso in cui questo dovesse nascere con qualche handicap.
Facile intuire che il problema non sta nel bambino, per il quale si fa in frettissima a decidere non abbia diritto a vivere la propria esistenza, bensì tutto nei genitori, che hanno paura di affrontare tanto dolore e di star dietro a mille pensieri per quel figlio malato, di dedicarsi a lui soltanto sottraendo il loro tempo. Perciò, se si può scegliere, beh…perchè non farne a meno?
Il disagio, tutto genitoriale, l’abbiamo compreso da una notizia di qualche giorno fa: la mamma e il papà di una bambina affetta dalla sindrome di Down hanno deciso che “per la bambina” sarebbe stato utile un intervento di plastica facciale in modo da darle un aspetto che mascherasse la sua malattia per un migliore inserimento nella società. Quella attuale, che si basa più sull’apparenza che sulla sostanza. Ma quel “per la bambina” è da interpretarsi meglio come “per loro, per quei genitori”, che non accettano il “difetto” della figlia e adottano una scusaccia pur di assecondare i loro turbamenti.
Per farla breve: aborto e accettazione delle diversità sono temi strettamente collegati tra loro. Rispondono ad una comune esigenza: sottrarsi alla realtà e cercare di modificarla, financo a farla sembrare tutt’altra, come mai esistita.
Non possiamo rimanere inermi di fronte a questi deliri di onnipotenza dell’umanità che nascondono solo le profonde fragilità umane.
Dobbiamo semmai batterci per ricostruire o per fondare una società veramente innamorata di sè stessa, che non emargina, ma accoglie e aiuta ed integra e che sia capace anche di mettersi al servizio del più debole.
Ogni vita ha la sua dignità.
Ed è questa che va difesa: da chi vorrebbe assoggettarla ad una scelta; o da chi vorrebbe poterla piegare ai propri interessi.
Rivediamo la 194, quindi…consideriamo l’aborto come un omicidio, perchè tale è, al di fuori di specifici casi previsti dalla legge; e impediamo la vergognosa deriva etica cui assistiamo, per ora troppo intimoriti di scagliarcisi contro!
Non se ne sa ormai più niente del governo Prodi. Pare di vivere in un periodo di interregno. Ma per fortuna, a scuoterci dal soporifero torpore di una campagna elettorale suonata a colpi di fair paly ci ha pensato il tanto atteso annuncio della “trimestrale di cassa”.
Fino a qualche settimana fa ci parlavano di una Paese in recupero. Altro che recessione tremontiana. La sinistra ha ridato impulso all’economia. A questo son servite le due finanziarie del mitico duo Padoa-Schioppa Visco. Stimavano la crescita del pil intorno al 2%. Esagerati, come al solito. Poi si corressero: 1,5%.
Si risentivano se dal centrodestra qualche economista li tacciava d’esser bugiardi. Gente del calibro di Baldassarri e Vegas quasi quotidianamente andavano ripetendo che Prodi aveva truccato i conti. Aveva tolto qualcosa di qua e aggiunto qualcosa di là. I conti non tornavano.
Li abbiamo visti, come s’incazzavano in tv, quando agli spettatori spiegavano con la loro tipica puzzetta sotto il naso e la loro protervia del cavolo, alla Bersani per capirci, che il Paese oggi poteva guardare ad un futuro più sereno e che non dovevamo credere agli incompetenti del precedente governo che ci avevano portato alla crescita zero.
Ora però, son stati costretti ad ammetterlo.
Abbiamo fatto schifo!
E’ una traduzione, perchè da loro non lo sentirete mai dire esplicitamente. Lo dico io per loro! Hanno fatto schifo!
Come una mazzata tra capo e collo, abbiamo scoperto che il pil è più che dimezzato. Le stime erano palesemente infondate.
Cresciamo, forse, dello 0,5 / 0,6%, ma per Confindustria è crescita zero!
Complimenti. Un applauso per i grandi economisti del centrosinistra.
Di crescere comunque qualcosa è cresciuto: tasse e inflazione. In una parola: potere d’acquisto azzerato e salari massacrati dalle gabelle più disparate.
Non è un caso infatti se l’Italia è tra gli ultimi a livello mondiale per crescita dei salari!
Ecco, le cose stanno così.
Non ci vuole una dettagliata disamina economica per dire che…ci hanno preso per i fondelli.
Motivo in più per essere incazzati con questa gente.
Ma scommetto che oggi Veltroni parlerà d’altro.
Magari dei conti pubblici: il debito, in termini assoluti cresce di parecchi miliardi di euro, ma per incredibili magheggi e operazioni matematiche pare scenda al 104% dal 106 che era.
Poi tirerà fuori qualche altro sondaggio.
E il gioco è fatto. Di nuovo: Prodi e Padoa Schioppa non sono mai esistiti nè esistono a tutt’ora.
Breve postilla: non è un caso se nel 2006 la crescita fu dell’1,7%, nel 2007 dell’1,5% e oggi dello 0,quacosa%!
Il 2006 infatti, è l’anno in cui si sono fatti sentire gli effetti maggiori dell’ultima finanziaria targata Tremonti. Il 2007 ha risentito già dei primi colpi della finanziaria di Schioppa e oggi, alla seconda ondata di tasse made in Visco ecco…la frittata è fatta!
Il governo Berlusconi potrà anche venire criticato su molti fronti, ma Tremonti è stato un ottimo ministro. In grado di “tenere” i conti pubblici in un periodo di congiuntura disastrosa e perfino di agganciare la ripresa.
Prodi, al contrario, coi suoi soloni dell’economia, è riuscito nell’impresa di sfilarsi dal treno della ripresa e di infilarsi a capo fitto nella nuova congiuntura sfavorevole.
Perfino il deficit ha ripreso a correre verso il 3%, quando Tremonti lo riportò, al netto delle multe europee, sotto il 2,4%!
C’è altro da dire?
Oggi sono stato a Roma. Toccata e fuga. Impegni di famiglia.
Seppur per brevissimo tempo ho goduto come sempre dello spirito dell’Urbe immortale, che non manca mai di affascinarmi e ammaliarmi.
A tratti però il mio delirio onirico tra i fasti romani veniva interrotto causa manifesti elettorali. In primo piano il faccione del “cicoria”, l’altro “pupo” de Roma…si, dai…avete capito, Rutelli. Poi, a caratteri cubitali, le sue proposte per la città.
Datemi il voto perchè io farò di Roma…

…una città più pulita? più curata? più ordinata? una capitale più moderna? più umana (addirittura!?)?
Scusate un attimo: ho dovuto rileggere più volte quelle parole arancioni su sfondo bianco. Incredulo ho dovuto ammettere che la vista non mi faceva difetto.
Di lì, la fragorosa risata.
Che pirla. Per dirla alla lumbard. Che bischero…per dirla nella lingua di Dante (e anche un po’ la mia…).
Possibile che Rutelli parli così di Roma, della città fino all’altro ieri di Veltroni?
Possibile che Rutelli abbia in mente, praticamente, una ricotruzione di Roma?
Ne parla come se negli scorsi otto anni fossero stati sindaco prima Fini e poi Alemanno. La capitale ridotta sul lastrico da risanare, però, non è stata governata dal centrodestra…almeno non nell’ultimo ventennio.
Appare un po’ clamoroso che quindi il primo a riconoscere l’incapacità gestionale dell’amministrazione della città da parte di Velroni sia proprio un suo alleato del PD…e che alleato!
Al che, la domanda sorge spontanea: ma il modello politico che Veltroni vuole utilizzare per governare l’Italia è lo stesso usato per Roma?
No, perchè allora saremmo proprio nei guai!
La seconda riflessione è stata conseguente alla precedente.
Ovvero: sembra impossibile, ma Veltroni e il PD stanno portando avanti una campagna elettorale atipica. Ma non perchè vi sia una forma diversa degli schieramenti in campo. Bensì per il fatto che punta tutto sul tentativo di far dimenticare il passato prossimo per riportare l’attenzione a quello remoto. E in un colpo, puff…Prodi non è mai esistito per Veltroni, come Veltroni sembra non essere mai esistito per Rutelli. Nel secondo caso è ancora peggio, perchè er cicoria si dimentica pure di sè stesso, ma insomma…
Per farla breve.
E’ grottesco questo modo di fare politica.
Da una parte può anche far sorridere. Ma più che altro inorridisce per la continua spinta alla mistificazione. E io, molto personalmente, da gente così non vorrei nemmeno sapere amministrato il mio condominio!
Comunque…grazie Rutelli. Senza te non avremmo mai capito chi è veramente Walter Veltroni. Un incompetente che ha reso Roma una città insicura, disordinata, sporca, obsoleta e perfino inumana.
Non lo dico io. Lo dici tu. Altrimenti non chiederesti un voto per rifondarla!
Sono andati a pescare la candidatura numero 11 nella lista del PdL nel Lazio per il Senato. Trattasi, praticamente, di qualcuno che non entrerà in Parlamento. Nemmeno nelle più rosee aspirazioni elettoralistiche.
Dunque resta da chiedersi perchè fare un’operazione di questo genere.
La risposta è semplice: mancanza di argomenti veramente nuovi da colmare con una bella smossa alle acque della campagna elettorale. Un tentativo d’inquinamento insomma, di intorpidimento della gara, per distrarre l’elettore.
Da qui, si capisce benissimo che dietro l’ostentazione di sorrisi sicuri circa un’improbabile rimonta, Veltroni celi addirittura la paura di un arretramento consistente, soprattutto dopo l’alleanza coi Radicali, che sta spingendo un sacco di voti cattolici e moderati lontani dal PD verso l’UDC di Casini.
Buttarla sulla deriva fascista del PdL serve a provare a riequilibrare le cose. I centristi del centrodestra potrebbero non gradire la deriva destroide della ex CdL e Veltroni, forse, si augura che certa parte di quell’elettorato torni o cominci a guardare con maggiore favore proprio il PD attanagliato tra laicisti mangipreti e giustizialisti che fanno tintinnare manette ad ogni piè sospinto.
Il candidato senatore in questione, per tornare al fatto di giornata, è l’imprenditore Ciarrapico Giuseppe. Conosciuto ormai però più per il suo essersi detto ancora fascista che per la sua storia politica e di editore.
Vai perciò a spulciare in rete e…scopri alcune cosette che ti fanno quantomeno sorridere.
Si viene perciò a sapere che il Nostro, non solo è un fascista “atipico” (chiamiamolo così…), ma perfino gradito a sinistra…e dal PD stesso, che tempo fa gli offrì, con gli onori del caso, di partecipare alla sua struttura politica. Lui accettò, scagliandosi anche contro il centrodestra. Era solo un anno fa. Un anno fa era “presentabile“. Oggi è diventato un impresentabile. Misteri del moralismo progressista.
Ma vabbè, andiamo avanti.
In realtà, mosso dalla mia vis polemica, giro a chiunque si soffermi su queste righe, una breve domanda: si può esser fascisti nell’Italia repubblicana e democratica di oggi?
Beh, la mia risposta è…assolutamente SI!
Non solo: mi piace questo Ciarrapico. Non è da tutti ammettere di non voler rinnegare il proprio passato. Il che non esclude l’accettazione delle regole del presente. Nè significa lavorare per un futuro che possa far risorgere i fasti del passato cui si ispira.
Per farla breve: qui si dovrebbe riaprire un’annosissima questione sulla differenza tra il fascismo inteso come movimento e il fascismo inteso come momento storico, in cui molti degli ideali prodotti dal movimento sono stati corrotti nella loro attuazione storico-politica.
Se dunque esser fedeli a principi-valori come Patria, Dio, Famiglia e loro sottoprincipi fa di chi vi crede un fascista allora lo sono anch’io.
Ma proprio non ci sto, allora, (come pure m’è capitato) a farmi appiccicare etichette del tutto immeritate circa un’adesione scontata anche ai crimini di cui si è macchiato il fascismo durante il ventennio.
No, non sono mai stato d’accordo con le pratiche violente con cui i Fasci imponevano la loro idea(?), nè sono mai stato d’accordo con l’approvazione delle leggi razziali.
Ecco perchè non capisco tutta questa boutade mediatica, Ma me la spiego nel modo di cui sopra: necessità di buttare la palla fuori dal campo da giuoco.
Tentativo peraltro inutile, perchè non basterà per far dimenticare le tante contraddizioni che vivono nella mini-Unione targata Veltroni. All’interno della quale, tra le tante cose, vi sono parecchi ex-comunisti che hanno preferito, per mancanza di coraggio, tradire a parole la loro Storia, portandola però avanti, con grande ipocrisia sotto gli occhi di tutti, nei fatti.
Ora…non so davvero cosa sia meglio.
Anzi, lo so: la coerenza. Anche in politica fa bene, ogni tanto.
E poi…credo sia molto più facile esser fascisti votati alla democrazia, piuttosto che comunisti con ambizioni riformistiche: a meno che non si recida col proprio passato, con la propria cultura. Infatti, non è successo. Al di là delle parole, i comunisti restano sempre comunisti!
Forza Ciarrapico!

Sono arrivati all’ultimo tuffo. O quasi.
Ma il programma ormai era già stato scritto. Da Veltroni e Di Pietro.
Emma ha solo dovuto ratificare. Mettere una firma in calce e via.
Ideali, valori, battaglie, cultura…tutto messo da parte.
L’importante non è mai stato il progetto. Ma la poltrona.
Tant’è che lo scontro tra le truppe pannellate e Veltroni è occorso non sui nodi politici del PD, bensì sul numero di candidature “blindate” pretese dai Radicali e non rispettate da Walter.
Di più: a domanda specifica, i vari Cappato o Pannella non fanno altro che rispondere che loro con quel programma non hanno niente a che vedere, anzi…lo vorrebbero parecchio diverso, molto più liberale, direi quasi liberista.
Come spiegare allora non solo l’apparentamente, ma anche e soprattutto lo scioglimento del partito Radicale in quello Democratico?! Hanno poco in comune, tranne una comune base laicista, che però Veltroni deve contemperare con la necessità di essere amico anche del mondo cattolico; hanno poco da spartire anche col giustizialista per eccellenza in Italia, quell’Antonio Di Pietro per cui tanto Walter si è speso.
Resta giusto il motivo d’interesse economico e di potere.
Pur di entrare in parlamento e raccattare qualche spicciolo dai rimborsi, i Radicali sono stati disposti a cedere su tutti i fronti alla loro Storia.
Una vergogna dietro l’altra.
Fino all’ultima perla di ieri made in Marco Giacinto Pannella: visto che è stato escluso (perchè a tutto c’è un limite e Pannella è ormai impresentabile anche per il buon Veltroni) dalle liste del PD, ha provato la carta Boselli, del partito Socialista, quallo con cui stava fino a ieri nella Rosa nel Pugno. Picche. Giustamente. Ma si capisce bene la disperazione di un uomo incapace di intendere e di volere. Che ha letteralmente distrutto i Radicali e la loro Storia.
Oggi sono gli zimbelli della politica italiana. Tutti (o quasi) li evitano. Creano più grane che altro.
Ecco perchè da quando sono entrati nel PD Veltroni non cresce più e anzi va a perdere nei sondaggi.
Ma non era meglio, caro Walter, correre davvero da solo?
Di WinChu.
Mi rendo perfettamente conto di stare per dire un’eresia se consideriamo i pareri universali di intellettualoidi radical chic, di sinistrorsi caviale e champagne di chi ci vuole quotidianamente insegnare cosa e come pensare: a me il porcellum piace… Si, la tanto vituperata porcata Calderoliana, definita dallo stesso senatore in questi coloriti termini a me piace… Per non tediarvi con elucubrazioni eccessive vado al punto e racchiudo in tre punti fondamentali il mio favore…
- è una legge che costringe i partiti ad allearsi, è prodromica alla formazione di gruppi parlamentari unici, riduce la frammentazione e stimola i protagonisti a dar vita ai propri progetti…pdl e pd insegnano…
- anche chi la critica da scranni privilegiati e saccenti ne sfrutta i benefici…dove sarebbero taluni politici se non esistesse questa legge…l’inserimento dei radicali nelle liste del pd e di altri partitini nelle liste del pdl è per loro salvifico, sarebbero rimasti fuori altrimenti…quindi due risultati insieme…
- l’abolizione delle preferenze a me piace moltissimo… Si,l’ho detto…i capelli dei progressisti saranno ritti, affari loro… Senza le preferenze si combatte una piaga tutta italiana, specialmente meridionale: il voto di scambio…
“Quando la sinistra va al governo, il programma diventa qualcosa così…..” STRAAAAP!
Nel video IL FATTO REALE ed inconfutabile.
Complimenti comunque allo staff veltroniano, in grado di pilotare la stampa nazionale e a far passare un messaggio del tutto mistificatorio della realtà!
Eccolo qua, il famigerato effetto Veltroni. La grande rimonta.
Leggere i sondaggi può riservare sorprese non indifferenti, soprattutto perchè aiutano a capire meglio la realtà che continuamente ci viene mistificata attraverso i media dai paladini del progressismo.
Partiamo da un paio di dati fondamentali: i risultati alle scorse elezioni: l’Ulivo (grosso modo il PD di oggi) 31,3% ; Di Pietro arrivò al 2,3%. I Radicali si presentarono coi socialisti nella Rosa nel Pugno, guadagnando il 2,6% dei consensi, ma oggi è difficile scomporre il dato, perciò indicativamente accreditiamo Pannella e compagni di almeno un misero 1%.
Somma della tornata 2006 (quella della “scelta definitiva”, quella “per liberare l’Italia da Berlusconi”, quella insomma caricata a mille da cinque anni di insulti, menzogne e cattiverie di vario genere): circa 35%.

Bene.
Andiamo a vedere la situazione oggi.
Di sondaggi se ne sentono lanci quotidianamente. Ma volendo fare un’analisi anche solo grossolana, viene fuori che il PD (cioè il vecchio Ulivo) con Veltroni arriverebbe al massimo (previsione ottimistica della SWG, cioè della società di rilevazione più vicina alla sinistra, quella che nel 2006 dava per certo un distacco di almeno 8 punti rispetto al Cavaliere) al 34%, ma più realisticamente non andrebbe oltre il 33% (per la Euromedia, quella che invece azzeccò il pareggio elettorale tra le due coalizioni, Walter si fermerebbe al 32,5%); Di Pietro fa un balzo in su nelle preferenze: dal 3,5 al 4%. I radicali invece, come sopra, li attestiamo di un peso pari all’1%.
Notate qualcosa?
La grande rimonta di Walter in realtà non è una rimonta, che peraltro tutti i sondaggisti danno per esaurita già da qualche settimana. Ma anche volendo, il “peso” della novità Veltroniana vale parecchio meno del 1,7%, tenendo conto che i Radicali, fagogitati nel PD qualcosa valgono pure! Da qui, l’unica riflessione possibile: che non ci prenda in giro, Walter! Il merito dello sforamento della quota 33%, indicata da Fassino a suo tempo per l’Ulivo come soglia minima per parlare di quello come di un partito veramente competitivo (essendo almeno quella la somma dei voti di DS + Margherita), sarà tutto da attribuirsi al porgimanette dell’Italia dei Valori, che è però quello che va ad intercettare i voti “utili” dei comunisti, consapevoli che votare Bertinotti sia completamente dispersivo.
Eccoci al dunque.
Veltroni le sta provando tutte. Sta giocando tutte le sue carte. Ma sta comunque perdendo, clamorosamente, la mano.
Il PdL infatti sta andando forte e la campagna elettorale di Berlusconi e Fini è appena cominciata.
Certo, nell’urna tutto può cambiare, ma…se si parla tenendo in conto i numeri proposti dai sondaggi (a disposizione di tutti) bisognerebbe avere la decenza di non dire cazzate!
Per verificare coi vostri occhi tutto ciò di cui qui s’è discusso, fate bene a vedere QUI tutti i numeri!
Avete presente questo video?
Per chi non l’avesse visto, sarebbe il caso premettere che sono immagini “forti”. Quindi, guardatelo solo con piena coscienza.
Chi perciò sa già di avere un cuore eccessivamente tenero ne faccia a meno. Ve lo riassumo io: si vede un marine che lancia un cucciolo giù da un burrone. Sorridente.
Beh, che dire?! Che dire a questa persona?
Di tutto di più.
Navigando in rete si leggono i commenti più disparati. Si va dal “maledetto”, fino al più classico dei “speriamo tu faccia la stessa fine”.
Insomma, capite bene che un elenco delle malvagità sul conto di questo soldato è palesemente inutile: tutti le abbiamo pensate, anche se poi, discutendone con gli amici o con altre persone abbiamo omesso, per dignità personale, quelle più gravi e cattive.
Andiamo un attimo oltre però.
La faccenda si presenta meschina forte!
Ma perchè solo nei confronti degli animale siamo tutti così uniti nello sdegno, mentre quando si tratta di aberrazioni sugli esseri umani ci sono mille e mille distinguo.
A me, sinceramente, una cosa del genere fa schifo! Ma non mi capacito del fatto che al mondo ci siano persone che piangono e strepitano se un topo viene vivisezionato e poi sostengono aborto ed eutanasia od altre battaglie simili palesemente contrarie alla vita degli uomini!
Per Veltroni non è mai esistito. Il segretario del PD, di fatto, parla del passato riferendosi al governo Berlusconi, saltando a piè pari praticamente due anni di storia. Parla di cambiamento. Parla di necessità di riformare il Paese. Parla di obbligo di riportare l’Italia protagonista nel mondo. Parla di serietà da ristabilire al governo. Parla di tutto, ma non di Lui, il grande assente di questa campagna elettorale.
Puff, Prodi non c’è mai stato.
Tant’è che, come niente fosse successo, il Nostro “uomo nuovo” (che però non conosce la Storia) si prende ben 17 ministri dell’attuale governo del Professore e li blinda nelle sue liste al grido di “cambiamo il Paese”.
Ora, ma che credibilità vuole o può avere un politico che vive praticamente fuori dal tempo?!
Non vogliamo un altro illuso a Palazzo Chigi, del tutto sconnesso dal contesto storico e dal Paese su cui vorrebbe intervenire.
Di Prodi ce n’è bastato uno!
Nuova rilevazione (sebbene l’istituto di ricerca sia diverso) sulle intenzioni di voto dei giovani.
Stavolta gli intervistati sono i giovanissimi: i ragazzi dai 18 ai 20 anni.
Qualche giorno fa Veltroni si era vantato di un vantaggio del 10% rispetto al PdL. Vero. In tabella la differenza tra le preferenze espresse per il PD e quelle nei confronti del PdL è effettivamente di dieci punti, ma…Veltroni fa l’ingannatore, perchè non tiene conto, volutamente, del fatto che alleata di Berlusconi c’è la Lega, che col suo pacchetto di voti, unito a quello del ticket FI+AN finisce per travolgere l’Unione bonsai dell’ex sindaco di Roma.
Sempre che per Veltroni la matematica non sia un’opinione. E ci può stare…anche se avrà sicuramente visto e apprezzato film del calibro di “A beautiful mind”, dubito che col cinema si impari a far di conto.
Il saldo della situazione è presto fatto, comunque.
Berlusconi potrà contare, secondo l’IPSO di Mannheimer, sul consenso del 36,9% (21,7% pdl + 15,2% lega) dei giovanissimi, contro il 32,8% (31,4% pd + 1,4% Di Pietro) di Uolter, the illusionist, Ueltroni.
Le bugie hanno sempre le gambe corte!
Ma c’è ancora qualcuno che creda “nell’uomo nuovo della politica italiana”?
Ormai in sempre meno…la paura di rifare la figura dei coglioni, mi sa ch’è troppo forte!







































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