Non ci voleva Nostradamus per capire come sarebbe andata a finire.
Rimane solo un dubbio: chi credeva davvero ci fossero “spiragli” attraverso i quali insinuarsi per sciogliere la rete del “voto subito”?

La risposta, oltre che facile è anche intuitiva: ci stavano coloro che avevano bisogno di allungare i tempi e agitare le acque (sperando magari che qualcuno abboccasse all’amo del “senso di responsabilità”) perchè altrimenti si sarebbero ritrovati (come si ritroveranno) completamente spiazzati di fronte all’elettorato.

In poche parole: il PD!
Non è pronto per le elezioni. In realtà ancora manco esiste: per ora ci sono solo Segretario e comitati che stavano elaborando i vari punti dello Statuto. Ergo, ancora non c’è. E’ solo un nome. Ovvio che un “nome” senza significati nè contenuti difficilmente può competere contro chi, bene o male, esiste…e pure da tanto!
Dunque: serviva tempo. Tempo per imbastire anche quel fenomeno mediatico chiamato “primarie” che attirassero magari l’attenzione sul programma stesso del nuovo partito. Una nuova “fabbrica del programma”, per intenderci; tanto inutile quanto ben vista dalla gente, che in qualche modo poteva sentirsi (a torto) parte di “qualcosa” (più di questo non si può definire…).

Il tempo, per il PD, sembra esser scaduto prima ancora che l’orologio si mettesse a scandirlo.

Fine della pantomima!