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Tra i giovani siamo avanti di 10 punti“.
Parola di Walter Veltroni.

Parola che però risulta falsissima.
E non lo dico io, che non sono nessuno per dirlo. Ma è la SWG tanto cara a Repubblica e ai progressisti del PD.
Qui la fonte.
E qui sotto il grafico.

Lo so, lo so…sembra impossibile, ma…è vero!
Sommando FI e AN, il valore del PdL sfonda il 45%, mentre il PD rimane al palo al 19%.

Walter Veltroni. Un uomo, un luogocomune!

Dategli un’occhiata!
Molte idee si assomigliano, ma le differenze ci sono, eccome!

Per ora vi segnalo semplicemente i programmi. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni magari cominceremo a confrontarli un po’ più nel dettaglio!

Si fa un gran parlare di sondaggi. Naturale, siamo in campagna elettorale. Al solito, si dovrebbero usare piedi di piombo, ma come sempre le rilevazioni dei vari istituti, commissionate dai vari partiti e diffuse dai vari giornali (di partito e non) hanno il precipuo scopo di suscitare emozioni in coloro che li leggono: “ce la possiamo fare”, in chi è in svantaggio e deve poter credere nella rimonta; “siamo fortissimi, non c’è storia”, in chi invece si trova nella parte del rullo compressore dei consensi. Gli altri stanno un po’ nel mezzo senza poterne fare un uso totalmente strumentale, ma si riservano di sfruttarli per fini prettamente statistici.
Così, abbiamo una valanga di numeri e percentuali che dovrebbero informarci delle intenzioni elettorali del popolo italiano, ma che in realtà vogliono solo tentare di influenzarci.
La precedente esperienza pre-elettorale dovrebbe averci però insegnato qualcosa: il centrosinistra bara, molto più degli altri.
Nel 2006, per tirare la volata a Prodi era un continuo spararle grosse, in alto: distacchi che lasciavano il centrodestra al governo indietro di non meno di 13/15 punti percentuali. E Berlusconi che invece parlava di sostanziale pareggio. Quotidiani e telegiornali però facevano orecchie da mercante col Cavaliere finchè non arrivò il 10 aprile (2006). Sorpresa: dopo i primi exit poll sballati, eccoti il pareggio. Come dicevano i sondaggi commissionati dalla CdL. Nessuno aveva creduto alla rimonta di Silvio.
Oggi però tutti sono convinti delle capacità di Walter. Che per molti aspetti può anche assomigliare a Berlusconi, ma non è Berlusconi. Non ha la sua grinta, non ha la sua prepotenza, non ha la sua verve, il suo carisma.
Il Partito Democratico in rimonta? Può darsi, ma…per ora. Sono un po’ scettico nei confronti dei sondaggi finoggi pubblicati.
Per due motivi fondamentali.
Innanzitutto perchè ancora non sono del tutto definite le alleanze, anche se grosso modo si possono intuire.
In secondo luogo, beh…perchè finora Berlusconi e il suo PdL hanno lasciato ampio spazio a Veltroni, il quale ha già presentato il suo programma e detto migliaia di cose. Silvio comincerà solo oggi, venerdì 29 febbraio, con la presentazione del suo di programma di governo e allora…credo, non ci sarà scampo.
Proprio come due anni fa: il Cav sarà un martello.
E se quei 3/4 punti recuperati finora da Walter sono il massimo dell’effetto Veltroni, insomma…è un po’ pochino per uno che si diceva dovesse portare in gloria il nuovo centrosinistra, moderno e riformatore. Il PD, da solo, vale tipo il 29/30% e solo con Di Pietro e Radicali può ambire a qualcosa di più.
Il tutto, come detto, aspettando Berlusconi. E i vari scontri fratricidi come quelli tra PD e Sinistra Arcobaleno.
Staremo a vedere.
Intanto, tutti i sondaggi li potete trovare qui.

Ma sappiate che da oggi tutto può cambiare.

C’è qualcosa che non mi torna.
Casini ha rifiutato di aderire al PdL perchè non voleva perdere la sua Storia, la sua identità e sostanzialmente il suo simbolo (questioni di visibilità insomma), ma…ma oggi si è letteralmente rimangiato tutto, giungendo ad un accordo elettorale col movimento di Pezzotta e Tabacci che prevede la creazione di un nuovo partito rappresentato da un solo simbolo.
Appunto. Dubitando che sarà quello dell’UDC, la domanda viene spontanea: caro Casini, che fai, ci prendi per il culo? Ieri no, oggi si. Ieri la Storia non poteva essere svenduta, oggi…beh, si può anche fare uno strappo alla regola. Forse che i sondaggi lo davano parecchio in difficoltà e l’unica ultima speranza era racimolare qualche voto in più? Oppure si tratta di un vero progetto politico? Il ritorno della Balena Bianca? Ridicolo.
O meglio: anacronistico.
In ogni caso, incoerente. Non so se sia una mossa così allettante come Pierferdi si aspetta.
Il Paese non credo abbia più bisogno di partiti come la DC. Si può restare cristiani pur senza portare un vessillo crociato che ci distingua da tutti gli altri.
Detto questo, il dato politico non cambia di una virgola. Casini e la Rosa Bianca rimarrano ininfluenti.
C’è quindi da chiedersi cosa vorranno fare da grandi, da che parte staranno. In mezzo al guado? Proprio quello di cui non c’è bisogno…

E il sottotitolo sarebbe: smettiamola di parlare di ciò che non si conosce. A meno che…appunto, la Tatangelo non si dichiari amante di entrambi i sessi.
In fondo, lo dice lei e saggezza vorrebbe che si affrontassero solo argomenti di cui si ha piena coscienza. Altrimenti è meglio tacere. Perchè il rischio è quello di cadere nel ridicolo, nello scontato, nel luogocomune che niente aggiunge, ma al contrario, tanto toglie: toglie la voglia di parlar di certe cose, per evitare di esser banali, soprattutto quando la realtà ci racconta ben altro.

Tornando alla domanda iniziale, dopo le dovute premesse, sarebbe bello conoscere la risposta.
La Tatangelo è bisessuale? C’è qualcun’altra oltre a Gigi d’Alessio? Una ragazza come lei?
Lo chiedo, perchè quando qualcuno scrive, anzi…canta (mettendoci quindi maggior pathos, maggior sentimento, maggior trasporto) “Dimmi che male c’è Se ami un altro come te L’amore non ha sesso Il brivido è lo stesso O forse un po’ di più” significa che ne sa più di quanto voglia lasciare intendere!

E’ una provocazione, lo so, come tante ne troverete su questo blog, ma è l’emblema del pietismo a tutti costi di cui soffre la nostra società.
A furia di considerarli emarginati e di farglielo sapere in tutti i modi e in tutte le melodie, omosessuali d’ogni sesso finiscono per sentircisi davvero degli esclusi. Mentre invece non è affatto così. Vivono serenamente integrati tra la gente, che è molto più tollerante di quanto si pensi. Altri vivono addirittura sotto le luci della ribalta: stilisti, cantanti, personaggi dello spettacolo. Ostentano. Alcuni soffrono, è vero, ma anche a causa di questo continuo sottolinerare le loro diversità!

E qui dovremmo un attimo fermarci. Per chiarire una cosa molto semplice, ma che a molti risulta ancora troppo difficile da capire.
E’ ovvio che i sentimenti non hanno sesso. S’è per questo non hanno manco età. E neppure gli occhi, spesso. Di fatti non si discute la vita privata delle persone. Semmai ci si può azzuffare sulle pretese in campo pubblico che vengono dibattute da certe organizzazioni di certi gay più dediti all’esibizionismo della loro perversa promiscuità che alle questioni di cuore vere e proprie.
Vi sono categorie di diritti innegabili a chicchessia ed esigibili da chiunque. Altre, quelle riguardanti cioè il diritto di famiglia, devono necessariemente essere frutto di una scelta politica. Che non può non tenere conto delle diversità evidenti che distinguono coppie eterosessuali e coppie omosessuali. Senza discriminazioni, s’intende, ma si devono mantenere delle differenze di trattamento tra chi è in grado di creare una cellula più o meno ampia della società e chi invece no. Lo Stato non può rimanere indifferente.

In tutti gli altri aspetti di vita quotidiana, omosessuali ed eterosessuali sono praticamente indistinguibili.
Si potrà osservare che vi sono casi di discriminazione, ma questi sono fisiologici. Come sono discriminati i credenti di altre religioni o semplicemente gli osservanti di una qualsiasi religione, come lo sono quelli di un’altra razza o colore, o come lo sono quelli di altra fede politica.
Vogliamo forse imporre con la legge ciò che comunque culturalmente è impossibile da piegare.
Detto questo, sarebbe bene ricordare un paio di cose: innanzitutto che quelli che hanno atteggiamenti di riprovazione totale verso l’omosessualità e gli omosessuali non sono poi così tanti, almeno…io non ne conosco manco mezzo. Siamo un Paese sostanzialmente civile! In secondo luogo, non sarà un caso se comunque ci sono moltissimi gay che votano centrodestra e addirittura La Destra storaciana!
La vera libertà, quindi, non credo la si conquisti con qualche sgraziata canzone infarcita di pietismo luogocomunista, ma molto più semplicemente con l’accettazione della propria diversità, senza patemi o crisi d’identità o manie di emarginazione.

Basta scendere per strada, entrare in un qualsiasi negozio di abbigliamento o parrucchiera: contateli…gli etero!
Si, si…va bene…grandi battaglie per arrivare fin qui…ma non sarà che ora si sta esagerando?
Quel che nasce tondo non può morire quadrato…dicono…

Di WinChu.

Giornate frenetiche quelle appena trascorse in via Torre Argentina,quartier generale storico dei radicali italiani,era allo studio l’accordo poi felicemente concluso col popolo del loft. Si,anche Emma e Marco, le due pesti, hanno trovato un angolo nel magico loft per riposarsi nei momenti di relax dopo le dure battaglie di tutti i giorni… Ma perdonatemi, adesso una domanda nasce spontanea: che fine hanno fatto i vecchi radicali? quelli delle lotte all’ultimo sangue su temi eticamente sensibili, quelli a cui si deve un riconoscimento per conquiste laiche e ragionevoli giunte dopo anni di conflitti e proteste? Possibile che anche Emma la pasionaria si sia fatta attrarre dalle sirene del nostro cinefilo Walter…la risposta è si…nove cadreghe da spartirsi in caso di vittoria (una da ministro per la Bonino), otto in caso di sconfitta,tre milioni di euro di finanziamento al partito, insomma, un acquisto in pieno stile…altro che senatore De Gregorio! Ma ad un occhio attento ormai non stupisce l’evoluzione “governativa” dei pierini della politica italiana, rosa nel pugno docet, già nel 2005 con l’entrata nella coalizione del professore l’identità radicale è andata perduta…loro, filo americani, filo-israeliani, liberisti, garantisti, anti-clericali e laici fino al midollo a braccetto col loro completo contrario…anche loro ci son caduti…quello pseudo primato valoriale tanto strombazzato dalle loro emittenti è andato perduto, ed ora è definitavemnte messo al servizio del Walterone nazionale…che charme Walter mio…se non sapessi chi sei e cosa rappresenti quasi quasi ti voterei anche io.

Funziona così: in politica la riconoscenza non esiste e soprattutto, pur di piazzare gli amici si è disposti, a spese dei cittadini, a far sedere su cadreghe inutili e ridicole gente altrettanto inutile e ridicola.

Sto parlando di Visco, il rinnegato, osannato come il Rambo della lotta all’evasione fiscale, oggi depennato dalla lista dei candidati veltroniani al prossimo Parlamento.

Ma sto parlando anche di Mr Prezzi, quel personaggio caricaturizzato e fumettizzato dallo stesso governo Prodi che ha per l’ennesima volta dimostrato quanto la politica, quando è usata per scopi clientelari o demagogici, sia dannosa e lontanissima dalla realtà sociale che noi tutti, persone comuni, viviamo tutti i giorni.
Dico, da quando c’è questo fantomatico supereroe della spesa dei consumatori i prezzi e l’inflazione hanno galoppato a ritmi record! Dunque, a che cacchio è servito? Come ha agito questa losca figura burocratica?

Una risata dietro l’altra, da cui lo stesso Veltroni cerca in tutti i modi di prendere le distanze.

Che tristezza!

Di WinChu.

E’ notizia di pochi minuti fa: i radicali entrano nelle liste del PD.In caso di vittoria eletorale avranno nove cadreghe e la pasionaria Emma farà il ministro..
Walter, sei un grande politico; fino ad un mese fa rivendicavi fiero la forza prorompente della tua scelta innovativa”Andiamo da soli con qualsivoglia legge elettorale”tuonavi picconando le fondamenta già di per se minate del governo Prodi, ed ora dopo aver mantenuto il tuo fermo proposito per dieci giorni(indomita coerenza del nostro obama alla amatriciana)hai imbarcao nell’ordine il pm Tonino e i no vat marco ed emma..per carità,nessuno scandalo,ognuno è libero di allearsi con chi che sia,l’ultimo governo ne è degna rappresentazione,però alcune domande ad un osservatore che segue rapito la tua ascesa sorgono spontanee..hai imbarcato iper giustizialisti,iper garantisti,calricali,anticlericali,abortisti,anti abortisti,liberisti,antiliberisti,..e la lista potrebbe protrarsi ancora per molte righe a seguito..Diciamolo Walter,sei un nostalgico anche tu,nonostante le sparate di facciata sul nuovo cha avanza,sul coraggio,sull’orgoglio di correre da solo,sei un nostalgico..hai nostalgia dell’Unione..e ne hai voluto ricreare una Summa..diciamo un ‘Unione bonsai.. Scelta legittima,ti prego solo di non pensare che tutti gli italiani siano capaci di non capire cosa si cela dietro a tutte quelle favole della buonanotte..(per favore..mettersi secondo in lista è una Veltronata pazzesca..) che racconti loro…

Si può fare. Già detto. E’ il motto di Obama (yes we can). Walter l’americano è arrivato dopo.

Meno tasse per tutti. Già detto. Lo ripete da quindici anni Berlusconi, il cavaliere nero.

Anche nei manifesti non sembra del tutto originale.

A molti, credo, il “Non pensate a quale partito, pensate a quale paese” avrà ricordato qualcosa. Sciommiottamento del kennediano “non chiedetevi cosa il paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese”. Già detto. Decenni fa. In America. Ancora.

Perfino scorrendo i 12 punti per cambiare l’Italia Veltroni sembra aver scopiazzato dal programma elettorale che la CdL presentò nel 2006 contro Prodi. Lo criticarono, quel programma. Oggi Walter si rimangia tutto e ripropone parola per parola.

Fino all’apoteosi. Sempre sui suoi manifesti, quelli che vedete girando per la città: “Non cambiate un governo, cambiate l’Italia”. Ora, solo a me pare che questi cartelloni sarebbero più credibili se la firma fosse di chi è stato fino a ieri all’opposizione e non di certo di chi ha sostenuto il governo Prodi fino all’ultimo respiro?

Basterebbe infine rileggersi una qualsiasi delle noiosissime orazioni dell’ex sindaco di Roma per capire che…è sempre arrivato secondo, o almeno un secondo dopo.
Stavolta correrà come primo della classe, ma…arriverò secondo, dietro Berlusconi, un’altra volta.
Ma perchè allora la gente si ostina a venerarlo manco fosse San Francesco?
Cosa c’è di nuovo in una persona che è soltanto la brutta copia di qualcun’altro?
Certo, appare nuovo, ma solo perchè nel frattempo ha rinunciato alla sua Storia umana.
Un bel segno di coerenza, non c’è che dire.

C’è chi è disposto a sacrificare la propria vita per quella del proprio figlio, rassegnandosi con Amore alle sofferenze che conseguiranno alle sue scelte.
C’è poi chi invece non è disposto, neanche di fronte al miracolo e alle speranze della Vita, ad accettare i sacrifici che possono nascere assieme ad un figlio malato.
C’è infine chi è “semplicemente” stupido e poi piange lacrime di coccodrillo, quando sarebbe bastato un minimo di ragionevolezza per evitare l’orrore.

Tre madri, tra atteggiamenti diversi di fronte ai figli, ma più in generale, nei confronti della Vita.

Di Pietro vuole “sfasciare” Berlusconi. E mette in imbarazzo Veltroni.
Ma quelle del PD non erano alleanze fondate sull’omogeneità programmatica?
Insomma, Walter è un moderato, ma anche amico dei non-moderati.
Aspettando i Radicali…

Scritto da WinChu.

Misterioso, affascinante, unico…è il loft scelto come nuova sede dal piddì, la nuova avventura politica del prode (forse sarebbe meglio dire Prodi…) Walter Veltroni.Colpisce come il tragitto sia breve da botteghe oscure, ma enorme da un punto di vista politico, ebbene si, perchè il diavolo e l’acqua santa si son prima riappacificati ed ora, una volta per tutte, sono convolati a giuste nozze scegliendo un loft, in puro stile newyorchese (come cambiano i tempi vero signori del sesantotto…si Massimo Molotov parlo con te…) come alcova per scambiarsi effusioni politiche…Quel loft assume agli occhi dei più scaltri e navigati esperti e notisti come il segno di un cambiamento, la politica di partito è finita, coi suoi super apparati burocratici, le sue stupide ed infinite gerarchie…stop, tutto finito, arriva walter, si volta pagina…Mi permetto, dal mio umile e sicuramente ignorante punto di vista di analizzare ed immaginare fantasticando cosa possa accadere in quel loft, quel luogomiscela tra l’onirico, il new age e la sacralità capitolina…
Si siede il nostro eroe, il nuovo che avanza, il vicepresidente del consiglio del governo Prodi (…no…non il Prodi 2008 ma il Prodi 1998…absit iniuria verbis) che esclama: “signori miei, il paese è in ginocchio, le tasse vanno abbassate, l’ambiente va salvato, noi non siam più comunisti ed io ad onor del vero nemmeno lo son mai stato, insomma, il paese ci attende trepidante, lo salveremo noi e per di più lo faremo da soli!”…Gli astanti, orgoliosi del loro leader annuiscono ed acclamano walter, il misericordioso, colui che porterà la nave italia fuori dalle secche dell’insicurezza…Oplà…sto forse esagerando? dite di si…e perchè mai? ah…già…capisco…il discorso non torna vero?Dite che il paese è forse in ginocchio perchè distrutto economicamente dal duo Padoa Schiopa-Visco, i paladini della lotta all’evasione, loro si che han fatto pagare le tasse a tutti! Spiegate a questi due mostri delle finanze che il 52% di pressione fiscale è il record storico mai toccato nel nostro paese…che farsi belli con i soldi di chi, povero cane, ha sempre pagato e costringerlo a pagare di più non è newyorchese e nemmeno loft…la lotta all’evasione non la si fa dando in pasto alla gente Rossi, Capello e Mora, anche se il mondo vip ha sempre affascinato il nostro Walter… Magari sarebbe stato utile andare a toccare il sistema bancario (mutui in primis…quelli si che strangolano la libertà d’iniziativa, gli stipendi, i salari) con le illuminate liberalizzazioni di peppone Bersani invece che le meches o i tagli di capelli dei parrucchieri…ma si sa il coiffeur serve a darsi un’immagine a la page…molto loft. Però…meno male che l’ambiente è stato tutelato…si… L’ambiente questo governo uscente l’ha senza dubbio tutelato…bloccando la tav, le grandi opere, la costruzione di rigassificatori e termovalorizzatori. E sotterrando la Campania con tonnellate di immonda spazzatura…ed il bello è che stavolta non si è potuto dare la colpa alla sinistra radicale… Prodi-Bassolino-Jervolino sono ospiti d’onore del magico loft…chiedete ai cittadini campani se utilizzerebbero il nostro luogo magico per smaltire un pò di rifiuti…chissà cosa risponderebbero…Ma allora scusate…c’è qualcosa che non mti torna… Queste bagatelle prodiane hanno visto protagonisti gli abitanti del loft…non la sinistra “zavorra” radicale… Walter come la mettiamo?…io ci credevo…mi vuoi forse dire che ciò che stai promettendo è il contrario preciso che gli abitanti del sito magico hanno fatto e fanno da anni a questa parte!…sono sconcertato…ma non eri il nuovo che avanza? Pensare che avevo già fatto le valigie per trasferirmi nel tuo scrigno di santa Anastasia…traditore! Dimmi almeno che è vero che non sei mai stato comunista…nooooooo…30 anni nel piccì e non sei mai stato comunista…E’ come dire che Andreotti non è mai stato democristiano… Via walterino siamo seri…mica tutti ci cascano…ecco, puoi dire che ti vergogni di esserlo stato, che dopo 30 anni hai capito che forse il comunismo tutto questo paradiso terrestre proprio non lo era, che forse anche il nostro paese merita di dotarsi di una sinistra socialdemocratica dopo decenni di falce e martello…vero Walter?…addirittura tratti con Berlusconi…si! col mostro, il dittatorello di provincia, il mafioso…(parole vostre per dodici anni…parole vergognose lasciami dire…parole che hanno creato un clima da inquisizione politica…chi non la pensa come noi è indegno antropologicamente…siete teneri e patetici…ma ti voglio bene lo stesso…)…Quanto coraggio infonde quel loft…quanto ardire…l’ardire di proporsi come il nuovo che avanza…soprattutto l’ardire che la gente lo possa credere…l’ardire di completare il capolavoro…guarda chi spunta! Si…è Tonino Di Pietro! Vieni nel loft amico caro…sono quindici anni ormai…tanto tempo…noi la mente, tu il braccio…bei tempi…se non fosse stato per quel maledetto Cavaliere (ah già…si era detto che adesso è buono…o ripeto…adeso è buono…niente più odio antropologico…)…avevamo l’Italia in pugno…mannaggia…dai che ci riproviamo…Caro, carissimo Walter…continua a narrare, noi ti ascolteremo estasiati, ammaliati…ma poi lasciatelo dire…facci il piacere…torna nel loft e prepare un’opposizione battagliera…te lo chiede il paese…

In senso stretto e in senso lato.
Salutiamo (con estremo piacere) il riottoso Casini che ha deciso di non voler entrare nel PdL e di correre anche lui da solo (alla Veltroni???!!!) come candidato premier.
Diciamo così addio a tutti quei “casini” che hanno frenato l’azione del precedente governo Berlusconi e che hanno sempre creato fratture all’interno della coalizione a causa di stupide istanze personalistiche di visibilità mediatica o di aspirazione politica.

Nel mentre, non possiamo che riaffermare il sentore di vecchio che si annusa dalle parti del PD. Che doveva correre da solo e che invece è tornato sulla strada dell’Unione, meno la Cosa Rossa (in una sorta di patto in stile 2001).
Per un Veltroni che sembra Noè alle porte della sua Arca che invita a riempire, un Berlusconi che mantiene fede al progetto del grande partito unitario del centrodestra!

A chi si stupisce dell’apparentamento tra Veltroni (il non più solitario) e Di Pietro, basterebbe voltarsi alle spalle, tornare indietro di 15 anni e…magia, tutto sarà più chiaro; stanno insieme da sempre: il partito (i nuovi DS) e il magistrato che spazzarono via la dc e i socialisti (da cui peraltro rimangono distanti)! All’insegna della cultura giustizialista, alla faccia del garantismo di cui tante volte si son riempiti la bocca, anche se nei fatti, poi, son sempre stati coerenti - strano a dirsi, ma vero!

Veltrusconi.
Mai sentito dire? Impossibile.
Credo sia, ad oggi, il titolo più inflazionato che rimbalza dai giornali alle televisioni passando per ogni altra sorta di fonte d’informazione o comunicazione.
Starebbe ad indicare l’accattivante e disorientante somiglianza tra i due sfidanti leaders che il prossimo aprile schiereranno i loro PD e PdL in una battaglia elettorale diversa dal solito.
Toni più pacati, reciproca legittimazione dell’avversario, comune tentativo di battersi sul piano programmatico (a suon di slogan, ovvio) lasciando da parte gli “anti” del passato.
In tanti però si chiedono quali siano, in concreto, le differenze tra i due partiti: le ricette da proporre potranno anche essere diverse, ma finchè ambedue si limiteranno a riconoscere i soli problemi, continuerà a sembrarci tutto molto simile.
Così come molto simili appaiono pure i due contendenti la poltrona di primo ministro.
Veltroni e Berlusconi.
Entrambi sensibili all’immagine, dotati di un ego smisurato; entrambi accorti devoti della scienza della comunicazione. Curano nel dettaglio ogni cosa. L’abbiamo visto qualche giorno fa a Spello: Veltroni ha preparato la scenografia in maniera maniacale. Per darsi in pasto ai media e alle televisioni in particolare nel modo più aggraziato e accattivante possibile. Ha usato persino slogan molto simili a quelli che usò Berlusconi alla sua discesa in campo. “Discorso per l’Italia”, come “l’Italia è il paese che amo” del Cavaliere del ‘93. Il messaggio poi si fa in due parti: la sofferenza del passato e la speranza del futuro. Proprio lo stesso stratagemma comunicativo di Silvio. E poi, tutta una serie di promesse…impossibili. Parole, che nascondono il vuoto di contenuti, che producono illusione e aspettativa. Perchè dicono tutto e in fondo niente. Dicono questo, ma anche quest’altro.
Nei mesi scorsi abbiamo assistito alla sua “discesa in campo” “per salvare il Paese”. Trovate le differenze…se ci riuscite.
Oggi va persino ripetendeo che “bisogna tagliare le tasse”.
Veltrusconi. Appunto.

Ma il problema di Veltroni è proprio questo. Scimmiotta Berlusconi. Il Berlusconi di 14 e di 7 anni fa.
Per questo è vecchio.

Chi invece ha saputo trasformarsi e sorprendere rinnovandosi è stato proprio il Cavaliere.
Vedere per credere. La puntata di Porta a Porta di ieri sera è stata indicativa.
Toni pacati. Ascia di guerra ben sotterrata. Non parla dei giudici come di gente antropologicamente diversa. Non tira fuori l’arma dell’anticomunismo. Non azzarda più nemmeno la verve edonista che un tempo lo spingeva a promettere e promettendo l’impossibile creando imbarazzo tra gli alleati, che dovevano rincorrerlo.
Oggi è più pragmatico. Sognatore, si, ma meno di ieri. Ha esperienza. Ha capito cosa vuole e vuol sentirsi dire la gente.
Ha un programma. Che in parte riprende quello che presentò la CdL due anni fa. Ma non azzarda sogni che non si realizzeranno. Invece di dire “meno tasse per tutti” si limita a dire “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”: che è cosa ben diversa.
Ha persino paura di risedersi alla scrivania che il vispo Vespa gli ha fatto portare in studio. La stessa dove firmò “il contratto con gli italiani”. Ma il Cav non vuole ridare al paese quell’immagine. Perchè fa parte del passato. E lui intanto è cresciuto.
Non vende più sogni, non si spaccia più per superman, ma si tiene saldo coi piedi per terra, tra la gente.

Veltroni intanto mente sapendo di mentire, promette, sapendo che non potrà mantenere.
Un po’quello che imputavano a Berlusconi. Al vecchio Berlusconi.
Perchè ora, tra i due, a dispetto dell’età, il più giovane è proprio il Cavaliere.
Veltroni insegue, ma gli anni sbagliati (che furono), negli anni sbagliati (che sono).

Ecco perchè non c’è storia: il vecchio e il nuovo si capisce benissimo chi sono…

Dopo il suo mandato da sindaco di Roma, Walter voleva andare in Africa, MA ANCHE a palazzo Chigi.

Dopo aver tirato su il PD, Walter voleva correre da solo, MA ANCHE in compagnia.

Possiamo parlare d’aborto, come pure di divorzio.
In entrambi i casi abbiamo assistito ad una trasformazione delle coscienze tale che da eccezioni all’interno contesto sociale sono stati prima elevati a legge dello Stato e infine interiorizzati e pubblicizzati come legge morale agli occhi delle nuove generazioni.
L’ottusità con cui si guarda esclusivamente agli aspetti di tutela egoistica dell’individuo è indicativa di un processo di degenerazione etica della collettività.
Non si vuol tener conto dei danni che da questo processo di assimilazione tra regola giuridica e regola morale scaturiscono.
Eppure assistiamo coi nostri stessi occhi alla continua destabilizzazione del tessuto sociale. Ma lasciamo che nelle nostre valutazioni prevalga l’istinto all’interesse personalissimo e il disinteresse per le conseguenze culturali di cui largamente siamo a conoscenza.

Per questo appoggerei più che volentieri, con forte convinzione, l’iniziativa di Giuliano Ferrara.
Il direttore del Foglio ha annunciato la sua discesa in campo, con una lista “pro life” (a favore della Vita) per sostenere anche in Parlamento la battaglia culturale contro l’aborto di cui si è già fatto portatore e portavoce tra la gente, attraverso le colonne del suo giornale, ma anche con la moratoria contro l’interruzione volontaria di gravidanza che vorrebbe proporre all’Onu oltre che all’opinione pubblica nazionale, come conseguenza diretta delle scelte dello stesso consesso internazionale a tutela della vita opponendosi alla pena di morte.

E’ veramente una battaglia. Ed è da combattere sinceramente sul piano culturale. Passando però necessariamente da quello giuridico, per dare il via ad una importantissima inversione di tendenza.

Oggi, la conseguenza più palese è la connaturata (nonchè subdolamente indotta) mancanza di responsabilità nelle scelte relative ai rapporti interpersonali!
Chi si avvicina al matrimonio lo fa partendo col principio che come andrà andrà tanto c’è la scappatoia nel divorzio.
E nelle relazioni intime è la stessa cosa: si fa sesso e non Amore, consapevoli non delle conseguenze cui si andrebbe incontro, bensì della possibilità che ad ogni modo un rimedio c’è e sta nell’aborto.
Si capisce che stando così le cose nessuno prende più seriamente niente. Nessuno si impegna più per niente. E i matrimoni falliscono a grappolo e le donne usano l’aborto per rimediare alle dimenticanze o alle stravaganze di una serata.

Leggi, dunque, magari giuste sotto certi profili e per quel tempo in cui sono state prodotte, ma che oggi vivono un momento di crisi dovuto al fatto che in troppi ormai le confondono quali leggi morali che in realtà non sono!
Per questo c’è bisogno di una nuova battaglia culturale che si esaurisca in una novazione di quelle regole in modo da restituire ad esse l’efficacia che oggi gli è stata sottratta dall’esser diventate oggetto di scontro ideologico più che rimanere disciplina del viver civile!

Non è una conquista di civiltà, tantomeno di libertà, la tutela del diritto all’aborto (perchè tale è ai nostri tempi!)!
Lo è invece la difesa della vita e l’educazione ad una libertà responsabile.
Uno Stato che non si pone il problema e si fa nichilista come i suoi cittadini è quanto di più deleterio si possa pensare!

Complimentoni.
Al solito, facile essere forti con i deboli e deboli con i forti.
Nel caso specifico non si tratta di nessuno di così “forte”, ma sicuramente di qualcuno “fuori del comune” si.
Valentino Rossi doveva versare all’erario ben 112 milioni di euro che il fisco gli contestava come evasi, ma alla fine ne restituirà SOLO 35 e per di più RATEALIZZATI!!!
Lo scandalo ovviamente non sta in ciò ch’è stato imputato al fenomeno di Tavullia (perchè comunque sarebbe stato tutto da dimostrare che, nonostante tutti i giri che fa intorno al mondo, avesse sede dei suoi affari più in Italia che altrove), bensì nell’atteggiamento dei paladini del “mai più condoni o sconti”, della lotta all’evasione fiscale, del “le tasse si pagano meno se le pagano tutti”! Quelli che ti perseguitano, ti spiano, si infilano nella tua vita e che se non emetti uno scontrino ti chiudono il negozio e se ne sei sprovvisto ti multano sonoramente. Quelli che si riempiono la bocca di parole minacciose contro chi froda lo stato e poi si ammansuisce se si trova a trattare coi vip. Non col cittadino comune. Quello no, viene massacrato. Hai evaso? paghi, subito e senza sconti nè rate. Ti pignorano anche la casa piuttosto.
Per il pluriiridato campione di motociclismo le cose sono andate diversamente.
E tutti sembrano comunque felici e contenti.

A me viene in mente solo una parola: ipocriti!

Ebbene si.
Capita anche questo, nel rinnovato spirito rinconciliativo dell’attuale campagna elettorale.
L’unico a voler dar credito alle parole di Veltroni è solo Berlusconi.
Lui gli crede. Crede che correrà da solo come ha promesso davanti agli italiani il leader del PD.
Gli crede a tal punto che lo legittima anche nei sondaggi come unico sfidante.
Perdente. Ma coerente.

Non è così invece per i progressisti di antico pelo come lui.
Basta leggere Repubblica oggi e vedere come sono stati commissionati i sondaggi. Il PD è inserito a pieno titolo nella coalizione di centrosinistra, assieme ai radicali, ai socialisti, alla Cosa Rossa e a tutti i soliti amici di sempre. Non solo: a volte è dato addirittura aggregato con l’IdV di Di Pietro. Alla faccia dell’ “il PD andrà da solo alle urne”.
Conclusione: per quelli di Repubblica il centrosinistra esiste ancora, per Veltroni no.
E nemmeno per Berlusconi.
Che di fatti lancia i suoi sondaggi. Gli unici, tra parentesi, a cui sarebbe bene credere, visti i precedenti.
Centrodestra vs. PD 50 a 26. Per cento. Senz’appello.
Ovviamente il Cavaliere considera il PdL federato con Lega e gli altri (tranne Storace) che vorranno allearsi. Ma lo fa coerentemente, perchè non ha mai detto di non volerlo fare.
Al contrario, Veltroni senza alleati è già bell’e che morto.
E pur di non ammetterlo a sè stessi, c’è chi continua a non volerci pensare, facendo finta che in fondo non sia cambiato niente, che possano ancora dire di aver avuto ragione in tutti questi anni, che la sinistra di lotta possa benissimo essere anche sinistra di governo e perchè no aggregata a quella di palazzo.

Così, si scopre che nessuno crede alla coerenza di Walter. E chi lo fa, come il Cav., finisce per farlo passare come un povero bischero. Detto alla fiorentina. Traducetevelo da voi alla romana…

Sull’argomento sondaggi, vi consiglio poi questo articolo di Kagliostro!!

Qualcuno mi spiega perchè Veltroni dice di correre da solo e poi va in cerca disperatamente di qualche partitino da aggregare sotto il simbolo PD?
E poi: mi spiegate perchè Veltroni si crede così furbo da chiedere al solo Berlusconi di presentarsi in solitaria con FI quando lui è lì che schiera un unico “doppio partito” nato dalla fusione (?) di DS e DL, salvo poi capire d’aver fatto la figura dello scemo ed esser corso dietro a chiunque lo possa aiutare a racimolare qualche voto in più che gli permetta di superare il 27% di cui è accreditato oggi?
E ancora: mi spiegate perchè Veltroni parla di maquillage riferendosi al PdL quando è lui il primo a fare gli stessi tentativi di “semplificazione” partitica all’interno degli schieramenti?

Veltroni ha ragione! Bisogna ammetterlo.
Ha ragione quando dice che ” “loro” (riferito al cdx) sono sempre gli stessi, mentre “noi” (del PD) siamo il cambiamento”.
Dice bene. Di fatti, sono quindici anni che Berlusconi sostiene sia impossibile governare coi comunisti, che il massimalismo è un male per il Paese, che per ridare slancio all’Italia servono infrastrutture efficienti e un abbattimento concreto delle tasse per aumentare i salari, che le istituzioni devono essere ammodernate cominciando col cambiare la Costituzione. Lo dice da quando è sceso in campo, il Cavaliere.
E quelli come Veltroni gli hanno dato sempre addosso. Lo hanno schernito. Sfottuto. Perseguito. Perseguitato. Gli hanno dato di buffone. A noi elettori invece hanno detto che il centrosinistra, nella sua composizione unionista (dal PdCI di Diliberto all’Udeur di Mastella) era la Salvezza, che non era un cartello elettorale o un caravanserraglio brancaleonesco unito solo dall’antiberlusconismo, ma che c’era un programma “serio” e puntuale che ci avrebbe resi tutti più felici. Hanno detto che le tasse erano belle, anzi, bellissime, e che solo aumentando quelle si potevano risanare i conti.
Ecco, oggi Veltroni scopre che aveva ragione Berlusconi. Ma non lo ammette esplicitamente. Lo fa a modo suo. Velatamente. Subdolamente. Scappa dai comunisti, dice di voler abbassare le tasse e cambiare le istituzioni, ma poi fa apologia del governo Prodi, quello appena appena miseramente caduto, quello che è imploso a causa dei troppi dissensi interni, quello che NON ha risanato i conti, NON ha spinto il pil, quello che in due anni non ha realizzato nessuna delle cose che aveva promesso in 281 pagine di librone elettorale.

Ha ragione Veltroni. Come dargli torto, a Walter.
“Loro”, cioè il centrodestra, sono sempre gli stessi. Hanno le idee chiare da sempre. (questo non vuol dire chiudere gli occhi e vedere ciò che non esiste, ovvero, non si può dire il falso sostenendo che tutto sia andato come doveva andare e dicevano sarebbe andato)
“Noi”, cioè il messianico Partito Democratico, siamo il cambiamento. Obbligato, dai fallimenti del lontano come del più recente passato. Il cambiamento non è una scelta per Veltroni: è una conseguenza. Quasi morale. Assolutamente vitale. Ma è un cambiamento che passa attraverso anni di ipocrisie e di bugie e di disinformazione. Un cambiamento che però non passa per un rinnovamento della classe politica che dice di volerlo sostenere: sono le facce di sempre. Di quelli che fino a ieri stavano con Prodi, MA ANCHE senza, perchè in fondo…è meglio.

Mi viene quindi in mente un vecchio adagio: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.
In sintesi: meglio affidarsi a chi tenta di rinnovarsi strutturalmente per attuare ciò che da sempre pensa e dice, piuttosto che ad una gang di tassassini che fino ad oggi parlava in un modo e che da domani si ripromette di trasformarsi in qualcosa che non è mai stata!

In una dichiarazione del 5 febbraio del 2005, rilasciata alla Adnkronos, Walter Veltroni parla della FED - federazione dell’Ulivo (ricordate? il derivato della fallimentare GAD) come dell’embrione di una “grande forza di riformismo moderno capace di raccogliere la maggioranza dei voti degli italiani. Il nostro sguardo deve essere rivolto al futuro”.
E di pari entusiasmo erano le parole degli altri leaders del centrosinistra che vedevano in questo progetto non un semplice “patto fra partiti“, ma un vero e proprio “soggetto stabile” che si candidava a “guidare la rinascita dell’Italia”.
Lo stesso attuale segretario del PD vedeva in quella lista elettorale non solo un tentativo di semplificazione del panorama partitico italiano, ma l’inizio di un percorso che si sarebbe poi concluso in un unico grande partito che raccogliesse le anime della sinistra moderata.

Oggi però, per “i migliori”, il PdL è solo “maquillage” e nessuna sostanza.

E’ cominciata la campagna elettorale insomma…

 Sono combattuto.

Non so se esser contento di questo tentativo di concretizzazione del Partito Unico di cui da tempo si parlava oppure esser deluso per i modi e i tempi con cui questa operazione è stata condotta.
Ha troppo l’aria di una rimpatriata tra parenti serpenti che fino a ieri meditavano smacchi e ripicche sottobanco l’un contro l’altro armati per non dar l’impressione d’esser giusto un cartello elettorale da sfoggiare contro il coraggio mediatico veltroniano. Eppure, di contro, può confortare l’idea che, in fondo, il nuovo soggetto politico ispirato al Partito Popolare Europeo sia l’approdo più naturale per l’ex Casa delle Libertà in dissoluzione: un progetto che viene da lontano e che oggi, poichè messi alle strette (dai tempi e dalle contingenze), i leaders del centrodestra hanno trasformato da necessità in virtù!

Impossibile, attualmente, credo, dare una valutazione oggettiva del fenomeno. Soggettivamente sono ancora un po’ in balia degli interrogativi.
Una cosa è però certa: sarebbe il caso che il signor Veltroni tacesse con le sue valutazioni strampalate ed estemporanee, dettate esclusivamente dalla rabbia per essersi visto rompere il monopolio del cancan mediatico in cui stava allegramente sguazzando. Dovrebbe essere ovvio più o meno a tutti quanto siano diverse le motivazioni che hanno portato i due schieramenti al riassestamento: il PD è l’inevitabile conclusione del travagliato viaggio del centrosinistra italiano, che dopo aver capito quanto sia imbarazzante oltre che impossibile governare coi comunisti, ha spinto verso la scissione; necessaria anche per scrollarsi di dosso, in questo momento più che mai, il fallimento del progetto politico massimal-progressista. Nel centrodestra invece è diverso il principio ispiratore, diverso il mezzo, diverso più che altro lo scopo! Il PdL è una formazione che, invece, non deve scappare da nessuno e nasce solo dall’intento di semplificare all’osservatore (elettore) l’individuazione di un contenitore politico che raccolga le anime moderate dei vari partiti che stanno insieme già dal Polo per le Libertà.

Insomma, l’uomo nuovo Veltroni sembra già stravecchio. Usa ancora la categoria mentale dei “migliori”: lo dimostra quando parla di sè come un “coraggioso” e, riferendosi agli avversari, parla di “maquillage” tout court.
Il tutto in attesa del confronto sulle proposte programmatiche.
Stiamo a vedere…

Veltroni non si tira indietro. Va in tivù a presentarsi come “il coraggioso” che decise di “correre da solo”. E quasi quasi riesce pure a mettere in cattiva luce chi invece parteciperà alle prossime elezioni con un drappello di partiti come coalizione. Tentativo, questo di passare come “uomo nuovo” della politica italiana, che ben potrebbe risultare vincente…se fossimo in America. A cui peraltro Walter si ispira (facendo il verso ad Obama, il Veltroni made in USA), senza però rendersi conto che, molto semplicemente, non siamo americani. L’Italia non sono gli States! Purtroppo o perfortuna non sta qui dirlo, ma è un dato di fatto, tanto ovvio quanto in realtà trascurato.

La nostra costituzione, il nostro sistema politico, istituzionale e quello elettorale, infatti, non favoriscono la possibilità di schierare davanti agli elettori due mega-partiti sul modello Democratici/Repubblicani d’oltreoceano. Ma costringono aggregazioni più o meno omogenee (rivelatesi però finora totalmente eterogenee - a sinistra più che a destra) che diano come somma necessaria e sufficiente a governare il 50% + 1 di voti e seggi.

Venendo al dunque: Veltroni potrà ben candidare il PD in solitaria alle elezioni, ma non riuscirà mai, da solo, ad ottenere quel numero di voti e di seggi che gli permettano di lasciar fuori gli ex alleati diventati scomodi. E’ di tutta evidenza che in Italia, il centrosinistra, senza i comunisti non va da nessuna parte. Mi piacerebbe che il “buon(ista)” Valter parlasse chiaro e dicesse esattamente quali scenari dovremmo immaginare per il futuro. Lamentarsi di una legge elettorale che (a detta dei sinistri, che con essa hanno comunque vinto) non garantirebbe stabilità e poi proporre un futuro ancora più incerto, beh, non ha molto nè del coraggioso, nè dell’intelligente. Suona decisamente di più come l’ennesima trovata demagogica mediatica, la solita rete nella quale sperare rimangano imbrigliati più pesci possibile!

Eppure son tutti lì ad adularlo, Walter. Nessuno cui venga però in mente il “caso tedesco”, dove l’SPD dovette cedere la Cancelleria (alla CDU) proprio per non aver accettato l’alleanza coi comunisti di Germania.
Il sospetto, dunque, è che quello di Veltroni sia solo un tentativo disperato (vista la certezza della sconfitta nell’Aprile prossimo) di portarsi dietro, nel baratro, anche l’avversario, cercando di ammaliarlo con visioni da sirenetta.
Come al solito, Walter si dimostra un ottimo oratore, ma un pessimo politico.

Il centrosinistra è morto.
Ne danno il triste annuncio i suoi (non più)cari.

Dopo anni ed anni di risse, notti dai lunghi coltelli, litigi fra parenti serpenti e inciuci elettorali, finalmente ci siamo liberati (forse) della più manifesta delle ipocrisie politiche di tutti i tempi.
Chi non si era chiesto come potessero andare d’accordo anime moderate con quelle radicali del massimalismo veterocomunista? Chi non si era mai, per un attimo, stupito dell’inconsistenza programmatica degli annunci demagogici recitati ad arte dagli esponenti dell’ex Ulivo/Unione per i quali l’unica sintesi possibile era il “tutto e il suo contrario”?

Oggi se ne rendono conto anche loro, gli stessi che per anni ci hanno riproposto la favola del centrosinistra.
Per primo Veltroni, il quale ha annunciato che alle prossime elezioni il Partito Democratico correrà da solo, sia alla Camera che al Senato, mettendosi alle spalle le antiche alleanze coi comunisti della “Cosa Rossa” (i quali a loro volta ringraziano)!

Bene, ma allora…perchè quando Berlusconi diceva che dietro Prodi (ieri come oggi) c’era soltanto una coalizione arraffazzonata unita soltanto dalla brama di potere e dal sentimento antiberlusconiano, nessuno gli ha voluto credere?
Può darsi che lo stesso discorso possa farsi anche per il centrodestra, ma…per Dio, perlomeno, la CdL ha dimostrato nonostante tutto di saper stare unita per cinque anni e di poter finire una legislatura portando avanti alcune riforme!

Comunque…a me fa giusto sorridere l’idea che, quelli che fino a poche settimane fa si ritenevano i “salvatori della Patria”, nei prossimi mesi si scanneranno senza esclusione di colpi addossando gli uni agli altri le responsabilità del fallimento del governo appena caduto!

Al che, ad una persona di buon senso viene da pensare: perchè mai dovrei star dietro a chi nonostante l’evidenza dei fatti ha continuato a perseverare nell’errore cercando pure di prendermi per i fondelli dicendomi che andava tutto bene, mentre sapeva chiaramente che le cose stavano in tutt’altra maniera?!

La sinistra ha bisogno di molto più di due mesi per riformarsi o trasformarsi del tutto.
Ma è già un punto di partenza che qualcuno si sia accorto che ormai l’avventura inciuciona del centrosinistra è definitivamente finita.

…forse…(con Veltroni, mai dire mai, piuttosto “ma anche…”)!

Non ci voleva Nostradamus per capire come sarebbe andata a finire.
Rimane solo un dubbio: chi credeva davvero ci fossero “spiragli” attraverso i quali insinuarsi per sciogliere la rete del “voto subito”?

La risposta, oltre che facile è anche intuitiva: ci stavano coloro che avevano bisogno di allungare i tempi e agitare le acque (sperando magari che qualcuno abboccasse all’amo del “senso di responsabilità”) perchè altrimenti si sarebbero ritrovati (come si ritroveranno) completamente spiazzati di fronte all’elettorato.

In poche parole: il PD!
Non è pronto per le elezioni. In realtà ancora manco esiste: per ora ci sono solo Segretario e comitati che stavano elaborando i vari punti dello Statuto. Ergo, ancora non c’è. E’ solo un nome. Ovvio che un “nome” senza significati nè contenuti difficilmente può competere contro chi, bene o male, esiste…e pure da tanto!
Dunque: serviva tempo. Tempo per imbastire anche quel fenomeno mediatico chiamato “primarie” che attirassero magari l’attenzione sul programma stesso del nuovo partito. Una nuova “fabbrica del programma”, per intenderci; tanto inutile quanto ben vista dalla gente, che in qualche modo poteva sentirsi (a torto) parte di “qualcosa” (più di questo non si può definire…).

Il tempo, per il PD, sembra esser scaduto prima ancora che l’orologio si mettesse a scandirlo.

Fine della pantomima!

Nessun accordo è possibile.
Non c’è stato in due anni, figuriamoci se lo si può trovare in tre mesi!
Il patetico tentativo del centrosinistra di protrarre l’agonia del Paese nelle mani di un governo da loro appoggiato si avvia al triste fallimento. Ma l’effetto boomerang non tarderà a farsi sentire, perchè negli occhi di molti italiani si è ormai affermata l’idea che effettivamente la riforma della legge elettorale sia solo una scusa per dare tempo ai sedicenti uomini nuovi del PD di far dimenticare Prodi e tenere ancora per qualche mese il potere nelle proprie mani.
Sarà perciò interessante vedere quelli che hanno affossato l’Italia in questi 18 mesi, difendere i loro pessimi risultati per chiedere un’altra fiducia agli elettori. Elettori che dovrebbero ormai aver imparato che un voto a sinistra è praticamente un voto perduto…nel calderone dell’ipocrisia o in quello dell’incapacità!
Altro che governicchi…subito al voto!!