Mastella annuncia l’uscita dell’Udeur dalla maggioranza e invita Prodi a prendere atto del fatto che, dopo quella popolare, gli manca pure la fiducia parlamentare.

Si rassegni, il Professore, e, di grazia, rassegni anche le dimissioni, si faccia da parte e dia all’Italia la possibilità di tornare a respirare!

Certo, in un paese dove davvero si voleva portare la serietà al governo, il primo atto di responsabilità sarebbe stato quello di evitare tutto questo già da principio, il giorno dopo le elezioni, strapareggiate dagli schieramenti, ma dopo le quali, a sinistra, si è preferito intestardirsi come bambini cui era stato restituito il giocattolo e non si è voluto guardare in faccia la realtà. Già allora si sarebbe dovuto o tornare alle urne o comunque imbastire una maggioranza bipartisan che si occupasse delle riforme “di prima necessità” e poi togliesse il disturbo ridando la parola agli elettori, evidentemente con ancora le idee non troppo chiare in testa.

Ovviamente, anche più avanti nel tempo non sono mancate le occasioni per avviarsi su un percorso di reale serietà e umiltà politica, ma abbiamo assistito ad un continuo sabotaggio del sistema politico nonchè del sistema paese.
Oggi siamo praticamente più in là della frutta: decisamente al caffè, volendo proseguire nella metafora.

Le uniche responsabilità di cui oggi abbiamo dimostrazione lampante sono quelle che si possono addebitare addosso a coloro che si sono resi partecipi di questo disastro.
Inutile ed inutilmente spietato sarebbe affondare il dito, anzi…le dita, nelle piaghe lasciate sugli italiani da questo governo.
Basterà, per ora, guardare le cose come stanno: politicamente abbiamo assistito quasi inebetiti ad una serie di ripicche e ricatti partitici che hanno portato allo stallo istituzionale più totale, accompagnato, nelle poche azioni di governo, da misure superficiali e inadeguate alle esigenze di cambiamento del Paese.

Finalmente, da domani, non basteranno più i senatori a vita per graziare Prodi e la sua armata Brancaleone.
Capolinea Romano!

Speriamo…
…tocca dirlo, perchè quando si ha a che fare con ipocriti demagoghi con la faccia più simile al deretano che ad altro, ci si può aspettare di tutto…perfino che rimangano incollati alle loro poltrone con qualche escamotage di quelli che fanno incazzare la gente comune per la sua incomprensibilità.
Logica e serietà vorrebbero si corresse alle urne, ma sappiamo bene che è prerogativa del Capo dello Stato, nello specifico Napolitano, sciogliere le Camere e indire nuove elezioni una volta abbia preso atto dell’irreversibilità della crisi, ed è lecito anche qui usare piede di piombo…con questi al potere c’è sempre un motivo per stupirsi…e poi rabbrividire!