“Insegnare ai giovani è una grande responsabilità, che richiede di prescindere in ogni momento dalle proprie convinzioni religiose e ideologiche”.

Firmato, Giancarlo Rocco; direttore del dipartimento di Fisica a La Sapienza nonchè uno dei firmatari dell’appello contro la presenza di Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo romano.

Anche per il rettore Guarini sono comunque “inaccettabili veti ideologici”, soprattutto quando vengono “da persone di scienza ed educatori”. Ha proseguito, quindi, il Magnifico, sostenendo che “non sono accettabili veti ideologici di nessuna natura e tutti devono avere spazio e rispetto, quali che siano le loro opinioni”.

Secondo Veltroni, sindaco di Roma e capo del Partito Democratico, “in questi giorni abbiamo avuto meno libertà”.

Mussi, ministro dell’Università ha richiamato la necessità di un’università “libera, tollerante e aperta”.

Ora, per quanto possa risultare quasi naturale la difesa del corpo docenti da parte del “direttore” dell’istituto, non capisco perchè, in totale coerenza con le posizioni assunte circa le proteste contro Ratzinger, non si possa chiedere a quei 67 professori che hanno dato il “la” a tutte le successive manifestazioni di intolleranza e di razzismo ideologico, di presentare le dovute dimissioni!
Dovute per il fatto che con la loro missiva, con quel documento di protesta, quei sedicenti educatori intellettuali hanno dimostrato la loro incompatibilità coi loro incarichi; perchè hanno tradito la missione stessa dell’insegnamento, che peraltro fingono di non conoscere solo quando fa comodo loro, ma che in realtà, come dimostra la citazione poco più sopra, hanno ben chiara nella loro mente.

L’Università non può, non deve accettare che al suo interno si covino le serpi dell’ideologia e dell’intolleranza; che purtroppo non si annidano solo nei giovani cuori di studenti rapiti dagli entusiasmi connaturati all’età, bensì proprio negli animi di coloro che dovrebbero mantener fede ai principi di libertà e tolleranza, stelle polari per qualunque docente!

Cacciamo gli integralisti dalle nostre fucine di cultura!