Al di là di tutto sarebbe bene chiedersi cosa ci siamo persi.
Non farò appello a Voltaire, ma semplicemente all’intelligenza delle persone e alla superiorità delle ragioni della tolleranza su qualunque tipo di intransigenza ideologica!
Ecco perchè, dopo la sbornia rabbiosa di ieri nel commentare le vicende delle stupidità italiane, e abbandonati i sofismi e le astrazioni, mi viene da pensare piuttosto all’unica cosa concreta degna di nota: abbiamo indubbiamente assistito ad una sconfitta, anzi, ad una debacle culturale del nostro Paese! Ma senza voler scadere nell’agone sterile dei contrasti politici, sarebbe bene soffermare la mente non tanto su ciò che abbiamo tutti sotto gli occhi, ma su ciò che non potremo vedere.
Certo, ne leggeremo sui giornali e potremo lanciarci quasi egualmente a voli pindarici di commento che andranno dalle posizioni più laiciste a quelle più conservatrici del “verbo” papale, ma ci sarà stato comunque impedito di assistere dal vivo ad un sano e pacato confronto di idee, che altro non sarebbe stato se non l’espressione della massima dignità della cultura e del desiderio dell’Uomo di nutrire la sua curiosità con le parole e le argomentazioni di chi la pensa diversamente o semplicemente di colui nel quale si riconosce una dote superiore, che lo pone al di là delle mediocrità cui siamo abituati.
Contestare il Papa, questo Papa, processandolo in piazza senza nemmeno porsi nell’umile condizione di ascoltare ciò che poteva avere da dire, è solo la dimostrazione di quanto in realtà si debba sempre lottare, direi quotidianamente, contro il rischio di abbrutimento delle coscienze e del pensiero umano! Che può infettare chiunque…perfino quelle persone cui (in teoria) è affidato l’arduo compito di insegnare non tanto o non solo una materia scolastica, quanto piuttosto educare le menti degli studenti al ragionamento.
Ieri invece, e con quella lettera dei “67″ professori contro l’invito del Rettore rivolto a Benedetto XVI, si è compiuto l’esatto contrario.
E se il modello culturale cui dovrebbero fare riferimento le generazioni del futuro è questo, intollerante e illiberale, avremo giovani che diverranno uomini privi di coscienza, perchè privi della capacità di rendersi disponibili alla conoscenza!

Insomma…sarebbe stato quantomeno interessante ascoltare cosa poteva avere da dire il “dottor” Ratzinger e sarebbe stata una bella pagina di democrazia se avessimo potuto farlo laici e credenti uno seduto accanto all’altro.
Non è stato possibile…e sappiamo le responsabilità su chi ricadono!
Mi auguro solo che si possa cogliere un insegnamento da un dramma intellettuale di questa portata: rifuggire le occasioni prossime di idiozia e demenza ideologica.

E a questo punto voglio spendere l’unica parentesi politica di questo “post”: ahinoi…l’onda lunga del ‘68 non si è ancora esaurita! La butto qui, senza dilungarmici troppo…perchè chi ha orecchie per intendere ha già inteso…e chi vorrà potrà commentare e aprire un ulteriore dibattito. Perchè qui, su questo blog, si è disposti al confronto…