Poichè garantisti o giustizialisti non si diventa in un giorno, verrebbe da pensare che:

  • per chi si è sempre professato convinto che una persona (e in particolar modo un personaggio politico) non debba essere condannata prima della sentenza definitiva, sia inevitabile che, come ieri per Berlusconi, anche oggi per Prodi si spendano parole di augurio che tutto possa risolversi nella maniera migliore; ovvero con la dimostrazione dell’estraneità dai fatti del presidente del consiglio.
  • per chi, invece, si è sempre profuso a sostegno dell’idea che un politico anche solo sospettato di una qualsiasi losca trama illecita debba essere accompagnato alla porta del Parlamento, dovrebbe essere difficile, come ieri con Berlusconi, non argomentare alla stessa maniera di sempre; ovvero, dimissioni…e che l’indagato si difenda pure davanti ai magistrati, ma lasci comunque il suo posto.

Scommettiamo che alla fine, sul caso dell’indagine su Prodi a Catanzaro, scopriremo un’Italia di soli garantisti?

UPDATE: un gioco per le più brillanti menti della blogosfera (di parte sinistra). Trovate le differenze.

Il 22 novembre 1994, in occasione dell’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi, i principali esponenti della sinistra dichiararono:
D’Alema: “Sfido Berlusconi ad utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni.”
Bertinotti: “Berlusconi scelga la via delle dimissioni. Per qualunque cittadino l’avviso di garanzia non è indice di colpevolezza. Ma lui non è un cittadino qualunque.”
Bindi: “Berlusconi prenda seriamente in considerazione le dimissioni. Ha voluto fare politica per il bene del paese. Ora per lo stesso motivo si sollevi dalle sue responsabilità.”
Mussi: “L’avviso di garanzia a Berlusconi è la goccia che fa traboccare il vaso. Questo governo se ne deve andare.”
Petruccioli: “Io, se avessi ricevuto un avviso di garanzia, mi dimetterei. Ma questo dipende dalla mia sensibilità personale.”

Invece ecco le dichiarzioni del presidente Berlusconi e di altri esponenti azzurri il 13 luglio 2007, giorno dell’avviso di garanzia a Romano Prodi:
Berlusconi: “Auguro a Prodi di uscire presto e con onore da questa situazione”.
Cicchitto: “Non cavalcheremo gli avvisi di garanzia, cosa che invece hanno fatto sistematicamente i maggiori esponenti del centrosinistra quando questi riguardavano i loro avversari politici, e in primo luogo Silvio Berlusconi.”
Bondi: “Non saremo noi a strumentalizzare una situazione di questo genere per le ragioni già espresse dal presidente Berlusconi.”