L’iniquità non sta nello scalone, ma nei padri (che hanno avuto tutto) che negano il futuro ai figli (che rischiano di non avere niente).

Il governo barcolla sulle pensnioni. Ma sembra proprio non voler mollare.
Non dico debba andare a casa. Ci mancherebbe, ha il diritto di governare per l’intera legislatura. E’ pur vero però che ha il dovere di farlo.
Non possiamo seguitare ancora molto in balia di questo indecente tira e molla.
Una settimana fa sembrava fosse tutto apposto. Accordo fatto!, si gloriavano per mezzo dei giornali gli uomini di governo. Era evidentemente più un colpo di coda mediatico che altro, perchè la realtà era ben diversa. Non solo non c’era stata nessuna intesa, ma addirittura, nonostante le buone intenzioni, le posizioni erano parecchio distanti. Tant’è che non è più solo sullo scalone che si discute, bensì anche per quel che riguarda le pensioni minime.

Sta di fatto che i sindacati hanno le palle di Prodi e TPS strette strette in mano.
Guardiamo la realtà: come si muove, il governo inciampa. Mantiene la riforma Maroni? Cade, perchè i comunisti dei sindacati e di maggioranza non accettano una simile ipotesi. Cancella lo scalone? Cade, perchè i riformisti (alla Dini per intenderci) sanno bene che senza quel provvedimento la spesa pubblica salta e l’Italia va culo per terra non solo dentro i confini, ma pure in Europa.
Vie intermedie non si conoscono e sono onestamente impercorribili. Il rischio di vedere implodere la tenuta del sistema pensionistico, tutto a scapito delle generazioni future (ma anche quelle attuali) non è nemmeno da prendere in considerazione.

Ma allora, che fare?
Beh, magari un passo avanti sarebbe dire le cose come stanno!
Ovvero, che per quanto di iniquità si possa parlare, tanta iniquità non comporta, questo benedetto scalone.
Per molteplici motivi.
Innanzitutto perchè riguarda pochi.
Secondo di poi perchè a fronte di quei pochi che ne subirebbero gli effetti, sarebbero in moltissimi a goderne delle conseguenze.
Infine, last but not least, perchè non sarebbe la prima volta che sindacati e comunisti darebbero il loro consenso ad un simile provvedimento e coerenza vorrebbe che anche oggi, che le condizioni sono ben più critiche, si facesse altrettanto.
Per non dimenticare, è giusto ricordare che già la tanto apprezzata riforma Dini prevedeva uno scalone…importante, tra chi aveva più o meno di 18 anni di contribuzione/retribuzione al momento dell’entrata in vigore di quella legge!
Oggi la situazione è questa.
Ma sentir parlare di iniquità per il fatto che i diritti acquisiti (di quei 130mila) non si possono toccare, mi fa venire l’orticaria.
Anche qui, per più d’un motivo.
Primo, perchè in realtà non si tratta di diritti acquisiti. Si gode infatti dei diritti che vigono in un determinato periodo di tempo. Ma spesso le leggi cambiano e con esse cambiano anche i diritti. Andare in pensione a 57 anni non è un diritto acquisito e immutabile nel tempo! La riforma Maroni, perciò, può ben avanzare l’età pensionabile a 60 anni senza negare diritti ad alcuno!
Secondo, perchè è profondamente scorretto parlare di iniquità in senso contingente.
Non si fa altro che mettere in evidenza i problemi futuri delle prossime generazioni, ma poi sono gli stessi padri che preferiscono curare i propri interessi a scapito dei figli. Un comportamento quasi quasi contro natura!
Mettiamo sul piatto della bilancia questi pesi: da una parte la generazione dell boom economico, che ha avuto tutto, anche più di quanto fosse necessario e che per questo ci ha ridotto in codesto stato; dall’altra quella del futuro, che non trova lavoro, che non ha la casa e che avrà una pensione che, secondo gli attuali criteri, sarebbe pari a circa il 30% dell’ultimo stipendio.
Ecco, messa così la questione…cos’è più iniquo? Approvare una riforma che riequilibri i diritti tra generazioni (dar concretezza al famoso patto generazionale, quindi) o difendere strenuamente posizioni soggettive, di pochi, ma nel contempo deleterie per tanti (troppi)?

La risposta certo non sto a darvela io…è talmente scontata…
Di sicuro una cosa si può dire: che il sindacato, ancora una volta, ha dimostrato la sua miopia. Al solito, sempre dalla parte sbagliata. Alla faccia delle belle parole in difesa dei lavoratori!

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Comments
14 Responses to “L’iniquità non sta nello scalone, ma nei padri (che hanno avuto tutto) che negano il futuro ai figli (che rischiano di non avere niente).”
  1. max scrive:

    Hai detto alcune cose giuste…peccato però che le cazzate che dici vincono sempre nettamente.

  2. ilpensatore scrive:

    no…la mia pensione dipende da quanti soldi avrà l’INPS per pagarmela! e se oggi quei soldi mancano al punto che si ritiene necessario, scalone o scalini, aumentare l’età pensionabile ci sarà un motivo????!!! forse il fatto che non è così matematico che morto uno subentra l’altro e siamo pari. No. Ripeto, quelli che entrano non hanno la stessa forza contributiva e quindi non possono pareggiare le uscite che abbiamo sulle spalle a causa delle passate e attuali generazioni!

    a me sta a cuore non certo l’assistenzialismo per i giovani, ma che i giovani possano godere della pensione che si sono messi da parte negli anni! semmai, è questo l’assistenzialismo: impedire l’esercizio di un diritto (quello a legiferare sullo spostamento in avanti dei requisiti previdenziali) a danno del superiore interesse nazionale.

    infine, ti dico, che io continuo ad esser convinto dell’inutilità di aumentare il carico inps sui giovani lavoratori. Non è quello che salva tutto! se ci pensi: se un lavoratore costa meno al datore, il datore assume di più e ci sta che paghi meglio. Sui soldi percepiti dal precario le tasse non sono le stesse, ma inferiori rispetto al dipendente indeterminato. A questo punto, se fai due più due, togliere soldi al datore significa togliere soldi anche al lavoratore che percepirà uno stipendio più basso…se verrà assunto!

    esame di coscienza o no…lo scalone non mi sembra affatto iniquo.
    o almeno, se così la mettono…allora è iniquo pagare le tasse passando per colpa di pochi euro da uno scaglione a un altro!

  3. F scrive:

    1) Perchè non “finita là”? Stiamoparlado dello scalone o di altro?

    2) Sbagli presupposto tu… quello che vuoi è assistenzialismo hai giovani!

    3) Non ne sarei così sicuro!

    4) “pia illusione”? Va in pensione 1… viene assunto 1 altro… chio viene assunto paga per chi è in pensione… per i tre anni di scalini (per un periodo determinato) si può fare.

    La “flessibilità” o “precariato” come lo chiami tu… è una manna dal cielo quando il costo del lavoro (soprattutto di contributi inps) è superiore a uno che lavora a tempo indeterminato! Infatti in questa legislatura sono già aumentati i contributi inps che le aziende devono versare per i contributi inps

    Scalone o non scalone la tua pensione sarà contributiva… e se tu che sei un tifoso di tenere bassi i contributi inps per i contratti a progetto (vedi altro blog) fatti un esame di coscienza!

    Lo scalone non centra una cippa con la tua pensione… quella dipende da un metodo di calcolo basato sul versato!

  4. ilpensatore scrive:

    F, non è solo “fatta la spesa, finita là”, perchè quella è una spesa che ricade sul capo di tutti e sui conti pubblici. Non è di lieve entità…si parla di 60 miliardi in meno di 30 anni!!!!

    e poi, guarda, sul secondo punto secondo me sbagli nel presupposto: i soldi dello scalone sono sarebbero usati per darli alle generazioni future! c’è una bella differenza…se scegli l’uovo oggi vuol dire che non hai capacità di lungimiranza, e per un politico vuol dire totale inadeguatezza!
    le generazioni future valgono molto di più di quelle attuali, ma non per preconcetto, ma perchè son quelle che rischiano di avere di meno.

    il punto 3 è solo il frutto del mitismo della lotta all’evasione. E’ difficile recuperare così tanti soldi in così poco tempo!

    il 4 poi è giusto una pia illusione.
    oggi il problema è che la popolazione lavorante è inferiore a quella pensionata. i giovani d’oggi, oltretutto, non hanno lavori e contratti tali da poter pareggiare i conti della previdenza. La menate tutti i santi giorni con sto cazzo di precariato e poi quando fa più comodo pare sia sparito!

    la meno su questo punto perchè è mio particolare interesse a vedermi garantita una pensione che non sarà come oggi l’80% dell’ultima busta paga, ma vorrei fosse un poì più del 30% che mi si prospetta senza scalone.
    la meno perchè è una questione di principio: lo Stato ha tutto il diritto di modificare l’età pensionabile, perchè non nega diritti a nessuno!!!

    tutto il resto è fuffa!
    anche perchè scaloni o scalini, secondo la logica prodiana, non dovrebbero avere nessuna differenza.

  5. F scrive:

    Pensatore… pensa al fatto che

    1) Lo scalone è una “una tantum”… fatta la spesa finita là!

    2) Sono soldi che i pensionati non è che bruceranno… i soldi o li spenderanno per i loro bisogni e il denaro si rimetterà in circolo, oppure lo daranno hai figli che li spenderanno e si rimetteranno in circolo, se poi per una remotissima eventualità saranno messi in banca (ha ha ha ha) saranno denari che saranno rimessi in circolo dal credito!

    3) Di oggi la notizia che saranno fatte più assunzioni nelle agenzie delle entrate… i controlli sono sempre più serrati, altrimenti mica gli artigiani protesterebbero ti pare che un pensionato con l’aria che tira si metta a lavorare a nero?

    4) L’eventuale posto di lavoro lasciato libero dal pensionato, certamente, sarà preso da un giovane per cui verranno versati contributi che saranno denari in entrata che mediamete copriranno (nel periodo di scalone) le pensioni erogate… va bhe… uno dovrebbe mettere da parte la propria pensione mi dirai… ma magari il neoassunto sarebbe rimasto senza lavoro per qualche altro anno… quindi niente soldi avrebbe versato per se!

    La stai menando un pò troppo con stò scalone, immotivatamente!

    Per l’aumento dell’età pensionabile certamente sarebbe da aumentare a 65… gradualmente (per i non usuranti).
    Per i secondi lavori assolutamente vero se il doppio lavoro è “nero”, se uno paga le tasse e, se pensionato si riduce la pensione, lavorare è una questione di libertà (liberismo).

  6. ilpensatore scrive:

    nessuno lo vieta….tranne chi è convinto di essere superiore al legislatore e lo spaventa a tal punto da fargli fare la cosa più sbagliata di tutte!

    fosse per me, salvo alcune categorie di lavoratori, per cui l’età pensionabile dovrebbe attestarsi sui 60 anni, si dovrebbe permettere di ritirarsi dal lavoro non prima dei 65 anni!

    e soprattutto…niente secondi lavori, perdio!!!!

  7. prostata scrive:

    Altro che abbassare lo scalone… io l’età pensionabile l’aumenterei di brutto.

  8. ilpensatore scrive:

    difficile darti torto…

    le cose come stanno non funzionano.
    mi auguro che qualcosa, da tutta questa delusione (più quella precedente) si sia imparato…

  9. Pioneer Skies scrive:

    >>ma qualcosa per questa previdenza si dovrà pur fare?! è fastidioso questo >>immobilismo che provoca incertezza…

    In questo caso, addirittura, qualcosa è già stato fatto: si tratterebbe solo di lasciare la legge attuale (Maroni), semmai con qualche emendamentino ad hoc.
    L’immobilismo è lacerante, soprattutto dati i suoi presupposti litigiosi e soprattutto con un primo ministro che, pare, non può aprire la bocca perchè comunque per qualcuno della sua stessa coalizione di governo sbaglierebbe. Il vero problema di questo esecutivo è che qualcuno – troppi? – ha firmato un programma con molta ipocrisia, sapendo che alcuni punti di esso, utilizzati per stringere un patto di coalizione, non li avrebbe mai supportati. E se penso che è stato inventato il Ministro per l’Attuazione del Programma (una delle cose più inaudite del pianeta democratico, credo…)…beh, in effetti c’è di che essere delusi.
    Purtroppo questi giochi di coalizione in italia sono arcinoti e già visti attuati in diverse fazioni. Infatti non sono un simpatizzante del bipolarismo. Almeno non così attuato, non con questi politici e non con questa legge elettorale (vergognosamente, IMHO, piazzata dalla CDL – ma non solo IMHO se ora alcuni dei suoi esponenti spinge per la sua modificazione…e ben venga – ed ancora più vergognosamente fin d’ora accettata dall’Unione).

    Saluti! ^_^

  10. ilpensatore scrive:

    esatto Demone,
    solo che questo pretesto per estorcere qualunque cosa a questo governo sta diventando da eccezione una regola.
    e allora non va affatto bene…

    è pericoloso

    Questo esecutivo manca di autorità e autorevolezza…
    insomma…è poco serio!

  11. demone scrive:

    Effettivamente mi sembra che i sindacati abbiano alzato la posta proprio perche’ hanno come controprate un’ Esecutivo debbole in cui ogni voto alla fine è decisivo.
    E’ come se dessero per scontato che questo Governo non durerà e quindi cerchino di portare a casa quanto più è possibile.

    Hai perfettamente ragione su tutta la linea, anzi probabilmente anche il tetto dei 60 anni non adrebbe visto come limite superiore. Tutelando ovviamente, come dicevate sopra, il lavoro usurante che al contraio sembra sparito dal dibattito politico ma anche dalle priorità dei sindacati.

  12. ilpensatore scrive:

    salve Pioneer,
    fa piacere saperti concorde.
    e se vogliamo rendere questa affinità di pensiero (almeno su questo argomento) biunivoca, allra ti dico che sono pienamente d’accordo con te quando parli dei lavori usuranti.

    ma qualcosa per questa previdenza si dovrà pur fare?! è fastidioso questo immobilismo che provoca incertezza…

    saluti anche a te…

    PS: wordpress è più che ottimo…

  13. Pioneer Skies scrive:

    Dunque dunque,
    sono più o meno passato da qui per sbaglio – appena approdato su wordpress perché sto testando qualche blog-hoster per un mio futuro blog -, ma il tema tocca troppo la mia sensibilità socio-politica per non intervenire almeno con un piccolo commento.
    Io sono molto preoccupato per me. Ecco perchè: io sono moooolto più “sinistro” rispetto a te (ho letto il tuo “Chi Sono”) e sicuramente non posso concordare con i tuoi cardini etico-morali-civili. Però – perché un però c’è, se no dove sta la preoccupazione? – mi trovo molto d’accordo con te su ciò che esprimi riguardo all’ormai troppo citato “scalone”. Ebbene, anch’io sono per tenerlo. Mi spiace pensarla così su una legge scritta da un leghista, la tant’è e la mia onestà intelettuale mi porta a dirlo sinceramente e, scherzi a parte, senza turbe nè ubbie.
    Soprattutto – per farla breve – concordo con quanto dici sul diritto della pensione a 57 anni: lavoro di fantasia! Semmai il diritto è – o dovrebbe essere – al lavoro; e pure alla pensione, certamente, ma i 57 anni d’età sono sicuramente modificabili. Io penso, come lo striscione della foto, che i diritti sono da estendere; se i 57 anni fossero considerati come diritto estendibile, paradossalmente bisognerebbe diminuirli! E fuori dalle meditazioni più filosofiche bisogna, secondo me, comunque avere la bussola della così detta real politik, che comprende anche un panorama economico dal quale non ci si può, ora come ora, sottrarre. Soprattutto quella sinistra – anche – europeista (nella quale mi collocherei volentieri), la quale non può sperare di poter avvallare su tutti i fronti la ricerca di consenso dei sindacati a scapito di una serie di cose ben più prioritarie (ammesso e non concesso che la maggior parte delle moderne questioni sindacali abbiano un qualche grado di priorità).
    Certo, forse in quanto “sinistro”, resto sicuro di una cosa: prendiamo i più anziani dipendenti che svolgono mansioni logoranti e facciamoli andare in pensione sereni, che forse qualche buon motivo ce l’hanno.
    Chiudo, perché se no son troppo prolisso!

    Salutoni!

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