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Dopo mille e mille vicissitudini con telefono e internet (mai, dico mai, farsi fregare da Tele2) eccomi qua giusto per salutarvi e dirvi arrivederci a fine agosto.
Magari non interesserà a nessuno, ma vi racconterò le mie vacanze per suggerirvi qualche idea per il prossimo anno o comunque per stuzzicare la vostra fantasia… chè ogni scusa è buona per evadere col pensiero (almeno) dalla calura e dalle fatiche della Città!
Saluti a tutti…
A presto…
Ai giovani negano il futuro. Preferendo difendere i privilegi di pochi lavoratori cinquattottenni.
E anche ad Alitalia. Airone infatti si è ritirata dall’asta (che praticamente è rimasta senza concorrenti): governo esoso e confederazioni sindacali troppo agguerrite. Impossibile ogni piano industriale di rilancio, a queste condizioni.
Persino la Bonino se n’è accorta. Ma non è nemmeno l’unica.
Anche in politica estera i comunisti si distinguono per la solita ambiguità e incoerenza di pensiero.
Bisogna dirlo: se Hamas pur essendo un’associazione terroristica riconosciuta è da considerarsi un interlocutore democratico (perchè espressione di un voto popolare) allora stiamo percorrendo le orme (almeno mentali) di Monaco ‘38; anche Hitler fu eletto dal Volk eppure…si fosse parlato di meno e agito di più…! Anche senza guardare al passato (che pure comunque qualcosa dovrebbe aver insegnato) si può formulare un giudizio di pura imprudenza da parte dei nostri attuali governanti: non è come dice Bertinotti, cioè che la pace si discute con “chi c’è”, ma credo fortemente che di Pace si debba, perchè si possa, parlarne solo con chi è disposto a perseguirla, la Pace. Hamas rappresenta un pericolo per i palestinesi e gli israeliani. Ma è tutto il medioriente che necessita di una nuova strategia. Che non può essere quella operata fino ad oggi dal governo Prodi. Troppo filo-arabo. Troppo poco filo-occidentale. Ma d’altra parte si sa: sono i musulmani i veri nuovi rivoluzionari ed è a loro che i comunisti (di faccia e nell’anima) guardano e si ispirano.
Ecco perchè fanno paura…perchè stanno sempre dalla parte sbagliata.
Forse mi sbaglio, ma mi sembra proprio questa la logica che sta alla base di chi per anni ce l’ha menata per il fatto che Berlusconi aveva depenalizzato (non vero…) il falso in bilancio (derubricandolo per alcuni suoi aspetti a reato amministrativo) e che poi arriva a fare lo stesso bellamente per le frodi alimentari.
Come dire: sottrarre soldi allo stato e ai soci di una società è più grave che mettere a rischio la vita delle persone che non sanno quel che mangiano e che potranno vedersi rifilate le peggiori schifezze che l’umana criminalità potrà concepire (senza più alcun deterrente, quindi)!
Ma che diavolo passa per la testa a quel ministro là? E la chiamano pure “ministro della salute”!
(Poco)Cara signora Turco, se lo lasci dire: lei è proprio fuori dal mondo!
E nessuno che si scandalizza per una cosa del genere…
Eh si…c’è del marcio in Italia…
E’ logico che finchè il problema sarà “non riconsegnare il paese alle destre”, ogni sforzo per aspettarsi qualcosa di buono dalla politica sarà vano.
Il “manifesto” del “Cicoria” (alias, Francesco Rutelli) fa tanti bei ragionamenti, dice alcune cose sensate, ma finisce per diventare un fiore su cui si è fatto cacca sopra.
Preoccuparsi più di Berlusconi che del bene del Paese spiega le tante incoerenze e le tante incapacità di questo governo/maggioranza in Parlamento e davanti agli italiani.
Dando un’occhiata ai fatti non è difficile capire come sia praticamente impossibile restare in sella alle poltrone senza dar conto all’ala conservatrice della sinistra massimalista. Oltretutto, quando al Senato sei sempre sul baratro del tracollo e ti ritrovi comunque con 50 senatori su 150 di maggioranza che fanno il tifo per Marx (e derivati) diventa impensabile trovare il modo di farne a meno.
I sedicenti moderati dell’Unione hanno commesso l’errore ab origine: quello di legarsi a doppia mandata coi comunisti.
Necessario per far numero e (ab)battere il Cavaliere; deleterio per ciò che invece riguarda qualunque questione politica che vi venga in mente.
Ieri la politica estera, oggi quella economica e il tema previdenziale in primo piano: tutte le volte scatta un veto, un diktat, un’esternazione che frena o addirittura arresta il processo riformista con tanta fatica avviato.
Sorprende, quindi, che invece di cercare il modo di far fuori il ramo secco della coalizione si continui a pensare a Berlusconi e alla CdL come un male assoluto da evitare.
Anche perchè, a guardarsi bene in giro la gente è molto più scontenta oggi che non due anni fa.
Le politiche fiscali di questo governo hanno toccato, diciamo colpito, tutti: anche quelli che, a parole, dovevano rimanere fuori da ogni disputa sociale “di classe”. Così, oltre ai “ricchi” c’hanno rimesso anche i cosiddetti “poveri”.
Risultato? Un extragettito non previsto. Sintomo che si è preso troppo a troppi e a tutti ingiustamente. Un errore imperdonabile. Cui si aggiunge l’immagine di una politica che non sa quello che fa, coi suoi fatti, le sue correzioni, le sue rettifiche, le sue retromarce, le sue indecisioni, le sue mortificazioni.
Ma per Rutelli e compagni il problema rimane Berlusconi.
Il bene del Paese, però, forse, lo si dovrebbe cercare in altra maniera.
Cominciando, magari, a slegarsi una volta per tutte da chi oggi rappresenta un palla al piede del progresso, da chi sostiene solo i privilegi e non i diritti acquisiti, per guardare al futuro con salutare spirito di rinnovamento e di superamento degli antichi sbarramenti ideologici.
Il favore all’Italia lo si può fare solo abbandonando la contrapposizione personale e partitica, preoccupandosi invece di come far funzionare meglio le cose e, se del caso, di mettere da parte chi logora e mina alle fondamenta ogni possibilità di crescita!
Peccato…un’altra occasione persa per i “moderati” di sinistra di dimostrarsi meno attaccati al potere e alla poltrona e più interessati e impegnati nella ricerca di una via nuova per il Paese.
Poichè garantisti o giustizialisti non si diventa in un giorno, verrebbe da pensare che:
- per chi si è sempre professato convinto che una persona (e in particolar modo un personaggio politico) non debba essere condannata prima della sentenza definitiva, sia inevitabile che, come ieri per Berlusconi, anche oggi per Prodi si spendano parole di augurio che tutto possa risolversi nella maniera migliore; ovvero con la dimostrazione dell’estraneità dai fatti del presidente del consiglio.
- per chi, invece, si è sempre profuso a sostegno dell’idea che un politico anche solo sospettato di una qualsiasi losca trama illecita debba essere accompagnato alla porta del Parlamento, dovrebbe essere difficile, come ieri con Berlusconi, non argomentare alla stessa maniera di sempre; ovvero, dimissioni…e che l’indagato si difenda pure davanti ai magistrati, ma lasci comunque il suo posto.
Scommettiamo che alla fine, sul caso dell’indagine su Prodi a Catanzaro, scopriremo un’Italia di soli garantisti?
UPDATE: un gioco per le più brillanti menti della blogosfera (di parte sinistra). Trovate le differenze.
Il 22 novembre 1994, in occasione dell’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi, i principali esponenti della sinistra dichiararono:
D’Alema: “Sfido Berlusconi ad utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni.”
Bertinotti: “Berlusconi scelga la via delle dimissioni. Per qualunque cittadino l’avviso di garanzia non è indice di colpevolezza. Ma lui non è un cittadino qualunque.”
Bindi: “Berlusconi prenda seriamente in considerazione le dimissioni. Ha voluto fare politica per il bene del paese. Ora per lo stesso motivo si sollevi dalle sue responsabilità.”
Mussi: “L’avviso di garanzia a Berlusconi è la goccia che fa traboccare il vaso. Questo governo se ne deve andare.”
Petruccioli: “Io, se avessi ricevuto un avviso di garanzia, mi dimetterei. Ma questo dipende dalla mia sensibilità personale.”
Invece ecco le dichiarzioni del presidente Berlusconi e di altri esponenti azzurri il 13 luglio 2007, giorno dell’avviso di garanzia a Romano Prodi:
Berlusconi: “Auguro a Prodi di uscire presto e con onore da questa situazione”.
Cicchitto: “Non cavalcheremo gli avvisi di garanzia, cosa che invece hanno fatto sistematicamente i maggiori esponenti del centrosinistra quando questi riguardavano i loro avversari politici, e in primo luogo Silvio Berlusconi.”
Bondi: “Non saremo noi a strumentalizzare una situazione di questo genere per le ragioni già espresse dal presidente Berlusconi.”
105 anni fa (1902), in questo stesso giorno, crollò il campanile di piazza San Marco a Venezia.
Fu completamente ricostruito in 10 anni e restituito alla città e ai suoi turisti nel 1912!
PS: le foto le ho fatte io….
Avete presente quelle vignette in cui non compare nessun dialogo perchè sono già abbastanza esplicite “in bianco”?
Ecco: governo Prodi e maggioranza di centrosinistra sono giunti allo stesso livello.
Non serve più nè parlarne nè chiedersi come andrà in futuro; un po’ perchè sarebbe inutile, viste le continue giravolte cui dobbiamo assistere anche nell’arco di una sola giornata (il che impedisce di formulare una piena valutazione dei fatti), e un po’ perchè obiettivamente può sempre succedere di tutto. Sfido chiunque di voi a darmi testimonianza di un qualcosa che si sia verificata proprio come se l’aspettava.
A parte contare sull’attaccamento alla poltrona, di questa (dis)Unione non ci si può fidare.
Priva di capacità decisionali. Qui l’ultimo esempio in ordine di tempo.
Priva di maggioranza al Senato (ma anche nel paese, a detta dei sondaggi).
C’è altro da dire?
No…sarebbe fiato sprecato.
C’è qualcos’altro da chiedersi?
Forse. Ma non ci sarebbe comunque risposta…
Bah…se vi pare questo il modo di governare…
Mastella che per l’ennesima volta minaccia di dimettersi. Unione che più disunita non è.
Ma che fanno durante i consigli dei ministri? Non parlano delle leggi e degli atti che andranno a discutere? Non si mettono d’accordo PRIMA di arrivare in Aula? E sopratutto: ci dicono cazzate quando si atteggiano a quelli che hanno siglato un’intesa indissolubile?
Allora?! Ne vogliamo prendere atto?
Il centrosinistra non garantisce stabilità istituzionale e nemmeno di governo del Paese. La riforma della Giustizia è un passo decisivo per la vita democratica di uno Stato. Arrivare ad approvare il primo articolo del provvedimento grazie al voto di un senatore a vita (quindi non eletto, quindi politicamente neutro), col già palese sospetto di essere illegittimamente maggioranza a palazzo Madama, e cadere sul secondo emendamento significa una cosa sola, anzi…due: che non ci si è messi bene d’accordo prima; che non si è più (o mai stati) coesi e quindi che non si è in grado di portare avanti la legislatura.
L’Italia ha bisogno di certezze. L’Italia ha bisogno di rinnovarsi. L’Italia ha bisogno di essere guidata verso il futuro. Può darsi che a taluni l’idea di un ritorno di Berlusconi al governo possa suscitare sconforto e/o preoccupazione. Ma non vuol dire che ci si debba tenere un Prodi a (meno di) mezzo servizio.
Il fatto è…che si sapeva sarebbero andate così le cose! Perchè allora, mi chiedo, accanirsi terapeuticamente contro un esecutivo e una coalizione che è già in stato vegetativo?
Cambiare non farebbe male. Nemmeno alla sinistra.
Tenere il timone su questa rotta è invece la dimostrazione della bramosia di potere e dell’attaccamento alla poltrona, dell’incoffessata (e incoffessabile) consapevolezza dell’impossibilità di creare una vera e forte “unione”, subordinata però all’interesse ideologico del tener lontano il “nemico” “dai posti di comando”, seppure così facendo si generi un danno alla comunità!
Inaccettabile.
La politica del fare…mi sa che intanto si deve attendere.

Era l’11 Luglio del 1995 quando, di fronte a 450 peacekeepers dell’ONU, fu perpetrato il genocidio dei musulmani di Srebrenica ad opera dei paramilitari di Radovan Karadzic e Ratko Mladic. Volevano “ripulire” la città. Lo hanno fatto ad un ritmo di 30 esecuzioni l’ora per dieci giorni consecutivi. Ottomila persone massacrate dai serbo bosniaci sotto gli occhi dei caschi blu olandesi. Che non fecero niente. Anzi, se ne andarono alla chetichella prima che tutto finisse…prima ancora che tutto cominciasse! Eppure quella di Srebrenica era “zona protetta”. Non bastò.
Fu un fallimento clamoroso e fragoroso dell’Europa, ma sopratutto delle Nazioni Unite.
Da allora non è cambiato nulla. Soltanto il numero dei cadaveri che di anno in anno vengono ritrovati nelle varie fosse comuni che di volta in volta vengono alla luce. Una tragedia, peraltro, rimasta impunita. Che dopo il danno vide pure la beffa. Perchè quei 450 soldati che avrebbero dovuto difendere la popolazione inerte e che invece l’hanno lasciata nelle mani dei boia, sono stati pure premiati con la medaglia al valore dal proprio paese.
Penso a Srebrenica e mi viene in mente il Darfur. E all’ONU che ancora non ha avuto la forza nè il coraggio di riformarsi, ma al contrario persevera nell’errore: la politica fatta di sole dichiarazioni può solo essere letale. Non per chi la fa, bensì per chi viene abbandonato.
Ma penso anche al Libano, dove di nuovo Europa e ONU hanno lasciato che le intenzioni (buone nemmeno quelle) rimanessero tali, mentre i terroristi si riarmano e tranquillamente si riorganizzano contro Israele.
A quando una vera politica di Pace, senza interessi o personalismi o diktat che la frenino?
Ce n’erano già parecchi, prima. Alla luce delle ultime “novità” (che tanto novità non sono), poi, i dubbi sono aumentati.
24 mila voti, ridotti (pare) a 2 mila dal rilevamento a campione da parte della giunta delle elezioni, non garantiscono la certezza sulla legittimità democratica di questo governo espressione di questa maggioranza.
Oggi Prodi e compagni si sono espressi per ciò che sono: una insicurezza! Su tutti i fronti. Istituzionale, ma anche a livello della loro stessa azione. Costantemente in bilico, mantenuti dai senatori a vita (o da quelli chissà eletti illegittimamente), ma sfiduciati dal paese reale.
Un bel quadretto…
La fonte è il ministero delle attività produttive. Al sito in cui è riportato lo schema potete arrivare semplicemente clikkando sull’immagine.
In tempi di vacanze, partenze, viaggi e ritorni è più che naturale buttare un occhio su quanto ci costerà prender la macchina per raggiungere il meritato riposo.
E come al solito è un salasso.
La cosa “curiosa” (?) è che rispetto al passato niente è cambiato.
Eppure…ci avevano detto altro…
Forse perchè mica sol perchè sono anziani sono anche stupidi.
Quando metteranno mano al portafogli non gli cambierà la vita avere un euro in più al giorno, 33 (in media) al mese.
Qui ribadisco un vecchio discorso: così non si aiuta nessuno, ma si sprecano parecchi soldi. Miliardi di euro per non migliorare la vita di nessuno!
Abominevolmente elettoralistico.
E i sindacati che pure si contentano…
Vabbè, la chiudo qui.
Ho idea che Cesare Previti farebbe meglio ad assecondare la volontà della giunta delle elezioni e se ne tornasse a casa senza mostrarsi più martire di quanto già non lo sia.
La ritengo una soluzione che incontra sia l’opportunità politica di non essere più bersaglio e pretesto di gazzarre e roghi giustizialisti, sia l’opportunità morale per una persona che la giustizia italiana ha comunque riconosciuto colpevole dei reati ascrittigli e che non può e non deve dar l’idea di essere diversa, perchè più influente e protetta, dalle altre.
Non importa se quelle sentenze siano state il frutto di un accanimento personale e politico della magistratura. E’ sotto gli occhi di tutti ed ognuno si è fatto l’idea che più si avvicina al proprio modo di interpretare la realtà. Ma la giustizia divina, quella che può benissimo scagionare colui che è stato giudicato colpevole in Terra, non è di questo modo. E rispettare la legge e chi la applica è una necessità non solo storica, ma anche morale. Appunto.
Cesare Previti, condannato a 6 anni dalla Corte di Cassazione per la vicenda Imi-Sir, deve accettare e rispettare ciò che nella sentenza è prescritto. Lasciare i suoi pubblici incarichi, perchè da questi interdetto.
L’unico appunto che si può fare sulla questione è semplicemente uno: il senatore Previti ha diritto di opporsi (nonostante tutto) alla volontà della Giunta e di sottrarsi al volere dei giudici?
Secondo me, si.
E per un motivo abbastanza intuitivo, che dovrebbe venir considerato al di là della faziosità politica.
La giustizia è amministrata “in nome del popolo italiano”. Ma è lo stesso “popolo italiano” a decidere da chi farsi rappresentare in Parlamento, l’organo dotato di maggiore democraticità tra le nostre istituzioni. Possibile allora che il popolo voglia due cose palesemente in contrasto tra loro?
Poichè però il giudice agisce come intermediario rispetto al “popolo”, mentre invece il “popolo” agisce direttamente nella scelta dei deputati dell’organo legislativo, credo non sarebbe del tutto assurdo veder prevalere la volontà “diretta” del popolo e soccombere quella “indiretta” dei giudici.
Con questo non voglio dire che Previti debba vedersi scagionato. Ma il suo mandato popolare credo sia da ritenersi più forte di qualunque sentenza. Anche perchè, l’elettore che nell’urna ha votato indicando Forza Italia aveva coscienza della scelta che faceva e anche della possibilità di non operarla. L’hanno fatta in milioni (più di 9) quella scelta. Può una sentenza spazzarla via, scontrandosi col potere/volere del popolo sovrano?
Ricordate i giorni precendenti alle elezioni del 2006?
La CdL era data per morta. Berlusconi era dato per morto. Il centrodestra, spacciato. Sondaggi impietosi non permettevano nemmeno di illudersi, sperare. Sfogliavi qualsiasi giornale e leggevi che l’Unione di Prodi dava da mangiare al Polo almeno dieci punti percentuali di polvere. Amarissima.
Intanto, però, il Cavaliere ci dava dentro. Comizi in ogni dove, piazze gremite. Poi Vicenza, poi l’avvertimento a non fare i “coglioni”, poi la sfida col professore e la sensazione (tutta interiore) che qualcosa stesse cambiando. I rilevamenti demoscopici made in USA targati Forza Italia parlavano di una rimonta. E allora, per non far ringalluzzire troppo l’elettorato moderato, giù, fiumi d’inchiostro dai giornali dei giornalisti piegati al garante dei poteri forti (Prodi, per chi non l’avesse capito). Addirittura il Corriere della Sera scelse di schierarsi apertamente.
10 aprile, ore 15. Urne chiuse. Primi exit poll.
Unione in una forbice tra il 50 e il 54% sia alla camera che al senato. Una debacle.
Poi, miracolo. Finalmente le proiezioni, cioè quelle effettuate sui voti reali, man mano che le schede vengono spogliate.
CdL in rimonta. Ferrara, in serata, quasi si spoglia. Per un attimo, durante i tg della sera la CdL sembra essere passata in vantaggio, millimetrico, ma sempre di vantaggio si parlava. Fassino e Prodi sudano freddo. Una paura che non passerà, anche se daranno a vedere altro, se non quando tutto sarà compiuto. Alla fine sarà 49.8% Unione; 49.74% CdL: 24000 voti, lo 0.06% del totale. Clamoroso. Si può benissimo pensare di verificare, di ricontare…la sinistra nelle urne e nei seggi la conosciamo tutti.
Nel mezzo però, la sfida del senato era tutta aperta. E benchè il professore e i compagni scendano in piazza quando ancora tutto è in gioco, grazie ai senatori eletti nelle circoscrizioni estere l’Unione conquisterà il senato: senza la maggioranza assoluta; e solo con due (dico, due) scranni di vantaggio. 158 csx, 156 cdx.
Praticamente…pareggio.
Tutto andava nella direzione di un governo di larghe intese, per poi tornare a votare il prima possibile. Si profilava una situazione di incertezza totale, con una maggioranza continuamente in bilico e debole in partenza.
Ma la presunzione, si sa, è una brutta bestia.
Prodi volle andare avanti e…il resto è Storia, la conosciamo tutti.
Oggi però, alla luce delle ultime vicende, qualche dubbio sul futuro prossimo è diventato inevitabile.
La giunta delle elezioni (a maggioranza di sinistra) ha accettato un riconteggio a campione dei voti e solo nelle regioni scelte dalla maggioranza stessa. Sorpresa: la CdL avrebbe recuperato in ogni seggio una valanga di voti. Tanto da far crollare la differenza ad uno striminzito 0,0007%. 2000 voti. Ora, immaginate cosa potrebbe succedere se venissero “campionati” i voti espressi in Emilia Romagna, Toscana e Umbria. Il professor Ricolfi ha già fatto intendere la sua. La CdL si troverebbe all’opposizione pur avendo vinto le elezioni!
E al senato? Il colpo è di oggi. La Repubblica lancia un video in cui sono presenti le prove degli avvenuti brogli elettorali a vantaggio dell’Unione nel voto all’estero.
Ok, la CdL fece l’iniziale errore di presentarsi a ranghi sciolti, ma se nonostante tutto avesse vinto comunque?
La domanda a questo punto è una sola, anzi, due:
- Domani che facciamo?
- E fino a ieri cosa è stato fatto?
Questioni non da poco. Che tra l’altro sbaragliano tutte le teorie contro Berlusconi e i presunti (perchè ormai l’hanno capito tutti che erano inutili e impossibili da commettere) brogli per mezzo del sistema elettronico del Viminale di pubblicazione dei risultati, targate Deaglio.
E’ passato più d’un anno da quella notte elettorale. E’ stato eletto un presidente della Repubblica, fatte diverse nomine, sostituite poltrone e approvate diverse (poche) leggi.
E se scoprissimo che l’Unione non è in realtà legittimata a governare? Se già i dubbi c’erano, domani ne avremo ancora di più!!!
Si torna alle urne, si va avanti così, si trova un intesa su un governo tecnico che ci porti alle elezioni l’anno prossimo…che si fa?
E per quello che è stato?
Questa è più una domanda tecnica, cui non so proprio rispondere: ma di tutto ciò che è stato fatto…che succederebbe se dovesse emergere che niente trova legittimità poichè questo potrebbe essere un governo-per-errore?
Scusate se mi sono dilungato nel raccontare tutta questa storia, ma, perdonate il trivio, ’ste cose fanno proprio incazzare.
Passare dalla sconfitta certa alla vittoria rubata è roba che ti toglie il sonno! Cribbio! ![]()
Un plauso a La Repubblica che sta facendo conoscere a tutti ciò che è successo ai voti degli italiani all’estero. L’Unione ha imbrogliato. E adesso?
Dopo il plauso, però anche una nota: perchè viene fuori tutto solo ora?
Qui il video sgooooooobbbbb….
Walter Veltroni è un tritacarne. Nessuno ha il coraggio di confrontarsi con lui. Tutti abbandonano il campo di gara prima ancora del “bang!” di partenza. E alla fine ne rimarrà soltanto uno. Lui. Walter.
Il che, la dice lunga sullo stato di salute del centrosinistra riformista e, in particolare, del futuro Partito Democratico. Possibile non ci sia un volto in grado di suscitare pari fiducia, pari simpatia di quello del sindaco di Roma?
Si, è possibile. Anzi, è la realtà.
Da Bersani a Letta passando per chiunque tra DS e DL, tutti rappresentano il passato fallimentare di un governo che i cittadini hanno sotto gli occhi e da cui sono indispettiti quotidianamente.
C’è bisogno di una faccia (un faccione) nuovo. Che si presti a stare sui manifesti, a mostrarsi in televisione, a farsi sbaciucchiare in piazza, a parlare (di aria fritta) nei comizi e…non per ultimo, che stia bene stilizzato sulle magliette e sia di forte impatto pubblicitario.
Insomma, una faccia di facciata (scusate il gioco di parole).
Walter è perfetto. Con quell’aria un po’ da missionario, un po’ da acculturato, un po’ da regista, fotogenico e videogenico…è imbattibile.
E infatti ci stanno già pensando i media a tirargli la volata. Nonostante tutto, nonostante ci sia sempre “il nulla” dietro tutto quello che dice, lui, loro mettono la faccia prima di tutto.
Ha l’appoggio dello stato maggiore dei due partiti che fondendosi creeranno la nuova casa dei riformisti; piace alla gente semplice per il suo modo semplice (e vacuo) di parlare, perchè dice tante belle cose senza pensarne manco una.
E’ praticamente imbattibile.
Sfido io che nessuno si presenta ai nastri di partenza accanto a lui.
D’altra parte, pensateci un attimo, cosa potremmo mai aspettarci da una sinistra che in quindici anni non è stata in grado di proporre un proprio candidato ad un’elezione che fosse una?! La scelta è sempre caduta su un tecnico, su uno che veniva da altre esperienze di vita, che non era riconducibile alle pene che la politica suscita nel cittadino comune. Prodi ne è l’esempio lampante.
Difficile, quindi, che chi non s’è esposto fino ad oggi possa farlo domani contro un Veltroni lodato e osannato dagli organici al centrosinistra e che non lascia scampo a nessuno.
Una classe dirigente non si costruisce in un giorno.
Normale che Bersani, come chiunque altro, non se la senta di sfidare Walter. Sarebbe un suicidio. Sostanza (dimostratasi fallimentare) contro Apparenza. Uno scontro impari. Ma chi glielo fa fare!!!???

Questa è la prima volta che scrivo della pallavolo, pur essendo lo sport che ho nel cuore, per averlo praticato anima e corpo per oltre 15 splendidi anni.
E lo faccio volentieri, per salutare, nel mio piccolo, un grande campione, un eroe dello sport, Lorenzo Bernardi.
Probabilmente anche i meno appassionati del volley l’avranno sentito nominare. Perchè ha vinto tutto. Con la nazionale e con la maglia dei suoi club (Modena e Treviso in testa). Un curriculum da far paura. Ma come al solito sussurato nelle ultime pagine della Rosea e di tutti gli altri giornali sportivi, benchè riesumato dai tg ogni volta che l’Italia si distingueva per le vittorie in World League, Olimpiadi, Europei e Mondiali, assieme agli altri della “generazione dei fenomeni” (Zorzi, Lucchetta, Cantagalli, Giani, Tofoli, ecc.) allenati da Velasco.
Oggi ha deciso di ritirarsi, di appendere le ginocchiere al chiodo.
Ma lui resterà sempre un’icona del volley e un vero esempio per tutti gli amanti della pallavolo. Per tanti anni ai massimi livelli. Sempre corretto. Sempre straordinario. Sempre lui…Lorenzo “Lollo” Bernardi!
Buona fortuna campione!

Nemmeno a Berlusconi era riuscito di vedere la sua effige stampata su una maglietta.
Ma d’altra parte, Walter è questo: un abito, sotto al quale non c’è niente. Forse un paio di tette, ma sono comunque di qualcun’altro!
UPDATE: ecco l’uomo nuovo della politica. “Avanti col referendum, ma non lo voto”. Ovvero: vorrei, ma non posso…perchè la sinistra radicale non accetta di venire tagliata fuori dal referendum…e al centrosinistra i massimalisti servono per vincere, quindi…non decido, anche se…il tempo delle decisioni sarebbe arrivato!
Insomma, non è cambiato niente. I riformisti (o sedicenti tali), temono da morire la sinistra comunista. E preferiscono rimanere in mezzo al guado, per far finta di non scontentare nessuno, piuttosto che prender una posizione chiara e superare il pantano in cui stanno loro e hanno portato il paese.
Come già detto: Veltroni, il “vuoto” che avanza. Niente più.

Questo nella foto pare sia il suo gatto. Cui ha insegnato il famigerato calcio-volante.
Ma di Chuck Norris si sa molto di più.
Solo alcuni esempi…il resto potete leggerlo qua, qua, qua e qua.
Un giorno Chuck Norris ha seppellito l’ascia di guerra. Qualche settimana dopo, aveva un’intera piantagione di asce di guerra.
Le bussole non indicano il nord. Indicano la direzione opposta a quella dove si trova Chuck Norris.
Chuck Norris può fare bungee jumping al contrario, spiccando il volo e raggiungendo quota 12.000 metri. Per non superare la stratosfera, si lega un elastico alla caviglia.
Secondo un famoso modo di dire, chi non muore si rivede. Chi non si rivede è stato ucciso da Chuck Norris.
Chuck Norris ha ottenuto la laurea in psicologia semplicemente facendosi un esame di coscienza.
Chuck Norris può raggiungere i 100 all’ora correndo sul posto.
Se giocando a poker il piatto piange, è perchè è appena stato maltrattato da Chuck Norris.
Quando da ragazzo Chuck Norris scriveva goliardicamente “scemo chi legge” in giro, chi leggeva diventava scemo veramente.
L’anima di Chuck Norris ha il karma letale.
Un giorno un boss mafioso disse a Chuck Norris e altri cinque malviventi : “Offro un milione di dollari a testa…”. Prima ancora che avesse finito di parlare, Chuck Norris guadagnò sei milioni decapitando tutti i presenti.
Chuck Norris ha recentemente avuto l’idea di vendere la sua urina come
bibita in lattina. Il nome della bevanda è Red Bull.
Chuck Norris non dorme. Aspetta.
Dopo aver saputo che “Io uccido” di Giorgio Faletti era diventato un best seller, Chuck Norris ha prontamente mandato in stampa un libro intitolato “Anch’io”. Con una sola pagina all’interno. Macchiata di sangue. Ed è subito diventato il più grande successo editoriale della storia.
Fu Chuck Norris a piantare la bandiera americana sulla Luna. Dalla Terra, mentre partecipava ad una gara di lancio del giavellotto.
Chuck Norris può schivare le gocce di pioggia durante un acquazzone.
Quando Chuck Norris è nelle vicinanze, una iena non ha mai un cazzo da ridere.
Chuck Norris ne colpisce uno per educarne cento. Poi colpisce anche gli altri novantanove, solo per il gusto di colpirli.
L’uomo misura la forza in newton. Newton misurava la forza in Chuck Norris.
Alla recente consegna dei David di Donatello, Chuck Norris ha vinto il Premio della Critica. Presentatosi per ritirare il premio, Chuck Norris ha ucciso con un calcio rotante tutta la giuria. Nessuno critica Chuck Norris. Nessuno.
Dopo attenta analisi, il Presidente Truman scelse di lanciare la bomba
atomica su Hiroshima all’alternativa di mandare Chuck Norris. Il motivo fu
che venne ritenuta la soluzione più “umana”.
Se riuscite a vedere Chuck Norris, lui può vedere voi. Se non riuscite a
vedere Chuck Norris potreste essere a pochi secondi dalla vostra morte.
Gli Alieni esistono. Stanno semplicemente aspettando la morte di Chuck
Norris, prima di attaccare.
Quando l’uomo nero va a dormire,ogni notte controlla il suo armadio per
vedere se c’è Chuck Norris.
Non esiste la teoria dell’evoluzione, ma solo una lista di creature a cui
Chuck Norris permette di vivere.
I Re Magi non erano tre, ma quattro.Chuck era il quarto Re Magio che diede a
Gesù bambino il dono della “barba”. Gesù la portò fieramente addosso fino
alla morte. II tre Re Magi divennero gelosi e unirono le loro forze e
saggezza per depennare Chuck dalla Bibbia. Poco dopo, morirono tutti e tre
per morte causata da calci.
Chuck Norris non legge i libri. Li fissa fino a quando non ottiene le informazioni che gli servono.
Non ci sono disabili. Solo persone che hanno incontrato Chuck Norris.
Quelli che scorrono alla fine di una puntata di Walker Texas Ranger non sono i titoli di coda; in realtà è la
lista delle persone che hanno ricevuto un calcio volante in faccia da Chuck Norris quel giorno.
Il braccio violento della legge è comunque meno violento del braccio tranquillo di Chuck Norris.
Alfred Nobel, dopo aver scoperto la dinamite, ha ricevuto il premio Chuck Norris.
Una volta, a Las Vegas, Chuck Norris ha puntato la ragazza più carina del locale dove si trovava. Ne ha vinte altre 36.
Chuck Norris può strappare in due un’autostrada seguendo la linea tratteggiata.
Mose è riuscito a dividere le acque. Chuck Norris le ha messe in un’ equazione a cinque incognite.
L’obiettivo della macchina fotografica di Chuck Norris è uccidere.
Chuck Norris può calcolare il perimetro di una figura retorica.
Se una persona è stufa di Chuck Norris, significa che Chuck Norris le ha dato fuoco per riscaldarsi.
Quando in spiaggia il sole picchia duro è solo perchè Chuck Norris è andato in montagna.

Posto che non credo che il riscaldamento globale sia colpa delle attività umane (e mi rifaccio ad ipotesi scientifiche che non starò qui a riassumervi, ma che potrete ritrovare nei post sul tema del mio blog), è comunque curioso notare come chi invece ci crede ne parli ne parli ne parli fino a prederci la voce, ma poi faccia tutto meno che qualcosa di utile, anzi…che si renda deleterio!
Oggi l’esempio calza a pennello.
Pare che l’organizzazione del “Live Earth”, coi suoi concerti e centinaia di band musicali e miliardi di persone in movimento per assistervi, possa essere (secondo lo schema del global warming) dannosissimo per il nostro Pianeta, perchè in un colpo solo, in data 07/07/07, sarà emessa nell’atmosfera una quantità di CO2 pari a quella prodotta dall’Afghanistan nell’intero 2006!
Sorprendente. Non credete?
Non sono l’unico ad aver percepito i timori circa l’atteggiamento del CSM nella vicenda che vedrebbe implicato il Sismi in una serie di dossieraggi a scopi intimidatori nei confronti di magistrati e oppositori del precedente governo.
No.
Stamattina, apro il giornale e vi leggo l’articolo di Davide Giacalone. Che sostanzialmente, dice le stesse cose che dico io (perdonate l’autoreferenzialità). Magari meglio, ma è una soddisfazione (che non capita spesso) trovar conferma dei propri pensieri vergati da firme intelligenti e amplificati sul territorio nazionale.
(appena ne avrò occasione vi indicherò anche un link di riferimento per leggere il pezzo del giornalista di Libero)
Che magnifica giornata…

In circa 14 anni, in Campania si sono alternati 6 commissari straordinari. Che avrebbero dovuto risolvere il problema rifiuti, ma che sono sempre tornati a casa con le pive nel sacco. E 2 miliardi di euro in meno…nelle tasche dei cittadini.
Qualunque sia il motivo, siamo di fronte al fallimento della politica e delle persone che la amministrano a livello locale. Non solo: si può solo rimanere basiti innanzi all’atteggiamento della società civile che tutte le volte che si propone una soluzione vi si oppone, aizzata da capipopolo più preoccupati di cavalcare elettoralisticamente il dissenso di chi non vuole che si risolvano i problemi sacrificando il proprio orticello, che della reale e vergognosa situazione.
Camorra e incapacità di governo hanno prodotto questi risultati.
Avanti il prossimo, il settimo, che ugualmente sarà incenerito, bruciato da una burocrazia mastodontica e da un profondo e radicato disinteresse dei politici locali e della gente in generale (che quei politici puntualmente rivota)…ma prego, provi pure!
Ecco come si spiega la schizzofrenia dell’esecutivo prodiano.
Un giorno dicono una cosa, il giorno dopo un’altra. Prima parlano, poi smentiscono. Fanno, e disfano. Insomma avete capito.
Poi, ho letto questa notizia e m’è venuto il dubbio: sarà che siamo di fronte ad un governo reale che crede di vivere nella realtà virtuale?
Possibile.
Forse, una volta usciti da Second Life, ministri e vice si sentono ancora nella loro bella casetta fatta tutta di pixel e non si preoccupano di gettare la faccia nel cesso con le loro uscite contraddittorie e deleterie, convinti come sono di poter modificare e abbellire il proprio avatar in qualunque momento.
Sta di fatto che, come si sa, questo è uno degli effetti collaterali di chi sta troppo al computer. Si finisce per perdere il senso, il confine della realtà per ritrovarsi in un mondo tutto proprio…ovviamente inesistente.
Ecco! Probabilmente in Second Life non c’è bisogno di abbattere lo scalone, i conti sono in ordine, quelle di Bersani vengono acclamate come liberalizzazioni, nei sondaggi il governo vola, alla riconta dei voti delle ultime elezioni politiche l’Unione ha vinto col 10% in più dell’odiato Berlusconi, che, sempre in Second Life, non ha ancora molto da campare; e il Libano è una terra dove si gusta tutti i giorni tutto il giorno una succulenta cedrata sdraiati all’ombra di una foglia di cedro (appunto), e tutti sono più felici…proprio come voleva lui, il professore.
Solo che ogni tanto è giusto tornare nel mondo reale. Ci credo che poi la delusione è tanta!
Allora, il mio consiglio non può che essere questo: facciamo così: Prodi e compagni vanno a governare l’Italia su Second Life. Chè pure che la sfasciano si può sempre pagare qualcuno che la rifaccia più bella. Qui, invece, facciamo che alla guida del Paese ci si mette qualcun’altro.
Non importa chi, l’importante è che abbia due requisiti: che non sia Prodi e, soprattutto, abbia le palle per lasciarsi alle spalle il comunismo e i comunisti.
A quelli gli lasciamo volentieri “l’altro mondo possibile”…quello di Second Life!
Nel caos delle notizie rischia di sfuggirci il dettaglio.
La questione sollevata dal CSM contro il Sismi presenta elementi di cui si sente poco parlare, ma di cui al contrario bisognerebbe tener di conto.
Cominciamo da qui: il CSM è quell’organo amministrativo che rappresenta i magistrati ordinari e titolare delle funzioni di assunzione, assegnazione, nomina e revoca delle toghe, nonchè promotore di azioni disciplinari.
Per magistrato sono da intendersi sia quelli requirenti (PM) sia quelli giudicanti (giudici).
Ora…
- poichè una inchiesta relativa alle presunte attività deviate di dossieraggio del Sismi era già in corso;
- poichè la Costituzione all’articolo 27 comma 3 recita che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”;
- poichè la Costituzione all’articolo 111 comma 2 recita che “ogni processo si svolge [...] in condizioni di parità (tra le parti ndr) davanti ad un giudice terzo e imparziale”;
- poichè la terzietà e l’impregiudicatezza si identificano nell’assenza di un qualsiasi pregiudizio;
Se ne dovrebbe dedurre che…il CSM ha violato la Costituzione in più parti e creato una situazione ambientale tale da poter benissimo sospettare dell’ormai avvenuta compromissione dell’imparzialità dei magistrati giudicanti.
Spiegarlo è facilissimo: dato il peso e le funzioni del CSM nei confronti dei magistrati (vedi sopra) è logico immaginare che difficilmente, una volta pronunciata già ora la sentenza di condanna a carico del Sismi, ci saranno anime brave e soprattutto coraggiose che avranno l’ardire di opporvisi. Una promozione l’aspettano tutti così come nessuno vuol esser spedito a Canicattì o subire un provvedimento disciplinare.
Violato quindi, ogni principio di garanzia a tutela dell’individuo (perchè la responsabilità penale è personale), ma anche dell’equilibrio istituzionale. Si, perchè dal momento che a capo del CSM sta il Presidente della Repubblica, questo fa si che contro il potere esecutivo, cui fa capo il Sismi, si schierino la più alta carica del Paese e l’intero potere giudiziario.
Una situazione insopportabile.
Creatasi per l’eccesso di indipendenza di una categoria di funzionari dello Stato che si sta ritorcendo contro lo Stato stesso a causa di irresistibili delirii di onnipotenza, misti a manie di intangibilità che spingono i magistrati a fare e disfare le nostre istituzioni sicuri di poter opporre un potere tale da far abbassare lo sguardo perfino al legislatore, organo dotato di maggiore democraticità, incapace di scardinare questi privilegi con una legge apposita.
Spiace che nemmeno il Presidente Napolitano si sia reso conto del baratro di deficit democratico in cui stiamo finendo.
Tutto questo per…??? colpire Berlusconi. Come dice Beppe Grillo, se il Sismi è colpevole allora i mandanti politici sono i rappresentanti del passato governo.
E il cerchio si chiude.
Solo che stavolta è un girotondo che ci fa tremare tutti e cadere per terra.
A quanto risulta dai dossier rinvenuti nel computer di Pio Pompa (ex Sismi), parrebbe che un generale dell’aeronautica, tale Tricarico, presso palazzo Chigi durante il governo Berlusconi, in qualità di consulente militare, fosse un prezioso informatore per tutti coloro che miravano ad ordire trame per screditare e colpire l’allora Premier, tanto da indebolirlo e farlo cadere.
Lette così, le cose, non si capisce allora perchè tanto sconvolgimento di fronte all’atteggimanto degli 007 italiani, deputati in primo luogo alla difesa delle istituzioni del Paese. E tra queste, è di tutta evidenza, sta anche l’organo titolare del potere esecutivo, che nel momento in cui viene messo sotto mira dagli altri poteri istituzionali, a cominciare da quello giudiziario, ha a giusta ragione bisogno di esser tutelato da possibili attacchi “golpistici”.
Quello che riporta La Stampa oggi è un altro possibile punto di vista della faccenda.
Che comunque rimane torbida e ancora tutta da valutare.
Appunto. Per questo stupiscono l’affanno e la prematurità degli attacchi del CSM (l’organo guida dei magistrati - nota per Sircana!) contro il Sismi (di cui ancora si debbono accertare le responsabilità e verificare se attribuirle in maniera personale oppure a livello proprio istituzionale).

(Vota Veltroni, vota Veltroni…e noi paghiamo…)
Non solo a lavoro, dove possono perdere ore ed ore davanti a uno schermo “aggratisse”; ma da oggi pure a casa.
Saranno felici i dipendenti pubblici del comune di Roma. Veltroni li coccola e tiene tanto ai loro voti. Tant’è che si vedranno premiati con uno sconto del 25% sulle tariffe sul traffico Fastweb se ne attiveranno i servizi nelle loro abitazioni.
Tipico esempio di come un’amministrazione può stringere la rete clientelare del proprio elettorato. Discriminando il comune cittadino dal pubblico dipendente. Il quale non solo tutti gli anni si vede aumentare lo stipendio di 100 euro, altrimenti giù scioperi e disservizi, ma gode poi di tutta una serie di privilegi di cui il privato può solo far sogni la notte.
Non sarebbe stato più corretto farla valere per tutti?
Sarà anche un’idea per smaltire il lavoro dell’amministrazione, ma dubito sia onesta, dato che una volta a casa, difficilmente un impiegato si mette al PC a rispondere alle mail del cittadino incazzato. Non sarebbe nemmeno il suo orario di lavoro. O abbiam trovato la via per far lavorare da casa anche i dipendenti pubblici?
Tutto sommato mi sarebbe stato bene riguardasse anche i soli romani, essendo stato il comune di Roma a stipulare l’accordo. Ma che sia invece solo una categoria sociale ad escludere tutte le altre è deprimente. E che lo si faccia prendendoci per il culo con parole frutto più della fantasia e dell’opportunismo che altro, fa incazzare “abbestia”!
Per chiarirsi: spacciare questa come un’iniziativa volta ad estendere l’uso del personal computer nelle famiglie italiane è una vera vaccata. Perchè allora sarebbe stato più logico trovare un metodo di penetrazione di mercato più esteso, anche alle famiglie di non dipendenti pubblici.
Invece, questa è una manovra politica bella e buona. Diretta alle persone più legate all’amministrazione, ossia, i suoi impiegati.
Alla faccia della concorrenza e della giustizia sociale.
Populismo? Generalismo? Demagogia?
Ditemi pure quello che vi pare, ma a me non piacciono per niente questo tipo di privilegi…

Se è iniquo e ingiusto che da un minuto all’altro si sposti il termine per godere della pensione (da 57 a 60 anni), allora è altrettanto ingiusto e altrettanto iniquo che per un euro in più si passi da uno scaglione contributivo a quello superiore.
Perchè allora un lavoratore può incazzarsi se non può andarsi a riposare come quello che è nato due minuti prima di lui e il contribuente non può fare lo stesso tutte le volte che per pochi spiccioli si vede considerare “ricco” (dai comunisti) quando “ricco” non è?
E’ molto più iniquo e ingiusto mettere le mani nelle tasche dei cittadini piuttosto che chiedere a dei cinquantenni di rimanere altri tre anni a fare il loro mestiere. Soprattutto perchè gli si chiede un sacrificio per le generazioni future!
Invece no. Piuttosto che assecondare i desideri dei comunisti della coalizione, Prodi è disposto a mettere in crisi il sistema pensionistico, i conti pubblici nonchè si dice disposto a fare altra macelleria sociale.
Andiamo bene…

Perchè avere ancora paura dei comunisti?
Semplice: perchè comandano.
E adesso viene il bello…
Addio “professore”…non ci mancherai!

Poichè Prodi si ostina a non volersi esprimere con chiarezza, l’unico modo per dirimere la questione previdenziale è più che giusto, anzi, doveroso, attenersi ai fatti.
E…
C’è poco da fare: il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i comunisti!
Sono loro, infatti, a chiedere il rispetto del programma e sono invece gli altri, i sedicenti riformisti, a negarne l’esecuzione in forma specifica.
Pochi giri di parole allora.
Via lo “scalone” e si rispetti il volere degli elettori, che hanno votato l’Unione probabilmente anche per quello.
Altrimenti, hanno ragione a sinistra a prendersela col centro.
Vediamo.
Pag. 169 di 281: “eliminare l’inaccettabile gradino e ridurre il numero delle finestre che innalzano bruscamente e in modo del tutto iniquo l’età pensionabile”.
Niente da aggiungere vostro onore.
La parola alla coerenza…e alla serietà.
PS: sarà da considerarsi bocciato ogni tentativo di impugnazione letterale del testo della “stronzata” prodiana; specifico: “gradino” è da far valere quanto “scalone“…niente prese di giro quindi…niente giochi di parole!
Il governo barcolla sulle pensnioni. Ma sembra proprio non voler mollare.
Non dico debba andare a casa. Ci mancherebbe, ha il diritto di governare per l’intera legislatura. E’ pur vero però che ha il dovere di farlo.
Non possiamo seguitare ancora molto in balia di questo indecente tira e molla.
Una settimana fa sembrava fosse tutto apposto. Accordo fatto!, si gloriavano per mezzo dei giornali gli uomini di governo. Era evidentemente più un colpo di coda mediatico che altro, perchè la realtà era ben diversa. Non solo non c’era stata nessuna intesa, ma addirittura, nonostante le buone intenzioni, le posizioni erano parecchio distanti. Tant’è che non è più solo sullo scalone che si discute, bensì anche per quel che riguarda le pensioni minime.
Sta di fatto che i sindacati hanno le palle di Prodi e TPS strette strette in mano.
Guardiamo la realtà: come si muove, il governo inciampa. Mantiene la riforma Maroni? Cade, perchè i comunisti dei sindacati e di maggioranza non accettano una simile ipotesi. Cancella lo scalone? Cade, perchè i riformisti (alla Dini per intenderci) sanno bene che senza quel provvedimento la spesa pubblica salta e l’Italia va culo per terra non solo dentro i confini, ma pure in Europa.
Vie intermedie non si conoscono e sono onestamente impercorribili. Il rischio di vedere implodere la tenuta del sistema pensionistico, tutto a scapito delle generazioni future (ma anche quelle attuali) non è nemmeno da prendere in considerazione.
Ma allora, che fare?
Beh, magari un passo avanti sarebbe dire le cose come stanno!
Ovvero, che per quanto di iniquità si possa parlare, tanta iniquità non comporta, questo benedetto scalone.
Per molteplici motivi.
Innanzitutto perchè riguarda pochi.
Secondo di poi perchè a fronte di quei pochi che ne subirebbero gli effetti, sarebbero in moltissimi a goderne delle conseguenze.
Infine, last but not least, perchè non sarebbe la prima volta che sindacati e comunisti darebbero il loro consenso ad un simile provvedimento e coerenza vorrebbe che anche oggi, che le condizioni sono ben più critiche, si facesse altrettanto.
Per non dimenticare, è giusto ricordare che già la tanto apprezzata riforma Dini prevedeva uno scalone…importante, tra chi aveva più o meno di 18 anni di contribuzione/retribuzione al momento dell’entrata in vigore di quella legge!
Oggi la situazione è questa.
Ma sentir parlare di iniquità per il fatto che i diritti acquisiti (di quei 130mila) non si possono toccare, mi fa venire l’orticaria.
Anche qui, per più d’un motivo.
Primo, perchè in realtà non si tratta di diritti acquisiti. Si gode infatti dei diritti che vigono in un determinato periodo di tempo. Ma spesso le leggi cambiano e con esse cambiano anche i diritti. Andare in pensione a 57 anni non è un diritto acquisito e immutabile nel tempo! La riforma Maroni, perciò, può ben avanzare l’età pensionabile a 60 anni senza negare diritti ad alcuno!
Secondo, perchè è profondamente scorretto parlare di iniquità in senso contingente.
Non si fa altro che mettere in evidenza i problemi futuri delle prossime generazioni, ma poi sono gli stessi padri che preferiscono curare i propri interessi a scapito dei figli. Un comportamento quasi quasi contro natura!
Mettiamo sul piatto della bilancia questi pesi: da una parte la generazione dell boom economico, che ha avuto tutto, anche più di quanto fosse necessario e che per questo ci ha ridotto in codesto stato; dall’altra quella del futuro, che non trova lavoro, che non ha la casa e che avrà una pensione che, secondo gli attuali criteri, sarebbe pari a circa il 30% dell’ultimo stipendio.
Ecco, messa così la questione…cos’è più iniquo? Approvare una riforma che riequilibri i diritti tra generazioni (dar concretezza al famoso patto generazionale, quindi) o difendere strenuamente posizioni soggettive, di pochi, ma nel contempo deleterie per tanti (troppi)?
La risposta certo non sto a darvela io…è talmente scontata…
Di sicuro una cosa si può dire: che il sindacato, ancora una volta, ha dimostrato la sua miopia. Al solito, sempre dalla parte sbagliata. Alla faccia delle belle parole in difesa dei lavoratori!

In Italia, taluni festeggiano la nascita di Garibaldi.
Negli USA, il giorno in cui Thomas Jefferson redisse buona parte della Dichiarazione d’Indipendenza, con cui il nascente stato federato delle colonie d’America si dotava di ideali universali fondati sul riconoscimento e il rispetto delle libertà fondamentali.
Una bella differenza, si direbbe…
Una mega stronzata, fondata sull’errata presunzione ideologica d’aver diritti che in realtà non esistono!
Per quanto Sabina Guzzanti e i suoi colleghi “martiri” del regime berlusconiano strepitino da ogni pulpito rifacendosi all’articolo 21 della Costituzione, esso, che gli piaccia o no, tutela la libertà di ogni individuo di manifestare a proprio piacimento il proprio pensiero, MA…ma non impone doveri a terzi obbligandoli a dare lo spazio necessario a quelle voci. Eppure, tra quei martiri vige quella profonda convinzione interiore per cui a loro è tutto dovuto e nulla può essere sottratto. La tivù era il loro giocattolino e lo usavano come più gli piaceva; vederselo portare via è stato traumatico. E in pieno sconvolgimento mentale hanno perso di vista la realtà delle cose. Hanno gridato al regime, alla dittatura, senza rendersi conto che non poteva esservi nè regime nè dittatura che avrebbe mai permesso loro di esprimersi in quei termini. Di più: oggi, che tutto è cambiato, che Berlusconi non è più al governo, ma ivi ci sono gli amici dei martiri di ieri, quelli che giravano in tondo assieme a loro, i comunisti e i finti moderati di sinistra, e la Rai (soprattutto) non è più “di proprietà” del Cavaliere, nulla è cambiato. Scusate il gioco di parole, ma se ieri c’era un regime e attualmente non è cambiato niente, allora logica vorrebbe che anche oggi ci fosse qualcuno che si preoccupasse per la deriva totalitaria del governo Prodi.
Ma non è così.
Il che ci riporta alla tesi di partenza. Ovvero, che la televisione era un mezzo per diffondere il proprio credo ideologico. Ora che invece quel credo dovrebbe ben essere rappresentato dagli attuali governanti…è meglio non sollevare troppe questioni, che tra compagni ci si aiuta, mica ci si fa fare figure di merda!
Questo è un esempio, ma è anche la storia politica della sinistra.
Bravissima a fare opposizione sparando parole al vento nella speranza che qualcuno le raccolga e se ne convinca; bravissima a martellare la gente con argomentazioni campate per aria e prive di fondamento finchè quella stessa gente non riesce più a distinguere il vero dal non-vero; bravissima a delegittimare l’avversario e quel ch’è peggio, a strumentalizzare la democrazia che in realtà sta per prima violando.
Bravissima a criticare, ma poi…in concreto…
Sembra stupido, ma citare la Costituzione a corrente alternata, alias, quando fa più comodo, è il modo peggiore di vivere la democrazia. Parlare dell’articolo 21 sostenendo che “democrazia e censura (quella che hanno in testa loro) non possono convivere”, dovrebbe valere tanto quanto parlare dell’articolo 49 e il 56 per cui ogni individuo ha il diritto di associarsi in parito e di essere eletto. Delegittimare un uomo che ha tutti i requisiti giuridici, ma forse non quelli ideologici di sinistra (poichè troppo ricco?!) non può stare assieme alla vera cultura democratica di un paese.
Eppure, una stronzata dietro l’altra, la sinistra, coi suoi comici esponenti è riuscita a realizzare una “guerra civile strisciante” nel Paese, spargendo d’odio ogni singola azione e giornata del suo avversario politico.
Ecco il nemico: Berlusconi. Ed ecco che per farlo fuori si è disposti a tutto…anche a dire una falsità dietro l’altra!
A quanto pare, hanno imparato bene la lezione di Michael Moore: prendi spezzoni di immagini e le monti ad hoc, per come ti servono; ne fai un bel documentario e lo dai in pasto agli invasati dall’odio personale contro Berlusconi.
E il gioco è fatto…
Ecco a voi…Viva Zapatero. Il fallimento della cultura democratica italiana!
Il cavallo era quello lanciato dal governo precedente.
Da cui siamo stati disarcionati a causa delle continue bugie sparate dalla gioiosa macchina da guerra elettorale delle sinistre.
Ma non era vero niente.
Nè che con Berlusconi e Tremonti eravamo finiti sul lastrico nè che fosse bastato un misero anno per Prodi e compagni per rimettere tutto apposto!
Ieri la Corte dei Conti, oggi FMI e Bruxelles: il governo sta sbagliando tutto! Troppe tasse e nessuna riduzione di spesa. Ovvero, nonostante la spremitura di tasche che questa maggioranza filo-comunista ci ha imposto, lo Stato non è stato capace di coprire le spese correnti.
In parole povere: ci hanno preso per i fondelli in passato (col loro tipico terrorismo mediatico) e pure oggi con le loro “stronzate”.
Se lo fa Adel Smith mi chiedo se non sia il caso di rivedere la nostra politica sull’immigrazione o se addirittura non sia l’ora di buttare dalla finestra il mito, l’utopia multiculturalista.
Ma se lo fanno degli italici studenti, maggiorenni e, s’immagina, con una certa preparazione culturale alle spalle (dati i 5 anni di scuola superiore affrontati), il dubbio muta nel suo oggetto e con esso anche la preoccupazione.
Il rischio allora non è più quello di una minaccia che arriva “da fuori” e si insinua in seno alla nostra società, di cui sfrutta libertà e garanzie per colpirci, ma è quello che coviamo nel nostro ventre con una indifferenza spiazzante: il nichilismo, il relativismo, il laicismo sfrenato e il cinismo delle nuove generazioni, private, evidentemente, di una educazione in grado di dar loro quei punti di riferimento che gli facciano riconoscere le loro radici, la loro Storia, la loro stessa Cultura!
Sapere che ci sono giovani adolescenti che non comprendono e rinnegano i significati dei simboli della loro Origine e delle loro Libertà è disarmante. Di più, è sconvolgente. Perchè è il segno, un sintomo di un male generazionale che sta producendo frutti indigesti per la nostra Civiltà e la nostra Società.
Di questo passo cosa ne sarà di noi? Come possiamo difenderci da chi vorrebbe minare la nostra cultura, il nostro essere, per cambiarci e trasformarci e sottrarci quelle conquiste civili che tanto abbiamo agognato e per cui tanto ci siamo spesi, se già noi stessi procediamo incoscienti sulla strada del suicidio culturale e valoriale della nostra Civiltà?
Ancora peggio è assistere impotenti al degrado della nostra Scuola, sempre più negligente nei confronti delle nuove generazioni. Quella Scuola che evidentemente ha deciso di seguire il messaggio di Don Milani e della sua sregolata cultura sessantottina (cui non a caso ha fatto riferimento Veltroni per la sua discesa in campo), che di fatto privava delle basi valoriali gli studenti affidati a professori e insegnanti più dediti alla “rivoluzione” che all’educazione degli studenti stessi.
Tant’è: questo è un ulteriore campanello d’allarme! Siamo in bilico tra la vita e la morte della nostra Civiltà, in balia del terrorismo religioso del medio oriente e dell’egualitarismo sregolato di casa nostra, quello per cui non esistono radici, non esistono valori, non esiste niente in cui credere e niente da difendere, perchè tutto si annacqua in un “tutto ideologico” privo di contorni, privo di punti di riferimento, in cui smarrire i propri valori, le proprie radici, la propria fede.
E questo…è un problema!
Alzi la mano chi non lo ha mai ballato (o provato a ballare) davanti allo specchio…
Cominciamo da qui.
Ricordate il “duello televisivo” Prodi Vs Berlusconi che precedette le elezioni?
Ricordate cosa disse il Professore circa “il merito” e “la nuova società” da lui immaginata?
Forse avete bisogno di una rapida rinfrescata.
Guardate questo video e…andiamo avanti…
Bene: tante belle parole, persino condivisibili. Ma poi…poi vediamo che sono in palese contraddizione con la realtà delle scelte operate da questo governo, in particolar modo nell’indicazione del proprio modello politico per il futuro: quel Veltroni di cui tutti oggi si affannano a raccontare le lodi, ma che nessuno ha il coraggio di descrivere per quello che è veramente. Ossia, l’esatto contrario di ciò che, vaneggiando, andava dicendo Prodi in quello scarso minuto di demagogia elettorale. Una sorta di re, nel senso più bassoliniano del termine, che ha usato il suo potere di sindaco della Capitale per intrecciare una fortissima rete di interessi clientelari di cui lui stesso è il vertice.
Basta guardare ciò che Roma è oggi, dopo 6 anni di governo veltroniano.
Non voglio però usare le mie parole, perchè facilmente tacciabili di faziosità, ma preferisco riportarvi quelle (si spera super partes) di un giornalista straniero (dal momento che oltretutto i commenti dall’estero sono sempre stati tenuti in massima considerazione dalla sinistra italiana quando c’era da criticare Berlusconi e la destra): qui l’articolo sull’Indipendent e qui di seguito un breve sunto, tradotto, che potrete leggere anche sul blog dell’Anarca: “se c’è un orfano africano in città, Walter Veltroni gli tenderà la mano. Se c’è un caso commovente cui interessarsi o una strada da intitolare, Veltroni troverà il tempo per farlo. Se Woody Allen, Robert de Niro o George Clooney vengono a Roma, un raggiante Veltroni si farà fotografare a loro fianco”. E conclude in maniera implacabile: “il successo di Veltroni, in breve, è in quella specialità tutta italiana conosciuta come “bella figura”. Ha fatto grande il look di Roma in televisione – basta che non si facciano domande incisive sulle cose fondamentali. E ci si preoccupi di schivare le buche”.
I video che seguono non sono altro che la dimostrazione di due cose: del fatto che il giornalismo nostrano è palesemente asservito ai poteri politici (in particolar



