Eccoli qua, i primi stralci delle intercettazioni telefoniche che vedono dirigenti del calibro di Fassino e d’Alema (quelli della “questione morale”, gli stessi che fino a ieri ammonivano dagli antipolitici tacciandoli come causa della crisi del sistema politico italiano, gli stessi che si preparano ad “ammazzare” politicamente Berlusconi con una legge che lo costringerebbe, per continuare ad essere il leader politico che è [e che per questo fa paura] a rinunciare alle sue proprietà) muovere i fili del risico bancario che ha infiammato l’estate 2005.

Dal punto di vista penale, pare, niente di eccepibile.
Ma dal punto di vista politico mi attendo un terremoto.

Roboanti dichiarazioni a parte, il dato oggettivo è evidente: contrapposto al conflitto di interessi del Cavaliere, alla mercè di chiunque perchè alla luce del sole, in Italia striscia silenzioso anche quello subdolo e losco che coinvolge i partiti della sinistra, i DS in particolare, e i cosiddetti poteri forti, con le banche e le cooperative in pole position.

Non pervenute, per ora, smentite; benvenute invece le reazioni nervose dei protagonisti…benvenute perchè se proprio loro criticano così fortemente la procura di Milano, fino a ieri la garanzia dell’esistenza della Giustizia sulla Terra (contro Berlusconi, ovviamente), significa che la lingua sta martellando là dove più fa male: un colpo durissimo al finto moralismo di questa, anzi, della sinistra (da sempre uguale a sè stessa); difficile che anche stavolta i suoi elettori un po’ così…disincantati, riusciranno a turarsi il naso e chiudere gli occhi davanti a sì tanto oltraggio alla propria cultura dell’onestà! Queste cose le fanno i fascisti liberisti…mica i pii amici dei lavoratori! Il potere a loro non interessa…eh no…magari è meglio dire che non interessaVA…