UPDATE/2: PRIMO COMMENTO A CALDO. Sembra d’esser tornati indietro di un anno, segno che ancora la CdL non ha ben chiaro un concetto basilare del suo esistere e per le sue possibilità d’esser vincente: il Polo batte l’Unione solo se corre unito. E invece…oggi par d’esser qui a commentare il suicidio annunciato del centrodestra per l’elezione dei candidati degli italiani all’estero: liste separate, sconfitta certa. E’ successo in Sicilia, ad Agrigento, ma anche in altri paesi dell’Isola, dove l’UDC ha fatto i salti mortali pur di dimostrare d’essere indispensabile e ha finito per regalare al centrosinistra una microvittoria che però (vista la loro faccia-tosta) li ha ringalluzziti, mentre avrebbero dovuto semplicemente leccarsi le ferite. No! Ora ci tocca sentire che hanno “conquistato” Erice e che quindi la CdL sta perdendo il sud! Ma andiamo! (per la cronaca: la sinstra in Sicilia, per questa tornata elettorale, partiva da 10 comuni/capoluoghi e ha finito per ribaltare il risultato in 2, quindi attualmente ne arriverà a guidare 12; tutto straordinario quindi?! manco per sogno: vai a ben vedere e scopri che in quei due comuni strappati alla CdL, le sinistre dovranno governare una giunta trasversale in cui l’UDC sarà l’ago della bilancia. Insomma…non proprio da entusiasmarsi! Altra breve considerazione sulla Sicilia: il centrodestra partiva da 24 comuni mentre adesso è sceso a 19. Debacle, si dirà! E invece no, perchè la differenza l’hanno fatta quei comuni le cui amministrazioni saranno guidate da uomini dell’UDC in solitaria. Chiusa parentesi.) In Abruzzo le cose non sono andate molto diversamente: più candidati = sconfitta a L’Aquila. Peccato, perchè si poteva evitare! Come si potevano evitare i ballottaggi a Parma e Taranto. Ma questa è solo una prima analisi…
Resta il fatto che questo governo non è in grado di rappresentare il nord produttivo del Paese! Ed è un problema serio! Evidente anche e soprattutto dal fatto che più che interrogarsi sulle ragioni per cui l’Unione ha perso capoluoghi e comuni nel Piemonte e nella Lombardia del calibro di Alessandria, Varese, Vercelli, Monza, Verona ecc, ci propongono la favola del principe che libera Erice dal drago forzista. E’ brutto da dire, ma la realtà non può esser taciuta così: Erice non è Monza. Come L’Aquila non è Varese.
Ma l’importante è esser convinti…

Dirette su:

e su:

UPDATE: visto come stanno andando le cose mi viene una riflessione rapidissima: il centrodestra travolge il centrosinistra al nord, di conseguenza avremo: un governo senza rappresentanti del nord, un futuro partito democratico senza rappresentanti del nord e un Paese che al nord guarda altrove rispetto al governo…tutto normale? si può governare senza una parte (consistente) del Paese? …questa è una vera e propria secessione al contrario! il nord che vuole staccarsi da Roma si ritrova con Roma che vuole disfarsi del nord!

Per ora la situazione è questa (in generale) [da: Repubblica.it]