La questione non è più solo politica.
Il caso Visco necessita di una svolta, di una soluzione, di una chiarificazione per un solo preciso motivo: la fiducia. Da parte del cittadino.
Ma non verso il ministro, perchè ormai è chiaro che dei politici sono rimasti in pochi a credere nella loro buona fede; bensì verso quei rappresentanti delle forze dell’ordine, dei finanzieri che hanno sui cittadini una grossa responsabilità, e più di tutto, un grande potere.
Il rischio, altrimenti, è che si vada perdendo quell’autorevolezza che rende i cittadini rispettosi e gli agenti rispettabili.
In ogni modo, va fatta pulizia: o del politico o del generale. E in entrambi i casi si otterrebbe un pensiero positivo (una volta tanto) nei confronti di quel mondo che dovrebbe stare sopra le parti, ma che in realtà si dimentica sempre della parte più debole, finendo per diventare del tutto autoreferenziale. Sarebbe il segnale di una esistente capacità di risoluzione dei problemi, di allontanamento dei disonesti, di far qualcosa in concreto per migliorarsi e dare di sè in un’immagine più coerente col ruolo istituzionale che le spetta!
Per farla breve: in gioco non c’è una stramaledetta carica politica, ma il rispetto del cittadino verso l’istituzione stessa.
Una volta minata la fiducia, anche verso chi ha il potere di controllo sui nostri affari quotidiani, diventa difficile controllare il retropensiero per cui se anche chi controlla è un disonesto, allora si giustifica il controllato disonesto, che finirà per sentirlo quasi come un “modo” di difesa da quell’autorità che dovrebbe, ma non fa il suo dovere in maniera ligia!
Non ci possono essere vie di mezzo e in gioco c’è un interesse superiore: la fiducia!
O mente Visco o mentono Speciale e gli altri generali testimoni.
O si chiarisce (se c’è stato un equivoco) o qualcuno dovrà chiedere scusa e dimettersi.
Ma che non si perda altro tempo, per carità.
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11 comments
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26 maggio 2007 a 11:52
luigi
Certamente se la denuncia della Finanza fosse stata fatta non ad un viceministro, ma ad un comune cittadino questi ora sarebbe come minimo agli arresti.
Come si può pensare che i cittadini abbiano fiducia nella guardia di finanza se il primo ministro, che dovrebbe difendere le istituzioni, è il primo a denigrarle? molto prima di una sentenza anche solo di primo grado?
Questo fatto non fa altro che aumentare nella gente la sfiducia nello stato e che i più grossi buguardi sono seduti sulle più alte poltrone.
26 maggio 2007 a 12:03
claudio sperduti rampini
Mi stupisco che qualcuno si stupisca. Questo governo e’ il peggio del peggio. Non vale la pena nemmeno perdere tempo a commentare, ma bisogna lavorare per buttarlo giu’.
Claudio Sperduti Rampini
26 maggio 2007 a 14:26
Riccardo
Ho votato e sostengo questo governo ma avrei gradito se Visco si fosse dimesso alle prime voci.
26 maggio 2007 a 19:20
ilpensatore
tre indizi fanno una prova: Visco si dimetta, farebbe bene a tutti e rassenerebbe il clima politico, che s’infiamma per tutto e certo non ha bisogno di altri alibi…
26 maggio 2007 a 19:27
luciano
per mettere in galera un comune cittadino basta la denuncia di una guardia di finanza.Per un politico, specie se viceministro, non bastano nemmeno quattro generali.Cosa ci vuole?
26 maggio 2007 a 19:30
ilpensatore
…che sia di destra…eheh…
27 maggio 2007 a 16:02
luciano
questa volta hai avuto una buona…pensata
1 giugno 2007 a 09:22
Omero
Come nel caso Mitrokin e Telecom Serbia… Repubblica ha cominciato a demolire il caso!
1 giugno 2007 a 18:20
ilpensatore
mi sa che stavolta nemmeno Repubblica riuscirà a tenere la testa di Visco attaccata al suo corpo…
e poi, Repubblica cosa sarebbe più degli altri quotidiani? saltato il coperchio ormai si vede qualunque cosa contenga la pentola….
2 giugno 2007 a 14:35
Peppe
da http://www.mpvitruvio.blogspot.com/
“maxi-lezione” di sicurezza stradale per gli alunni del Vitruvio di Castellammare di Stabia (Na).
In realtà, presso il “Supercinema” della città delle acque, si è tenuto il convegno conclusivo del progetto “Strade Amare, strade da amare- campagna sulla sicurezza stradale”.
Il percorso formativo, ideato dal prof. Antonio Sicignano e coordinato dal dirigente scolastico, dott. Sebastiano Piccolo, consisteva in una serie di conferenze tenute da personale esperto e qualificato a vario titolo.
In particolare sono intervenuti nei vari incontri previsti: il dott. Diego Marmo, Procuratore Generale presso il tribunale di Torre Annunziata, la dott.ssa Stefania Trotta, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Luigi Riello, magistrato già componente del C.S.M., il dott. Giovanni De Angelis, dirigente del tribunale di Gragnano, il dott. Luigi Petrillo, dirigente del commissariato P.S. di Castellammare, la dott.ssa Valeria Moffa, vicequestore della polizia stradale di Napoli, il cap. Giuseppe Mazzullo, comandante dei Carabinieri di Castellammare, il sen. Luigi Bobbio, relatore della legge sulla confisca dei ciclomotori, l’on. avv. Sergio Cola, relatore della legge sulla patente a punti, con i suoi giovani collaboratori l’avv. Andrea Imperato ed il p. avv. Gaspare Jucan Sicignano. Tuttavia il fiore all’occhiello del progetto era proprio il convegno conclusivo, in cui i ragazzi hanno potuto ascoltare le tragiche testimonianze del Maggiore dei Carabinieri Giuseppe Mari, padre di Catello noto calciatore deceduto lo scorso anno a causa di un incidente stradale, e di Alessio Tavecchio da Monza, ragazzo disabile per una caduta dalla moto e presidente dell’omonima fondazione, oltre che autore del libro “Cronaca di una gurigione in-possibile”.
In una gremita sala del “Supercinema”, davvero toccante si è rivelato l’intervento del Maggiore Giuseppe Mari, che ha esordito con espressioni, molto commoventi: «quando ti muore un figlio, ti muore l’anima e preferiresti che i fiori al cimitero fossero gli altri a portarli a te», ed ancora: «ai genitori consiglio di non aver paura di essere petulanti, insistete con i ragazzi in frasi del tipo “metti il casco”, “metti la cintura” e “vai piano”, io questa mattina sono in veste di genitore, un genitore sfortunato». Sempre all’insegna delle raccomandazioni si è espresso Alessio Tavecchio aggiungendo un particolare agghiacciante alla sua tragica storia: «io sono caduto con la moto su una buca non sufficientemente segnalata, ad una velocità di 50 Km all’ora. I comuni, le provincie e le regioni dovrebbero avere maggiore attenzione alla struttura del manto stradale ed tutti quei pericoli ad esso connessi, perché dopo è sempre troppo tardi».
Infine, dopo un breve saluto di tutti i relatori del progetto, il preside del Vitruvio ha ringraziato gli stessi, omaggiandoli con un quadretto ricordo dell’evento, e ricordando che «al Vitruvio chi si presenta senza casco a scuola non entra».
4 giugno 2007 a 08:21
Omero
Che da anni “Libero” cavalchi incredibili vicende raccontate da gente (Igor Marini, Scrarmella… ecc… ecc.. che non ho capito bene che lavoro facessero), incalzata da commissioni parlamentari (commissioni che COSTANO)… e che Repubblica ha demolito raccontando inesattezze e falsità, rivelatesi tali da parte degli inquirenti… scusami… ti smentisce nel fare di tutta l’erba dei quoridiani un fascio!… per me va bene che si scoperchino le pentole di chiunque siano, mi va bene la libertà di opinione, ma se altri mi fanno notare che vengono raccontati fatti parzialmente (come nel caso), o i cui vicedirettori che fanno anche altre attività (vedi vicenda Renato Farina e Sismi)… bhe… io dico… meglio saperlo!