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Si parla di Di.Co.; si parla del perchè la Chiesa vi si oppone. Si parla di come la si possa vedere in maniera diversa su certe questioni giustificando le proprie posizioni.
E puntualmente si finisce per innescare l’ennesima rissa verbale.

C’è, ad esempio, chi la pensa così:

Bagnasco, il nuovo presidente della Cei, ha appena giustificato il no ai Dico tirando in ballo incesto, pedofilia, il bene e il male. Sono parole di una gravità estrema. Se per rifiutare i Dico è necessario parlare di pedofilia e incesto, allora siamo veramente in una situazione molto pericolosa. Questo è un colpo basso, viscido e volgare. Da stronzi.

La prossima strategia dei talebani cattolici sarà quella di accostare i Dico alla pedofilia? Ci stanno provando, e hanno lanciato la prima pietra. Ma per farlo non bisognava essere senza peccato? (DAW)”

E chi invece, le stesse parole di monsignor Bagnasco, le interpreta così:

” Il NO ai Di.Co. ha la stessa matrice logica per cui si direbbe NO al riconoscimento delle unioni incestuose (come si hanno avute in Germania) e NO alla pedofilia tra consensienti (o alla costituzione di partiti rappresentanti del mondo legato alla pedofilia [come è successo in Olanda]): dire NO per riaffermare la corretta concezione autotrascendente della persona umana, che invece ha smarrito la capacità di distinguere il bene e il male (ciò che è bene e ciò che è male) essendosi affannata ad inseguire i propri istinti resi leciti da una propria concezione/autoaffermazione della libertà intesa come licenza giustificatrice degli individualismi umani.” (e questo sono io!!!)

Dunque, è chiaro: ognuno da della realtà una propria, soggettiva, interpretazione. Ovviamente non ci si può nascondere dietro un dito: nessuno di noi è imparziale di fronte alla vita! Vestiamo di proposito gli occhiali che ci fanno apparire le cose come più ci piacciono o, di contro, come più le odiamo per poi poterle attaccare.
Difficile chiedere a tutti di usare lo stesso tipo di lenti. Non sarebbe neppure giusto: chiunque deve essere lasciato libero di esprimersi come meglio crede.
Ed è esattamente quello che succede tutte le volte che si parla di etica e, nello specifico, di diritti legati a quei temi tanto scottanti dei nostri tempi, come eutanasia, ricerca su cellule staminali, aborto, unioni civili tra omosessuali, fecondazione assistita.
I fronti che si oppongono sono da tempo scesi in campo a sostegno delle proprie idee, che riflettono il loro modo di vedere le cose.

Quando però si tratta di commentare notizie che dovrebbero rispecchiare una realtà oggettiva, quella cioè riportata nelle dichiarazioni altrui, sarebbe forse corretto se si evitassero tagli selvaggi e ricostruzioni forzose di quelle stesse frasi (spesso spezzettate e legate solo da puntini puntini insensati oltre che inutili), in modo da non lasciarsi sopraffare dalla foga viscerale di trovare a tutti i costi un pretesto per attaccare chi non la pensa alla stessa maniera.

Non credo, insomma, ci fosse bisogno di scagliarsi così contro il neo presidente della CEI: non mi pare abbia affatto associato i Di.Co. (o i gay) a incesto e pedofilia. Ha semmai riportato una convinzione ideologica e filosofica che legherebbe la Chiesa ad una coerenza insindacabile anche di fronte a fatti reali come quelli successi in altri paesi come Germania e Olanda.

Dov’è lo scandalo?

L’Iran sta scherzando col fuoco, ma in fondo sa che nè l’ONU nè l’UE hanno la forza e il coraggio per far sentire il loro peso.
Basta vedere ciò che è successo sul discorso nucleare: la comunità internazionale non ha saputo contrastare la minaccia iraniana e ha continuato a rimandare mese dopo mese le necessarie sanzioni. Ovvio che poi perdi in credibilità!

E oggi abbiamo un paese, l’Iran, guidato da un folle, Ahmadinejad, che sta cercando di umiliare l’Inghilterra per dimostrare quanto sia in realtà facile essere padroni in casa propria, alla faccia delle istituzioni mondiali che più che farsi forti di un nome celano una palese mancanza di sostanza.

L’ONU ormai si è trasformato in una sorta di cancelleria che conserva il registro dove iscrivere le guerre che si vogliono scatenare e quelle che si vorrebbe non toccare, come pure le teste che dovrebbero cadere, ma che invece si preferiscono difendere. Così che balzi agli occhi come un pugno l’inutilità di questa istituzione. Sembra più un discount dove poter comprare i permessi per attaccare questo o quello; l’ennesimo luogo in cui far crogiolare malfattori, criminali e disonesti di varia natura.

Ora, non so come andranno le cose per i 15 marinai britannici ostaggio dell’Iran, ma so quanto dovrebbe essere impensabile vedere Ahmadinejad seduto ad un tavolo a trattare con altri stati, compresi quelli su cui sta facendo pressione affinchè se ne vadano dall’Iraq, per la pace dell’ex paese di Saddam.

Della serie: se Casini vuole un grande centro e mette in difficoltà la CdL, non credo che il centrosinstra abbia molto di che gioire, dal momento che se il progetto andasse davvero in porto parte dei moderati ex-dc alla Mastella abbandonerebbero con piacere la galera Unionista, liberandosi dei carnefici veterocomunisti. I sogni di gloria di una restaurazione della balena bianca, seppure di dimensioni un po’ ridotte, sta in testa a molti politici nostrani e porsi come terza via rispetto a destra e sinistra significa portare via voti agli uni e agli altri. Per fortuna, questo è solo uno scenario; l’altro infatti è che una simile idea venga definitivamente sotterrata dalla gente, che obiettivamente sembra più contenta di poter avere meno alternative possibili in cui perdersi…e un grande centro sarebbe senza dubbio quel caos dove tutto e il contrario di tutto troverebbero alloggio, indisponendo chi, di contro, chiede chiarezza e determinazione.

Ovviamente non si parla dei prossimi giorni, ma una volta conclusasi questa esperienza sinistra di governo, dubito avremo ancora a che fare con coalizioni così allargate e alle prossime elezioni, quand’esse saranno non ha alcuna rilevanza, si delineeranno meglio le posizioni e un Casini che facesse da centro gravitazionale per i democristiani risulterebbe scomodo sia a destra che a sinistra.

A parte sollecitare la costruzione dei due grandi partiti, Democratico e Popolare, che sono in cantiere già da troppo tempo ormai per essere effettivamente credibili, non resta che stare alla finestra e vedere chi alla fine vincerà questo braccio di ferro: la CdL, come si era impegnato lo stesso Pierferdi a dire subito dopo il voto dell’anno scorso, è un’entità monca e comunque non più uguale a se stessa. E’ urgente, prima ancora che necessario, trovare la strada politica più premiante prima che sia troppo tardi! Casini ormai, dopo averlo voluto e cercato, ha consumato uno strappo definitivo con gli ex alleati: a suo svantaggio, più che per Fi, An e Lega. Essersi voluto distinguere a tutti i costi gli impedisce ripensamenti indolori: è ovvio che se tornasse indietro sarebbe solo per interesse…tanto quanto la scelta di scostarsi da Berlusconi e Fini.
L’errore di fondo, credo, è stato comunque uno soltanto: la presunzione.
Massì…diciamola tutta: Casini si è sopravvalutato. Ma dal 5% l’UDC non si muove e neppure con tutta la buona volontà di questo mondo e di altri possibili sodali riuscirebbe ad imporsi come forza trainante per un movimento in grado di affrontare Forza Italia o i DS e proporsi al governo del Paese: gli mancano le basi e, ancor più importante, la base, intesa come elettorato.

Di fatto, già oggi i sondaggi lo vedono penalizzato e su possibili riposizionamenti futuri, le stesse interviste dimostrano quanto poco sarebbe seguito. In fondo, molte delle battaglie intraprese dall’UDC hanno trovato sponde ben più sostanziose ed autorevoli negli stessi partiti alleati da cui adesso Casini sta fuggendo. E si sa tutti, anche i bambini, che in 4 si è più forti che da soli; soprattutto se hai da vedertela con una sfilza di sigle dall’altra parte che non la pensano esattamente come te.

L’idea di un grande centro, per ora, sta stuzzicando i menagramo della sinistra e il loro drappello di giornalisti al seguito, contenti di poter mascherare le vicissitudini di un governo in caduta (non più libera, ma pur sempre in caduta) con le divisioni dell’opposizione.
Dimenticando una piccola cosa, anzi…due.
Sebbene ci sia ad oggi più d’un’unica opposizione, entrambe paiono lavorare per scalzare questo esecutivo, reputato da entrambe dannoso per il paese.
Secondo: Casini dovrebbe preoccupare di più i centristi dell’Unione, che prima o poi potrebbero anche stancarsi di star dietro e di cedere ai ricatti della sinistra più fondamentalista che riformista.

Visto? A volte funziona così: se Sparta piange…Atene non ride!

Poichè ormai siamo diventati noi di centrodestra, a detta del baffetto più spocchioso di tutti i tempi, i veri estremisti pacifinti, surclassando così i comunisti (non poi così tanto duri e men che meno puri) e le anime belle della sinistra sedicente coerente, bisogna che qualcuno, e me ne prendo carico io, spieghi le ragioni di questo illusorio capovolgimento dei fronti.

Si sbagliano quelli dell’Unione a dare in pasto all’opinione pubblica un’immagine della CdL così confusa e travisata.
Certo, la cricca che il Cavaliere ha tenuto unita praticamente per 15 anni ormai ha esaurito collante e propulsore, ma se c’è una cosa che non ha fatto è diventare ciò che non è, cioè antiamericana, antioccidentale, antidemocratica o peggio…pacifista.

La spiegazione delle vicende sul voto al Senato dell’altro giorno sul rifinanziamento delle missioni dei nostri soldati all’estero danno semmai un’idea che rasenta l’antipodicità di ciò che pretestuosamente viene immaginato da Prodi e compagni.
I motivi dell’astensione e quindi del NO alla riconversione del decreto (questo per spiegarlo al Professore, che ieri invocava sornione - pensando forse di aver fatto “centro” per una volta in vita sua - una chiarificazione da parte di Berlusconi di fronte ad alleati ed elettori) non sono basati su una retromarcia ideologica.
Tutt’altro: a fronte di una ferma convinzione della bontà delle scelte fatte e delle azioni intraprese fino ad oggi in Afghanistan, non ci sarebbe stato nulla di più logico che, dato il mutato contesto militare sul campo, si rivedesse il decreto in modo da aumentare le possibilità di movimento dei nostri militari per dare un nuovo significato alla missione stessa: non più semplice vigilanza, ma anche, come chiedono gli alleati, la volontà di intraprendere quelle azioni di polizia che già i contingenti degli altri paesi fanno da tempo. Una sorta di adeguamento dunque.

Altro che pacifismi o pacifintismi…qui semmai c’era da cavalcare l’onda, da parte del centrosinistra, ed ergersi come baluardo contro l’accresciuto guerrafondismo dei fascisti di padron Berlusconi.
E invece, a cominciare da Prodi, l’Unione s’è voluta sputtanare di fronte al proprio elettorato, dando l’immagine di una politica che più che del pendolo sarebbe meglio definire…”del c***o”! La gente l’ha già capito e la cosa che meno sopporta è l’incoerenza: non ci si può scandalizzare quindi se i pargoli allattati al seno dell’ipocrisa pacifista oggi si rivolgono ai padri dandogli di buffoni!

Il secondo motivo per cui la sinistra non dovrebbe scandalizzarsi del voto contrario di quella che resiste come CdL mutilata da Casini, sta tutto in un dato storico-politico: l’Unione, per cinque anni, il lustro in cui è stata costretta all’opposizione la scorsa legislatura, ha portato avanti una strategia che andava dall’ostruzionismo alle palate di cacca in faccia a chi la pensava diversamente! Hanno fatto il possibile per contrastare l’azione politica del Cavaliere, ponendosi sempre e soltanto con dei secchi NO ad ogni proposta o provvedimento che arrivasse dalle stanze del centrodestra. Ebbero pure il coraggio di lamentarsi che il governo di Berlusconi andava avanti “a colpi di maggioranza”. Bhe, sembrerebbe normale che una maggioranza facesse la maggioranza e, avendo dalla sua i numeri, approvasse anche quelle leggi che cocciutamente la minoranza si ostina a rifiutare. Ma questo, evidentemente è un concetto così difficile per chi invece una maggioranza su cui contare non ce l’ha!
Ecco perchè era giusto che la CdL bocciasse il rifinanziamente e nel contempo il flaccido governicchio prodiano (che anche sul voto del senato si è dato da fare per dimostrare a tutti di non essere unito e autosufficiente!).
Negare la conversione del decreto, oltretutto, non avrebbe comportato il ritiro dei soldati od una loro messa al verde: quei fondi già sono stati stanziati e nessuno glieli avrebbe tolti.

Non a tutti però è dato di capire le cose per come stanno.
Quindi abbiamo: una maggioranza che al senato e sulla politica estera (aspettando pensioni et similia) non ha una maggioranza che possa fare a meno dei pannoloni stesi a vita sugli scranni di palazzo Madama; un Casini che è davvero convinto di stare facendo la cosa giusta, ma il massimo che riesce ad ottenere è una tazza di caffè con Napolitano.

Tirando le somme cosa rimane?
La CdL, anzi, Fi+An+Lega a dimostrare che in politica si può ancora sperare nella coerenza.

NON SONO AUTOSUFFICIENTI!!!

Presenti: 315

Votanti: 314

Si: 180 (di cui 20 dell’UDC, 155 della maggioranza e i rimanenti 5 dei senatori a vita!)

No: 2

Astenuti: 132

Voti dei senatori ELETTI della maggioranza: 155.

E mò??? che si fa???

TUTTI AL COLLEEEE…TUTTI AL COLLEEEEEE…A VEDER LE CHIAPPE DI PRODIIIII….
Dai Casini…ora mantieni la parola!

L’altra volta aveva annunciato un voto sofferto (per lealtà alla coalizione), ripromettendosi però di dare le dimissioni subito dopo (per rispettare almeno un minimo di coerenza interiore).
Evidentemente Franca Rame ha voluto rubare per un po’ il mestiere al marito e si è messa a fare la buffona: il che non sorprende più di tanto, visto che per stare nella coalizione ulivista sembra si debba proprio avere la patente di buffone (e chissà, forse hanno anche una scuola…e Bertinotti ormai ne potrebbe essere il preside).
Quando tutti, dopo le sue piazzate in televisione e sui giornali, si aspettavano un minimo di coerenza da quella che più era rimasta delusa dai NON-cambiamenti di linea proprio sull’Afghanistan, stasera avranno di che stropicciarsi gli occhi e le orecchie nel vederla votare di nuovo; anche se stavolta, dice, “col sangue negli occhi”: della serie, dalle lacrime di coccodrillo a quelle sanguinolente (in stile Madonnina di Civitavecchia) passa davvero poco.

Cosa non si farebbe pur di diventare il capoclasse dei clown? Promozione assegnata per merito comunque…

PS: la maggioranza ha approvato l’OdG della Lega! Ma non era il partito di cui l’Italia tutta doveva vergognarsi? E…povero Casini, per una volta che si poteva sentire tanto importante…ha dovuto assistere pure lui all’approvazione dell’OdG targato odiata Lega (quella con cui non si può governare) e vedersi respinto (da un centrista come Marini) il suo…bah!

Chi voleva portare i movimenti nel palazzo…se li è dimenticati sull’uscio; chi fino ad un anno fa faceva scorrere fiumi d’inchiostro per contrastare il voto al rifinanziamento delle missioni militari all’estero, da intendersi come placet alla guerra globale, oggi si spende nel ruolo del moralista, dando addirittura di ignobili a Berlusconi e Fini (e non si capisce perchè non anche al senatur) rei di aver scelto la strada dell’astensione al Senato prorio per dire no alla conversione del decreto del governo riguardante Afghanista e non solo.

Sembra essersi capovolto il mondo!
In realtà le cose ci dicono solo ciò che già sapevamo…e da parecchio tempo!

Bertinotti, ieri contestato a Roma all’università, dove nemmeno dodici mesi fa sarebbe stato accolto come eroe nazionale e di classe, si è reso finalmente conto di quanto sia difficile essere idealisti in un mondo che ti chiede solo d’essere realista. Questo non vuol dire dover accantonare i propri principi, bensì capire il prima possibile quanto certe idee siano solo pretestuose, demagogiche…una presa per i fondelli per quanti, umanamente, ne possono rimanere affascinati…ma solo fin tanto che non si disvela la realtà delle cose! Poi tutto diventa chiaro e le battaglie di ieri non sembrano più tanto proseguibili, anzi…meglio per tutti se ce le si lasciano dietro le spalle.

Stessa cosa vale per quei giornalisti (Padellaro in primis, che oggi sull’Unità da uno spettacolo indegno - questo si - di incoerenza ed ignoranza manifesta) che nei cinque anni di legislatura targata CdL hanno attaccato il governo per aver fatto esattamente ciò che oggi andrà a fare l’attuale esecutivo prodiano: qualcuno per favore, voglia spiegarmi se e quali sarebbero i grandi cambiamenti apportati nel corso di quest’ultimo anno al decreto di rifinanziamento, tali da ribaltare i giudizi del lustro precedente! A dirla tutta, e onestamente, un cambiamento c’è stato: c’è una missione in più da finanziare, quella in Libano!
Non si è fatto altro che continuare nell’azione che il Cavaliere e compari intrapresero dal 2001 in avanti.
C’è però un’aggravante. Il non voler riconoscere i motivi che hanno portato Berlusconi e Fini e Bossi a decidere per l’astensione.
Attenzione: pur essendo lo stesso identico decreto di rifinanziamento (come giustamente verificato e manifestato dai mille esponenti d’area sinistra che vorrebbero usarlo a mò di clava contro la supposta incoerenza del centrodestra) son cambiate (anche queste a detta di tutti) le situazioni storiche, contingenti, gli scenari!
Allora mi chiedo: ci vuole molto a capire che non c’è niente di incongruente nel votare NO ad un decreto che andrebbe a finanziare una missione che si vorrebbe non annullare, bensì rafforzare?

Tutto questo mi convince di una cosa che pensavo (e non solo io, credo) già da molto tempo: questa sinistra è palesemente in confusione; e quel ch’è peggio è persuasa di poter continuare a prendere in giro sè stessa e la sua gente con idee e principi che di realistico hanno ben poco. Inevitabile dar loro di incoerenti…ma il giudizio più azzeccato è sicuramente quello di anacronistici dediti a coltivare un’utopia deleteria.

Fa sorridere amaro, ma pur sempre sorridere, notare come il centrosinistra stia perdendo di pari passo dignità e consenso proprio tra quelle “sacche” elettorali in cui aveva costruito la vittoria dell’anno scorso: dei lavoratori ormai non si parla manco più, tanto sono incacchiati con Prodi e compagni (e ancora c’è da discutere delle pensioni e niente lascia ben sperare); lasciando perdere le solite categorie vicine al centrodestra (che comunque per i sinistrorsi son solo degli evasori), rimangono proprio i giovani, le università, ma anche le associazioni, perfino quelle dei gay (che un giorno sfilano col governo e quello prima e quello dopo lo pugnalano alle spalle con parole al vetriolo sulla vicenda PACS e DICO)!

Una debacle totale, su ogni fronte che può venire sminuita soltanto dall’ennesimo capitolo giudiziario contro il Cavaliere.
Al solito: nei momenti di difficoltà per il centrosinstra ecco il soccorso rosso della magistratura, che sa sempre come alzare la palla ai peones del giustizialismo antiberlusconiano!

Tutto sommato, però, e a ben vedere…non so se questo basterà a far pensare che siano sempre meglio gli “unti” dell’ “unto”…

Forse che forse è giunta l’ora di cambiare???

A dire il vero sono due e, aggiungerei, a porta vuota.

Bertinotti contestato a La Sapienza: “assassino, buffone, guerrafondaio“.
Per Prodi votare NO al rifinanziamento delle missioni all’estero è diventato disonorevole per il Paese, mentre prima evidentemente, era più che onorevole parlare dei leaders della CdL come di persone con le mani grondanti di sangue.

Insomma, s’è davvero rivoltato il mondo: oggi il nero è diventato rosso e quel che ieri era rosso è passabile anche se è nero…ma solo per i più coglioni!
E pare proprio ce ne siano tanti!

Tutto questo però mi fa venire in mente una semplice e rapida riflessione: non è un caso che i giovani votino a sinisra. Si illudono, anzi, si lasciano illudere…poi lo prendono in tasca, capiscono come stanno le cose e finalmente maturano!
Questa sinistra antagonista (come pure quella moderata, magari indirettamente e di riflesso) usa i ragazzi come una leva del consenso, rimpinzandoli di ideali che più che utopie sono vere e proprie bugie! Arriva poi però il momento in cui si disvela la realtà ed è comprensibile quanto possa essere deludente.

Ora, la domanda che rimane da fare è questa: ma quei giovani idealisti, pacifisti e comunisti che si son fidati di Prodi e ancor più ciecamente di Bertinotti e Diliberto e Scanio, che faranno alla prossima tornata elettorale? Li rivoteranno?

…si lamenteranno ancora se qualcuno gli consiglierà di non fare la figura dei coglioni???

Non sarebbe cambiato niente rispetto a ieri se non fossi venuto a conoscienza di una notizia dell’ultim’ora: in Afghanistan i Talebani hanno attaccato di nuovo il nostro contingente.
Ragione in più per smetterla di trattare i nostri militari all’estero come dei vigili urbani. Tanto varrebbe allora riportarli in Italia a fare gli stessi lavori socialmente utili che stanno compiendo con tanta abnegazione nei confronti dei più deboli di quei paesi in cui sono d’istanza: anche da noi ci sono zone da terzomondo, dove la sicurezza è un optional e la vita è parecchio difficile data la mancanza di infrastrutture e presidi sanitari inesistenti.
Ovunque sono, i nostri soldati hanno semplici compiti di sorveglianza (quindi manco potrebbero fare una multa…) e sono “protetti” (si fa per dire) da regole d’ingaggio risibili.
Per una volta che i comunisti hanno ragione, diamogli retta per Dio! Smettiamola di parlare di “missioni di Pace” là dove la Pace non c’è manco nelle più fantasiose delle utopie: siamo in guerra, in guerra contro una masnada di fanatici dediti al culto della morte e felici e desiderosi di vivere in un regime liberticida dove possano sentirsi invincibili e ancor più potenti; siamo in guerra contro coloro che si fanno saltare in aria in mezzo a civili inermi, fratelli, sorelle, che insegnano ai figli ad esser fieri degli assassinii delle madri; che ripagano le madri per la morte suicida/omicida dei loro figli! Siamo in guerra contro la barbarie e a difesa di popoli che non hanno mai conosciuto libertà e prosperità, e tantomeno il significato reale e tangibile della parola Pace!

Siamo in guerra…ma con le pistole ad acqua, col fischietto e con un dizionario! La diplomazia può e deve venir dopo, quando si è già giunti al momento della resa dei veri carnefici dei nostri tempi; non prima! Altrimenti a rimetterci siamo un po’ tutti!

Ora, stando così le cose viene naturale pensare che le scelte, diciamo, sono obbligate: o tutti a casa o non ci si limita a rifinanziare, ma ad aumentare quel finanziamento per mettere a disposizione dei nostri soldati all’estero armi  e regole che li rendano attivi sulla scena e concretamente utili alla causa per cui partecipiamo a queste missioni!
Altrimenti, meglio che tornino in patria. Tenerli là senza una vera capacità d’azione sarebbe come chiedere alla polizia di sgominare un clan di mafiosi senza perquisizioni, ispezioni, arresti, intercettazioni, retate e con il solo codice penale in mano a mò di strumento di persuasione, ma dubito servirebbe a qualcosa!

Detto questo, sarebbe anche giusto ricordare una cosetta fondamentale.
Oggi, anzi, domani non si tratterà di rifinanziare le missioni all’estero dei nostri soldati e carabinieri, ma solo di riconvertire il decreto con cui ne fu dato avvio: i soldi, infatti, sono già stati stanziati e nessuno corre il rischio di restare senza benzina o altro. I denari già ci sono insomma e non si può tornare indietro.
Per questo diventa superfluo discutere su coerenza o incoerenza ideologica nel votare si o no. Le missioni non sono a rischio: gli unici in bilico sono Prodi e il suo governo sgangherato.
Perciò mi chiedo perchè mai non provare a fargli lo sgambetto. Dopodichè, tutti a casa e nuovo finanziamento con più armi e nuove regole d’ingaggio!

Messe così le cose sembrano molto più semplici di quanto non siano. In realtà non è solo il centrosinistra ad essere diviso sull’argomento. Se non altro però, almeno per la sinistra è una questione ideologica (e quindi, per quanto sbagliata, comunque nobile!), mentre nel centrodestra le beghe son tutte di potere, là dove Casini vuol far proprio di tutto per mettere in difficoltà Berlusconi e distinguersi. Ma…distinguiti oggi e distinguiti domani, alla fine, credo, la gente si renderà conto di non riconoscerlo più e gli farà pagare le conseguenze di queste scellerate scelte che sta facendo intraprendere all’UDC (nonostante molti pareri contrari)!

Buona mattinata…

Ricominciare a scrivere di domenica è una specie di suicidio mediatico. Chi vuoi che legga quel che scrivo sul mio blog nel giorno di riposo per antonomasia?! Epperò, tornare dopo tanto tempo alla propria postazione internet dopo aver passato quasi due settimane fuori (dall’Italia e da casa) e venire a conoscenza di certe notizie, ti fa sentire una gran voglia di riappropiarti della tua tastiera e di spararle prima che te le dimentichi! Almeno: io son fatto così. Devo cavalcare l’ondata dei pensieri che si accavallano nella mia testa. Se lascio passare troppo tempo finisco poi per non trovare più il filo del ragionamento o peggio il bandolo della matassa.
Ecco perchè scrivo oggi e non aspetto domani.
Anche perchè, qualcosa mi dice che questo lunedì non sarà poi così diverso da questo domines dies e quando domattina mi sveglierò, dubito di trovar cambiato lo stato delle cose.

Dunque: partirei da uno dei luoghi comuni che più comuni non si può: quando si va all’estero, dell’Italia si ha nostalgia più per il mangiare che per altro. Certo, noi italiani siamo un popolo pieno di risorse, ma più ci si confronta con gli altri e più emergono quelle sottigliezze per cui ti viene da pensare che ci sia ancora molto da lavorare per poterci pienamente considerare un Paese civile! Sarà, rimane comunque che, una volta rimesso piede sul suolo patrio si tira sempre un gran sospiro di sollievo e nella speranza che prima o poi le cose migliorino non ci resta che godere ed apprezzare ciò che siamo e i nostri piccoli difetti (che pure ci caratterizzano bonariamente)!
Il problema è che per quanto si voglia voler vedere la realtà ottimisticamente, ci sono sempre storie ed eventi che ti fanno sentire piccolo piccolo e per le quali senti la vergogna e la rabbia coprirti e salirti piano piano (e per questo più dolorosamente).
Perciò son passato dal nemmeno tanto sentito compiacimento per la soluzione del “caso Mastrogiacomo” allo sconforto per aver saputo dei metodi della sua liberazione e di ciò che ne saranno le prevedibili conseguenze.
Facendo due freddissimi conti, abbiamo un giornalista (fino ad oggi semisconosciuto e di cui potevamo fare sinceramente a meno) restituito ai suoi affetti dopo essersi imprudentemente messo da solo nei casini (per il solito sfrenato senso di onnipotenza che impera negli animi dei reporter di guerra e in particolare in quelli di sinistra che credono davvero di aver qualcosa da spartire con chi invece basta senta odor di occidentale e si mette a limare la scimitarra), un Afghano sgozzato, uno ancora in stato di prigionia, un altro in stato di fermo presso i servizi segreti Afghani e ben cinque (5) Talebani, cioè terroristi di nuovo in libertà.
Come dire: gioiamo per aver salvato una stupida vita (nel senso che non c’era bisogno di metterla in pericolo e di costringerci a metterne molte altre in pericolo) e fottiamocene di quante vite quella stupida vita avrà permesso di sterminare.
Non a caso, Mastrogiacomo è sceso dall’aereo braccia levate al cielo manco fosse un eroe nazionale. Eroe de che? Un cazzone semmai!
Ma più cazzoni di lui tutti quelli che gli sono andati e tutt’ora gli stanno appresso. Si incensano per aver fatto l’impossibile per riportarlo in Italia; e infatti son riusciti fare quello che nessuno riteneva possibile venisse fatto: trattare coi terroristi e per di più cedendo alle loro richieste scarcerandone alcuni! Complimentoni! Questo è l’esatto spiccicato comportamento che ci si aspetta da chi un giorno si e l’altro pure parla a vanvera di “vite umane da salvare”. Peccato, forse stavolta non hanno fatto bene i conti e si son dimenticati che non sono più gli americani a uccidere indiscriminatamente, ma proprio coloro che hanno rappresentato il prezzo più salato del riscatto. Non solo per noi, Italia, che ci abbiamo rimesso in credibilità, ma soprattutto per quei poveri cristi (anzi, allah) di Afghani che rischiano la loro vita anche andando semplicemente a cercare lavoro!

Se è davvero questa la serietà di cui andavano parlando un anno fa dai manifesti elettorali, credo senza ombra di dubbio che Prodi e tutto il centro sinistra non avesse tutti i torti: bisogna essere seri anche per esser così pirla…altrimenti non si spiega!

Buona Domenica a tutti…

La disaffezione per il professore la si riconosce un po’ovunque, anche nei dettagli e nelle piccole cose.
Ieri sera, per esempio, Prodi era a Matrix, ospite unico e d’onore: nonostante la curiosità di vederlo in Mediaset dopo 11 anni di assenza e la possibilità di ascoltare il pensiero del Pres del Cons più sfiduciato nella storia della Repubblica, il premier è riuscito ad anestetizzare i telespettatori di canale5, che in gran parte hanno dirottato la loro attenzione su Rai1, dove, da Vespa, era ospite Mastella e si parlava di Di.Co., mentre il programma di Mentana crollava nell’audience!

Dopo l’effetto Schioppa e l’effetto Visco ecco in cosa consiste l’effetto Prodi: soporifero! Tutti insieme servono per fregare i soldi di tasca alla gente senza che uno se ne accorga, mezzo addormentato che rimane!

Battute a parte, quel piccolo passaggio d’intervista che ho sopportato mi ha sconvolto per la stupidità delle risposte: in particolare, mi son chiesto come possa essere possibile che il ministro degli esteri, d’Alema affermi di  essere a conoscenza di chi siano i loschi rapitori di Mastrogiacomo e di essere convinto di poter arrivare presto alla conclusione della vicenda, nel mentre il Pres del Cons, Prodi, poco più tardi confessasse di NON essere a conoscenza di un bel niente!

Ancora difetti di comunicazione?
Complimenti…

Cosa buffa: Prodi si disinteressa della realtà che lo circonda (parlando, ad esempio, dell’Afghanistan in termini assolutamente tragicomici: “la nostra posizione non cambia…a meno che non cambi lo scenario”; per favore, avvertite il prof che è in corso un’offensiva talebana proprio in direzione della zona di controllo italiana!), ma si diverte e si impegna pure a capire cosa sia Second Life, ossia una “realtà” tutta virtuale: quella dove forse è più libero di essere quello che è…(a voi decidere come concludere la frase)!


Sono solo uno dei tanti ma fa comunque un certo effetto! Soprattutto perchè non se ne capisce il motivo! Probabilmente si tratta di censura preventiva, ma pur sempre di una voce smorzata si parla!

Un girotondo è gradito ;-) !!!!!

Se volete sapere se anche il vostro sito “is blocked” andate qui!
(come ho fatto io dopo aver scoperto questa cosa su Robinik, del quale ho sinceramente più motivi per pensare ci siano effettive ragioni per una censura a suo carico…! e questo non può che far inorgoglire…)

Questo è il gol che Mutu ha segnato al Palermo domenica scorsa.
Osservate bene, nel replay, il movimento del calciatore rosanero, Guana, che si fa male, non c’è dubbio, ma perchè cicca completamente il pallone: è fuori tempo il giocatore; non è che perde la palla perchè si è fatto male dopo averla fermata e tenuta tra i piedi per qualche secondo! No, è in palese ritardo e il pallone gli scorre davanti; Guana allunga la gamba e si fa male. Ma è un dolore solo temporaneo: infatti non avrà bisogno nemmeno della sostituzione.
Andiamo avanti: Mutu a quel punto corre verso l’area avversaria e gli si fanno incontro 4 difensori più il portiere, che sinceramente non mi sembravano troppo impalati, ma accorti a contrastare il rumeno della Fiorentina.
Se a questo aggiungete che l’arbitro, che per regolamento è l’unico col potere di bloccare il gioco nei casi di infortunio ritenuti seri e seriamente gravi, non fischia un bel niente; il gioco quindi è del tutto regolare! Sembra un po’assurdo cercare di giustificare un gol subito con la scusa dell’aspettativa che il pallone venisse calciato fuori dal campo!

Bene.
Queste le reazioni di Guidolin e del vulcanico Zamparini.

Ora, visto il gol e viste le reazioni mi viene in mente solo una considerazione: si chiudono gli stadi, si piazzano tornelli, ma non si fa niente per chiudere la bocca a chi incita la violenza con parole violente e mette a rischio di vanificazione tutti gli sforzi che si vogliono fare per combattere il tifo violento!

Ma potrei anche fare gli esempi di Moratti che ha perso la testa e non passa domenica che non mandi a cagare qualcuno, che sia un arbitro o un giocatore avversario. Non c’è domenica che i giocatori in campo non si prendano a calcioni, a gomitate o che ricorrano alla fictio teatrale per simulare infortuni inesistenti o rigori invisibili.
I mali del calcio nascono all’interno del calcio stesso, laddove i messaggi che dovrebbero partire dovrebbero essere d’esempio ma che d’esempio non sono!

Che facciamo allora?! Mettiamo i tornelli anche all’ingresso del rettangolo di gioco e alle panchine?

Sentir Prodi che parla mi provoca sempre un moto di ilarità misto all’effetto di un oppiaceo.
E’ incredibile come in una sola persona possano coesistere tante anime così diverse l’una dall’altra; perciò mi dico: l’Unione ha davvero trovato il suo capo nell’unico uomo che soffre di contraddizioni interiori quanto la coalizione di quelle politiche.
Vuol fare il cattolico, ma in fondo in fondo si sente pure un po’ laicista (non laico, laicista!); vuol far l’americano, ma appena può da sfogo alla sua indole antiamericana; vuol fare il liberale, mentre in realtà lui è il re dei protezionisti; vuol fare il riformista, ma non riesce proprio a non cedere al suo spirito comunista.
Insomma, visto da fuori il professore sembra una persona normale: va bene, un po’ pasciuto e somigliante a una mortadella, ma normale! Poi lo senti parlare e ti spieghi come mai la maggioranza parlamentare è allo sbando. La sua non è una guida; il suo è più un ruolo da mediatore lenocinante, dove possono trovare conforto le più disparate teorie politiche e tutte con la stessa intensità.
Il che potrebbe anche far pensare ad una persona di buon senso e di larghe vedute, capace di non fossilizzarsi su certi pensieri escludendone altri, ma in realtà le cose ci descrivono un personaggio che sfrutta tutte le voci di cui viene a conoscenza un po’ perchè non riesce a capire cosa vuole lui personalmente e un po’ perchè ognuna di esse gli può tornare utile per proseguire quell’opera silenziosa di accrescimento del potere che lo vede protagonista dai tempi dell’IRI!
Roba da falsari e mistificatori di prima categoria…di gran lunga peggio dell’odiato Cavaliere (che almeno vive il suo conflitto d’interessi alla luce del sole e chiunque può poi giudicarlo!).

In queste ultime settimane è tornata in auge la necessità di dare al Paese una nuova legge elettorale.
Evidentemente il centrosinistra sente puzza di elezioni anticipate (di sicuro dopo la prossima primavera, ma non metto freni alla buona sorte, quindi può darsi che in senato, sulla politica estera, l’Unione non sia di nuovo in grado di gestire da sola le cose) e pensa di annacquare i tempi e trovare rifugio discutendo di sistemi e meccanismi elettorali.
E qui la contraddizione: nel mentre un giorno si e l’altro pure il signor Prodi gode (in senso stretto del termine secondo me) nel distinguere “maggioranza” da “minoranza” (invece di opposizione) oggi lo vediamo tutto affabile e carino col centrodestra, allungando mani e braccia verso chiunque.
Ora, tutto questo non ha senso, a meno che…a meno che il professore non sia così disperato da fare il possibile per imbarcarsi su una discussione che lo porterò sicuramente lontano…nel tempo. Il tentativo più esplicito, comunque, è quello di trovare alleanze anche al centro (leggasi UDC) in modo da rimanere in sella all’Unione e nel contempo far fuori Berlusconi per mano dei suoi stessi alleati (e che che ne dica Casini o no, l’impressione è che pure lui sia pronto, come il suo compare Follini, a tradire).

Sorvoliamo però su queste questioni di fantapolitica. Mi piacerebbe una volta per tutte si mettesse un punto a quei discorsi gravidi di ipocrisia che proprio non sopporto! Perchè mai, di fatto, una legge di riforma del sistema elettorale dovrebbe essere condivisa da tutti? C’è forse una disposizione costituzionale che richede maggioranze qualificate per approvarla? Pare di no! Ma allora perchè andare avanti con la solita solfa del largo consenso altrimenti nisba?! Assurdo! E perchè accusare gli altri che invece hanno approvato “a maggioranza” la stessa suddetta legge?
In effetti, basta guardare in faccia da chi escono certi discorsi e si capisce tutto: solo chi  è certo di non avere da solo una maggioranza può ricorrere all’inciucio sine qua non!
Altra prova di debolezza del governo Prodi dunque. Dubito fortemente che ci sia un perfetto accordo all’interno dell’Unione in termini di soglie di sbarramento e scelta tra maggioritario e proporzionale puro: per una coalizione che si regge sui piccoli e piccolissimi partiti è difficile far quadrare il cerchio nel quale tutti si sentono determinanti!
E allora, appoggiamoci alla CdL.

Della serie: quando fa comodo c’è una maggioranza e una minoranza; e quando fa più comodo non c’è niente di male a cercare di allargarla questa maggioranza coi numeri della minoranza!

Per inciso: maggioranza e opposizione hanno due ruoli diversi nella vita politica del Paese: una promuove e vota le sue leggi; l’altra o si oppone o controlla, perchè in teoria, si può anche discutere, ma non è richiesto da nessuno il pieno accordo delle parti!

E questo, da un decisionista (a intermittenza evidentemente) come Prodi mi aspettavo non venisse dimenticato!

Non dovrebbe far troppo piacere vedersi accostare il proprio nome a quello di Zapatero, quando si parla di politica estera: il primo ministro spagnolo difficilmente sarà dimenticato per la viltà di cui fece sfoggio all’indomani della vittoria elettorale conseguita contro Aznar, con l’aiuto del terrore imposto agli occhi degli iberici proprio da quei fondamentalisti musulmani che, facendogli saltare in aria un centinaio di vite innocenti e inermi ne ottennero l’immediato ritiro delle truppe del Regno dall’Iraq! Eppure, sembra che nell’Unione non ci si vanti d’altro. A cominciare dalle prime pagine dei giornali: Prodi e Zapatero vanno d’amore e d’accordo…convinti tutti e due della scelta che intendono fare: negare l’aumento dei rispettivi contingenti d’istanza in Afghanistan, facendo venire praticamente meno gli impegni con la Nato, che invece con veemenza chiede l’esatto contrario!
In primavera, ma forse anche prima, è prevista un’offensiva talebana e i nostri “eroi” cosa fanno? Non fuggono, ma vigliaccamente si piazzano nelle retrovie!
Peggio che peggio insomma!
Poi non ci si può lamentare se nel teatro internazionale a farla da padroni sono USA e GB. L’Europa tentenna e pensa di risolvere tutto indicendo conferenze di Pace, le quali, non capisco perchè mai dovrebbero rivelarsi utili quando finora si sono dimostrate praticamente una boiata!? Mi piacerebbe poi vedere invitati al tavolo della pace anche personaggi come Bin Laden o il mullah Omar, che sono i veri contraltari alla voce degli stati che chiedono la fine delle violenze: altrimenti a che serve tutto questo!?

Ma il masochismo italiano va molto oltre: perchè finchè si parla in astratto si può fare e dire tutto, ma quando poi si tratta di agire in concreto, beh…il nostro governo (serio) va in tilt e perde la bussola.
Il rischio, per noi italiani è quello di non poter contare su una guida sicura ed affidabile del Paese: le prove le abbiamo e, sebbene sarebbe meglio sperare in un governo solido, qualunque ne sia il colore, è difficile trattenersi dal desiderare di vedere Prodi e compagni scivolare di nuovo al Senato per poi mandarli a quel paese (che non è il nostro!!!) e riprendere le redini prima che sia troppo tardi!

Il principio per cui gli effetti delle politiche economiche si possono apprezzare solo dopo qualche tempo, fisiologico, era già ben comprensibile dal cosiddetto “uomo della strada”. Era semmai sorprendente che a far finta di non capire fossero i politici politicanti, i professoroni di rango e gli intellettualoidi dei nostri stivali, che pretendevano, contro ogni logica, di accreditare la ripresa economica del Paese a chi non aveva fatto niente nel passato recente e manco avuto il tempo di organizzare il presente. Del decreto Bersani di luglio o della finanziaria non si può certo dire abbiano a che fare col dato complessivo dell’anno 2006, dato che gli effetti di detti provvedimenti hanno riguardato l’ultimo trimestre del 2006 il primo, appunto e addirittura il 2007 il secondo!

Ovvio che a questo punto chiunque poteva confermare la più scontata delle realtà: Prodi e compagni hanno ben poco di cui vanagloriarsi!
I conti parlano chiaro:
da Il Giornale di oggi (6/03/2007)

[...] gli effetti della manovra di luglio Prodi-Visco-Bersani hanno causato nell’ultimo trimestre 2006 un calo degli avanzi del fabbisogno, un minore incremento delle entrate, e infine un minore incremento del Pil (Prodotto interno lordo) di soli 0,2 punti cioè un terzo rispetto alla media dei nove mesi precedenti, che era stato dello 0,6% al trimestre. Dato poi confermato dall’Istat nei giorni scorsi quando ha segnalato, sempre nell’ultimo trimestre, un rallentamento della produzione rispetto ai primi nove mesi. [...]  Il fabbisogno è calato di 25 miliardi a settembre (fonte: Relazione provvisionale di ottobre) per restare inalterato a dicembre (sempre 25 miliardi). Le entrate tributarie sono aumentate: di 16 miliardi nel primo trimestre, di 9 nel secondo e di altri 9 nel terzo e fanno 34 miliardi nei primi nove mesi. Ma a dicembre sono soltanto 36: l’aumento di soli 2 miliardi: è un sesto dei trimestri precedenti ed è l’effetto Visco-Bersani. Una seconda conferma del blocco imposto nel quarto trimestre viene pure dai dati del Pil: tralasciando per comodità i presunti debiti per la sentenza Ue sui rimborsi della Iva sulle auto e la copertura del deficit delle Ferrovie inseriti in ritardo nel bilancio 2007, il deficit sul Pil ordinario si ferma a 1,9. Si era fermato a settembre a 1,7 (fonte: Istat: 0,8 nel primo trimestre, 0,6 nel secondo e 0,3 nel terzo trimestre: fanno 1,7 a settembre), quindi nel quarto trimestre è aumentato solo di 0,2 punti: ossia un terzo della media dei primi nove mesi. La terza conferma è venuta venerdì con i segnali della produzione industriale, pure essa calata nel quarto trimestre rispetto alla media dei primi nove mesi. Tant’è vero che nessun analista governativo ha avuto il coraggio di commentarli. [...] Ribadiamo i concetti. Lo sforzo impresso dal governo Berlusconi-Tremonti ha dato i frutti nei primi nove mesi perché il decreto Bersani di luglio, approvato a settembre, ha dato i suoi effetti solo a partire da ottobre. E i risultati si sono visti; il merito delle maggiori entrate è dovuto soltanto ai tributi sui redditi del 2005 e sugli acconti del 2006 ma calcolati in percentuale sui redditi del 2005; le misure antievasione, che Visco misura adesso in 2,4 miliardi, non possono essere frutto di attività svolte nel terzo trimestre per la semplice ragione che, lo sanno tutti, le verifiche comportano i pagamenti quando va bene almeno un anno dopo, non un anno prima; che la tax compliance, calcolata da Visco in 9,8 miliardi, sia merito suo è una frottola colossale perché da gennaio a settembre i suoi decreti erano inefficaci: non c’erano ancora! E da ottobre a dicembre, quando si pagano gli acconti di novembre sui redditi e dell’Iva a dicembre, il maggior introito è stato di soli 2 miliardi: meno di quelle che il governo cita come «misure antievasione»! Da quale buco salta fuori la tax compliance, cioè versamenti volontari in più rispetto al dovuto fatti dai contribuenti evasori?

Diamo a Cesare quel ch’è di Cesare…e restituiamo a Tremonti quel che s’è rubato la coppia Visco-Schioppa!

Beh, dipende di cosa stiamo parlando.
Se ci riferiamo al fatto che l’Italia è tornata ad una latente instabilità politica certamente si; se invece stiamo provando a capire chi è quel Cesare cui dare ciò che gli spetta, in termini economici, allora assolutamente no!

Sarebbe quanto mai ridicolo pensare che in sei mesi, senza una politica economica, senza aver approvato mezza finanziaria, ma solo scritto un documento pieno di buone intenzioni già abbondantemente accantonate, si possa dire che il risanamento degli italici conti pubblici sia opera del trio qua sopra!

O forse vogliono farci credere davvero che fino ad Aprile 2006 l’Italia era sull’orlo del baratro a causa di 5 anni di politiche sbagliate del governo Berlusconi e poi sono invece bastati, tra una cosa e un’altra, si e no 4 mesi di stallo assoluto dopo la vittoria del centrosinistra perchè tutto si rimettesse in corsa!?

Roba da malati di testa: per chi lo dice e per chi ci crede!

La riprova? quest’anno il pil è cresciuto dell’1,9%… Dopo l’approvazione della prima finanziaria targata Unione ecco che le previsioni per il 2007 parlano di una contrazione del pil: si va dall’ 1,4% stimato dall’Istat ad un più ridicolo 1,1% calcolato dal centro studi della Confindustria! Non è normale che senza far niente il governo incassa e muovendosi con proprie politiche attive renda di meno… O meglio: non è un caso! Tra tasse e balzelli finirà che l’anno prossimo sarà ridotto persino il gettito nelle casse dell’erario! Sentir parlare di riduzione del carico fiscale per “sopraggiunto” (quindi inatteso) risanamente ha di che lasciar l’amaro in bocca!

Purtroppo per noi, anticomunisti e antisinistrorsi convinti, la bramosia di poltrona manifestata da questa maggioranza ha dello sconfortante, ma non correrà molto tempo perchè pure il buon Napolitano si renda conto, all’ennesima crisi, che non è più il caso di rattoppare una nave che sta affondando!

NO, purtroppo è realtà!

altre info su questo scempio su Daw.

Biografia (politica) non autorizzata di Marco Travaglio. L'uomo dalle molteplici contraddizioni!


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