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Spero di non beccarmi nessuna querela per diffamazione o per ingiuria, ma vedere come il cerchio si stringe attorno a Prodi e come i tasselli del puzzle vanno a ricomporsi senza contraddizioni nell’indicarlo come “uomo di Mosca” in Italia, dovrebbe come minimo sollevare un dubbio; ma siccome questo dubbio ancora non ha effettivamente trovato il giusto slancio mi chiedo: come mai in un Paese come il nostro, abituato a montare casi su casi e a lavorare di fantasia quando c’è di mezzo Berlusconi, oggi non riesce nemmeno ad inquietarsi di fronte alla possibilità che il nostro attuale primo ministro sia un traditore della Patria?

Qui nessuno vuol perseguitare Prodi senza prove certe, ma l’idea che il suddetto premier rifugga ogni confronto sull’argomento e che puntualmente si cerca di delegittimare e massacrare mediaticamente le fonti delle notizie che arrivano dall’est, mi manda in bestia! Ma ispira tutta questa fiducia l’emiliano capo del governo?
In molti, giustamente, faziosamente, risponderanno che…no, non nutrono nemanco un pizzico di  fiducia in un simile personaggio (e molto probabilmente non comprerebbero da lui nemmeno una bicicletta usata), ma, diciamo, non sono troppo oggettivi; perciò sarebbe il caso di chiedere a coloro i quali invece si farebbero cavare gli occhi pur di farsi guidare dal presidente del consiglio, cosa, veramente, lo distinguerebbe così tanto dal Cavaliere a tal punto da meritarsi solo ogni bene e una levata di spade ad ogni soffio dubitante!!??

Intendiamoci: si è innocenti fino a prova contraria, ci mancherebbe…
…ma non sarebbe il caso di lasciare  lo stato comatosamente faceto in cui ci troviamo, per assumere almeno una facciata di serietà con cui affrontare la questione?

Detto questo, mi viene in mente una riflessione: negli ultimi 50 anni circa, la scena politica italiana è stata segnata da personaggi (alcuni li chiamano statisti) che, seppure amati da tante persone (e odiati da altrettante) hanno convissuto con un alone di mafiosità, di delinquenza fiscale, di collaborazionismo col regime più sanguinario della storia (quello Sovietico), il tutto ben condito da un latente conflitto di interessi su magna scala!
Lo scenario non è affatto confortante…e mi sembra pure inutile andare a cercare giustificazioni per questo o per quello: sarà anche retorica la mia, ma sarebbe tanto bello potersi fidare di persone, come si diceva un tempo, “senza macchia” e in grado di difendersi da sole, con pochi e semplici fatti, dalle tremende accuse che (a volte pure politicamente studiate) gli venissero portate!

L’unica cosa che chiedo a chiunque legga il mio blog è, oltre a contribuire alla discussione, di provare a staccarsi dalle logiche di partito e di adottare il medesimo criterio per tutti, anche verso i propri beniamini: cari sinistrorsi, quindi, per anni avete puntato il dito contro Berlusconi per tutto e avete preso per buone anche le peggiori malignerie su cui avete imbastito inchieste e programmi e discussioni; adesso fate lo stesso per il pacioso Prodi: che poi si sa…è dell’acque chete che bisogna aver più paura!

Si possono usare per ripararsi dal freddo; ma anche a mo’ di striscione di protesta; oppure, ancora, possono essere utilissimi come velo pietoso su certe aberrazioni umane.

Il governo Prodi è stato abilissimo a non far dispetto a nessuna delle tre opzioni: Bersani ha cercato di sciogliere le rigidità di un mercato molto poco concorrenziale e troppo corporativo; l’ala massimalista e radicale della coalizione ne fa uso in Parlamento un giorno si e l’altro pure (manco fossero i tortellini di Giovanni Rana) per manifestare il proprio disappunto sulle questioni di politica estera o contro la Tav e il precariato e la riforma delle pensioni.
Con l’ultima capacità di utilizzo dei lenzuoli, invece, questa maggioranza di sinistra, non ha niente a che vedere; perciò tocca a noi coprire certi scempi di cui siamo spettatori sempre più allibiti.

Nel dettaglio: la corsa al riformismo e al liberalismo ha segnato un altro passaggio decisivo per l’Unione. Il match Rutelli vs. Bersani è andato di nuovo in onda durante lo scorso consiglio dei ministri e il risultato è stato davvero notevole: una “lenzuolata” di liberalizzazioni con cui recuperare (demagogicamente) il consenso perduto nei mesi addietro e di cui riempirsi la bocca e rinfacciare ai sedicenti liberali del centrodestra, al governo cinque anni e capaci “solo” di attuare riforme liberali non di superficie, ma di sostanza (ma oggi, si sa, conta di più la faccia che altro…se poi l’hai di culo però diventa un problema, caro Prodi!!!).
Tutta forma, ovviamente: c’era da aspettarselo visto com’erano andate le cose questa estate.
Sicuramente per noi consumatori vi saranno alcuni (piccoli, ma significativi) vantaggi; eppure, da un governo di sinistra, in parte pure comunista, era lecito aspettarsi una maggiore comprensione per gli interessi dei non poveri, ma quasi: quelle categorie che certamente non possono dirsi agiate o malfattrici o che si sveglino alla mattina col solo pensiero di metterlo nel sedere all’ingenuo avventore! Non si colpiscono infatti le multinazionali del petrolio, bensì i benzinai, che vedranno diminuire i loro introiti a causa di un ulteriore aumento delle stazioni di servizio e quindi del divisore con cui fare i conti per spartirsi la torta, ma senza vedersi diminuire le tasse (le accise) che rimarramno costretti a pagare, andando ancora più in sofferenza a meno di non aumentare il prezzo alla pompa fino al limite discrezionale che hanno; non si colpiscono le società editoriali o il sistema dell’editoria, bensì gli edicolanti, per i quali vale il medesimo ragionamento fatto per i benzinai: in un settore in drammatica crisi e già molti giornalai chiusi per fallimento è quasi una presa di giro che si dia la possibilità, dopo i grandi superstore, a chiunque di “rubare” il lavoro a quelle persone che si alzano alle cinque del mattino per accogliere il servizio stampa e che rimangono aperti fino all’ultima ora utile del giorno pur di vendere qualche giornale o rivista in più che gli dia la possibilità di riaprire il giorno successivo e di portare il pane a casa a fine mese; senza contare che allargare la distribuzione, per l’editore, significa aumentare le spese a parità di introiti rispetto al passato (come già è stato verificato, appunto, dopo l’apertura ai supermercati di vendere quotidiani) e un possibile aumento del prezzo finale per il lettore. Allo stesso modo, avremo ricariche telefoniche a costo zero, ma dovremo pure aspettarci un rincaro delle tariffe che i gestori applicheranno in futuro rendendo i profili di chiamata non più vantaggiosi come in passato, dovendo in qualche modo recuperare le minori entrate (che poi erano redistribuite tra i rivenditori…). Ancora, l’abolizione del PRA ci garantirà meno spese, ma anche più rischi ogni volta che andremo ad acquistare una macchina (soprattutto se usata).

Sono solo alcuni esempi, per dire che forse, pur apprezzando l’impegno e la dedizione del ministro Bersani alla causa del consumatore (riprendendo pure tante idee del passato governo - reo di non averle poi concretizzate!!!) erano altri i settori da intaccare e non solo quelli che investono certe categorie a favore, in alcuni casi, delle solite note Coop o dei rinomati amici del premier!
Ben vengano comunque: a noi persone comuni andrà solo meglio (quando proprio quello che esce dalla porta non rientra poi dalla finestra): potremo andare dal parrucchiere anche di lunedì e dall’estetista più carina se quella che stava dieci metri più addietro non ci piaceva.
Tante belle cose, ma i poteri forti, veramente forti, non hanno nemmeno vista la piuma che avrebbe dovuto solleticarli.

Per il resto, beh: dei lenzuoli usati come fogli bianchi per scrivere le peggiori oscenità o per coprirsi di ridicolo e far vergognare tutto il paese, questa sinistra se ne intende! Prodi pensava di poterla fare franca sulla base USA di Vicenza e sulla politica estera in Afghanistan e si è invece ritrovato con l’ala radicale in tenuta per la sommossa! Fratelli coltelli: adesso aspettiamo solo che la notte dei lunghi pugnali faccia qualche morto (politicamente parlando, ovviamente) e mettiamoci sulla riva del fiume a vederlo passare!

Dulcis in fundo, Mastella è riuscito a farci strabuzzare gli occhi di nuovo: sarà perseguibile penalmente, potrà cioè andare in galera chi avrà da obiettare le teorie sulla Shoah: tornerà insomma uno di quegli odiosi reati di opinione. Sarà forse sgradevole sentir negare una tragedia come quella dell’olocausto degli ebrei della seconda guerra mondiale, ma non può essere motivo per una così radicale limitazione della libertà personale! Soprattutto se si guarda al fatto che per questo governo, a quanto ha dimostrato, sono molto meno pericolose le droghe delle parole! E su questo, appunto, sarebbe meglio stendere un bel lenzuolo pietoso!

Intendiamoci, non voglio fare per forza il bastian contrario, ma non credo proprio che cambiare la distribuzione dei proventi televisivi possa aprire la strada ad un campionato diverso, che possa cioè favorire sensibilmente e per davvero la lotta scudetto anche alle squadre che hanno un nome diverso da Juve, Milan o Inter (o Roma).

Vi spiego perchè la penso così: nel calcio, per quanto ne ho capito nei miei 24 anni di vita, i soldi contano, ma è l’imprevedibilità a farla da padrona! spesso e volentieri assistiamo a veri e propri miracoli del campionato, con squadre anonime che si piazzano subito dietro alle big e se la giocano per un posto in Champions League; come pure, spesso abbiamo goduto nel vedere a Controcampo o alla Domenica Sportiva risultati incredibili, come la sconfitta del Milan a Messina o dell’Inter a Firenze o della Juve con qualunque altra squadra; o pareggi nemmeno immaginabili; il tutto indipendentemente dalle forze in campo!
Certo, una rondine non può far primavera, ma è pur vero che il campionato non si gioca solo contro le grandi; se vogliamo, su 38 gare solo in 6/8 di queste partite si affrontano le prime tre/quattro del torneo; che, ovviamente, devono pure giocare l’una contro l’altra e quindi anche per Milan Juve Inter e Roma (per fare dei nomi) ci sono le stesse probabilità degli altri di perdere punti durante il percorso verso la vittoria dello scudetto.
Dicendo questo non voglio mica fare la parte del cieco che non vuol vedere come stanno le cose e capisco quanto, nella pratica, i soldi pesino molto nell’acquisto dei campioni nazionali ed internazionali, ma… …ma: facciamo pure che l’Empoli o il Palermo abbiano una valanga di denari per muoversi sul mercato con una certa libertà (che non ci sarà mai comunque!! e spiegherò anche il perchè!), diciamo al pari dei grandi club, eppure non credo che avrebbe mai la forza attrattiva di fascino o prestigio per assicurarsi le prestazioni di un Ronaldo o di un Lampard o di un Adriano o di un Cassano. Così come pure, ad essere realisti, il mercato che si apre per le “grandi” è ben diverso di quello in cui vanno ad investire le medio-piccole: è inevitabile che l’Inter vada a trattare col Chealsea e col Barcellona, ma Udinese e Messina, al massimo, possono andare a cercare qualche buon calciatore in un cilindro sconosciuto!
Insomma: le squadre vincono e perdono in campo, e spesso in campo si vedono sovvertiti i rapporti di forza! Forse per battere oggi i nerazzurri è necessario essere il Manchester o la società di Abramovic o il Barcellona, ma per vincere contro la Lazio o il Catania o il Livorno ci vuole molto meno! dal momento però che l’ 80% delle gare sono giocate con squadre, tutto sommato, di pari livello e che una buona organizzazione di giuoco, associata ad un pizzico di fortuna e agli impegni cui comunque devono sottoporsi le big con i conseguenti rischi del caso, possono dare la vittoria alle “medio-piccole”, si può dire che tutto è teoricamente possibile!
Poi sembra che negli altri paesi d’Europa le cose vadano in maniera molto diversa: in Inghilterra e in Spagna se la giocano più o meno sempre le stesse squadre, solo che, mentre da noi ce ne sono 3/4, negli altri campionati ce ne sono giusto un paio a lottare per gli scudetti!

Detto questo, un po’di onestà: l’Inter, il Milan, la Juve e mettiamoci pure la Roma, hanno investitori di calibro ben diverso da tutti gli altri e di soldi ne avranno comunque una vagonata in più; saranno sempre una spanna sopra nelle trattative di mercato!!!
Così come pure mi fa incazzare l’idea che tutte le squadre possano essere messe sullo stesso piano mediatico: è un fatto reale, oltre che statistico che le squadre delle grandi città godano di maggiore visibilità rispetto alle altre ed è ovvio che incassino di più dalle televisioni che così possono a loro volta garantirsi maggiori introiti dagli abbonamenti o dall’acquisto delle singole gare!

Infine, penso in tutta sincerità che il problema non sia tanto i soldi che si possono spendere, ma quanti possono essere offerti ai singoli giocatori come ingaggio: ecco…molto meglio e molto più efficace sarebbe stato mettere un limite, un tetto al monte ingaggi delle squadre: in quel modo si che saremmo tutti alla pari e tutti potrebbero andare a caccia dei medesimi giocatori!!!

Non dimentichiamo un’altra “piccola” cosa: le grandi squadre del campionato italiano vanno ogni anno a giocarsela nelle coppe internazionali contro gli squadroni dei campionati stranieri, ergo, è interesse anche del nostro Paese garantire le stesse possibilità di successo, per mantenere l’attuale prestigio, delle big italiane.

Poi, ovviamente, ognuno può pensarla come vuole!
E, per una volta, non c’entra niente destra o sinistra…

Leggo questo articolo su Repubblica.it, che riporta un sondaggio effettuato dalla SWG e mi chiedo: sogno o son desto?
Mi spiego meglio: il titolo ad effetto del pezzo chiarisce subito di cosa si parli e quale sia stato il risultato di questa ricerca demoscopica: i cattolici praticanti, si legge, chiedono alla Chiesa minori ingerenze nella vita politica del Paese e si dicono in maggioranza favorevoli a PACS, Fecondazione ed Eutanasia.
Ora, lì per lì ho pensato che, visti i tempi, potesse anche essere possibile un simile riposizionamento delle coscienze dei credenti in Cristo, ma poi stamattina mi si è come aperto il velo che mi oscurava lo sguardo sulla realtà: vengo così a scoprire che detto sondaggio è stato effettuato su un campione (telefonico) di 800 soggetti maggiorenni che hanno dichiarato di frequentare la Chiesa, la Parrocchia almeno UNA VOLTA l’ANNO!
Capito? per gli analisti della SWG è praticante colui che va alla messa di Natale e durante l’anno si fa tutte le domeniche i suoi “famosissimi”. Ditemi voi se, a questo punto, è da ritenere credibile una così superficiale rilevazione! il campione, in sostanza, relativamente al titolo di cui si fregia l’articolo, è del tutto inappropriato!
Sono moltissimi, in Italia e nel mondo, quelli che si dicono cristiani “non praticanti”; se perciò diciamo loro che per praticanti s’intendono anche quelli che si presentano davanti ad un sacerdote anche solo mezza volta nella loro vita, beh, capite bene che cambia tutto!
E attorno a questa concezione gira tutto l’universo dei cattolici di nome ma non di fatto! perchè c’è una bella differenza tra definirsi credenti ed esserlo sul serio, praticando la propria fede oltre che farsene un vanto nelle discussioni!

Se condividete con me questo modo di vedere la questione, mi pare ci siano pochissimi dubbi sulla strumentalità di un simile sondaggio e del suo rilancio mediatico a caratteri cubitali!
La partita sui diritti per coppie gay, moribondi e coppie sterili o alla ricerca del figlio perfetto o degli scienziati che vogliono essere onnipotenti, si gioca anche sul convincimento dell’opinione pubblica; solo che così, oltre a fare del cattivo giornalismo si finisce per truffare, nel vero senso della parola, l’inconsapevole cittadino.

…e questo non è assolutamente accettabile! Soprattutto perchè c’è ancora chi pensa che esistano (da una parte, ovviamente quella dei migliori)  giornali e  giornalisti indipendenti e dissociati dalle ingerenze politiche (vedere anche come è stato trattato [anzi, non trattato] il caso dell’intervista lanciata dalla BBC su Prodi “uomo di Mosca”!).

Dal momento che anche stamattina, come mi sono svegliato, la tivù mi ha dato il buongiorno annunciandomi di essere il colpevole numero uno della prossima apocalisse climatica, mi son venute in mente alcune considerazioni che qui voglio esporvi; ma non tanto per affermarle come verità insindacabile, anzi…bensì per cercare qualcuno che meglio mi spieghi (con grande pazienza, aggiungo) il perchè io sbagli a pensarla in una certa maniera, alias in modo totalmente diverso da quelli che uso definire catastrofisti del nuovo millennio.

Premetto, però, che non sono mai stato una cima in fisica e sicuramente le mie “teorie” saranno facilmente smentibili, ma sono comunque il frutto di una mia personalissima osservazione della realtà che mi circonda.

Dunque, parlavo di catastrofismo lanciato e fomentato dai media: la Terra si starebbe surriscaldando, dicono; a causa dell’effetto serra (provocato da noi umani) corriamo seriamente il rischio di vedere sciogliersi i ghiacciai e, quindi, di subire un innalzamento di mari ed oceani che sommergerebbe alcune delle più favolose mete turisticamente conosciute.
Tutta colpa nostra.
Va bene, ammettiamo pure che con le nostre attività di uomini dei nostri tempi moderni produciamo una quantità tale di gas e anidride carbonica tale da provocare ogni singolo danno per cui siamo già stati condannati.
Ammettiamo pure che la conseguenza più vistosa sarà lo scioglimento dei poli, ma…a questo punto mi fermo e rifletto: non sarebbe logico pensare che anzichè un’alluvione oceanica di isole e atolli saremmo in presenza esclusivamente della perdita di alcune meraviglie naturali quali sono i ghiacciai, senza correre nessun pericolo circa innalzamenti di acque?

Insomma: se prendiamo una bottiglia d’acqua e la mettiamo nel congelatore otteremo che dallo stato liquido questa passerà allo stato solido, aumentando la sua massa e lo spazio occupato; tiriamo adesso fuori dal freezer la nostra bottiglia e lasciamo che il ghiaccio si sciolga. Cosa otterremo? avremo forse più acqua? avremo forse che l’acqua non starà più nella bottiglia?
Ora, visto che è possibile a tutti notare questi fenomeni di solidificazione e scioglimento dell’acqua in un bicchiere o in una vaschetta per i cubetti di ghiaccio, mi chiedo perchè tanta paura quando già sappiamo che, al massimo, il ritiro dei ghiacciai comporterà un guadagno dello spazio che potrà essere utilizzato dall’acqua del mare per estendersi là dove prima era gelata.

Un’altra riflessione sta nella certezza che sicuramente i primi “inquinatori” sulla Terra, per quel che riguarda l’anidride carbonica, sono proprio gli alberi che, per via del processo di fotosintesi, se di giorno emettono ossigeno, di notte spurgano grandi quantità di anidride: messa così sembra quasi una contraddizione sentirsi in colpa per una deforestazione che, in tutta onestà, vedo molto meno distruttiva di un tempo!

Ma le mie sono solo semplici riflessioni di una persona qualunque…

Ormai mi sono convinto di questa “teoria”: con questo governo e verso questi governanti, la politica migliore è quella dell’indifferenza. Ma non perchè abbia perso la voglia e la grinta per combattere le quotidiane battaglie ideali e ideologiche, bensì perchè arrivati a questo punto, comincio seriamente a pensare che nessuno possa farsi più male di come masochisticamente stanno infierendo su se stessi gli esponenti dell’Unione!

Dalla politica economica a quella internazionale, dalle scelte sulle questioni etiche a quelle più importanti e strutturali per il nostro Paese, Prodi non ha fatto che continuamente scappare per rifugiarsi in un “domani” (che non si sa bene quando sia…) incerto per tutti e in assurde circumlocuzioni per non dire poi niente: è il regno del confusionismo organizzato, dove la sinistra radicale trova spazi di protesta e manovra, nella speranza di recuperare consenso sulle “ali” e, sempre nello stesso teatrino, i finti moderati si creano il modo migliore per dirsi riformisti. Litigano opportunamente al momento giusto per far risaltare le loro (peggiori) qualità e sfruttar gli uni quelle degli altri.
Agli occhi di un comunista doc i moderati de l’Unione non fanno un bell’effetto e non vogliono altro che riabbracciare i loro combattivi leader (che però non possono certo fare a meno di “agire dall’interno” della coalizione per cercare di cambiare le cose…); al tempo stesso, per un progressista qualunque tutta la caciara su basi USA e TAV ecc sembra un’idiozia e non si compiacciono d’altro se un Prodi o un Rutelli prendono le distanze dai massimalisti.

Visto? Tutto organizzato, mediaticamente organizzato.
Se non fosse una presa per i fondelli non si spiegherebbe altrimenti la capacità di restare tutti insieme al governo…

Ma forse non hanno fatto benissimo i conti (e non sarebbe una novità!): arrivati ad un certo punto possono riuscire a rinsaldare le fila dei rispettivi militanti “duri e puri”, degli irriducibili, ma finiscono per predere tutta quella galassia centrista o indecisa che non può che rifuggere una tale incoerenza e un tale casino.

Quindi, per tirare le somme: lasciamoli fare…
La realtà delle cose è sotto gli occhi di tutti…e non serve un Berlusconi o un Fini che dica che le cose vanno male e che potranno solo andar peggio: ce ne rendiamo conto tranquillamente (e meglio) da soli.

Non credo che ormai manchi poi molto alla fine di questa commedia: se in estate il governo si era salvato grazie al “ricatto” della fiducia, confidare sempre nel rispetto delle “regole del gioco” da parte della base estremista può rivelarsi un suicidio (peraltro già annunciato); fatto sta che, stando così le cose, e senza più il vincolo nè l’assillo del voto di fiducia, le parti possono giocare a campo aperto e gli unici che rischiano di perdere sono solo e soltanto i sedicenti moderati.

Sarà pure un ritornello trito e ritrito, ma ci sarà un motivo se nemmeno in Germania hanno voluto le estreme sinistre nella coalizione di governo???!!!

Il topolino partorito a Caserta: 100 miliardi in 7 anni. Alias, poco più di 14 miliardi ogni anno da qui al 2013.
Ottimo…
Non fosse che il governo Berlusconi aveva stanziato per il solo mezzogiorno la stessa cifra…ma in 5 anni, con una media di 20 mld ogni 12 mesi!
La cosa che più mi fa sorridere, però, sta nel vedere l’aria soddisfatta di chi ha sempre accusato il precedente governo di aver sottovalutato il sud, ma senza ricordarsi, forse, o senza sapere che nel quinquennio (si fa per dire) dell’Ulivo (96/01) la media di miliardi stanziati dagli esecutivi di allora, fu di 16,5 miliardi, cioè 3,5 meno di quanto faceva con le sue finanziarie Tremonti, ma 2 in più di quanto previsto per il prossimo lustro!

Viva il Sud!

Visto come stanno andando le cose (tutto previsto peraltro che sarebbe stata solo ammuina), il dato politico non necessità di nuove interpretazioni: una coalizione divisa, insicura e deprimente un po’per tutti; rimane a questo punto da trovare una risposta alla domanda di inizio anno: perchè spendere tanti soldi per fare un consiglio dei ministri fuori Roma (dove già ci sono i locali atti ad ospitarlo)?
Rutelli, l’altro giorno, aveva abbozzato una spiegazione: “perchè il governo vuole stare in mezzo alla gente, ascoltare i cittadini, anche le loro critiche, per migliorare il nostro lavoro”.

Ci vogliamo credere? ci basta?
Assolutamente no.
Anzi, sarebbe proprio da coglioni dar retta ad una simile cazzata!
Il perchè è presto detto: in che modo mai questo governo starebbe “in mezzo alla gente” quando si è barricato (offendendosi pure se qualcuno - vedi Pannella - faceva trapelare i contenuti del meeting) in una reggia, che non corrisponde proprio alla tipica abitazione di un qualsiasi quartiere popolare?!
E i cittadini? forse che qualcuno di noi/voi ha partecipato a questo “conclave”? è stato interpellato un chicchessia poverocristo per esporre le critiche ai signori Prodi, Schioppa, Rutelli e d’Alema?
Evidentemente non occorre aggiungere altro.

Se questo governo punta tutto sull’immagine, visto che su contenuti e sostanza proprio sembra incapace a farlo, allora sbaglia di grosso a considerarci tutti instupiditi: alloggiare a Caserta piuttosto che a Roma non è significativo sotto nessun tipo di aspetto, anzi…mi girano pure perchè so che stanno compiendo spese inutili e futili visto che comunque io, cittadino “qualunque” non posso avvicinarmi e per sapere cos’hanno deciso, senza di me, dovrò aspettare una conferenza stampa che posso godermi comodamente da casa mia e che non m’importerà dove sia stata fatta, se al nord o al sud…perchè l’importante è quello che viene poi fatto e non solo annunciato o da dove viene annunciato!

Da un conclave come quello che va inaugurandosi, oggi, a Caserta, dovremo aspettarci di tutto meno che buone novelle.
Si parlerà di che cosa, esattamente? di quanto è gustosa la mozzarella di bufala? di quanto sia rotondo il sapore del Greco di Tufo? o di Riforme, di cose concrete?
In  ogni caso, o non ce ne fregherà niente (se non per il fatto che per mettere in scena questa inutilmente sfarzesca “ammuina” sono stati utilizzati soldi dei contribuenti) o, peggio, ci preoccuperemo per le sorti nostre e del nostro paese.

Praticamente da quando Prodi e compagni si sono insediati al governo, nemmeno avevano cominciato la cosiddetta “fase 1″ che già c’era qualcuno che fuggiva in avanti parlando di “fase 2″ e si sentiva pure rispondere “niet”.
Oggi siamo in qualche modo arrivati alla resa dei conti: riformisti Vs conservatori (di sinistra, meglio conosciuti anche come “comunisti” o “massimalisti”).
A Caserta, questa maggioranza ci arriva come un esercito che abbia combattuto mille battaglie senza mai fermarsi: ferito, cionco, affamato e pure incazzato, coi soldati che incolpano i colonnelli di incapacità e i generali che fanno altrettanto coi fanti! un delirio collettivo e generalizzato su tutto insomma.
Inevitabile che questo, più che un consiglio dei ministri itinerante sia una vera e propria enclave entro la quale, una volta chiuse le porte, darci dentro con la rissa e vedere di chiarire chi è più forte e chi dovrà sottostare al suo volere.
Il dato reale però, è allarmante, perchè entrambe i contendenti, una volta usciti vincitori (per me si potrebbe pure estrarre a sorte…) non hanno, da soli, la forza per cambiare effettivamente le cose secondo le proprie intenzioni. Di più: entrambi i duellanti, una volta amici, uniti dall’odio anti berlusconiano, ci prospettano un futuro piuttosto umido per le lacrime che ci farebbero versare.

Ora, le cose stanno, molto semplicemente, così: per Fassino è necessario mandare avanti i riformisti della coalizione e in questo modo recuperare pure il consenso perduto, in vista delle amministrative di primavera. Il problema, che non inrtavede nemmeno il buon Piero (che va alla guerra disarmato) è che: le cose di cui parla NON sono riforme!
Sulle pensioni, ad esempio, si tratta di modificare solo (se si vuole) la normativa impostata dal centrodestra ed apprezzata e copiata in gran parte d’Europa: nessuna novità dunque! a meno che…a meno che il segretario DS non intenda ricominciare tutto daccapo e questo non è nè auspicabile nè capace di far riguadagnare consenso! è risaputo che le riforme della previdenza, poi, non sono fatte per dare più soldi ai pensionati, ma per far guadagnare allo stato denaro e tempo!
Altra riforma di cui parla Fassino è quella del Lavoro: ma c’è già la legge Biagi, che funziona! al massimo si dovrebbe procedere ad un qualcosa che stava già nel solco, nella direzione, dei progetti del centrodestra: gli ammortizzatori sociali!
Ma…c’è un bel MA, di fronte ad un simile programma…e lo vedremo dopo!
Ancora: infrastrutture: e dove sarebbe la riforma? lì c’è solo da metter mano al portafogli e mandare avanti le opere pubbliche strategiche. E in proposito non sarebbe male sapere, di grazia, cosa intendono fare con la TAV!!!!
Riforma pubblica amministrazione: dov’è il recupero del consenso in questo? al massimo ve ne sarà una perdita, dal momento che necessariamente bisogna “alleggerirla”…alias, tagliare posti e costi!

Questo, quello che hanno in testa i sedicenti riformisti.
Il bello è che vorrebbero, di cuore, trovare un accordo coi massimalisti, che se ne escono con priorità del tipo: rivedere la politica salariale, blocco di ogni modifica al sistema previdenziale, combattimento del precariato (alias, cancellazione legge Biagi).
Riassumendo: a Casarta andrà in scena l’errore tattico e strategico più grossolano di Prodi presidente del consiglio! sotto i riflettori dei media ogni incomprensione verrà ingigantita e la fame di gloria e notorietà sarà difficile da far rinunciare a chi, tra i ministri, scalpita per distinguersi e dire la sua. In poche parole: quel che ne uscirà sarà solo la riconferma di come questa sinistra non sia in grado di governare seriamente perchè non in grado di stare insieme seriamente.
E se le proposte che fa sono di questo tenore, cioè intendenti tutto e il contrario di tutto…stiamo freschi!

A ridatece il puzzoneeeeee

Ad oggi, al mondo, sembra proprio ci siano due categorie di persone ben distinte: i pragmatici e i segaioli mentali, i ciarlatani della parola che dicono dicono senza mai muovere un dito e che passano ore, giorni, mesi, anni a congetturare sui massimi sistemi, filosofeggiando su Guerra e Pace, ma che si dimenticano poi che esiste anche una vita reale, un tempo in cui agire e muovere i passi necessari a dar concretezza a ciò di cui si parla.
I primi, ovviamente, sono gli americani: rozzi, forse, nel fare ciò che pensano prima ancora di dirlo, ma sicuramente più vicini alla realtà del mondo in cui viviamo, coi suoi problemi, i suoi drammi e le loro possibili soluzioni.
I secondi, manco a dirlo, sarebbero (anzi sono) gli europei: popolo dedito più al pensiero, alla retorica e ai sofismi piuttosto che al lavoro manuale, quello con cui a volte si è costretti a sporcarsi le mani.
Il problema nasce quando il segaiolo vuol dare di immorale a chi scopa sul serio (scusate la metafora, ma credo renda davvero bene!!)!
E succede sempre più spesso: sempre più spesso, l’Europa attacca gli USA accusandoli di unilateralismo, ma nel frattempo gira lo sguardo dall’altra parte e, volontariamente, evita di prendere di petto le situazioni. Ogni volta che poi si muove lo fa per mettersi nel mezzo, senza prendere posizione (vedi Libano): attuando, in soldoni, una politica senza palle! insopportabile.

Anche sulle vicende che stanno colpendo il Sudan si è ripetuto il ritornello: l’America scende in campo (perchè se si aspetta l’ONU…buona notte al secchio), colpisce efficacemente le basi del terrorismo e, ancora una volta, si sporca le mani (di sangue) e si prende tutte le responsabilità…perchè il Vecchio Continente è troppo impegnato a guardarsi allo specchio senza rendersi conto di quanto sia ormai polveroso e deformante.
Il giusto è diventato sbagliato e i criminali son diventati martiri, mentre le vittime passano da carnefici; si sostengono le mozioni per il ritiro dai teatri di guerra, ma si piangono (con lacrime di coccodrillo) gli eccidi e i genocidi africani e mediorientali senza batter poi troppo ciglio!

E mentre c’è chi mette a rischio la propria vita per il bene di tutti, arriva, al solito, il bel saputello di turno, coi suoi baffetti ben aggiustati…un soffio su un pugno, un soffio sull’altro e straparla di necessità di evitare l’unilateralismo: bravo…allora datti da fare e invece di parlare soltanto, rimboccati le maniche e torna coi piedi sulla Terra…e forse ti renderai conto che non è come starsene comodo e spaparanzato su 18 metri di barca a vela o a pernottare, a spese dei contribuenti, in una Reggia che ospiterà, per una farsa carnevalesca, le vostre terga…

Dunque?! Come la mettiamo?
Stavolta è l’ISTAT a sentenziare che quello della sinistra è stato solo terrorismo politico e mediatico: il deficit dell’Italia, calcolato sui primi nove mesi del 2006, al netto della sentenza europea sull’IVA (che peraltro sarebbe potuta toccare anche a questo governo se solo fosse stata pronunciata tra qualche mese…), è stato pari al 2,5%…ancora meglio di quanto aveva previsto Tremonti, ma che assolutamente è da accreditare alla ripresa cui si è agganciato il nostro Paese a partire dal 2005 e con l’ultima, definitiva, finanziaria del governo Berlusconi!

Forse è troppo aspettarsi delle scuse ufficiali da parte dei leaders del centrosinistra, ma con certa gente è bene non illudersi nemmeno di sentirgli pronunciare un rimangiamento generale delle parole offensive dette non solo agli esponenti del precedente esecutivo, ma anche agli elettori del centrodestra, accusati di essere quasi dei conniventi a quella specie di mostri che, a parole e nella sola mente dei malati di acredine contro il Cavaliere, avrebbero portato l’Italia sul lastrico!

Adesso possiamo dirlo a pieni polmoni: non eravamo sull’orlo di un precipizio e, soprattutto, non erano fuori controllo i conti pubblici; non solo: possiamo ben dire quanto sia stata inutile una finanziaria così smisurata e i cui unici effetti (si fa per dire) positivi saranno quantificabili in 6 (dico sei) euro di aumento mensile delle pensioni degli anziani e (solo un altro esempio) di 5 (dico cinque) euro di stipendio per i carabinieri! il tutto a fronte di uscite, secondo stime di associazioni come il Codacons (ma non solo) di almeno 600 euro l’anno (rivalutazione ICI e imposte comunali escluse)!

Caro Professore, adesso faccia a tutti noi un bel regalo di Natale posticipato: una volta entrato in “conclave” con tutti i suoi ministri…butti la chiave e non ci rompa più i coglioni…che già ce ne ritroviamo per strada tantissimi, più o meno…tutti quelli che l’hanno votata!

Se è blu, paghi; se è bianca…beh, non si mai bene a cosa ci si riferisca ( ;-) ), ma nel caso specifico di cronaca si parla di parcheggi, anche se i dubbi rimangono; perchè vi sono quelle che indicano zone di sosta gratuita ma anche quelle per i residenti in zone a traffico limitato (e quindi non utilizzabili da tutti liberamente).

In tutto questo casino, ci si butta a capo fitto la Corte di Cassazione che, a Sezioni Unite, sancisce l’illegittimità di una multa colta per aver parcheggiato senza tagliando orario nei parcheggi delimitati dalle strisce blu nel caso in cui nelle vicinanze non vi fosse una zona di sosta libera e gratuita.

Ora, mi vengono in mente alcune domande: qualcuno di voi ricorda più dove si trovino questi pargheggi liberi??? qui a Firenze, ad esempio, le strisce blu si estendono fin’oltre le periferie e in più, il centro città (più o meno giustamente!) è zona off limits (salvo telepass et similia, ma poi paghi comunque dovunque ti fermi con la macchina!)!!!
L’altra considerazione è: ma allora chi sarà così fesso da mettere il tagliando quando avrà accertato l’assenza di posto gratuito?
E infine: dal momento che sono sempre meno queste “zone franche” di sosta, mi chiedo se con questa sentenza, la Cassazione non vada ad innescare una serie di provvedimenti volti a restringere il numero dei parcheggi a pagamento; il che, altro non significa se non: meno soldi nelle tasche dei Comuni e nuovi balzelli in arrivo per compensare le spese.

Finalmente comunque, si muove qualcosa a vantaggio di noi cercatori del parcheggio perduto, già abbastanza stritolati dal prezzo della benzina alle stelle e dalle spese di manutenzione dell’auto in generale.
A questo punto, però, la Cassazione ci faccia un altro regalo e giudichi un ingiustificato profitto le esose somme di danaro che in Città siamo costretti a sborsare per parcheggiare la macchina: 8 euro per 3 ore (e non è nemmeno il massimo!!!) sono una esagerazione…

Un’ultima cosa, che mi ha sempre fatto imbestialire: in una città come Firenze, dove tutti si dicono comunisti o socialisti e attentissimi ai problemi delle famiglie meno abbienti e delle classi deboli, persino gli studenti universitari debbono pagare un bel po’di soldini per mettere l’auto vicino alle aule! perchè invece non si fa nulla per aiutare la categoria più bisognosa di tutte? in fondo, chi studia “pesa” sulle famiglie e se pure deve pensare a come pagarsi il parcheggio…non è bellissimo e nemmeno tanto comunista sta storia…eh!!! :-D !!

Tempo fa Visco rassicurava tutti: “la prima casa è esente da Irpef”.
Questo però, solo nella sua testa; pensando probabilmente di avere a che fare con dei polli da spennare senza cervello!

La realtà, invece, si presenta ben diversa: dove sta il trucco?
In poche parole, sta tutto in un comma della finanziaria 2007: più precisamente in quello che trasforma le DEDUZIONI dal reddito per carichi famigliari, lavoro e pensione, in DETRAZIONI d’imposta, in funzione, ovviamente, del reddito complessivo del contribuente. Dunque, maggiore è il reddito, minori le detrazioni. Che succede quindi, se nel reddito complessivo entra a far parte anche la rendita catastale dell’immobile di proprietà? Che di colpo, il proprietario di una casa spende di più di chi proprietario non è!
Una bella fregatura: soprattutto alla luce del fatto che fino al 31/12/2006 la normativa in vigore, del precedente governo (quello di Berlusconi e Tremonti) prevedeva invece una effettiva esenzione dall’Irpef della prima casa (deduzioni dal reddito pari al valore della rendita catastale: della serie 1 - 1 = 0  ).

Ma per piangere bisognerà comunque aspettare; non tanto però, perchè fra pochi giorni la Camera discuterà la revisione degli estimi catastali…il che significa….??!! ancora più tasse da pagare!

Grazie Professore!

Sto seriamente pensando di aprire un “angolo dei Griffin” con i migliori spezzoni e le gag più esilaranti. Magari poi potrei fare lo stesso coi Simpson…sono pieno di puntate ed estrarne frammenti è una bischerata…che ne dite?

Aveva ragione il professore: da gennaio avremmo visto i “risultati” del suo buon governo; così, quando stamattina è arrivata la posta, leggendo l’intestazione sulla busta non sono riuscito a trattenere un sorriso…amaro! Oltre al bollo auto, appena pagato, infatti, il primo aumento che ci ha “regalato” il prode Prodi è quello del canone Rai: 104 euro anzichè 99,60.
Direte: “spiccioli”; sono nemmeno 5 euro di differenza!
Eppure, in quei 5 euro sta tutta la sostanza del centrosinistra nella stanza dei bottoni.
Sarà stato un caso che negli anni con Berlusconi Pres. del Cons. dei Min. il balzello non era aumentato?
Direte: “si, ma ora c’era da adeguarlo all’inflazione”!
E che, prima no?! Se non è stato fatto vuol dire che era possibile farlo.
All’inizio dell’anno invece, eccoti l’aumento!
Son pochi euro? Ma perchè, non sono forse pochi euro pure quelli che dicono averti fatto guadagnare con la rimodulazione delle aliquote irpf o con la pensione? Piano piano, pochi euro di qua, pochi euro di là, lo stipendio si erode e alla fine dell’anno, come faceva notare alle il Codacons si finisce tutti per aver avuto un potere d’acquisto nettamente inferiore rispetto al tanto bistrattato passato!

Ora, continuando a fare i conti della lavandaia, dopo aver letto questo post sul blog di Atroce (alias J.A. ; alias…non so bene come si chiami…eheh mi perdonerà se lo cito così sgarbatamente :-) ) appare più chiaro il motivo per cui sono sempre di più quelli che desiderano e ardentemente sperano in una privatizzazione della tivù pubblica: in soldoni ( :-) ) 104 euro l’anno sono 8,67 euro al mese, giustificate da cosa? Beh, come dimenticarsi di un superbo Festival di San Remo in arrivo o del ritorno di Biagi (non Marco, purtroppo…magari tornasse…) Enzo per la modica cifra di UN MILIONE DI EURO con l’obbligo di sorbircelo per DUE ANNI!
Il tutto, pensando all’offerta SKY che ti offre un pacchetto a 11 euro (anche se per soli 4 o 6 mesi, non ricordo e mi fa fatica guardarci…) che già nella sua composizione base è decisamente più valido e invitante delle schifezze che passano (lo stesso a pagamento) su Rai1 Rai2 e Rai3!

Chiudo, quindi, alla stessa maniera di Atroce: Rai, non smettere d’imprecare!

Ragioniamo un attimo: il 2006, anno dell’Italia con le pezze al culo, del Paese sull’orlo del baratro, del malgoverno Berlusconi, dovrebbe chiudersi con un PIL in crescita dell’1,7/1,8% mentre l’anno prossimo, il 2007, il primo del glorioso esecutivo prodiano, quello degli effetti della finanziaria risolvi-problemi, continueremo a crescere, ma MENO: dell’ 1,3% (ma secondo Confindustria dell’ 1,1%).
Detta così fa già il suo effetto.
Vediamo invece come suona detta in quest’altra maniera: da L’Economist: l’Italia sarà il paese che crescerà meno NEL MONDO (peggio di noi solo Zimbawe e un altro nome simile).

Ma insomma: questa “cura” Visco/Prodi/Schioppa funziona meno del “cancro” Berlusconi/Tremonti.
Si capisce allora che questo governo di centrosinistra altro non è se non una di quelle terapie che finiscono per far del male a quello che già si sapeva essere un malato immaginario!
Forse siamo governati da degli ipocondriaci!!!

Quasi quasi lo dico: avevamo ragione noi! e per “Noi” intendo tutti quelli che hanno sempre creduto nella possibilità di andare oltre lo sfruttamento degli embrioni umani a fini terapeutici e che si sono spesi e battuti per appoggiare una ricerca medica etica che fosse in grado di non mettere in discussione nemmeno il ben che minimo accenno di Vita!

E’di oggi, infatti, la notizia che alcuni ricercatori americani avrebbero isolato nel liquido amniotico cellule staminali con le stesse proprietà di quelle embrionali.
In poche parole…vedremmo superato ogni dilemma etico sulla questione e si darebbero davvero delle speranze senza compromessi terribili a quelle persone malate che soffrono ma confidano in un aiuto dell’uomo!

Questo però non può mettere a tacere le preoccupazioni nei confronti di una nutrita schiera di persone disposte a strumentalizzare la Vita (quella di un innocente uomo in nuce) pur di garantirsi un futuro!
Adesso si prospetta una soluzione a tutti i problemi senza che venga intaccato il sacro principio della intangibilità della Vita umana!

Certo…se ci si avesse creduto tutti prima…ma questo è un altro discorso, perchè con i se e con i ma la storia non si fa!

Perdonate se quoto questo stralcio d’intervista:

“Abbiamo rallentato la capacità di produrre e troppi si aggrappano alla rendita. La differenza stessa tra produzione e rendita talvolta ci sfugge. È rendita quella del giovane che si definisce imprenditore, mentre sta consumando l’avviamento dell’impresa fondata dal padre o dal nonno. O quella del titolare di cattedra che da anni non fa ricerca, non pubblica su serie riviste scientifiche, e non c’è mai per gli studenti. O quella del contratto di lavoro inflessibile, sempre più in contraddizione con la concorrenza mondiale e col cambiamento tecnologico. O quella dell’impiego pubblico dove l’impiegato non può essere trasferito ad altro luogo di residenza, né a diversa mansione, e neppure a diverso ufficio, mentre spesso nessuno controlla se va o no al lavoro. Due mesi l’anno di vacanza per i magistrati; due giorni la settimana di servizio per i piloti d’aereo; tre-quattro ore d’insegnamento la settimana (per pochi mesi l’anno) per l’accademico.”

Ora, il dubbio potrebbe ben nascere spontaneo: di chi sono queste parole?
Se non aveste già letto il Corsera di stamane, credo avreste non pochi dubbi a collocare l’esponente politico che ha pronunciato queste frasi.
Sveliamo pure quello che non è un mistero: non è Tremonti, nè alcun leader del centrodestra (in magna parte sedicente liberale - ma in minima lo è davvero!), bensì un Tommaso Padoa Schioppa che non ti aspetti!
L’avevano detto diverse volte, specialmente i militanti dell’estrema sinistra, che questo ministro poteva andar bene sia all’Unione che alla CdL…ed evidentemente non si sbagliavano!
Chi, invece, sembra aver fatto l’errore più grosso, par proprio sia stato lui, l’economista del governo più sgradito della storia repubblicana. Dico questo perchè se rillegeste con attenzione le sue dichiarazioni vi scorgereste un particolare, una summa, di non poco conto: parla, senza appello, della catastrofe rappresentata da quello che è il 90% dell’elettorato del centrosinistra e sintetizza ciò che Tremonti e company dall’altra parte vanno dicendo da sempre, da sempre incontrando ostacoli, scioperi e boicottamenti di riforme possibili per sbloccare questa situazione!

A questo punto sorge un altro, ulteriore, ma più pervicace dubbio: sapevano i professori universitari (che girotondavano in piazza coi vari Moretti) e i magistrati (che tutti insieme appassionatamente roteavano coi prof) e i piloti (sempre in sciopero) e i lavoratori del pubblico impiego (anch’essi spesso e volentieri critici nei confronti di Berlusconi e il suo governo) che covavano una serpe in seno???
Chissà che allora le cose non sarebbero ben potute andare diversamente…(chi vuol capire…capisca!).
Il problema, di fatto, non è se ci siano stati dei brogli durante le elezioni, bensì prima: se cioè non vi siano stati brogli ideologici!
Schioppa a parte, nessun ministro è rimasto esente dalle critiche di chi ancora non ha visto alcuna svolta, nessuna differenza rispetto al passato…anzi…solo una caterva di tasse in più e la conferma che a sinistra si prova invidia e disprezzo verso talune classi sociali e categorie di lavoratori!

Non a caso i sondaggi, anche quelli di fine dicembre, danno Prodi e il suo esecutivo in ginocchio, col 62% degli intervistati dai sondaggi che gli hanno già revocato la fiducia (che solitamente viene elargita da tutti…anche da molti degli sconfitti alle elezioni…forse per speranza…boh! comunque non ne ha più!!!).

L’unica “fortuna” del professor mortadella è che l’ala radicale è molto più influente di quella riformista…e le parole di TPS cadranno nel vuoto da cui erano salite!
Il che significa…che non basterà mai una fase 2 con questo centrosinistra, ma sarebbe meglio vi fosse un Berlusconi 4…(o almeno qualcosa di simile, magari riveduto e corretto…ma Prodi no, basta, mai più, per carità!)!

Il deputato Guadagno, alias Luxuria ha deciso di partire (non si sa bene a spese di chi, ma un sospetto ce l’ho…) per portare il “messaggio gay” in tutti quei paesi in cui l’omosessualità non solo è tabù, ma viene pure punita…a volte con la morte, altre come un qualsiasi reato.
Intendiamoci, le intenzioni sono onorevoli, ma scorrendo poi una sua intervista mi si è accapponata la pelle e sono rimasto basito di fronte a tanta…non so nemmeno bene come definirla…incoerenza?! ignavia?! stupidità?!
Ovviamente è tutto inutile se chi legge non sa di cosa sto parlando…dunque, eccovi il pezzo: “Non vado mica in Mauritania a chiedere il riconoscimento delle coppie gay, ci sono già tanti problemi da noi. Non vado mica in Arabia Saudita a proporre un gay pride, ci sono stati già tanti problemi in Israele. Imporre a loro il nostro modello sarebbe colonialismo gay. L’importante è che gli omosessuali di questi Paesi abbiano un minimo di sicurezza e libertà. Poi saranno loro a decidere come combattere”.

Avete notato niente? mmmm, provo a farvelo intravedere io: se fate caso alle sue parole vi scorgerete una sorta di rispetto…o peggio, di codardia; in quei posti non si scherza: c’è la pena di morte contro i gay. Allo stesso tempo sono molteplici i richiami ai “problemi degli altri” Paesi, in particolare il nostro, l’Italia e Israele. Non vi sembra un po’strano che si vada in Cina, ad esempio, e si parli di tutto, di affari, ma non di diritti civili? e se la stessa cosa succedesse anche per la questione omosessuale? a che serve andare in giro per il mondo a chiedere come vivono i gay nei vari stati se poi non si ha il coraggio di agire, di andare oltre? e come mai, soprattutto, questo orgoglio, questa forza d’animo, in queste persone, nasce sempre quando sono al sicuro tra le mura della civiltà occidentale che, seppure tra mille dubbi e freni, garantisce a tutti, omo e non, libertà sessuale e di pensiero? perchè riferirsi ai “problemi” che ci sono in Israele, l’unico paese medio orientale in cui i gay non sono perseguitati, mentre si parla o si risponde dei drammi che si prepetrano in Palestina? e perchè parlare dell’Italia in senso così critico (come a sputare nel piatto in cui si mangia tutti i giorni) quando si parla di un paese in cui vige la pena di morte per gli atti sessuali tra partner dello stesso sesso? perchè avere il timore di trasformare le azioni di questi attivisti gay convinti in “colonialismo gay”, quando poi in Italia (sempre “al sicuro”) si permettono di sbattere in faccia un gay pride a Roma, sotto le finestre del Vaticano durante l’anno del Giubileo?

Non vi suonano strani questi atteggiamenti così ambigui?
Oddio, non è che mi aspettassi molto di più da chi vive ambiguamente senza aver ancora scelto da che parte stare, ma insomma…mi viene da chiedermi se davvero non si stia esagerando a farsi belli e forti con chi te lo lascia fare perchè comunque ti rispetta e piccoli e mansueti con chi sai che ti può fare decisamente molto male!

Le solite ipocrisie…in poche parole!

Sarà anche demagogia, qualunquismo e tutto quello che volete, ma se guardo l’inchiesta de L’Espresso (che di certo scopre solo l’acqua calda) la prima cosa che mi viene da dire…no, non è “che schifo”, bensì…”che schifo…ma se non li spendono per migliorare i servizi, i soldi delle tasse a cosa servono?”

E’ giusto allora, pagare sempre più balzelli per poi avere le stesse identiche mancanze di prima, gli stessi disservizi, le solite mediocrità?
In Italia purtroppo funziona così: si fa gravare tutto sulle spalle dei contribuenti, che tanto finiscono per starsene zitti e pagare, altrimenti…passano pure dei guai con la giustizia!

Poi si chiedono come mai la gente non è più disposta a fare sacrifici per uno stato che spreca e favorisce i figli dimenticandosi dei figliastri, che pensa a dar conto all’Europa e che per questo evita di spendere il dovuto per garantire qualcosa di meglio ai suoi cittadini: strade, ospedali, trasporti, sicurezza…università…!

Questo è quanto…adesso andate e gioite per le inutili sottrazioni di denaro cui saremo tutti sottoposti grazie al governo Prodi!

Vogliono spendere un milione di euro (alias, 2 miliardi di vecchie lire) per fare un dispetto a Berlusconi.
In Rai, dopo la parcella milionaria di Santoro, vogliono pure farci pagare un maxi stipendio alla cariatide del giornalismo di parte che risponde al nome di Enzo Biagi!
Quello che proprio non riesco a capire è: ma davvero non c’era nessun’altro nel mondo dell’informazione, più giovane, più grintoso, che potesse fare il suo stesso mestiere?
Scusate la divagazione, ma è un po’come nel mondo del calcio: spesso le squadre vanno a pescare meteore sconosciute in campionati esteri sborsando un sacco di soldi per poi ritrovarsi con un bidone in mano, invece che puntare tutto sui giovani del vivaio! Ecco, seppur in maniera “blasfema” le cose possono pure essere tradotte così, con questa metafora sportiva: chissà quanti sono i rampanti giornalisti del domani o già affermati ma che aspettano un’occasione per consacrarsi; chissà quanti volti nuovi potremmo vedere…e invece…no, ci ripropongono, con sommo sadismo, una brutta faccia da insaccato (si, pure lui) per venirci a fare tutte le sere dopo cena il predicozzo da un pulpito che al massimo ci farà andare di traverso ogni boccone!
La solita litania dei sopravvalutati intellettualoidi che affollano le nostre tivù!
Non se ne può più…

Anche perchè, se nessuno ancora se ne fosse accorto, quei soldi li mettiamo noi…e quando l’azienda di stato si presenta con un canone assolutamente esoso da pagare io per primo penso a quelle facce da mortadella che stanno una a palazzo Chigi e l’altra, in stile alter ego soporifero, in televisione!

Se questa me la chiamate Felicità!

Ma non è Prodi, bensì Giavazzi.
L’editorialista economista del Corsera stamattina ci illustra il suo pensiero in un perfetto stile politically correct: il merito del miglioramento dei conti? nè di Prodi nè di Berlusconi! Inutile scaldarsi tanto, dunque…meglio ringraziare a dovere chi veramente è stato il propulsore di questa ripresa: le imprese.
Giusto, giustissimo.
Non fosse solo per un particolare: è vero che “le entrate crescono solo se le aziende vendono, guadagnano, assumono nuovi lavoratori e fanno fare più ore a quelli che già impiegavano”; e che “se l’economia non cresce lo Stato può alzare le aliquote quanto vuole, ma il gettito non aumenterà”; MA…sarebbe anche stato onesto (non dico intellettualmente, ma almeno per amor di verità) ricordare al cittadino comune che pur non facendo lo Stato l’economia, questi può ben avvantaggiarla attraverso misure ad hoc che incentivino e sostengano lo sviluppo: più o meno ciò che è stato fatto da Tremonti e, prima ancora, da Maroni (ma leggi Biagi) in merito alle svariate riforme e ai puntuali provvedimenti in materia di lavoro e finanziaria!

Oggi, al contrario, non se per pusillanimità o altro, si vorrebbe far tutti contenti e limitarsi a dire: bene, ora le cose vanno meglio…andiamo avanti! Il che sarebbe anche giusto, ma proprio guardando al futuro sorgono le più che dovute preoccupazioni: se dessimo correttamente a Giulio quel ch’è di Giulio (Tremonti, s’intende…) non sarebbe più logico star tranquilli di fronte ad una impostazione politica e culturale decisamente agli antipodi: a partire dalla rivoluzione fiscale (con Visco che punta il dito contro gli autonomi calunniandoli d’essere evasori incalliti) a finire dalle disposizioni contenute nella legge di bilancio, volte a penalizzare le PMI e i contribuenti comuni, cioè noi cittadini con tutta una serie di tasse e balzelli tali che, secondo il Codacons ci faranno finire il 2007 con una perdita del potere d’acquisto notevole e, sinceramente, insopportabile visto che a causarla saranno proprio quelli che si riempivano la bocca di insulti contro Berlusconi e company e che si fregiano del titolo (immeritato) di “salvatori della Patria e dei poveri”!

Solo un altro estratto dell’articolo del professor Giavazzi: “Anche l’evasione scende quando le aziende guadagnano, perché rischiare un accertamento diventa inutilmente pericoloso. (In verità i conti del 2006 sono andati bene anche perché la spesa—tranne gli stipendi dei pubblici dipendenti, che hanno continuato a correre più di quelli dei privati — è cresciuta meno di quanto si temesse. Questo è merito di un’intelligente intuizione di Giulio Tremonti. Dallo scorso anno le amministrazioni pubbliche possono spendere, ogni mese, fino a un dodicesimo del loro budget annuale. Ma se spendono di meno — qui è la novità — i fondi risparmiati non sono più spendibili. In passato la lentezza, e anche la pigrizia, delle amministrazioni lasciava che i fondi si accumulassero, per poi spenderli, spesso in modo dissennato, alla fine dell’anno)”.
Insomma, stavolta si fa nome e cognome del legittimo titolare del merito di questa “inedita” situazione della finanza pubblica!

Altro che Prodi (che niente ha fatto negli scorsi mesi e che per i prossimi, con la finanziaria approvata, rischia solo di farci perdere il treno) e men che meno Visco: di lui e del suo “effetto Dracula” si può dire solo una cosa: che è una bufala! L’unico risultato che hanno ottenuto è stato un forte calo del consenso e la diffusione di una (più che confermata) sensazione di venir sottoposti ad un eccesso di controlli e di aggravi fiscali che intaccheranno le tasche di tutti, belli e brutti, ricchi e poveri!

Un’ultima considerazione: in questo post, di numeri non ne ho voluti mettere…tanto ognuno li gira a suo piacere…rimaniamo sulla teoria! Ma almeno un dato bisognerebbe ricordarlo…almeno a tutti quelli che si ostinano a parlare di giugno come il mese in cui Prodi avrebbe cominciato a distribuire la felicità al Paese: la manovra correttiva di cui tanto si parla è valsa lo 0,1% del pil di correzione: un po’pochino per chi non si aspettava tanta grazia…e sintomo di chi, invece, poco aveva capito dei conti pubblici per come erano stati lasciati! Nel dettaglio, poi (e non sono parole mie, ma di uno stimato professore universitario) sono stati presi provvedimenti che cambiano solo la forma e non la sostanza delle precedenti disposizioni in tema di fisco e controlli della spesa!

Da 5 giorni, invece, quelle regole sono cabiate anche nella sostanza…e gli effetti li vedremo già dal primo prossimo stipendio!

Sono più che convinto che nessuno dei due poli si immaginava uscissero questi numeri dal calcolatore.
La situazione italiana, in termini economici, possiamo dire sia migliorata, ma certo non cambiata: abbiamo ancora il debito pubblico tra i primi tre più alti d’Europa e non passa giorno senza che qualche istituzione internazionale non ci rimproveri qualcosa o ci metta in guardia da ulteriori degenerazioni.

Questo per amor di verità.
Allo stesso tempo, però, sono  arcisicuro che tra i due, tra Unione e CdL, quelli che maggiormente credevano nella ripresa, credevano nella possiblità di uscire dalla crisi attraverso una precisa politica economica/fiscale e finanziaria sono stati senza ombra di dubbio gli esponenti del centrodestra. Era, in parte, nelle loro previsioni; avevano prospettato giorni migliori; avevano impostato l’azione di governo in modo da ottenere i risultati di cui oggi un po’tutti fanno a gara per accaparrarsene il merito!
Merito che, per favore, non venitemi a dire sia attribuibile al semplice “effetto annuncio” (come giustamente dice Monica!) degli spaventapasseri Visco e Prodi (che saranno brutti, ma non così tanto da spaventare gli evasori) o, peggio, a presunti maggiori controlli (già previsti nella scorsa finanziaria Tremonti) sulla spesa pubblica (ricordate le tante critiche degli ulivisti ai tagli e ai tetti di spesa - il cosiddetto “metodo Brown”?)!
Diciamo piuttosto che chi veramente sta realizzando queste buone cose sono i consumatori, gli industriali e i contribuenti che, facilitati dalle misure dello scorso esecutivo, hanno prodotto questo aumento di ricchezza!
Peccato che chi in questi giorni vorrebbe salire su quel carro che fino a ieri aveva disprezzato, già dai primi giorni di governo abbia puntato il dito proprio contro quelle classi sociali e quelle categorie di lavoratori cui dovrebbe andare tutta la loro gratitudine.
Sarà una mia impressione, ma pagare le tasse non significa aver paura di essere scoperti a non farlo, bensì prender coscienza del fatto che più se ne pagano, meno se ne pagano…e se c’è qualcuno come Berlusconi che non te ne mette di nuove (come hanno invece fatto Prodi e compagni) pare logico che, semmai, il cosiddetto “effetto annuncio” (assieme a tutti i nuovi provvedimenti presi da giugno ad oggi) tutto poteva meno che spronare la gente ad avvicinarsi alle istituzioni!

Spiace, comunque, che, messe da parte le chiacchiere, non si riesca a sentire nessuna voce che consigli di far tesoro di queste ottime novità, ma che ottusamente ci si intestardisca nel perseguire l’esatta contraria politica economica che ha prodotto questi buoni risultati!

Al contrario…c’è chi si è sentito costretto a prender le distanze dai partiti di maggioranza, proprio in forza di una loro mancanza di spirito riformista!
E da questo mese avremo tutte le risposte alle nostre preoccupazioni: più tasse, meno soldi, tutti più infelici!
Anche Prodi…che più in basso di così, nel gradimento popolare, non potrebbe andare…

E’ morto un dittatore e forse non tutti hanno ben presente cosa, o meglio, chi sia stato Saddam Hussein.
Meritava di morire, di vivere?! Troppo tardi per fare di questi discorsi: ormai è passato il suo tempo sulla terra.
Al momento, però, abbiamo due certezze: la prima è che non meritavano di fare la fine che hanno fatto le migliaia di curdi e civili dissidenti uccisi dal satrapo iracheno senza che nessuno si scandalizzasse con tanta protervia; l’altra è che, ad oggi, si sta facendo di un carnefice una vittima, addirittura un martire da piangere in nome di un principio di civiltà che per quanto onorevole ed onorabile finisce, in questo modo, per diventare una presa di giro per tutte quelle persone strappate alla Vita senza troppi pensieri nè pietà!
Sembra brutto e cinico da dire, ma chi in questi giorni si è battuto per salvare la vita di Saddam è come se avesse dimenticato il dolore di un popolo oppresso dalle barbarie di quel criminale e, sopprattutto, come se ipocritamente avesse chiuso gli occhi di fronte alla Storia, a cominciare dalla nostra più recente, quando Mussolini fu giustiziato senza processo e messo al ludibrio pubblico senza più alcuna dignità.

Così, in poche parole, si fa solo, magari ingenuamente, ma decisamente pericolosamente, il gioco di chi è andato al patibolo erigendosi a martire, a simbolo per i nemici del nuovo Iraq, quello democratico e alla ricerca della libertà finora sconosciuta!

Biografia (politica) non autorizzata di Marco Travaglio. L'uomo dalle molteplici contraddizioni!


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