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…ma fa davvero strano sentire, ora, Pannella proclamare l’ennesimo (inflazionatissimo) sciopero della fame e della sete (?) per salvare la vita di Saddam Hussein (che certo non necessita di presentazioni!), quando fino a pochi giorni fa minacciava di fare lo stesso, ma, stavolta, per spegnere una vita, quella di Piergiorgio Welby.
Era una vita priva di dignità, si sosteneva e giudicava (e si continuerà a fare lo stesso per gli altri casi simili, immagino) e per questo era possibile anche sopportare l’idea di porre fine a quella esistenza! 
Mi chiedo solo, senza troppe seghe mentali, perchè non si possa dire lo stesso del satrapo carnefice dell’Iraq, che di dignità, credo sia obiettivo, ne ha davvero poca da spendere?!
Sono contro la pena di morte (anche se in certe situazioni, soprattutto storiche, ritengo sia la fine naturale di alcuni personaggi), ma proprio non mi capacito di come si possa fare uno sciopero della fame e combattere la medesima battaglia una volta per la morte e un’altra per la vita, là dove la morte viene giudicata la via più dignitosa per concludere una vita e la vita, quella di Saddam, viene intesa come sacro principio inviolabile di diritto!
Bah…
In questi giorni non ho proprio avuto tempo di dedicarmi al blog, ma oggi credo sia più che giusto fare a tutti gli auguri di un Natale più vero; più vero di quello che ormai in troppi ci costringono ad immaginare come l’ennesima occasione per mangiare di più e spendere di più, per rifugiarsi nelle futilità materiali piuttosto che nel raccoglimento interiore, spirituale.
Ecco, facciamo che dopo una scorpacciata di regali e panettoni (che pure ci stanno bene, fa molto tradizione…) arrivi un momento per stare in silenzio, riflettendo sulla speranza portata dal Cristo al mondo…o almeno, a quanto noi, nel nostro piccolo, con le nostre azioni sconosciute ai media e ai più, possiamo fare di buono facendo rinascere l’Amore nel nostro cuore.
Ma è anche il tempo di pensare ai buoni propositi per l’anno nuovo…e io ho già pensato al primo di tutti: fare in modo di tener fede a quelli che mi verranno in mente!
Santo Natale a tutti…
(e un augurio particolare per tutti quelli della Right Nation)
Ai nastri di partenza!
Da domani saremo definitivamente on line, pronti ad accogliere i vostri contributi con un’unica ambizione nella testa: diventare (senza scimmiottamenti) la Right Nation italiana.
Cosa si intenda è presto detto, ma se anche solo un po’ vi ha catturato questa idea e questo nome, la risposta migliore alle vostre domande la potrete trovare direttamente là dove il nostro movimento ha preso forma sul web: leggetevi, quindi, i Manifesti e cominciate a pensare se vi riconoscete in quelle parole oppure no: nel primo caso, siete dei nostri; altrimenti…sarà per quando sarete maturati!
!
Ancora qualche dubbio?
Normale! Perciò, sarà il caso di essere ancora più chiari e dire senza troppi giri di parole a chi ci rivolgiamo:
“A tutti coloro che credono nella libertà, nella democrazia, nel capitalismo e nel liberismo. A tutti coloro che rifiutano lo statalismo, il dirigismo, il socialismo, l’interventismo statale mascherato da solidarietà sociale, il comunismo e tutte le forme di privazione della libertà personale. Siamo contro coloro che in ogni modo e in qualsiasi forma rievocano i mostri del secolo passato: il socialismo reale, il nazismo e il fascismo. Siamo contro chi disprezza il prossimo a causa della propria fede, della propria appartenenza sociale, del proprio nome., del proprio credo politico, della propria sessualità. Siamo a favore della famiglia, della libertà religiosa, del diritto alla Vita. Siamo per uno Stato leggero, ma forte e diffidiamo di uno Stato onnipresente, ma leggero nelle decisioni. Per noi lo Stato è un ente preposto allo sviluppo delle capacità umane dell’individuo, alla salvaguardia degli interessi comuni, alla difesa della società. Siamo per l’iniziativa privata e contro ogni forma di dirigismo e di pianificazione pubblica. Siamo per il mercato e contro gli aiuti di Stato. Siamo per una politica estera in difesa degli interessi nazionali, atlantica ed europea”.
Allora, amico mio, ti sei deciso?
Questa è una grande occasione per distinguersi e per trovare un porto sicuro in cui far approdare le proprie idee!
Per finire, per convincerti definitivamente, ti dico solo che ci stanno lavorando persone straordinarie del calibro di Robinik, di Kagliostro (cui andrebbero tributati applausi per una settimana intera per il lavoro da amanuense svolto per impaginare il portale), del Sorvegliato Speciale, di Alef, di Vincenzo Fiorentini, di Jolite Jake (e spero di non aver dimenticato nessuno!).
Ma questo progetto è anche un po’ mio…e sono felicissimo di potermene vantare (soprattutto per aver avuto l’occasione di “conoscere” i suddetti blogger…un vero onore…)!
Come pure, possiamo vantarci del fatto che oggi, proprio di noi della Right Nation è stata fatta una presentazione sul quotidiano di Vittorio Feltri, Libero, a firma di Martino Cervo, che qui vi mostro (anche se spero abbiate la possibilità di leggerlo riga dopo riga nel dettaglio):
Adesso tocca a voi!
Ma…attenzione…diffidate dalle imitazioni!
Dev’essere stata una vera soddisfazione per Prodi e compagni sapere che la fiducia nel governo da loro presieduto è salita di sei punti percentuali: peccato che partissero dal 34% e che, quindi, si ritrovino tuttora ben al di sotto della “linea di tolleranza” di almeno la metà dei cittadini (son pure riusciti a fare peggio che nel 96!).
Son sondaggi, si sa, contano quel contano (cioè poco), ma sono comunque indicativi di un certo malumore.
Malumore del quale si fa portavoce (e che voce) in particolare Confindustria che, con Montezemolo e il centro studi economici dell’associazione degli industriali, ha sentenziato una fortissima contrazione del PIL, del quale si sanno tre semplici dati: quest’anno crescerà minimo dell’1,7% (alla faccia della recessione berlusconiana); il governo (quello attuale) ha previsto però, per l’anno prossimo, una crescita dell’1,4% (alla faccia dello sviluppo…qui si regredisce!); ma per Confindustria sarà ancora peggio: dell’1,1% in virtù di uno 0,3% di erosione a causa proprio della manovra appena licenziata dal Senato.
Motivi di insoddisfazione ve ne sono a josa e si è davvero in imbarazzo nella scelta dei punti deboli di questa finanziaria, ma certo i numeri di cui veniamo a conoscenza, anche per grandi sommi, non ci fanno stare troppo tranquilli e sono il segno di quanto possa essere pericolosa una politica economica fondata sulla menzogna e la demagogia.
Bisogna chiedersi innanzitutto, che fine faranno quei 37 miliardi di euro che sono spuntati da sotto l’albero di Natale delle casse dell’erario e che, in teoria, potrebbero coprire l’intero peso della manovra senza vedere mani altrui nelle nostre tasche; poi si dovrebbe passare a cercare spiegazioni relative alla composizione stessa della legge di bilancio, la quale prevede: 8 miliardi per lo sviluppo (di cui 3 per coprire i buchi di FS e ANAS) e una serie di interventi a pioggia del tutto insufficienti in diversi settori economici del Paese, compresa quella ricerca tanto tenuta sulla bocca in precedenza ed ora finita nel dimenticatoio, tra le maledizioni generali dei ricercatori che si sentono ora (se non coglioni…) trascurati dal governo che doveva essere il loro migliore amico; il resto dei 26 miliardi saranno tutte nuove imposte o aumenti di tasse cui eravamo già in precedenza sottoposti o, ancora, tagli alla spesa pubblica…ma quella che non andrebbe tagliata: sanità, difesa, scuola; nessun abbattimento di sprechi, anzi: una pletora di impiegati pubblici invaderà gli enti disseminati sul territorio provocando un notevole aumento della spesa pubblica.
Nel totale, insomma, poche risorse per lo sviluppo e molto “recupero”, con la pressione fiscale che schizzerà ben oltre il 42% (dati del ministero - letti ieri sera a Porta a Porta). Solo una speranza: quella nella lotta all’evasione, della quale non possiamo che condividere la portata di fondo, ma certo non i modi con la quale si vorrebbe venisse portata avanti (con palesi violazioni delle nostre libertà personali e, paradossalmente, tutta una serie di provvedimenti atti soltanto a favorirla, facendo diventare molto più conveniente evadere).
Insomma: forse il governo, prima delle feste vorrebbe godersi i regali del Corriere circa la propria ascesa (ok, ma è come un fiore in mezzo alla cacca - si dice, no?!), ma proprio non vuol esser più buono con noi, poveri cristi, cui toccherà sopportare tutto il peso dei maggiori costi a carico di questa sciagurata politica economica. E il brutto deve ancora venire sulle pensioni. Su questo però, Prodi non ha tutti i torti: si respira la stessa aria del 98…quando lo fischiarono con un calcio in culo in mezzo alla strada a Bruxelles (pur di non vederselo tra i piedi)…proprio per via della riforma delle pensioni!
Aspettiamoci quindi, un regalo…di Pasqua da Bertinotti e compagni (quelli veri, duri e puri)!
Al momento…loro crescono nei sondaggi, ma restano al 40% in soddisfazione: il Paese invece, ci va solo a perdere!
Certo, il troppo storpia, ma diciamo la verità: questi primi 8 mesi di governo Prodi sono stati un vero spettacolo: delirante, ma sempre di spettacolo si parla; pessimo, ma sempre di spettacolo si parla! Tutto, meno che noioso!
Sembrano lontani ormai i tempi in cui il centrosinistra gridava alle leggi ad personam e al regime mediatico berlusconiano; per non parlare di quando si strappavano le vesti denunciando l’illegalità favorita dal Cavaliere; quando Berlusconi veniva preso in giro per le sue uscite da strapazzo; quando la maggioranza di centrodestra veniva accusata di incompetenza; quando la critica era il sale della democrazia; quando i sindacati scioperavano un giorno si e l’altro pure contro il precariato e i condoni di Tremonti!
Aah…quanti ricordi! Pensavamo che con Prodi al governo le cose sarebbero cambiate! eheh…ci credevate davvero? Macchè…creduloni che non siete altro!
A dispetto della serietà al Governo, stampata a chiare lettere su cartelloni 6×3, è stato finora ben dimostrato quanto sia difficile passare dalle parole ai fatti!
Stare all’opposizione, in effetti, ha il vantaggio di poter criticare senza troppe vergogne, di spulciare ogni testo di legge per trovare la falla.
Il problema, semmai, è quando poi ci si ritrova da saputelli a professori e si finisce per fare delle figure caprine perchè tanto bravi non si è!
Comunque sia, diciamolo pure: noi siamo stati fortunati (sic)! Il centrosinistra ci ha dato tante e tante occasioni per cercare il cavillo, il pelo nell’uovo, l’ago nel pagliaio! E la cosa più straordinaria è che…l’abbiamo sempre trovato!
In 215 giorni i compagni al potere ci hanno deliziato con delle perle indimenticabili!
E non parlo solo della Finanziaria!
Ad esempio: dicevano che con Berlusconi al governo la criminalità stava tranquilla; già…però nel frattempo, in 5 anni son stati portati a termine arresti eccellenti e c’è stata una lotta senza quartiere contro la camorra oltre che la mafia (e non solo sul campo, ma anche legislativamente parlando con l’inasprimento e il mantenimento del carcere duro!). Oggi invece cosa abbiamo? 25 mila delinquenti in più sulle nostre strade, grazie all’indulto; amnistie, grazie e clemenze varie per terroristi e falsificatori di bilanci dello stato e un premio per spacciare di più la cannabis: il doppio rispetto a prima.
Rimproveravano a Tremonti l’utilizzo dei condoni, ma poi, in finanziaria, è spuntato fuori un articolo col quale si condonavano i datori di lavoro che avevano assunto in nero negli anni precedenti.
Abbiamo visto milioni di cittadini protestare incazzati come non mai contro tagli e precariato…praticamente le stesse cose di cui si riempivano la bocca i sinistrorsi fino a 8 mesi fa…ma senza sapere bene cosa fare!
Prodi, poi, è stato fin troppo generoso col suo pubblico: più che un giullare, però, bisognerebbe dargli davvero di “demente” (come ha fatto il buon Tremonti): intollerante alle critiche manco fosse un’allergia da polline in primavera, ha dispensato il Paese di “matto” “impazzito” e infine pure di “fascista”, e questo quando almeno ha preso in considerazione i fischi…perchè il più delle volte nemmeno si è degnato di dare ascolto alla gente!
Nel frattempo venivano fischiati anche i sindacati, perchè i lavoratori staranno peggio che pria, i ricercatori idem e i precari idem con patate.
Chi godrà come una matta sarà la spesa pubblica: in 1400 commi salirà in maniera vertiginosa: ma sennò come giustificavano l’aumento delle tasse e delle imposte per coprire i tagli alla sanità (con tanto di ticket) e alla scuola?!
Chi piangerà come un coglione sarà il cittadino: e nemmeno quello ricco, bensì quello poverello! Tra bolli, ici, irpef, comuni, regioni e chi più ne ha più ne metta, finirà che anticiperemo le proteste alla terza settimana!
Il tutto, facendosi beffe della presunta diversità di impostazione democratica: per contare i voti di fiducia, ormai, non bastano più le due mani…bisogna ricorrere al pallottoliere!
In tv però son tornati Santoro e tra poco pure Biagi, ma non ancora tutti gli altri grandi epurati (dalla Guzzanti a Fini ecc ecc), eppure non si vede nessun girotondo!
Vediamo, cosa manca?! Troppa roba, difficile tenere tutto a mente.
Di sicuro mi scordo parecchie cosette, più o meno gravi, tipo: la certificazione della presa per i fondelli delle primarie (4 milioni??? ahahah…manco 2); il caso Deaglio; il buco rimpicciolito nei conti pubblici; la diminuzione della crescita del pil grazie alla mitica finanziaria “per lo sviluppo”; la guerra in Libano (per usare lo stesso linguaggio) (pur senza manifestazioni però); il caso Telecom-Prodi; quello Autostrade/Abertis-Di Pietro ecc ecc…
Insomma, bello stare comodi in poltrona e guardare gli altri che da fighetti che si credevano adesso vengon presi per bischeri e affaristi!
Bello, si…ma che non duri ancora troppo, perchè risus abuntat in ora stultorum…e noi siamo già stati coglioni, ma stolti mica vogliamo esserlo, giusto?!
Appelli, veglie, scioperi della fame…tutto per dare a Welby una possibilità di morte.
Alcuni obietteranno che, no, è per dargli la possibilità di una morte dignitosa.
Ma dove sia la dignità nella morte, ancora nessuno ce lo ha mai spiegato; o se vogliamo, nessuno ci ha mai descritto una morte dove la dignità della persona sia stata azzerata (vi assicuro che vedere lo strazio patito da mio nonno gli ultimi giorni della sua vita non ha mai compromesso l’amore che provavo per quello scricciolo d’uomo: l’importante è come si vive…non come si muore! chi è stato sano durante la sua esistenza, difficilmente verrà ricordato per i modi della sua passione!).
Cristo è stato messo in croce, proprio per esser deriso e turlupinato; eppure quella morte, da tutti pensata come la più terribile, la più offensiva, è risultato il gesto più significativo di tutta la storia umana, che ha dato un senso al dolore, trasformandolo letteralmente da tristezza in gioia, da debolezza in forza, da esempio negativo, in positivo.
Ora, possiamo anche non ricorrere all’Altissimo ben potendo rimanere coi piedi per terra e nel nostro tempo: già, perchè abbiamo avuto anche noi, del secondo millennio, la fortuna di guardare in faccia, e per tanto tempo, una persona straordinaria, Giovanni Paolo II, che ha fatto della sua malattia e della sua sofferenza lo strumento per dare a tutti l’immagine di un uomo più forte del dolore e che può vivere con enorme dignità anche appressandosi all’ora della sua morte: un messaggio inequivocabile di vicinanza e di speranza verso tutti coloro che patiscono infermità fisiche e mentali; un messaggio d’amore…perchè è nell’amore de e per gli altri che si possono affrontare i problemi della Vita! Un messaggio per tutti che non ci si deve scoraggiare e che si può dare un senso alla propria Vita anche quando essa ci sta abbandonando!
Il “caso” Welby ha avuto, in questo senso, un merito e un demerito.
Un merito nell’aver riaperto una discussione (che sa tanto di ferita) nelle coscienze delle persone; un demerito nell’averla posta come una questione politica, facile alla strumentalizzazione.
Sfruttare il dolore di Welby per chiedere alle istituzioni di aprire le porte alla morte di Stato, all’eutanasia o alla dolce morte (chiamatela come vi pare, il senso è sempre quello) ha un che di meschino: l’uso mediatico che viene fatto del malato è inaccettabile, perchè tutto teso alla eccitazione cieca delle sensibilità personali delle persone che osservano distratte quanto succede, ma che si lasciano ben influenzare e coinvolgere emotivamente.
Ma questo è un po’ tipico del nostro Paese, dove è necessario cavalcare l’onda per affrontare certi discorsi!
Il merito però, rimane comunque: adesso si discute, ci si confronta e si ha l’occasione per scoprire le mancanze della politica di fronte alle esigenze delle persone fino ad oggi dimenticate.
E il problema, in effetti, c’è!
Si parla di eutanasia (cosa che mi fa ribrezzo), ma sarebbe stupido fermarsi alla semplice (seppur drammatica) contrapposizione tra chi la vorrebbe legalizzata e chi invece la osteggia in toto: ci sono altre forme di “aiuto” ai malati terminali che possono essere dibattute e trovate.
Prima di tutto però, dobbiamo partire dalla situazione attuale, per quella che è: ed oggi noi sappiamo che non c’è una legge che preveda la possibilità di “staccare la spina”; che oggi non c’è una legge che tuteli effettivamente il diritto a sottrarsi all’accanimento terapeutico; è anche vero, però, che non c’è niente che ci dica in cosa consista l’accanimento terapeutico; c’è invece una legge che ci permette di sottrarci dapprima ad una qualsiasi cura: quella sul consenso informato del paziente; ma c’è anche la possibilità per i dottori o i familiari di ricorrere, i primi, al codice deontologico e, i secondi, al tribunale (ricordate il caso di quella signora che non voleva farsi amputare una gamba??).
Insomma, abbiamo tutto, niente, e il contrario di tutto: una gran confusione…e a rimetterci è solo il malato!
Torniamo allora all’esempio di quel gran personaggio che è stato Papa Wojtyla: certo, lui non è ricorso all’eutanasia…non ha chiesto che venisse staccata alcuna spina che lo tenesse in vita, ma si è rifiutato di morire in ospedale, preferendo l’abbraccio di San Pietro e della sua piazza gremita di persone che lo amavano (e lo amano). D’interessante è ciò che disse relativamente a ciò di cui oggi si è tornati a parlare: (tratto da Wikipedia) “Da essa (ossia dall’eutanasia, n.d.r.) va distinta la decisione di rinunciare al cosiddetto «accanimento terapeutico», ossia a certi interventi medici non più adeguati alla reale situazione del malato, perché ormai sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o anche perché troppo gravosi per lui e per la sua famiglia. In queste situazioni, quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza «rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi». Si dà certamente l’obbligo morale di curarsi e di farsi curare, ma tale obbligo deve misurarsi con le situazioni concrete; occorre cioè valutare se i mezzi terapeutici a disposizione siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento. La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all’eutanasia; esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte”.
Questi son passaggi fondamentali…e perdonate se mi dilungo ancora, ma è essenziale capirci su una cosa ben precisa: Piergiorgio Welby è affetto da una malattia tremenda che lo blocca al letto in maniera penosa…ma si può dire sia penosa la sua Vita? Personalemente, mi fa riflettere e angosciare la sua lucidità: è decisamente una persona lucida, capace di intendere e volere, capace di pensieri profondi e, immagino, anche di sentimenti profondi: è immobile, lo so, ma sol per questo, se lo si ascoltasse soltanto, ci risulterebbe indegno di vivere? La sua vita sarebbe meno dignitosa rispetto a quella di tanti giovani o adulti che la stanno buttando via dietro a droghe, criminalità, vizi o rispetto a quella di un calciatore analfabeta che guadagna miliardi sol tirando qualche pedata a un pallone?
NO! C’è molta più dignità in una vita di sofferenza, di tremendo doloro, piuttosto che nelle vite accidiose di intellettualoidi o riccastri da strapazzo, coi loro futili sollazzi.
A questo punto, vien da chiedersi se vi sia accanimento terapeutico verso un malato il cui corpo lo ha abbandonato da un pezzo, ma il cui cervello è più sveglio del mio!?
Staccare quel respiratore darebbe sollievo al suo corpo, ma sarebbe la tragica fine della sua viva coscienza e dei suoi vivi sentimenti.
Sicuramente è necessario discutere per giungere ad una soluzione che sia d’aiuto ai veri morenti, ai moribondi senza sè stessi, ma senza dover ricorrere alla “dolce morte” legalizzata dalla stato: i rischi sono troppi e di esempi di degenerazioni ne abbiamo fin troppi; soprattutto non si può confondere la dignità della vita col dolore della morte!
Aiutiamo i malati, stiamogli vicini, facciamogli capire che si può essere straordinari anche in punto di dirsi addio!
Il rifiuto dell’accanimento terapeutico è un ottimo punto di partenza…
Ma prima dobbiamo capire cosa sia l’accanimento terapeutico.
Partiamo da qui…e vediamo dove arriviamo!
E questa pare esserne la spiegazione più facile da comprendere…(ma non la darei per scontata!)

Ridiamoci su…(che forse è meglio! di parole serie ne sono state dette pure troppe e non una è servita a qualcosa! purtroppo!)
Adesso cascano dalle nuvole.
Quasi quasi, sembra non sia nemmeno farina del loro sacco: eppure, quel comma numero 1346 l’hanno inserito prima di votare la manovra; ed essendo stato un maxiemendamento del governo, mi suona davvero strano che oggi, proprio ministri come Di Pietro e Mastella, facciano finta di niente e si accontentino addirittura di un successivo decreto per abrogare quella disposizione.
La domanda perciò nasce spontanea: ma l’hanno letta la finanziaria?
In realtà si può essere pure più maliziosi: molto semplicemente, è più probabile che sperassero vivamente di far passare il tutto sotto silenzio.
Vabbè, gli è andata male…malissimo!
Mi premeva però dire una cosa fondamentale, altrimenti non sarei tornato sull’argomento: tante volte Berlusconi è stato denigrato per le sue leggi ad hoc e in particolare per quella sul falso in bilancio; ma nessuno oggi si accorge che almeno, il Cav. si era preso le sue responsabilità e aveva portato quella scelta sotto forma di proposta di legge, con tanto di discussione alle camere e nell’opinione pubblica? Tutto alla luce del sole insomma!
Al contrario…oggi, i sinistri vogliono infilarici alle spalle e con mano invisibile!
Formidabile come ci sia gente disposta a rifugiarsi nella cazzata che a proporre quel comma sarebbe stato un ex di Forza Italia: della serie, quando fa comodo non importa, ma quando serve…lo si scarica! Altro stupendo esempio di lealtà politica in seno all’Unione!
Complimenti…
Per favore, non ditemi che non c’è niente di strano…
Non ditemi che non c’è niente di strano nel vedere concessa la fiducia al governo da parte di cinque senatori che non hanno avuto il mandato dagli elettori per tributare a quei 102 personaggi che stanno sul banco più alto del Parlamento di continuare a fare il loro mestiere!
Soprattutto oggi, che è obiettivamente riconosciuto da tutte le forze politiche quanto l’attuale maggioranza non sia in realtà più accettata dalla popolazione!
Non dico che sia sbagliato che i senatori a vita abbiano diritto di voto (non è questo il momento), ma forse (e qui sta tutta la mia critica!) non c’è tutta questa opportunità politica di accettarne i voti o, soprattutto, di festeggiare un risultato che, in condizioni “normali” (cioè senza quei 5 voti) avrebbe invece determinato una sconfitta pesantissima.
A questo punto le strade son due: si può far finta di niente (ed è quello che stanno facendo Prodi e compagni); oppure ci si può, nonostante tecnicamente il Senato abbia dato il suo “via”, prendere ognuno le proprie responsabilità politiche e agire di conseguenza!
Nel primo caso la credibilità, già abbastanza minata, si azzera definitivamente, dando l’impressione di essere una comitiva, anzi…un drappello paramilitare sceso a Roma come gli Unni per occuparla ed espandere il proprio potere!
Nel secondo caso, beh…capisco sarebbe la scelta più dolorosa, ma avrebbe tutto un effetto diverso sull’opinione pubblica, di fronte alla quale ci si potrebbe pure ripresentare come persone “serie” (oddio, sarebbe difficile pure questo, però…) e chiedere di nuovo la fiducia a chi veramente ha il potere sui parlamentari: il popolo!
E siamo sempre là…
…la sinistra quando si attacca a quelle poltrone non guarda in faccia più nessuno!
Fastidiosissimo…
S…s…sss…seriet…….serietàààhahahahah…al governoohohohoho…..
ahahahahahahahah…
non ricordo bene, ma…chi è che diceva che al governo c’era gente seria e che avremmo presto riconosciuto la differenza rispetto alla precedente maggioranza?
Se non l’avete letto, però, prima dovreste leggervi un mio post precedente (di oggi): questo!
Fatto?
Bene, adesso beccatevi questa: si sfiora davvero il ridicolo…
non se può davvero più! Prima fanno una finanziaria da paura (sic) e ci mettono dentro di tutto, sperando di far fesso almeno qualcuno un po’disattento e di far passare sotto silenzio alcune delle malefatte più clamorose; quando poi le cose vanno male, allora…retromarcia, si modifica! E’così che siamo arrivati ad avere un maxiemendamento da 1400 commi. Tra questi, uno in particolare ha sollevato, anche all’interno della stessa maggioranza, un polverone clamoroso: il numero 1346, che prevede la prescrizione dei reati contabili commessi da politici contro l’amministrazione pubblica (una legge che se l’avesse anche solo proposta il centrodestra se ne sarebbero scesi i Santi dal Paradiso). Qualcosa, anche qui, è andata storta e in molti, dalla Corte dei Conti all’opposizione, fino a Di Pietro e Mastella hanno storto il naso e chiesto una modifica: peccato sia troppo tardi per metter mano per la 349esima volta alla manovra! Soluzione? Facciamo la legge, che poi facciamo un decreto abrogativo…
ok, adesso potete ridere…o piangere, fate voi, la sostanza è sempre la stessa: incredulità!
Quando il dissenso da fastidio!
O da di “matto” alla gente, o da di “impazzito” al Paese, o da di “fascista” a chi gli fischia contro, puntandogli pure il dito ammonitore!
Se questo vi sembra meglio del Cav…siete messi davvero male, cari compagni!
ma soprattutto... Il resoconto fornito da Striscia…per chi non l’avesse ancora visto! E cominciate pure a stropicciarvi gli occhi e le orecchie! Alla faccia della claque… Quella sta solo nella testa di Prodi, che stenta a rendersi conto della realtà che lo circonda!!!
No, non è il titolo di un film; sicuramente ci piacerebbe di più.
Allo stesso modo, però, ha un che di accattivante detto così: suona un po’ losco, intrigante, una specie di codice top secret.
Non è neanche questo; o meglio: forse a nasconderlo, immerso nei 1400 articoli del maxiemendamento alla finanziaria c’hanno pure provato, ma grazie a Dio non ci sono solo le Guzzanti o i Nanni Moretti (ormai in pensione) a scoprire le beghe di una politica che sembra prenderci in giro!
Di cosa si tratta? Detto molto semplicemente: di una amnistia per il 60% reati contabili commessi contro la pubblica amministrazione i cui colpevoli sono politici tuttora sotto processo. Più nel dettaglio si tratta di una insopportabile riduzione dei termini di prescrizione, denunciata dalla Corte dei Conti e che giustamente dovrebbe far riflettere i benpensanti di sinistra, gli ultragiustizialisti, i girotondini in pausa e tutti quelli che si sono battuti per la causa della legalità.
Hai voglia a beccarti fischi, caro Prodi! Finchè disattenderai le battaglie che hai ipocritamente cavalcato pur di tornare al potere, ti andrà bene se ti rispediscono a dedicarti a qualcos’altro lontano dall’Italia!
Certo fa sorridere amaramente una situazione del genere.
Mi sembra quasi di vederli, i sinistrorsi, nelle loro case mentre si rodono alla ricerca di una giustificazione sensata al rosso di vergogna che gli colora la faccia. Sono sicuro che non avranno il cuore per dire che proprio non se lo sarebbero mai aspettato da quelli che avevano posto la “questione morale”.
Un esempio, recentissimo; giusto ieri sera ad AnnoZero, ospiti di Santoro c’erano Dario Fo e Consorte, Franca Rame, senatrice per l’Italia dei Valori: avreste dovuto vederli…che teneri che erano…con Prodi e la maggioranza! Quasi spaventati e inorriditi dalle cattive parole che il buon Telese, giornalista de Il Giornale, sparava contro l’attuale governo e contro pure l’incoerenza per cui si stavano distinguendo i pusillanimi della piazza!
No, per loro Prodi è una persona mite e onesta che va lasciata lavorare e che va seguita fino in fondo, fin oltre il precipizio!
Guai, guai a toccarglielo a questi saltimbanco incompresi.
La situazione, per chi ancora avesse dubbi, in Italia è questa: per buona parte delle nostre intellighentie, ciò che fa la sinistra è a prescindere cosa giusta; ciò che fanno dall’altra parte delle barricate è solo sporcizia ideologica e politica.
Un bel dire…perchè significa che, di fronte a certi scempi, onestà intellettuale non se ne vede proprio!
Continuate pure a gridare che l’unica soluzione per sconfiggere l’aids è il preservativo, ma ogni tanto date retta a quel personaggio vestito di bianco che ogni giorno ne dice una che vi mette con le spalle al muro!!
Indubbiamente l’uso del condom è una via (anche in senso contraccettivo), ma è altrettanto innegabile, credo, come la diffusione dell’aids nell’occidente ricco (all’Africa poi ci arriviamo) sia soprattutto figlia di cattive abitudini sessuali, o se vogliamo chiamarle col loro nome, delle perversioni cui si appassionano, purtroppo, parecchie persone.
Voglio dire: non penso sia corretto fare una battaglia esclusivamente di aggiramento del problema: è infatti possibile che pur usando tutte le dovute precauzioni si incorra comunque nel rischio di un’infezione, di un “contagio”: il sistema più efficacie, rideteci pure sopra o no (a me tanto importa fino a un certo punto) è proprio quello ricordato anche oggi dal Papa, ovvero, l’astinenza o un diverso rapporto con la propria sessualità (aggiungo io).
Anche stavolta, mi pare, sarebbe giusto prendere con la necessaria onestà questo messaggio: si capirebbe allora che si può benissimo andare oltre a quelli che sono i temi religiosi che possono essere sottesi a questo tipo di consigli, fino a comprenderne la portata prettamente culturale.
La società di oggi è sempre meno pura e sempre più in balia dei propri istinti animaleschi; soprattutto il sesso, assieme al denaro, è il principale dei desideri che da espressione di bellezza spirituale ha subito una rapida trasformazione in un superficiale scopo materiale dell’uomo.
Con tutte le conseguenze del caso: in particolare due (come ha ben detto una volta un mio amico): ormai, le donne fanno sesso per arricchirsi e gli uomini fanno i soldi per fare poi sesso.
E’ un gioco, e come ogni gioco, a volte si vince a volte si perde. A volta va tutto bene, altre volte invece…si corrono rischi dei quali poi è impossibile non pentirsi per il resto della vita.
Vengo al dunque: due persone hanno due scelte (che non sono solo linguistiche): o fanno sesso, o fanno l’Amore.
La differenza non è di poco conto: chi la mette sul soddisfacimento di un impulso non può che dedicarsi ad un atto fisico senza sentimenti, quasi meccanico e il/la partner può essere chicchessia; al contrario, chi invece fonda quello stesso gesto su un affetto così irresistibile da aver coinvolto entrambi i suoi autori, non sazia il suo desiderio corporale, quasi fisiologico, ma da da mangiare anche alla sua anima, trovando col proprio partner un’intesa spirituale prima ancora che fisica.
Cosa voglio dire?
Semplice: che se invece di andare a puttane o con la prima che ce la sventola sotto il naso in discoteca o con la fighetta facile (perchè) strafatta di droga, ci si approcciasse all’ “altro/a” con maggiore accortezza, maggiore sensibilità, maggiore coscienza, inevitabilmente le cose andrebbero diversamente.
Non credo che chi frequenta una ragazza per qualche tempo, la conosce e si fa conoscere da lei, incorra in questo tipo di sorprese.
Così come pure un marito fedele non avrà dubbi sulla salute della mogle, e potrà stare tranquillo.
E, come vedete, la questione, prima ancora che religiosa, assume i confini culturali di una battaglia da perorare contro la superficialità dei rapporti, contro l’irresponsabilità degli atteggiamenti delle vecchie e delle nuove generazioni (che sono poi quelle che corrono i rischi maggiori).
Capisco chi mette al primo posto le necessità di protezione, ma se si cominciasse con una diversa e migliore educazione non solo sessuale, ma proprio (decisamente) affettiva?
Sull’Africa…ovviamente il discorso è diverso: lì è il degrado, la povertà, la fame, l’insufficienza di medicazioni e la mancanza di igiene a fare la differenza; ed è sicuramente prioritario trovare soluzioni materiali all’aids, laddove il preservativo è il primo “baluardo” di difesa; ma non ci si può neanche in questo caso fermare qui…bisogna andare oltre e incentivare, assieme alla ricchezza di quei Paesi, anche una educazione degli istinti, imprescindibili per un popolo che vuol crescere debellando da sè i mali del nuovo millennio!
Mi tocca tornare sulla questione più seccato che mai.
Si ripete la stessa storia ogni anno e ogni anno diventa più fastidiosa.
Parlo di quelle maestre elementari (o del nido) sempre più numerose, che in nome di un (fottutissimo) multiculturalismo ipocrita si impegnano anima e corpo a difendere le nostre giovanissime generazioni…dalle tradizioni della cultura e della Storia italiana, europea, Occidentale, con la becera scusa di non offendere i poveri bambini stranieri e di altre religioni che al sentir cantare le tipiche e secolari canzoni di Natale potrebbero oltremodo turbarsi.
Ma dico: stiamo impazzendo? Qui la faccenda si fa seria e si comincia a far fatica a trattenere la rabbia!
Se vogliamo seguire questo principio, allora, per non offendere nessuno, non festeggiamolo nemmeno il Natale; e nemmeno l’Epifania e figuriamoci la Pasqua!
Ma soprattutto, giriamo un po’la questione dal nostro punto di vista: io non voglio che mio figlio veda in giro donne coperte come fantasmi, potrebbe spaventarsi; non voglio nemmeno che veda dei mori in città, perchè potrebbero offendere i suoi sentimenti religiosi; figuriamoci se voglio vederli chinati sul marciapiede che pregano su un tappeto…
Ci vogliono leggi sempre più severe, signori miei!
Vogliamo arrivare a questo?
No, perchè io mi son rotto forte di sentirmi dire che, per rispetto, dobbiamo svilire ciò in cui crediamo e ciò che facciamo da sempre per compiacere chi poi risulta intoccabile!
Questa non è più civiltà! Questo non è rispetto nè tolleranza!
A noi salterebbe mai in mente di vietare ai musulmani di fare qualcosa che sia tipico della loro cultura (nonostante siano nel nostro Paese!!!)? NO! E allora perchè dovremmo diventare noi succubi delle loro sensibilità?
Convivere non significa rinunciare a tutto! In nome di cosa poi? Se io faccio un sacrificio, mi auguro di farlo non senza corrispettivo, sul piano del rispetto: ma se dall’altra parte manco c’è la volontà di venirsi incontro le cose si mettono male!
Non può certo esser questa la società pluriculturale in cui voglio far crescere i miei figli…
(solo una parentesi: qualcuno mi spiega perchè in queste situazioni ci mettono sempre i sinistrorsi?)
L’ultima prodezza di questo governo è stata parlare per tre mesi di finanziaria, senza farci capire niente, cambiando le carte in tavola ogni giorno, per poi chiudere i giochi con un maxiemendamento da 1400 commi (sic) sul quale verrà posta la fiducia e quindi non sarà garantita la discussione in Parlamento.
Lasciamo stare se questo sia il sintomo di scarsa serietà o di eccessiva prepotenza (la fiducia, per carità, è uno strumento parlamentare su cui non ho nulla da appuntare, ma forse, ancora una volta, i metodi non sono stati proprio quelli più corretti!); mi hanno incuriosito le parole che oggi Prodi ha rilasciato proprio in proposito della manovra, della quale ha detto che andava fatta in modo diverso, perchè il governo non è stato in grado di saper correttamente interpretare il Paese, ma solo nella forma: della sostanza, dice, ci accorgeremo così presto che saremo tutti costretti a ringraziarli comunque. Poi ha aggiunto di aver scommesso tutto su questa finanziaria!
Ottimo, dal momento che lui stesso ha ammesso una crescita inferiore, nel 2007, dello 0,4% rispetto al 2006, mi pare che il grande sviluppo di cui tanto si è riempito la bocca, non si vede manco col binocolo…e in più ci sono l’UE (ma anche altre organizzazioni internazionali come l’OCSE), che, secondo questi parametri, ci da di nuovo sopra il 3% deficit/Pil già nel 2008 (quindi niente risanamento strutturale!) e le varie contestazioni a tutti i livelli di ceto (quindi tanta equità non si vede…) a dargli palesemente torto!
A questo punto non ci resta che passare a riscuotere…perchè anche noi avevamo fatto una scommessa, dicendo che il centrosinistra avrebbe fatto esattamente quello che ha dimostrato finora: PENA!
Godurioso anche DAW…andatelo a vedere, vi prego!!!
Premesso che non sono facili da riassumere (commetterei un torto oltretutto) è però necessario sintetizzare i concetti di questi due personaggi dei nostri tempi per poterli confrontare e ragionarci sopra:
“La Persona Umana, cuore della Pace. Lo scempio che si fa della vita umana nella nostra società, accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme di violenza, sta in tutte quelle morti silenziose provocate dalla fame, dall’aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall’eutanasia. Come non vedere in tutto questo un attentato alla pace? L’aborto e la sperimentazione sugli embrioni costituiscono la diretta negazione dell’atteggiamento di accoglienza verso l’altro che è indispensabile per instaurare durevoli rapporti di pace. Ombre minacciose continuano ad addensarsi all’orizzonte dell’umanitá: la volontà, manifestata di recente da alcuni Stati, di dotarsi di armi nucleari ha ulteriormente accentuato il diffuso clima di incertezza e di paura per una possibile catastrofe atomica”.
Papa Benedetto XVI
“La parabola della vita del regime sionista è in fase discendente. Teheran non riconosce l’esistenza di Israele e sostiene i movimenti integralisti islamici palestinesi, in particolare il governo guidato da Hamas. Oggi l’olocausto è diventato un idolo per le grandi potenze (…) poco importa se esso sia avvenuto o meno, poco importa se la sua ampiezza sia grande o limitata, si tratta di un pretesto per creare una base per attaccare e minacciare i Paesi della regione”.
Mahmoud Ahmadinejad
Nessun commento se non una chiosa: per quanto le parole del Papa mi consolino nel sapere che c’è ancora qualcuno che ha la forza per suonare la campana, rimango fortemente preoccupato nel constatare che questa eco di Pace è di molto lontana dall’essere ascoltata!
E non mi riferisco ai soli satrapi mediorientali, ma punto il dito proprio in casa nostra, dove si sta via via ingrossando la “quinta colonna” che marcia compatta dritta alla meta: la dissoluzione dell’Occidente, quale fino a ieri lo conoscevamo!
Su quali principi, valori, rapporti si fonderà il nostro prossimo futuro?
Potessi decidere io, non avrei dubbi e mi affretterei a seguire le parole di un canuto prelato diventato Papa, ma rimasto ancora profondamente un conoscitore dell’animo umano e delle sue pecche, instancabile nel suggerire La Via per un destino diverso.
Già è brutto sentirsi dare di pazzi, ma non è niente in confronto all’esser presi per scemi!
Dico questo perchè ormai sembra che l’unico problema di questo governo (come forse pure di quello precedente) sia comunicativo. Si sbagliano!
Hai voglia a pensare tutte le manifestazioni di dissenso come claque organizzate o solo sparuti fischi lanciati da gente superficiale che non capisce un tubo e non riesce a vedere il bene che i missionari al governo stanno organizzando per loro; sarebbe invece l’ora che il buon Prodi (buono si fa per dire…) cominciasse a distinguere tra “non capisco” e “non sono d’accordo”!
Questa è la dimostrazione lampante di quanto lo stare al Governo renda sordi alle insofferenze della società reale.
Sicuramente non aiuta il fatto che la politica si occupa di massimi sistemi e che quindi subisca il disagio di quelli che sentono il peso dei piccoli problemi quotidiani che sfuggono alle grandi riforme; ma questo dovrebbe essere un motivo in più per non prendere sottogamba nessuna protesta, anche la più misera, anche quella palesemente faziosa, perchè poi ci si deve guardare dall’effetto persuasivo che queste hanno anche su chi di parte non è.
Fino ad oggi è invece successo l’esatto contrario.
Hanno parlato di paese impazzito, di situazione penosa, hanno criminalizzato categorie intere di lavoratori e perseverato nel tentativo di delegittimare il pensiero dissenziente.
Piuttosto che affrontare la realtà, però, i nostri governanti preferiscono rifugiarsi in parole che di tranquillizzante non hanno un bel niente: “stiamo lavorando per voi” (si, grazie…peccato lo stiate facendo male!) e “occorre una ‘Fase 2′ ” (ma cu minghia è sta fase 2??? In 7 mesi son stati capaci di pensare una manovra da 35 mld di euro e si son scordati le riforme strutturali? Ovvio che se continui a rimandare perdi di credibilità…!).
Un modo come un altro per prenderci in giro! Il problema, per loro, è che in realtà la gente non è fessa (come vogliono credere): certamente su una cosa hanno ragione: capire questa manovra è praticamente impossibile, viste le quotidiane modifiche, ma questo solo nel dettaglio, perchè nel complesso il disegno è chiaro e non è confortante nè condivisibile!
Si diano una calmata Prodi e compagni, che non siamo tutti coglioni!
Prima di pensare al futuro, comunque, sarebbe ancora meglio se facessero le cose davvero per il bene di tutti già nel presente!
E’ chiedere troppo?
A sentire d’Alema si ha la sensazione di averci da sempre visto giusto.
Il centro sinistra sta cercando di istituire una sorta di matrimonio di serie B.
Lo dico perchè, leggendo le risposte del ministro diessino si capiscono tante cose e si fugano parecchi dubbi (alcuni peraltro nuovi e per certi aspetti sorprendenti).
Ecco le parole di “baffetto” : “Noi vogliamo semplicemente riconoscere i diritti di italiani, donne e uomini, che vivono insieme e hanno dei figli e che devono vedere riconosciuti i loro diritti anche se non intendono unirsi in matrimonio; Si tratta di riconoscere diritti che sono negati a molte centinaia di migliaia di nostri connazionali. Questo non mette affatto in discussione la famiglia” .
Traduciamo: innanzitutto sottolineamo il fatto che questa forma di unione è riservata ai soli italiani (quindi continuino pure a strapparsi le vesti quelli che speravano in un’apertura per gli extracomunitari in grado di ricongiungersi più facilmente coi loro cari ancora all’estero); secondo di poi, è impossibile non notare l’incomprensibilità del dover creare un nuovo istituto volto a tutelare donne e uomini che vivono insieme ed hanno dei figli (e qui le cose son due: o si negano tali diritti agli omosessuali o si da anche ad essi la possibilità di averne - e questo mi sembra ancora più grave) quando questi sono già ampiamente (forse di più…anzi, sicuramente di più) garantiti dal matrimonio civile.
Conclusione?
La sinistra mira a depotenziare la famiglia fondata sul matrimonio, affiancandole altre figure di unione che allo Stato non garantiscono praticamente niente: la scelta tra matrimonio civile e matrimonio religioso, infatti, è prettamente confessionale; ma quella tra matrimonio e convivenza è una scelta di vita, nel senso che viene privilegiata la libertà alla giustificazione di una certa stabilità.
Non entro nel merito delle questioni tecniche, ma dire che i Pacs che hanno in mente a sinistra son quelli di cui parla anche d’Alema, significa riconoscere diritti a quelle coppie che non possono garantire alcuna affidabilità nei confronti delle istituzioni e della società.
Rimane, infine, l’inspiegato quesito: se questi Pacs serviranno “agli italiani e alle italiane che vivono insieme ed hanno figli”, ma che fino ad ora non hanno voluto sposarsi pur prospettandosi per essi le medesime tutele e ai gay, che però ne resteranno esclusi in virtù sempre di ciò che dice il ministro deg
li esteri, questa legge…a chi diamine è diretta?
In caso venissero eluse tali domande e si dessero le solite risposte già trite e ritrite, verrebbe proprio da dire che, si, ha ragione il Vaticano nel diramare un allarme tutt’altro che infondato: se vengono riconosciuti diritti a chiunque, senza poter godere delle stesse garanzie da parte di chi ne godrà, mi sembra consequenziale poter dire che…ci saranno meno diritti per quelli che fino ad oggi sono stati riconosciuti come privilegiati, perchè meritevoli di maggiore tutela.
La torta da spartire si ridurrà…e verrà così compromessa la Famiglia tradizionale.
Altrimenti…signori miei, a sinistra c’è una gran confusione e non tutti sanno dove andare…
Poi dicono che non si sente più l’atmosfera del Natale.
Per forza, dico io: ogni anno che passa lo trasformano in qualcosa che non lo rappresenta più!
Forse qualcuno se n’è dimenticato, ma, per chi non lo sapesse, il Natale è una festività religiosa, nello specifico cristiana e cattolica!
Impensabile quindi cercare di festeggiarlo cercando il modo migliore per non offendere le altre confessioni, in particolare quella musulmana (ancora una volta)!
Di per sè, come festa, quella natalizia è il simbolo, assieme a quella pasquale, della fede in Cristo; si celebra la nascita di Gesù: come si può pensare di cambiarne il senso solo per compiacere un multiparaculismo che sta davvero esasperando i rapporti tra culture diverse?
Sapete cosa vi dico? Che mi sono bell’e seccato di tutta questa accondiscendenza verso i musulmani (perchè alla fine sempre e solo di loro si parla)! Ma noi cristiani che fine abbiamo fatto? Mi son seccato dell’idea che per garantire una migliore convivenza con “l’Altro” sia necessario abbassarci noi i calzoni!
In nome di uno stupidissimo laicismo stanno mandando in frantumi tutto ciò in cui potevamo riconoscerci, le nostre tradizioni!
Oggi è il Natale, domani chissà!
A Londra, intanto, sono stati tolti tutti simboli che potessero richiamare la vera natura della festa.
Ma anche qui in Italia, seppure non così estremizzata, la situazione è notevolmente degenerata: già da ottobre cominciano a martellarti la testa coi regali e coi dolcetti; a novembre montano le luci per le strade e a dicembre già non sai più che altro fare se non infilarti in qualche negozio per comprare e fare acquisti; il presepe è stato bandito e va per la maggiore l’albero che infatti è quello che meno rappresenta il Natale!
La gente ormai aspetta l’arrivo del Babbo vestito di rosso e si dimentica che in realtà dovrebbe aprire il cuore alla nascita di Gesù!
Insomma: mischiate un consumismo di fondo in espansione con un nocivo multiculturalismo e otterrete esattamente questo: che il Natale non è più Natale, ma un pretesto per spendere di più e andare a sciare (chi può) e farsi un bel viaggio!
Per carità, tutte belle cose, ma fatte in nome di cosa?
Se Cristo viene messo in disparte, dov’è il senso di queta festa? Cosa esattamente si dovrebbe festeggiare?
Non basta dire che chi ci crede continui pure che noi che non crediamo facciamo in un altro modo: questo si chiama “approfittare”!
E non serve a nessuno.
Il mio suggerimento: allora, facciamo così: noi cristiani festeggiamo il Natale per i cazzi nostri, mantenendo simboli e sostanza del nostro credo; e tutti quelli che non credono (musulmani in primis) se ne vanno a scuola o in fabbrica a lavorare, così nessuno si offende e nessuno ci perde! Tradizione rispettata e significato mantenuto intatto e vitale!
Sembra totalmente avulso dalla realtà il signor Mortadella.
Da quando è andato a poggiare le sue terga in quel di palazzo Chigi la realtà gli se è totalmente ribaltata e sono stati come gettati nel cesso i cinque anni precedenti di proteste contro Berlusconi e il centrodestra.
Ora bastano qualche “buffone” o “vai a casa” per urtare le sensibilità di una sinistra che fino a sei mesi fa scendeva in piazza e devastava le città, andava in tv e dava di mafioso o delinquente a chiunque stesse dall’altra parte della barricata, e se vedevano il Cavaliere per strada non si facevano troppe remore prima di scagliargli un trappiedi sulla capoccia.
Non basta a Prodi e compagni, che i sondaggi li mettano in guardia circa un disagio che percorre il Paese da nord a sud da est a ovest e includendo tutti i ceti sociali; no…il problema è che non basta, a questi signori, manco sbattere il naso contro una realtà che fanno fatica ad accettare: i salvatori dell’Italia contestati in più occasioni e da sempre più persone.
Loro, gli infallibili, questo non lo accettano; e dopo averci dato di “matti”, ora, il Professore (del quale abbiamo scoperto l’animo nero…) ci da pure di “penosi“.
Un consiglio, affatto caro Mortadella: si guardi in faccia e poi ci dica se non fa più pena lei a vedere claque ovunque invece di prendersi le sue responsabilità.
Bel pirla…
Dal momento che i palestinesi, nella loro maggioranza, come pure la maggioranza degli arabi musulmani, non hanno intenzione di voler riconoscere Israele come Stato legittimo, mi chiedo che senso abbia ancora sperare che tutti i problemi e i conflitti si risolvano insieme con la costituzione dello stato di Palestina?!
Sarà anche una visione semplicistica o superficiale la mia, ma non mi pare che le soluzioni fin qui portate avanti abbiano dato i loro frutti e se niente di buono è successo è massimalmente imputabile proprio all’atteggiamento antisionista non solo del mondo islamico, ma anche di magna parte di quello europeo, tanto bravi a parole, ma nei fatti decisamente inconcludenti.
Saluti…
…la finanziaria non si fa.
Le previsioni e le stime formulate ad inizio legislatura dall’attuale governo, sulle quali è stata appuntata la pesantissima manovra economica dello Stato erano palesemente fallaci e mendaci.
Ci hanno poi detto che, a fronte di tanto esborso (inutile) da parte dei contribuenti, l’esecutivo si sarebbe impegnato a restituire il maltolto (implicita ammissione che effettivamente pagheremo tutti di più!), MA…ancora una volta anteponendo un bel SE!
Se la lotta all’evasione darà i suoi frutti, forse ci restituiranno qualcosa…
Eppure….perchè non renderci tutto subito, visto che quelli di cui siamo a conoscienza sono dati reali (i 37 mld di euro di entrate in più)?!
Preferiscono fare di nuovo fede sulle loro improvvide previsioni…
E a noi, rimane la fregatura….
Alzi la mano chi si sarebbe mai immaginato una situazione così grottesca: in Aprile, tra le violente accuse da parte del centrosinistra alla CdL di aver ridotto il sistema-Italia al lastrico ed aver portato il Paese sul baratro, prospettando addirittura, in caso di mancata inversione di marcia, l’uscita dalla UE, il governo Berlusconi, sotto nei sondaggi fino alle ultime ore prima del voto, perde di un soffio le elezioni: a divedere l’Unione dal Polo ci sono, infatti, 24000 voti, lo 0,06% che da adito a tutta una serie di dubbi, visto il risultato così incerto, sulla possibilità vi siano stati dei brogli.
Le sinistre riunite esultano e si affannano a formare il governo più numeroso della storia repubblicana (102 esponenti); ma senza mai tornare coi piedi per terra, continuano a credersi in campagna elettorale, mistificando la realtà sulla vera situazione economica dei conti dello Stato: il ritornello è il medesimo e, nonostante le insistenti richieste di un riconteggio dei voti da parte degli esponenti dell’attuale opposizione, vengono stilati numerosi documenti da parte del ministero dell’economia in cui si certifica il disastroso andamento della spesa pubblica, un deficit pari al 4,6% e la necessità di una manovra finanziaria imponente all’orizzonte per rimettere le cose al loro posto!
La “mission” insomma se l’erano data prima delle elezioni e, convinti delle bugie che avevano ripetuto ormai troppe volte, si sono ripromessi di dimostrare quanto Berlusconi e Tremonti avessero rovinato e impoverito l’Italia.
Il piano sembrava perfetto: non solo con questi proclami minacciosi l’Unione si garantiva di mantenere in vita l’odio verso il nemico di sempre, il Cavaliere, collante insostituibile per gli 11 partiti dell’attuale maggioranza e per i suoi elettori; ma, al tempo stesso, dava la possibilità a Prodi e compagni di mercanteggiare tra di loro (una specie di do ut des tra riformisti e massimalisti) alle spalle dei cittadini: il tutto giustificato dall’urgenza di far “riapartire” il Paese.
E siamo praticamente arrivati ad oggi: la finanziaria per il 2007 prevede circa 35 miliardi di euro che lo Stato dovrà incassare per riportare il rapporto deficit/pil al di sotto della soglia del 3% indicato da Maastricht e provare a rilanciare l’economia: peccato che in mezzo a questi semplici numeri ve ne sia un’intera vagonata che, tradotti, esprimono un inasprimento fiscale a carico dei contribuenti e delle imprese e tutta una serie di “tagli” che, l’avesse proposti il precedente esecutivo, si sarebbe sentito gridare a squarciagola alla “macelleria sociale”; in effetti di disappunti se ne son sentiti…e anche parecchi! Hanno cominciato i sindacati, le varie associazioni di categoria, persino le istituzioni economiche internazionali (che criticavano proprio l’eccessivo peso del fisco nella manovra) e infine quei due milioni di elettori della CdL che hanno invaso Roma contro questo “governo delle tasse”!
Il premier e i suoi sodali però, hanno sempre fatto orecchie da mercante e discrete figure di cacca, ostentando dapprima sicurezza e decisione, per poi tornare sui propri passi innumerevoli volte.
Continuavano a dirci che era tutto necessario, che i buoni frutti li avremmo visti al più presto già l’anno prossimo, che la “cura” avrebbe funzionato; e si sono ostinati a non dar retta a chi, invece, gli diceva che la loro era tutta demagogia e che poteva ritorceglisi contro manco fosse un boomerang.
Detto fatto! Nelle ultime settimane son successi due episodi che rischiano di cambiare di parecchio le cose, di sconvolgerle addirittura!
Un giornalista di Repubblica, diffamando il centrodestra accusandolo, con un film inchiesta (sic), di aver compiuto brogli durante la notte degli spogli delle schede, ha fatto si che si scomodasse la Procura della Repubblica di Roma che ha aperto un’inchiesta; ma soprattutto, notizia dell’ultim’ora, ha convinto tutti che fosse imprescindibile un controllo effettivo delle schede dello scandalo: così, la giunta per le elezioni ha disposto il riconteggio di tutte quelle bianche, nulle e contestate, per un totale di circa 700 mila schede elettorali.
L’altro episodio cui mi riferisco è l’inattesa (per chi non ha voluto ascoltare prima) prosperità delle casse dello Stato, per un totale di 37 miliardi di euro.
Tiriamo le fila del discorso: nei prissimi giorni e settimane c’è un effettivo rischio che ci sia tutto da rifare!
O perchè questa maggioranza potrebbe non essere La maggioranza realmente vittoriosa alle scorse elezioni (e questo sarebbe se venisse confermato il trend dei controlli a campione eseguito neanche tanti giorni fa per la Sardegna, che attribuiva alla CdL una valanga di voti ingiustamente annullati).
O perchè, dato l’aggiornamento dei saldi dei conti dello Stato (che passerebbero da un deficit del 4,6% ad un 2 virgola spiccioli), sarebbe di tutta evidenza necessario riscrivere questa finanziaria fondata su numeri irreali.
Ora, seppure posso augurarmi che dal riconteggio risulti che a vincere sia stato il centrodestra e non l’Unione (Brancaleone), in caso di conferma del dato elettorale, mi accontenterei di vedere questi signori che oggi stanno al governo (anche grazie all’allarmismo diffuso nei mesi scorsi sulle condizioni di salute dell’Italia) chiedere scusa agli italiani, ma soprattutto a quel Tremonti e a quel Berlusconi tanto bistrattati ed offesi!
Chiedo troppo? Io comunque, spero in un bel “bingo”: sinistra a casa e nuova finanziaria!
Dopo quelle economiche (ma dipende dai punti di vista) gli spunti di maggiore riflessione politica vengono dalle questioni morali.
Oggi, delle ultime, quasi di pari passo camminano quelle su eutanasia e riconoscimento delle coppie omosessuali al pari di quelle fondate sul matrimonio.
Mentre sulla prima, però, mi son già soffermato abbastanza e, credo, lo farò ancora in futuro, preferisco virare un secondo sulla seconda (consigliandovi comunque, a proposito di “dolce morte” o “morte di Stato” di leggere l’articolo che l’ “elefantino” - Ferrara - ha pubblicato oggi sul Foglio).
Arriviamo al dunque (la notizia è ancora fresca e fa discutere, quindi è inutile ripercorrerla qui): servono questi registri per le unioni civili?
Non sono Pacs, non sono matrimoni, non sono niente e a niente servono, se non ad una cosa: mettere in lista qualche nome (e vedrete saranno in maggioranza di omosessuali) da sbandierare in modo strumentale nelle discussioni relative alle coppie di fatto ed al riconoscimento per loro di diritti pari a quelli di qualsiasi altra coppia fondata sul matrimonio (religioso o civile), senza dire però che nel frattempo per queste persone non cabierà assolutamente nulla!
Questi registri infatti, (dei quali non riesco a stupirmi visto che in Italia ve ne sono già dagli anni 90) sono davvero soltanto simbolici; degli elenchi in cui chiunque può dichiarare di esser legato ad un’altra donna o ad un altro uomo da un vincolo affettivo. Potrei anche andare io in comune per dire che voglio tanto bene a tutta una serie di amici (coi quali abito insieme)…e per quell’ufficio non ci sarebbero problemi ad aggiungermi nella lista!
Esultare, insomma, mi pare eccessivo.
In realtà è un po’pochino per chi si batte per nuove forme di parificazione e riconoscimento.
Soprattutto, e mi ripeto, perchè non è una vera novità, questa.
Il ritorno mediatico di simili iniziative, invece, è l’ennesimo “colpo” al tradizionale modello di famiglia naturale, legata non solo dai sentimenti, ma anche da una presa di responsabilità che la rende agli occhi dello Stato, in quanto cellula fondante la società, degna di essere privilegiata e avvantaggiata rispetto a tutte le altre forme di convivenza.
Certamente non si può essere struzzi ed è impossibile non vedere che divorzi e separazioni sono all’ordine del giorno, ma per lo meno queste forme di disgregazione famigliare richiedono un certo iter, una prassi che permette alle istituzioni di prendere atto che quella coppia di cui prima si fidava perchè ritenuta stabile, è diventata inaffidabile al pari di tutte le altre.
Ed è proprio la tendenziale stabilità del vincolo a fare di certe coppie una risorsa da premiare; al contrario, l’impossibilità di affermare con serietà quel legame rende le convivenze di fatto qualcosa di marginale per lo Stato.
Ora, questi registri sono l’apoteosi della instabilità: chiunque può iscrivervisi (inutilmente) senza dover dar conto di niente, se non del fatto che abita con la persona con cui si accoppia nell’elenco.
E questo, sinceramente, lo trovo deleterio: è un riconoscimento, si…ma non certo una conquista di civiltà; semmai il suo fallimento!
E non venitemi a dire che è proprio per questo che sono necessari i matrimoni tra omosessuali: per istituzionalizzare un legame anche tra persone dello stesso sesso.
Sarò ancora più diretto al proposito: due persone che si amano sono libere di farlo, ma non credo ci possa essere una parificazione sostanziale tra coppie “etero” e coppie “omo”, a causa della loro intrinseca diversità non solo antropologica, ma proprio, appunto, sostanziale in termini di possibilità di creare una famiglia!
Due persone che invece decidono di non sposarsi, etero od omo che siano, non hanno bisogno nè di PACS nè di altro, volendo queste rimanere libere e senza vincoli di alcun tipo (e qui sta tutta la strumentalizzazione di ciò che in realtà potrebbe essere ben risolto con piccole modifiche alle leggi già oggi esistenti!)
Insomma, non si può accettare che la pretesa di diritti non venga accompagnata da correlativi doveri: il problema è che questi doveri sono impossibili da collegare alle unioni omosessuali.
Accudire e crescere un figlio, infatti, non è nella Natura delle cose per due persone dello stesso sesso.
Ovviamente Famiglia non è solo quella in cui vi sono dei bambini, ma lo Stato ha il dovere di privilegiare, ricollegandovi vantaggi e diritti ESCLUSIVI, quelle unioni che contribuiscono al perseguimento di un interesse generale superiore a qualunque altro: la prosecuzione della specie!
Ricorrere alle tecniche mediche di inseminazione artificiale o alle più civili forme di adozione non è (e non può essere) una soluzione: è pacifico, infatti, che un bambino ha bisogno di crescere in condizioni di “normalità”, di poter identificare, per affidarvisi, le figure del Padre e della Madre; ha bisogno oltretutto di una stabilità, ovvero di ciò che coppie di fatto omosessuali non garantiscono!
Sarebbe significativo, in qualche modo, anche provare ad uscire dai canoni ideologici sottesi alla concezione laica o morale della società: una contrapposizione di questo tipo non giova a nessuno.
Quindi, premesso che qui si parla di contenuti che possono benissimo star fuori da ogni sorta di principio confessionale, mi piacerebbe che non ci si attaccasse subito a “perseguitare” la Chiesa e i suoi fedeli.
Concretiziamo e sintetiziamo il ragionamento: i registri servono? NO; i Pacs servono? NO [ di sicuro non alle coppie eterosessuali (sono facilmente sostituibili da modifiche o aggiunte di norme di diritto privato)]; i matrimoni tra omosessuali sono da equiparare a quelli tra eterosessuali? NO, per la loro Natura e per le conseguenze esplicite ed implicite che vi si ricollegano!
Quando è troppo è troppo!
Ora vogliono farci credere che, senza far nulla di concreto (dato che la finanziaria è ancora sotto esame e non c’è stata alcuna modifica, fino ad oggi, delle regole relative al fisco), se non spaventando a parole i contribuenti (e semmai convincendoli che fosse quantomai necessario sottrarsi allo sguardo dell’ingiusto erario), grazie al governo di Prodi, Visco e Schioppa e dei compagni comunisti, le entrate sono cresciute di ben 37 miliardi di euro rispetto al 2005…perchè la gente ha capito che con loro non si scherza!
Ma andiamoooo…
Chi ce lo fa fare d’esser presi così per i fondelli!?
Non c’è manco bisogno di lunghi post o disamine da antologia per capire che davvero “le chiacchiere stanno a zero” e i fatti contano più d’ogni altra cosa: e la realtà ci dice che dall’entrata in vigore della riforma fiscale della CdL le casse dello stato hanno potuto godere di un maggior gettito!
A tal punto inatteso che da solo potrebbe benissimo coprire i costi della finanziaria delle sinistre, tuttora imperscrutabile e arraffazzonata.
Alla faccia dei conti pubblici messi male…
Non solo infatti le “entrate” sono maggiori del previsto, ma è proprio la spesa pubblica a dimostrarsi sempre meno fuori controllo: il fabbisogno dello Stato è calato, sempre rispetto all’anno passato, di ben 27 miliardi di euro!! ma non è detto che le cose vadano ancora meglio!
Insomma: forse in ritardo, ma i frutti delle politiche economiche del precedente esecutivo stanno portando i loro frutti, che ora rischiano d’esser compromessi da questi piagnoni del menga (di sinistra), che son disposti a sputare nel piatto in cui mangiano e a sovvertire la realtà pur di non dar soddisfazione all’avversario politico.
L’avessimo fatta sabato prossimo la manifestazione, a Roma sarebbero andate 4 milioni di persone…
Se è vero che, come ha detto sabato Berlusconi, è il popolo a farsi un partito e non il partito a sciegliersi il popolo, allora la strada verso il partito unico è segnata.
Ma, poichè le resistenze maggiori certo non s’incontrano tra la gente comune, semplice, ingenua ed emotiva, bensì proprio tra i politici (di professione e non) che sono al contrario calcolatori ed avidamente attaccati ai loro privilegi, nonchè persone ambiziose (quindi un po’egoiste), la soluzione migliore, per evitare futuri imbarazzi od eccessivi rallentamenti al progetto, sarebbe il caso che dal Parlamento venisse restituita agli elettori la possibilità di scegliere la persona, oltre che il partito di riferimento, alle prossime elezioni.
Di modo che sia il popolo stesso a scegliersi non solo Il partito, ma anche da chi questo debba essere composto.
Sic et simpliciter!
Queste sono le parole che Casini ha usato ieri sera nel corso del consueto incontro del lunedì che Ferrara, a ottoemezzo, dedica a singoli personaggi (un’intervista, per intenderci…un tet a tet).
Da qui alcune imprescindibili domande.
…Scusate, ma qualcuno l’ha capita?
Si, insomma, che cacchio vuol dire?
Può darsi che l’attuale triade Bossi Berlusconi Fini rimanga all’opposizione per vent’anni, ma il Casini non spererà mica di andar lui al governo senza l’appoggio della CdL?!
Che razza di ragionamento è mai questo?
Ovviamente poi si corregge e la spara ancora più grossa: se nessuno è così sciocco da pensare ad un simile scenario, esattamente dove vuole arrivare il leader dell’UDC? Che strada ha mai intrapreso? Ma chi è il suo consigliere personale?
Era talmente confuso ieri sera Casini che era davvero imbarazzante agli occhi dello spettatore, allibito di fronte a tanta pratica democristiana: il buon vecchio gioco del “dico tutto per non dire niente”.
Me ne vado, però senza di loro non posso stare; faccio qualcosa di nuovo, ma senza spiegare bene cosa: tutto e il contrario di tutto!
A me questa politica da rimbambiti che vuol solo rimbambirti non piace e sono sicuro piacerà a pochi!
Una cosa comunque è certa: dalla nascita dei due partiti unici di centrodestra e centrosinistra qualcuno vuol guadagnarci: l’estrema sinistra spera di intercettare il malcontento dei comunisti che non vogliono stare sotto un vessillo moderato e magari pure davvero riformista; ma Casini? quali fuoriusciti spera di accogliere dal partito popolare? Si sa che si tagliano “le ali” con queste operazioni…ma l’UDC dice di non volerli gli estremisti!? Consideriamo poi che il Cav, quello da cui Casini vorrebbe prender le distanze, non è eterno e la gente che magari non vuole Prodi o le sinistre ma nemmeno Berlusconi, finirà che tra i due litiganti il terzo a godere non sarà Casini, ma Fini.
Insomma…un disastro politico, un suicidio!
Audacia, per carità, ce n’è tanta (e gli va riconosciuta), ma credo sia proprio spesa male.
Caro Prodi,
hai poco, veramente poco di che sorridere sornione alle vicissitudini del centrodestra, che comunque ai 12 mila di Casini ha opposto i 2 milioni di piazza San Giovanni, e faresti forse meglio a startene zitto perchè, se ancora non te ne fossi accorto, la CdL sta all’opposizione e ha tutto il diritto di organizzare le sue forze come meglio crede, mentre tu hai al governo un tale ministro Mastella che flirta col bel capo dell’UDC e sta seriamente pensando di farti le scarpe.
Non so se mi spiego, ma la cosa mi sembra un capellino più grave…
A tutti gli altri che già vedono cadere in disgrazia il centrodestra mi viene solo da dire “state tranquilli”, perchè in Italia ormai pensare di creare un centro che dica le stesse cose della “destra” è del tutto inutile; la gente preferirà stringersi attorno a veri leaders e non a voltagabbana della specie dei Casini e dei Mastella.
Rispolverando un vecchio adagio: me ne frego, è la formula per liquidare gli intenti egocentri(sti)ci dei suddetti, lasciandoli marciare per marcire in breve tempo.
Che che ne dica Casini, ad oggi, attrae di più ed è di gran lunga la più condivisa, la visione dello Stato in senso liberale e non assistenziale di cetacea memoria; se a questo aggiungiamo che i valori di base sono i medesimi, come la difesa della famiglia e dell’individuo e l’opposizione al comunismo…dove sarebbe la differenza tale da premiare un mega partitino di centro che vorrebbe distinguersi senza averne i contenuti da un grande partito popolare di centro-destra?
Non dimentichiamo inoltre il cammino di Fini, che sta portando AN addirittura all’interno del PPE (che prima o poi, di riffa o di raffa finirà per accettarla!) e il progetto di federazione con la Lega che non significa accoglierla tout court nel partito unico: non c’è niente di più sbagliato e dimostrativo di una visione miope della politica che voler mettere sullo stesso piano Forza Italia, Alleanza Nazionale e tutti gli altri partiti che comunque, a livello nazionale, sottoscriveranno uno statuto moderato (quindi persino la Mussolini o Fiore o chi per lui!!) e un partito come quello di Bossi, fortemente legato al Nord e necessariamente portato al perseguimento di obiettivi territoriali!
Qui si tratta di creare una forza comune che, Lega e UDC a parte, può benissimo rappresentare, allo stato delle cose, almeno il 40% dell’elettorato (ma è una stima, credo, al ribasso): vorrei proprio sapere come un centro con Casini e Mastella (due che, a questo punto, non è che diano tutta sta fiducia) che al massimo raggiungerebbe l’8% possa competervi!
E diciamola pure tutta: si sa che Casini sta prendendo un’altra strada giusto per ambizione; il problema, per lui, è che da Roma è arrivato un messaggio inequivocabile: chi fa da sè…non è come facesse con altri tre!!
Dall’UDC vi sarebbe una gran diaspora verso il Partito del Popolo delle Libertà (così lo voglio battezzare), dove è chiaro si giochi tutti insieme per un unico obiettivo: dare al Paese una possibilità, una speranza…qualcosa di diverso dalla sinistra!
Nelle prossime settimane si vedrà come procederà l’evolversi delle cose, ma una cosa mi sembra certa (pazienza a parte): indietro sarà molto difficile tornare…
…dentro o fuori!

L’Unione, a conferma dei tanti sospetti, è laica solo quando ha da discutere con la Chiesa, ma in realtà una sua religione la professa e come.
Per l’esattezza…quella musulmana.
Vedere il ministro Parisi per credere.
Sentirlo ieri pronunciare “Insciallah” davanti ai caduti e ai soldati in Iraq non è solo un’offesa, ma proprio un segno manifesto per capire da che parte sta questo governo: contro la nostra cultura, e col capo chinato dallo spavento verso l’islam.
Quei ragazzi son morti perchè ci sono persone al mondo che uccidono in nome di Allah e il buon ministro della difesa lo ringrazia e lo prega.
Se nessuno glielo avesse mai detto, ecco, sarebbe il caso gli ricordassero che siamo italiani e nella nostra tradizione (se proprio si vuol farlo) si prega il Dio dei Cristiani, i quali hanno da tempo abbandonato violenze contro gli “infedeli”…
Perdonate lo sfogo, ma quando ce vo ce vo…
…e non posso che condividere le parole del Master!!!
Dio vi benedica…
Qualcuno si ostina a dire che quella di oggi a Roma sarà una manifestazione senza contenuti.
Niente di più sbagliato…
Oltretutto, chi lo dice si dimentica del fatto che per cinque anni ha fatto esattamente quello che oggi rimprovera alla CdL: è sceso in piazza giusto per dire NO!
Noi invece contenuti ne abbiamo e sono pure molto semplici da intuire (o forse vogliono un disegnino??): questo governo non ci piace e andiamo in piazza per dire che quel che sta facendo è l’esatto contrario di ciò che vorremmo per esser guidati come Paese.
Il nostro programma? L’esatto contrario di ciò che stanno facendo Prodi e compagni, in ogni campo: meno tasse, meno stato, difesa di Israele, alleanza con gli States e guerra al terrorismo; difesa della Vita e delle istituzioni che tengono salda la nostra società, come la Famiglia, ma anche (e qui forse mi spingo un po’…) la Chiesa! Difesa dei giovani e della loro salute. Difesa delle nostre più elementari libertà, oggi messe in crisi da un sistema Stato che vuol fare di tutto per metterci gli occhi addosso!
Forse nemmeno così lo capiranno…ma si sa…non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
(Casini compreso!!!)
Visto? Non servivano a nulla le leggi ad personam del precedente governo!!
L’avvocato Previti avrà solo da ringraziare Prodi, per l’indulto che gli ha permesso di ottenere una forma alternativa di detenzione, avendogli scontato di tre anni una pena di quattro; ma sopratutto, credo, dovrà conglatularsi con la testardaggine e la malizia politica in cui hanno perseverato i magistrati di Milano che, essendosi accaniti senza motivo, quando tutti gli dicevano che non era affar loro, hanno praticamente portato i termini di prescrizione per i reati a Previti addebitabili per il caso SME a scadenza naturale.
Ieri infatti, la Cassazione ha annullato il processo in tutti i suoi gradi e rispedito le carte, nemmeno al mittente, ma proprio da un’altra parte: a Perugia.
Quella doveva essere la sede competente e quello era da sempre stato detto dal pool difensivo dell’ex guardasigilli.
Non ci resta che sorridere, anche se solo amaramente; ma è una bella soddisfazione, soprattutto vedere quei soloni di giornalisti alla Travaglio che per anni hanno avallato le tesi accusatorie e persecutorie dei Colombo e delle Boccassini senza volere ascoltare chi gli diceva che era tutta una montatura per colpire l’avversario politico!
Adesso speriamo almeno che si possa avanzare una riflessione seria su quel che rappresenta la procura di Milano non a livello giudiziario ma prettamente politico.
E magari, sarebbe il caso di pensare a qualche forma di sanzione nei confronti di quei PM che non fanno onestamente o bene il loro mestiere.











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