Per una volta che si poteva non dar torto a Prodi (anche perchè aveva semplicemente parafrasato una disposizione di legge già esistente - quella sul divieto di rendersi irriconoscibili coprendosi il volto - trasformandola nel consiglio del buon padre di famiglia interessato solo ad una migliore integrazione sociale), mi tocca comunque rimaner preoccupato della ultra filoislamicità laicista che dimostra, appena può, la sinistra radicale.
I fatti: il Professore chiede alle donne islamiche in Italia di non nascondersi, di non coprirsi completamente il viso, senza però dover rinunciare al velo, quella specie di copricapo simile, se vogliamo, a quello usato anche dalle suore.
Nessuna novità, come già detto; se non quella dell’ennesimo tentativo di far apparire una cosa per quella che invece non è: dire infatti che si parla in questi termini in nome di una società multiculturale altro non vuol dire che volersi far belli con le parole di qualcun’altro, nello specifico, della legislazione italiana ancora oggi in vigore.
Per questo credo che, anche se come al solito un po’sopra le righe, ha detto bene Calderoli: Prodi ha scoperto l’acqua calda.
Quello che invece, ancora una volta, fa riflettere è la reazione dell’ala massimalista, quella Verde Rossa dei sinistri.
L’On. Migliore, così come l’On. Bonelli, hanno subito tenuto a mettere i puntini sulle i: può essere un consiglio, hanno detto, ma non un obbligo.
Già, peccato che sia già così, ovvero è già fatto espresso divieto dalla legge a nascondere la propria identità.
Il fatto sta tutto qui: ci sono persone in Italia, disposte a tutto, persino a rinnegare regole di civiltà, per compiacere gli islamici e dare sfogo al loro sfrenato laicismo.
Massimo rispetto dunque, per quelli che nei loro paesi di origine fanno esattamente il contrario: ti impongono di mettertelo il velo.
Minimo rispetto invece per la legge e la nostra cultura, sempre pronta, a modo loro, ad esser riscritta o abiurata.
…non si sa se per paura o per convinzione.
E’ così che intendono a sinistra di percorrere la strada dell’integrazione?
Elargendo diritti e cancellando i divieti per gli immigrati?
In Francia ed Inghilterra sappiamo come vanno le cose ed è così un po’ in tutta Europa.
Non si può pensare ad una integrazione unilaterale.
Tutto si sta svolgendo a senso unico: non godiamo infatti degli stessi diritti nè siamo allo stesso modo tutelati e garantiti nei Paesi musulmani.
Qui le moschee spuntano come funghi, ma là le chiese non solo non si possono frequentare, ma proprio non si possono costruire e quei pochi sacerdoti che ci sono rischiano tutti i giorni la vita per mano di qualche fanatico.
Cominciassimo a pensare che invece che esser noi a provvedere in via esclusiva al loro inserimento facendoci da parte, siano loro a doversi adattare alle nostre regole, alla nostra cultura, non solo otterremmo l’effetto di veder confermata ed elevata la nostra identità, ma eviteremmo proprio di soccombere agli eccessi fondamentalisti degli immigrati.
Non capisco insomma, perchè mai la sinistra si scatena contro il crocifisso nelle aule e sta al fianco di chi lo mistifica come un cadaverino appeso ad un pezzo di legno e poi sente il bisogno di difendere che, seppure in uno stato laico, alcune persone si rechino e lavorino in luoghi pubblici portandosi appresso segni inconfondibili di un’appartenenza religiosa.
Al solito: si chiama incoerenza.
Ma è un’incoerenza che fa preoccupare, perchè si ritorce sempre contro la nostra cultura e che allarga invece le braccia ad un islam che fa paura proprio perchè cova il proposito di abbattersi contro di essa.
Sarà un caso, ma negli ultimi anni, si è fatta sempre più stretta e salda l’alleanza tra comunismo ed islamismo, essendo quest’ultimo, diciamo, il nuovo baluardo contro l’Occidente, essendosi ormai corrotta l’ideologia del socialismo reale.
Quindi, non c’è sorpresa nelle parole di Migliore e di altri “compagni”, ma l’ennesima conferma che in Italia si voglia a tutti i costi commettere gli stessi errori che in altri Stati hanno originato problemi di conflittualità sociale.
Ma non può essere altrimenti quando si preferisce far retrocedere e regredire la nostra identità civile a vantaggio di un’altra in cui è veramente difficile riconoscersi.













































2 comments
Comments feed for this article
20 Ottobre, 2006 a 12:51 pm
luisa
posso entrare in banca col passamontagna o devo diventare musulmana?
20 Ottobre, 2006 a 12:55 pm
ilpensatore
la seconda che hai detto…