C’è una sottile linea rossa che lega questi nomi e ora vi spiego subito cosa penso.

Prima di tutto però, bisogna dirlo: Ruotolo e Santoro sono una coppia formidabile.
Riescono ad addormentarti in meno di 5 minuti…e sono solo le dieci e mezza.
Mi riscuote, comunque, dal torpore propagandistico lo squillo di tromba che annuncia la comparsa di qualche cifra decontestualizzata sul megaschermo dello studio in cui è ripreso “Anno Zero”.
Dice finalmente una cosa interessante, che mi ha fatto riflettere (sicuramente una riflessione non poi così originale, ma pur sempre una riflessione…insomma…): pare che l’86% delle donne afghane sia analfabeta; e lo è pure il 57% della popolazione di sesso maschile.
Ora, è risaputo che l’ignoranza è la fonte primaria del degrado e che rinfocola violenze degenerando spesso nella base (a)culturale in cui facilmente germogliano regimi totalitari e teocratici.
La gente semplice non va troppo per il sottile; si affida, si fida, diciamo pure ha fede.
Ed ecco spiegata, con prova provata, l’analisi fatta da Benedetto XVI a Ratisbona: c’è chi sta sfruttando la religione non per servire Dio, ma per piegare un popolo al volere di pochi fanatici facoltosi coltivatori di oppio e petrolieri.
In Afghanistan, come in Iraq, come in larga parte del Medio Oriente e dell’Africa, la piaga principale, la causa di tutto, è l’arretratezza intellettuale in cui sono costretti i più da quei pochi con scuse che da noi, in occidente, farebbero drizzare i capelli non solo ai Radicali, ma un po’a tutti quelli che sono convinti che lo Stato debba essere Laico, seppur rispettoso dei credi religiosi praticati.
Il problema successivo e collegato, se vogliamo anche antecedente, sta proprio nel fatto che in queste zone del mondo NON esistono Stati, bensì regimi che hanno tutto l’interesse a mantenere la popolazione nell’ignoranza…nel senso stretto del termine, ovvero, nella non conoscenza.
Sono persone sfruttate, istigate all’odio; ma non per interessi ideologici relativi alla povertà da far pagare all’Occidente arrichitosi alle, anzi, sulle loro spalle! No…non è la mancanza di qualcosa che li spinge al livore nei Nostri confronti!
Sta tutto nelle menti di quegli sceicchi che col pretesto di Dio vogliono solo mantenere un certo status quo delle cose che più a loro accomodano.

Il fatto che i pacifinti in Italia si rappresentino la Pace come, appunto, il mantenimento dello status quo in quelle regioni, li rende in qualche modo conniventi con quei crimini.
A meno di dover riconoscere l’ignoranza dei nostri connazionali, abbagliati anch’essi da un odio quotidianamente rinvigorito dalle sedi di partito comunista contro gli americani.

La situazione in Afghanistan è fragile, ma forse è più corretto dire drammatica.
Ma non per le immagini trasmesse da Santoro, che lasciano il tempo che trovano, infarcite come sono della peggior demagogia sinistroide (di quelle che apprendono già nelle università…); piuttosto per il fatto che di fronte ad uno scenario di una probabile riscossa talebana la comunità internazionale, l’ONU e l’Europa in particolare, continuano a voltare la faccia ad americani e inglesi.
Lì si gioca la partita: dove tutto è cominciato il dì successivo all’11 settembre.
Non c’è solo la guerra a Kabul, bensì una precisa strategia comunicativa, mediatica e politica: i talebani si rafforzano e attaccano con maggiore forza per colpire il centro della “ricostruzione” e dare un’immagine di sè orgogliosa che sia d’incitamento per tutti gli altri guerriglieri sparsi per il mondo, in lotta per la causa islamica.

Intendiamoci: non nego che il fondamentalismo abbia radici culturali ben radicate nella religione islamica; ma non voglio sottovalutare come già agli albori, l’Islam fu usato da Maometto a strumento di aggregazione di tribù e fazioni un tempo divise, nella causa comune contro gli ebrei e i cristiani che vivevano nelle loro terre.

L’ignoranza è però l’elemento che tiene incollati tutti questi fattori.
La cosa triste…è vedere i sedicenti intellettuali di tutto il mondo fare gli struzzi…fare gli ignoranti.
…e diventare così la quinta colonna del terrorismo che coviamo in seno.