Condannata negli USA a 43 anni di carcere, nel 1983, in Italia dal 1999 (ricorderete lo “scambio” accettato dal governo D’Alema in cambio dell’assoluzione dei due piloti americani accusati - in realtà - di aver fatto una strage al Cermis) per finire di scontare la sua pena detentiva.
Ebbene, mi spiegate com’è possibile che questa persona possa beneficiare di uno sconto (l’indulto) ad una sanzione punitiva inflittale da uno stato straniero?

Uno schiaffo, l’ennesimo, alla legalità ed uno alle vittime della tragedia del Cermis ed ai loro familiari.
Più o meno come per D’elia e per Bompressi: si scarcerano i terroristi e non si pensa a nient’altro se non a rimettere in libertà “amici” che hanno sbagliato, ma che tutto sommato non sono comunque “uguali” a tutti gli altri.

Che schifo!