Finalmente se ne sono accorti anche loro.
I sedicenti reality hanno c’hanno rotto.
Non ne possiamo più.
Sono diventati una specie di tappabuchi; li trovi a tutte le ore e di tutti i tipi, su ogni canale.
Ma se mentre prima potevano rappresentare una qualche novità nei palinsesti e stuzzicare la parte voujerista dei telespettatori, ormai hanno consumato tutta la loro efficacia attrattiva.
L’importante, comunque è che se ne siano resi conto gli stessi produttori.
Ora hanno in progetto di spostarli in seconda serata.
Sarebbe la cosa più giusta; ma solo se poi vengono sostituiti da trasmissioni di maggiore interesse culturale.
Speriamo.
Nel frattempo, consoliamoci col rintocco di questa campana di autocoscienza.
Purtroppo però sono ormai incalcolabili i “danni” provocati da questi pseudo “reality”.
Si è andata diffondendo una certa cultura, tra i giovani soprattutto, che ha elevato a modelli educativi e non solo personaggi di ogni risma, da quelli sconosciuti capaci di guadagnare barcate di soldi senza fare niente se non mettendosi senz’arte nè parte alla mercè di una telecamera indagatrice; fino a quelli cosidetti “famosi”, ma che in realtà non sono altro che stelle decadute o bisognose di un rilancio d’immagine.
Con la conseguenza che in molti, tra gli italiani, si sono visti attratti dalla possibilità di arrivare facilmente alla popolarità, alla ricchezza, al lavoro: tutto è più facile nella vita dopo che hai vinto un provino per il Grande Fratello.
E allora, code chilometriche davanti gli studios, di ragazzini e ragazzine che non vedono l’ora di succedere nella parte dei vari Taricone e Fedro, nella speranza di ottenere poi più facilmente una parte in qualche sitcom, in qualche soap, in qualche recita teatrale o in qualche pubblicità.
Per tutti, comunque, il desiderio d’esser riconosciuti per strada.
Senza parlare poi di quelli che già la gente si gira perchè li ha visti in qualche film o a Buona Domenica o in concerto nella sua città: animali in gabbia che ci prendono in giro mentre li guardiamo accendere un fuoco o affrontare prove degne di “Giochi senza Frontiere”.
Ma daaaaiii…
Dov’è la realtà?
Nessuno dei cosiddetti sedicenti “reality” rappresenta davvero la Vita come la viviamo noi tutti.
Perchè non ci fanno vedere come si comportano “i famosi” mandandoli a fare la spesa o a fare il bucato o a rassettare in casa?
Perchè non ce li fanno vedere mentre vanno a lavorare in fabbrica o in ufficio?
Che ce frega di vederli su un’isola di un’amenità surreale?
Perchè mai dovremmo affezionarci alle loro vicende, quando poi noi siamo appena tornati a casa da una giornata intera passata all’università o tra il rumore delle macchine fresatrici a lavoro?
Bello…dopo 8/10 ore di merda, mi metto sul divano e cosa vedo?…gente che viene strapagata per sopravvivere (con aiutini d’ogni tipo) in un posto che non mi sognerò nemmeno mai di poter visitare, visto che per andarci mi ci vorrebbero migliaia di euro.
E quelli che stanno in casa tutto il giorno a non fare una mazza mentre noi ci spacchiamo il sedere?
Cos’hanno di speciale, di reale, loro per meritarsi di vincere tutti quei soldi e vedersi aprire porte che nemmeno chi ha studiato tutta la vita può solo immaginare?
Ci hanno preso per i fondelli per troppi anni.
Il problema è che troppa gente gli è andata dietro a queste bischerate.
Ora, forse, finalmente il vento è cambiato.
Non mi illudo però; sarà solo perchè dopo un po’anche il più ignorante dei consumatori si scoccia di vedersi presentare sempre le solite storie.
Ma è già un passo.
L’importante è che, magari, quest’occasione non venga sperperata: sostituiamoli con dei programmi di vero interesse, che facciano “crescere” e che stimolino intellettualmente i telespettatori.
Abbiamo tanto da imparare…
…bisogna vedere cosa ci insegnano…




















































13 comments
Comments feed for this article
27 settembre 2006 a 12:47
omnologos
Second me sbagli il tuo rapporto con la televisione. la televisione e’ intrattenimento, finzione, un teatro trasmesso via etere. Come potrebbe mai mostrare “la realta’”?
Pensi davvero che una persona che fa la spesa con codazzo di telecamera, tecnico luci, tecnico suono, make-up artist, etc etc potrebbe mai comportarsi in maniera remotamente “vera”?
L’unica cosa remotamente simile al mondo reale in televisione, erano le “Prove Tecniche di Trasmissione” del colore, vent’anni fa. Naturalmente, una noia immensa
27 settembre 2006 a 13:40
beposax
ti faccio i miei complimenti…io da quando ci sono i reality in TV ho smesso di guardare la TV..la accendo olo per vedere Report e Ballarò..il resto non mi interessa.
27 settembre 2006 a 14:10
ilpensatore
@ Beposax: grazie, fa piacere non essere soli.
@ Omnologos: beh, io parto dal presupposto personalissimo che non mi frega niente vedere gente ricchissima o senz’arte nè parte arrabattarsi per arrivare alla fine e vincere migliaia di euro tra montepremi e comparsate in Tv.
lo trovo deleterio, perchè si lanciano messaggi culturali completamente sballati.
mi sembrano una presa per il sedere.
preferirei vedere qualcosa di più istruttivo in prima serata…poi, dalle 23 fino alle 6 del mattino possono mandare in onda tutte le Fattorie e Isole dei Famosi che vogliono.
ma prima, ci vorrebbe la cultura…
27 settembre 2006 a 14:15
Dev’essergli piaciuto… « il Pensatore
[...] …anche oggi sono su LiberoBlog. Con questo post. [...]
27 settembre 2006 a 14:21
pewadj
speriamo che se finiscano veramente tutti questi reality….ma non sarebbe finita qui bisognerebbe dare una bella spazzolata a tutti i programmi tv…..cmq del nostro livello culturale televisivo il nostro MAURIZIO COSTANZO e MOGLIE. Io da anni ho smesso di guardare televisione, ascoltare radio. Pero mi dicono che su SKY ci sono dei bei film americani ??? ma io sono italiano??? AIUTO!!!
27 settembre 2006 a 14:24
pewadj
ECCO LA CONSEGUENZA DELLA NOSTRA CULTURA DA REALITY….UNA VERA TRISTEZZA LEGGETE
Notizia del 25 settembre 2006 – 16:30
Dottoressa sì, ma…
Taranto, una signora chiama il 118 per il marito e poi non fa entrare il medico di colore
di spes74
Taranto. Una signora chiama il 118 perchè il marito sta male e quando arriva l’ambulanza e suona alla sua porta un medico di colore non la fa entrare dicendo ”Cosa ne capisce lei di medicina?”.
Ora chiede scusa: ”Non so cosa mi sia successo, non dormivo da giorni, chiedo scusa. E’ come se quel giorno ci fosse stata un’altra persona al mio posto”.
E dice anche di non essere razzista…
La dottoressa Kwelsukila Loso lavora nel servizio sanitario nazionale dal 2003.
E’ un dottore, non un vu’ cumprà!!
(Con tutto il rispetto per i vu’ cumprà…)
Non so, si può capire lo stato d’animo di una persona che ha un caro malato ma rischiare di farlo morire impedendo ad una dottoressa di visitarlo solo perchè di colore non mi sembra la reazione di una mente poco lucida bensì razzismo puro.
Questa storia è figlia della “caccia alle streghe” in atto da un bel po’ verso le persone di colore (e non solo) che vengono da noi in cerca di fortuna; troppo spesso dimentichiamo che sono persone disperate, che scappano da situazioni pericolose (guerre varie) e che non hanno di cosa vivere, che magari hanno anche studiato ma non hanno nessuna possibilità nel loro Paese e qui si mettono per strada a vendere calzini!
Un po’ di rispetto mi sembra il minimo che possiamo dargli…
Abbiamo già dimenticato quanti italiani nel dopoguerra sono emigrati e i motivi per i quali sono stati costretti letteralmente a scappare dai paesi natii?
Cerchiamo di non avere la memoria corta e pensare un po’ a che effetto ci farebbe essere trattati in un certo modo…
Tratto da: http://blog.libero.it/ortica/view.php?reset=1
27 settembre 2006 a 14:27
ilpensatore
siamo sull’orlo del baratro.
pensano che il multiculturalismo si possa farlo accettare con le pubblicità in cui uno dei protagonisti è per forza di colore, così come nei video musicali, nei telefilm, nelle soap, dappertutto…
…non hanno capito che integrazione significa tutt’altra cosa…
27 settembre 2006 a 14:33
Dasio
I reality nascono come rete di salvataggio per lanciare o rilanciare gente inutile che non ha voglia di lavorare per guadagnarsi da vivere, oppure che hanno avuto il loro momento di gloria, soldi e fama e non vogliono sapere di rinunciarne. Niente realtà, ma la più assoluta finzione. Anzi, un insulto per chi lavora seriamente e non riesce ad arrivare a fine mese.
27 settembre 2006 a 14:40
ilpensatore
Esattamente quel che ho detto anch’io Dasio…condivido ogni tua parola.
27 settembre 2006 a 15:38
Sandro
Sono perfettamente d’accordo con te!
27 settembre 2006 a 18:48
SIDOLI.ORG
Purtroppo i reality show esistono perchè c’è una forte domanda di questa demenza. Cosa fare? Il marketing televisivo deve accontenare questi inetti che godono di programmi obsoleti e privi di utilità. La colpa è di mamma RAI che non offre alternative alla tv commerciale, anzi la copia. Un tempo la RAI doveva insegnare informare e divertire adesso produce solo ignoranza estorcendo ogni anno un canone per un servizio scadente.
27 settembre 2006 a 19:25
ilpensatore
come darti torto Sidoli?!
28 settembre 2006 a 13:17
Neo
Concordo con il Pensatore.