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Ce lo hanno ricordato anche stavolta.
L’idea redistributiva coltivata a sinistra è tesa esclusivamente ad un livellamento verso il basso delle classi sociali.
Togliere ai ricchi per dare ai poveri è un vecchio slogan infarcito di demagogia che nemmeno il termine “obsoleta” riuscirebbe a descrivere con sincerità.
Prelevare più soldi ai più abbienti significa solo abbassare l’asticella della ricchezza fino ad una fascia medio bassa in cui si omologherebbero tutte le persone, senza distinzione alcuna.
Il significato di questo egualitarismo formale sta tutto nel tentativo di nascondere le differenze e di mortificare le aspirazioni dei più virtuosi.
In caso contrario, li capiamo, si corre il rischio che altri si distinguano, si, ma per i propri demeriti.
Non sia mai…(dicono a Napoli).
Questa finanziaria, dopo tanti avvertimenti, non ci ha smentiti.
Il progetto è rimasto il solito: colpire chi ha di più, senza poi aiutare tanto chi ha di meno.
Non si chiama redistribuzione questa, ma oppressione fiscale.
In un momento di ripresa come quello attuale, poi, vuol dire mandare tutto a ramengo e dare una mazzata ai consumi e alla produzione.
Inutile perderci troppo la testa, i numeri parlano chiaro: la manovra economica 2007 targata (più Visco che) Padoa Schioppa è tutta inclinata al perseguimento di quegli obiettivi e a quella mentalità di economia politica tipici della sinistra che, come la definisce giustamente il professor Ricolfi, esprime idee conservatrici, cioè di restaurazione di un sistema Stato fatto di programmazione, di privilegi, di invasività del pubblico nel privato.
E così, la scure della leva fiscale è piombata ancora una volta sul ceto medio e quello alto.
Non che i poveri stiano meglio, ma questo è un discorso da affrontare alla fine.
Si sa con esattezza che le fasce di reddito dai 40mila euro in sù vedranno aumentare la pressione tributaria.
Non solo attraverso la rimodulazione delle aliquote irpef, ma con tutta una serie di altri provvedimenti studiati ad hoc per avere un impatto demagogico efficace, che però nasconde il tranello di una mannaia sul collo dei contribuenti/consumatori.
Più tasse sulla Casa, più tasse sui risparmi, più tasse sulle proprietà mobili, più tasse sulle pensioni, reintrodotto il ticket sanitario, più tasse per i lavoratori autonomi e parasubordinati, e chissà quante ancora spulciando tra i fogli si potrebbero ancora trovare.
Senza dimenticare i tanto vituperati “tagli” alla spesa pubblica che, fatti dal precedente governo erano macelleria sociale, mentre oggi, Prodi e company li possono definire “rigore”, “serietà al governo”.
Ma quale serietà: qui si tratta di vendetta sociale; di ideologia fatta numero…e tassa.
Qui non piangeranno solo i ricchi (che poi tanto ricchi non sono, o almeno non tutti quelli che credono i compagni di governo), ma piangeremo tutti.
Una ripresa bastonata sul nascere.
E tutto per far contenta una parte della coalizione, quell’ala massimalista che sembrava essere stata domata ai tempi (mica remoti) del decreto pseudoliberalizzatore Bersani.
Un’inversione di tendenza che pagheremo tutti.
Prodi è andato a trovare i “matti”, come li definì lui dalla Cina; i deputati della Camera lo hanno infatti accolto, ovviamente, in maniera contrastante: DUE soli applausi, timidini, dalla maggioranza; SCROSCIANTI invece, gli applausi dall’opposizione.
E’ evidente che il professore avesse una claque nel centrodestra…
C’è una sottile linea rossa che lega questi nomi e ora vi spiego subito cosa penso.
Prima di tutto però, bisogna dirlo: Ruotolo e Santoro sono una coppia formidabile.
Riescono ad addormentarti in meno di 5 minuti…e sono solo le dieci e mezza.
Mi riscuote, comunque, dal torpore propagandistico lo squillo di tromba che annuncia la comparsa di qualche cifra decontestualizzata sul megaschermo dello studio in cui è ripreso “Anno Zero”.
Dice finalmente una cosa interessante, che mi ha fatto riflettere (sicuramente una riflessione non poi così originale, ma pur sempre una riflessione…insomma…): pare che l’86% delle donne afghane sia analfabeta; e lo è pure il 57% della popolazione di sesso maschile.
Ora, è risaputo che l’ignoranza è la fonte primaria del degrado e che rinfocola violenze degenerando spesso nella base (a)culturale in cui facilmente germogliano regimi totalitari e teocratici.
La gente semplice non va troppo per il sottile; si affida, si fida, diciamo pure ha fede.
Ed ecco spiegata, con prova provata, l’analisi fatta da Benedetto XVI a Ratisbona: c’è chi sta sfruttando la religione non per servire Dio, ma per piegare un popolo al volere di pochi fanatici facoltosi coltivatori di oppio e petrolieri.
In Afghanistan, come in Iraq, come in larga parte del Medio Oriente e dell’Africa, la piaga principale, la causa di tutto, è l’arretratezza intellettuale in cui sono costretti i più da quei pochi con scuse che da noi, in occidente, farebbero drizzare i capelli non solo ai Radicali, ma un po’a tutti quelli che sono convinti che lo Stato debba essere Laico, seppur rispettoso dei credi religiosi praticati.
Il problema successivo e collegato, se vogliamo anche antecedente, sta proprio nel fatto che in queste zone del mondo NON esistono Stati, bensì regimi che hanno tutto l’interesse a mantenere la popolazione nell’ignoranza…nel senso stretto del termine, ovvero, nella non conoscenza.
Sono persone sfruttate, istigate all’odio; ma non per interessi ideologici relativi alla povertà da far pagare all’Occidente arrichitosi alle, anzi, sulle loro spalle! No…non è la mancanza di qualcosa che li spinge al livore nei Nostri confronti!
Sta tutto nelle menti di quegli sceicchi che col pretesto di Dio vogliono solo mantenere un certo status quo delle cose che più a loro accomodano.
Il fatto che i pacifinti in Italia si rappresentino la Pace come, appunto, il mantenimento dello status quo in quelle regioni, li rende in qualche modo conniventi con quei crimini.
A meno di dover riconoscere l’ignoranza dei nostri connazionali, abbagliati anch’essi da un odio quotidianamente rinvigorito dalle sedi di partito comunista contro gli americani.
La situazione in Afghanistan è fragile, ma forse è più corretto dire drammatica.
Ma non per le immagini trasmesse da Santoro, che lasciano il tempo che trovano, infarcite come sono della peggior demagogia sinistroide (di quelle che apprendono già nelle università…); piuttosto per il fatto che di fronte ad uno scenario di una probabile riscossa talebana la comunità internazionale, l’ONU e l’Europa in particolare, continuano a voltare la faccia ad americani e inglesi.
Lì si gioca la partita: dove tutto è cominciato il dì successivo all’11 settembre.
Non c’è solo la guerra a Kabul, bensì una precisa strategia comunicativa, mediatica e politica: i talebani si rafforzano e attaccano con maggiore forza per colpire il centro della “ricostruzione” e dare un’immagine di sè orgogliosa che sia d’incitamento per tutti gli altri guerriglieri sparsi per il mondo, in lotta per la causa islamica.
Intendiamoci: non nego che il fondamentalismo abbia radici culturali ben radicate nella religione islamica; ma non voglio sottovalutare come già agli albori, l’Islam fu usato da Maometto a strumento di aggregazione di tribù e fazioni un tempo divise, nella causa comune contro gli ebrei e i cristiani che vivevano nelle loro terre.
L’ignoranza è però l’elemento che tiene incollati tutti questi fattori.
La cosa triste…è vedere i sedicenti intellettuali di tutto il mondo fare gli struzzi…fare gli ignoranti.
…e diventare così la quinta colonna del terrorismo che coviamo in seno.
Ma sarebbe più giusto dire: “una mazzata al ceto produttivo”.
L’Unione affila la scimitarra proletaria.
Morte ai ricconi!!!!
A questo punto la domanda è: si può dare di ricco a chi al netto, mensile, guadagna 3000 euro?
Perchè, è vero che quello è il saldo sgravato dall’irpef, ma poi non dovremmo dimenticarci che le spese non si esauriscono mica con le tasse: ci sono da pagare ancora la corrente, il gas, (il canone Rai - che aumenterà per tutti, belli e brutti), il canone telefonico, l’affitto, il mutuo, la macchina, il bollo, l’assicurazione….
…direte voi, tutte cose che pagano anche quelli che prendono 1000 euro al mese e che perciò stanno molto peggio degli altri; ma qui sta la fregatura: chi arriva a guadagnare i famigerati 70mila euro di reddito in un anno non è solo il dipendente stipendiato dal call center di turno o l’operaio della Fiat; ci sono circa 5 milioni e mezzo (5 MILIONI e MEZZO) di “autonomi” (fonte CGIA di Mestre), i quali, oltre alle dette spese, devono far fronte ad altre incursioni del fisco per la parte imprenditoriale e ancora ad ulteriori successive uscite relative allo svolgimento della loro attività.
Insomma, è quanto dire: diamo due lire in più a chi più di un tot non riuscirà a guadagnare ma che è anche difficile spenda in maniera maggiore, e mortifichiamo, steriliziamo la classe produttiva del Paese (che tra parentesi, sta per il 90% al nord).
Il copione, per dirla sinceramente, era scontato, lo si conosceva tutti, ma è sconfortante che in un momento di ripresa come questo, il governo abbia scelto la via della stangata, che val quanto dire che si mette un freno all’economia, nella fase della sua produzione.
E conta veramente poco la voce fuori dal coro di Mastella: tanto ormai sappiamo che fine fanno le minacce degli alleati di Prodi: si sciolgono come neve al sole…al solo pensiero di mollare tutto e tornare a casa.
La credibilità al governo…
…e la stangata sulle nostre teste.

Condannata negli USA a 43 anni di carcere, nel 1983, in Italia dal 1999 (ricorderete lo “scambio” accettato dal governo D’Alema in cambio dell’assoluzione dei due piloti americani accusati - in realtà - di aver fatto una strage al Cermis) per finire di scontare la sua pena detentiva.
Ebbene, mi spiegate com’è possibile che questa persona possa beneficiare di uno sconto (l’indulto) ad una sanzione punitiva inflittale da uno stato straniero?
Uno schiaffo, l’ennesimo, alla legalità ed uno alle vittime della tragedia del Cermis ed ai loro familiari.
Più o meno come per D’elia e per Bompressi: si scarcerano i terroristi e non si pensa a nient’altro se non a rimettere in libertà “amici” che hanno sbagliato, ma che tutto sommato non sono comunque “uguali” a tutti gli altri.
Che schifo!
Dopo aver colpido le classi lavoratrici più vicine al centrodestra (autonomi, le cosiddette “partite Iva”, i professionisti, i tassisti), “giustamente” Prodi e il suo amicone Visco hanno ben pensato di completare l’opera: adesso tocca a coloro che si sono sporcati la coscienza e l’anima con quei 70mila euro annui galeotti di reddito.
AAAAhhh, lo sterco del demonioooooo….
E mentre tutti, dai sindacati agli enti locali, dai pensionati agli studenti handiccapati, dai giovani ai meno giovani lavoratori, sono già sul piede di guerra, il governo vuol trovare il modo di fare vera e propria macelleria sociale spacciandola per opera di risanamento.
Ora, salvo quei due o tre “coglioni” rimasti che ancora si gloriano delle gesta del nuovo governo e ne lodano la serietà e la statura morale, la gente normale ha percepito che qualcosa non va.
In tre post ce lo spiega Daw; ma ci sarebbe da dire molto di più!
E allora finisco di dirlo io con pochissime parole: Prodi e il suo drappello di compagni della maggioranza, vuole soltanto colpire le classi sociali da lui, da loro, più distanti; con la conseguenza però, che a causa dei suoi deliri di onnipotenza e di spocchioso autoimbrodolamento adulativo (perchè lui è sempre il primo della classe…ai suoi occhi…il migliore), ci rimetteremo tutti quanti!
Funziona così: ti spacciano la stangata per “redistribuzione dei redditi”, ma in realtà danno sfogo alle loro smanie di potere nella convinzione di poter gestire tutto da quegli scranni, guardando l’Italia dall’alto verso il basso.
Il risultato? saremo tutti più poveri e meno libero!
…e se proprio vogliamo dirla tutta, anche meno sicuri: se continuano così, dei loro amici brigatisti e terroristi in carcere ce ne saranno sempre meno
Tra tre (dico 3) giorni il governo Prodi presenterà il testo integrale della Finanziaria.
Eppure le poche notizie di cui si è a conoscenza (per sintetizzare: più tasse per tutti e più tagli alla spesa pubblica e sociale!!) vengono continuamente smentite dagli esponenti dell’esecutivo.
Parlano di “bozza superata”.
Ma allora perchè sono tutti incazzati neri?
Non doveva esserci la famigerata concertazione a calmare gli animi e a rendere le cose “veramente differenti” rispetto al passato?
Oggi invece è tempo di negare, negare, negare ancora.
A me pare solo che siamo stati tutti presi per i fondelli.
Ma alcuni sono più coglioni di altri!!!
Si sapeva che andava a finire così…
…anche oggi sono su LiberoBlog.
Con questo post.
ciao a tutti…
La prima: come si può essere felici della scarcerazione di una terrorista?
La seconda: come si può scarcerare nel 2006, per effetto di un’attenuazione della pena di 3 anni, una terrorista (Silvia Baraldini) condannata nell’83 a 43 anni di carcere?
Se la matematica non è un’opinione…i conti tornano poco!
La terza: com’è possibile che la sinistra in soli 132 giorni di governo sia riuscita, nel silenzio più totale dei sedicenti paladini della legalità, a scarcerare 2 terroristi, ad assumerne uno come segretario alla presidenza della Camera, e altri pluricondannati per reati contro lo Stato e la proprietà altrui come parlamentari; oltre ad un numero imprecisato di criminali italiani e stranieri, compresi assassini d’ogni specie grazie all’indulto e alle richieste di clemenza?
E non venitemi a dire che Berlusconi….
Altrimenti, scusate…dov’è la “bella differenza”?
In effetti, una differenza c’è ed è pure evidente: cari sinistrorsi, voi siete “coglioni”, nel senso che vi siete fatti prendere per il culo dalle belle parole, dalla retorica e dalla demagogia dei vostri paladini; noi, destrorsi, almeno sapevamo dall’inizio quel che facevamo.
Come la mettiamo?
Alla faccia delle leggi ad personam…
Giusto…qui si tratta di leggi ad personas (plurale latino…)…
Finalmente se ne sono accorti anche loro.
I sedicenti reality hanno c’hanno rotto.
Non ne possiamo più.
Sono diventati una specie di tappabuchi; li trovi a tutte le ore e di tutti i tipi, su ogni canale.
Ma se mentre prima potevano rappresentare una qualche novità nei palinsesti e stuzzicare la parte voujerista dei telespettatori, ormai hanno consumato tutta la loro efficacia attrattiva.
L’importante, comunque è che se ne siano resi conto gli stessi produttori.
Ora hanno in progetto di spostarli in seconda serata.
Sarebbe la cosa più giusta; ma solo se poi vengono sostituiti da trasmissioni di maggiore interesse culturale.
Speriamo.
Nel frattempo, consoliamoci col rintocco di questa campana di autocoscienza.
Purtroppo però sono ormai incalcolabili i “danni” provocati da questi pseudo “reality”.
Si è andata diffondendo una certa cultura, tra i giovani soprattutto, che ha elevato a modelli educativi e non solo personaggi di ogni risma, da quelli sconosciuti capaci di guadagnare barcate di soldi senza fare niente se non mettendosi senz’arte nè parte alla mercè di una telecamera indagatrice; fino a quelli cosidetti “famosi”, ma che in realtà non sono altro che stelle decadute o bisognose di un rilancio d’immagine.
Con la conseguenza che in molti, tra gli italiani, si sono visti attratti dalla possibilità di arrivare facilmente alla popolarità, alla ricchezza, al lavoro: tutto è più facile nella vita dopo che hai vinto un provino per il Grande Fratello.
E allora, code chilometriche davanti gli studios, di ragazzini e ragazzine che non vedono l’ora di succedere nella parte dei vari Taricone e Fedro, nella speranza di ottenere poi più facilmente una parte in qualche sitcom, in qualche soap, in qualche recita teatrale o in qualche pubblicità.
Per tutti, comunque, il desiderio d’esser riconosciuti per strada.
Senza parlare poi di quelli che già la gente si gira perchè li ha visti in qualche film o a Buona Domenica o in concerto nella sua città: animali in gabbia che ci prendono in giro mentre li guardiamo accendere un fuoco o affrontare prove degne di “Giochi senza Frontiere”.
Ma daaaaiii…
Dov’è la realtà?
Nessuno dei cosiddetti sedicenti “reality” rappresenta davvero la Vita come la viviamo noi tutti.
Perchè non ci fanno vedere come si comportano “i famosi” mandandoli a fare la spesa o a fare il bucato o a rassettare in casa?
Perchè non ce li fanno vedere mentre vanno a lavorare in fabbrica o in ufficio?
Che ce frega di vederli su un’isola di un’amenità surreale?
Perchè mai dovremmo affezionarci alle loro vicende, quando poi noi siamo appena tornati a casa da una giornata intera passata all’università o tra il rumore delle macchine fresatrici a lavoro?
Bello…dopo 8/10 ore di merda, mi metto sul divano e cosa vedo?…gente che viene strapagata per sopravvivere (con aiutini d’ogni tipo) in un posto che non mi sognerò nemmeno mai di poter visitare, visto che per andarci mi ci vorrebbero migliaia di euro.
E quelli che stanno in casa tutto il giorno a non fare una mazza mentre noi ci spacchiamo il sedere?
Cos’hanno di speciale, di reale, loro per meritarsi di vincere tutti quei soldi e vedersi aprire porte che nemmeno chi ha studiato tutta la vita può solo immaginare?
Ci hanno preso per i fondelli per troppi anni.
Il problema è che troppa gente gli è andata dietro a queste bischerate.
Ora, forse, finalmente il vento è cambiato.
Non mi illudo però; sarà solo perchè dopo un po’anche il più ignorante dei consumatori si scoccia di vedersi presentare sempre le solite storie.
Ma è già un passo.
L’importante è che, magari, quest’occasione non venga sperperata: sostituiamoli con dei programmi di vero interesse, che facciano “crescere” e che stimolino intellettualmente i telespettatori.
Abbiamo tanto da imparare…
…bisogna vedere cosa ci insegnano…
Ora chiedono il ritiro da una missione che hanno votato solo pochi mesi fa.
E, come al solito, lo fanno dopo che un altro nostro soldato è caduto vittima di un attentato terroristico.
Ieri era l’Iraq, oggi, di nuovo, l’Afghanistan.
Ci ha lasciati Giorgio Langella, anche lui, come gli altri, un eroe che ha accettato i rischi di quella missione non per soldi o per gioco, ma perchè probabilmente credeva nell’idea che la Pace a volte non può stare in piedi solo con le sue gambe.
Ha bisogno di un sostegno e lui era lì per darglielo.
E mentre i pacifinti di casa nostra sfilano in piazza a braccetto con quelli che bruciano le bandiere israeliane e americane e con le effigi di terroristi e criminali d’ogni risma in nome di una pace che sta tutta soltanto nella loro testa, ci sono persone in giro per il mondo che fanno qualcosa di concreto per dare una mano ai processi di Pace innescati nei paesi più disagiati.
Ma non ci si può aspettare altro da chi concepisce la Pace come “il non stare in guerra”.
Si può commettere un errore ideologico così grave?
Ho letto più volte che, per taluni, Pace significa difesa dello status quo delle cose.
Ora, mi chiedo: se quello status è in realtà una non belligeranza solo apparente? se invece fosse una guerra invisibile, nascosta nell’ombra?
Lo capiranno mai quei signori, che un giorno, pur di rimanere attaccati a quelle poltroncine in Parlamento votano per la prosecuzione delle missioni dei nostri soldati all’estero e quello dopo se ne pentono…lo capiranno mai che la Pace è tutt’altro e che va conquistata anche con grandi sacrifici?…persino la morte, quello più estremo.
E invece di stringersi nel dolore, alcuni, che poi sono i soliti, Verdi e Comunisti, trovano il modo, anche stavolta, di perder tempo in inutili e quantomai dannose retoriche demagogiche pacifiste.
Il ritiro sarebbe il solo modo per offendere la memoria di chi ha voluto scendere in prima linea…e non restarsene comodamente in piazza con una bandiera attaccata al balcone.
…non muor.

Ciao Giorgio
Ci riproveranno, vedrete.
Oggi è il turno di eutanasia e testamento biologico.
E come ieri, sugli embrioni, diranno che la Chiesa dovrebbe pensare ad altro e non intromettersi in queste beghe da stato laico.
Eh si; che motivo ha la Chiesa di intervenire? perchè mai una Voce dovrebbe avere l’opportunità di farsi sentire, quando ce ne sono già tante? quella della Chiesa è sempre di troppo per alcuni.
Eppure io me lo chiedo sempre, tutte le volte che questa Storia si ripete: cos’è che differenzia la Chiesa, come parte integrante del tessuto sociale, dalle associazioni, come quella “Coscioni”, che si battono esattamente per le tesi a Lei opposte? e dove sta la differenza con le centinaia di politici di ogni risma che possono invece liberamente dire tutto quello che vogliono senza limite alcuno?
Questo si chiama fascismo!
A qualcuno darà pure fastidio, ma non saprei proprio come definirli coloro che si augurerebbero di silenziare chi non la pensa come loro.
Cosa sperano di ottenere poi?! vita più facile?
Quello che ancora in tanti non hanno capito è che le parole della Chiesa sono spesso gli stessi pensieri di noi cattolici.
Chiedere di far tacere la Chiesa è un po’come chiedere di far stare zitti milioni di italiani.
Alla faccia della democrazia.
E purtroppo, sarà così anche stavolta…vedrete.
Lo chiederanno a gran voce, i laici.
Ci beccheremo di “bigotti”; ci verranno a fare la ramanzina per spiegarci il fondamento dello Stato laico; ci diranno che in realtà siamo noi a non avere pietà.
Prenderemo tutto.
Ma almeno non toglieteci la parola.
Qui.
Inutile spendere ancora troppe parole sull’argomento.
Vi invito però a riflettere su una cosa: è possibile accettare di concedere un “diritto” di morire a chi poi non può pentirsene?
Forse mi sbaglio, ma per quanto ragionato possa essere, il desiderio di morte è sempre il segno di un profondo sconforto, di una solitudine che ti uccide nei pensieri ancor prima che nel corpo; è un qualcosa di innaturale.
Gli uomini sono nati per vivere; non per decidere quando morire.
Ma poi, chi può dire veramente che una volta staccata la spina ci sia l’oblio in cui annegare il proprio dolore?
Chi può senza indugio assumersi la responsabilità di assecondare una “scelta” da cui non si può più tornare indietro?
Non è una questione di bigottismo nè di laicità, ma molto più semplicemente di rispetto della Vita, in qualunque forma Essa si presenti agli occhi degli uomini.
Il problema, forse, sta proprio qua: nei nostri occhi: sono difettosi, velati da uno schermo che fa apparire inutile ciò che non segua determinate linee.
La Vita non è solo fisicità: è sopratutto Amore, spirito, essenza, intelligenza, passione, sentimento.
Come decidere senza indugi di spegnere quel corpo malato in cui però ancora agiscono tutte quelle “funzioni” vitali che ci permettono di amare ed essere amati, apprezzare ed essere apprezzati?
Il corpo è solo uno strumento, un involucro che difende le nostre qualità personali, la nostra personalità.
Chiunque, infatti non è solo una persona, ma è proprio una personalità che interagisce, anche inerte, con le persone che le stanno accanto e che si sviluppa anche ad occhi chiusi grazie a quei modi dell’essere che stanno oltre la fisicità di qualche ossa e un panno di pelle.
Siamo tutti degni di vivere…e nessuno è degno di morire.
A differenza della morte, che non è mai dignitosa, la Vita, seppur ridotta ad un lume quasi spento rimane sempre l’espressione della dignità d’ogni uomo.
Non cediamo alle tentazioni pietose dell’Eutanasia.
Mortificheremmo il nostro corpo e sopratutto, uccideremmo la nostra Vita, quella fatta per gli altri, apprezzata dai propri cari, vissuta per darle un senso profondo…che non può trovare risposte nel dire addio a tutti…e a sè stessi.
Non solo in potenza, come in molti potevano pensare o, meglio, temere.
Ma proprio in atto.
La missione Unifil2 in Libano è fallita prima ancora di cominciare.
Le dichiarazioni di Nasrallah sono chiare e lasciano poco spazio a trattative e fantasie vane: il Partito di Dio si vanagloria di una vittoria militare su Israele e sono migliaia le persone entusiaste all’annuncio che ci sono ancora 20mila razzi, pronti per colpire ancora le città israeliane di confine.
Non c’è bisogno di stupirsi comunque, anche perchè quelli di Hezbollah non hanno mai nascosto di sentirsi assegnati ad una missione speciale, quella di resistere ad Israele e cercare addirittura di sconfiggerlo definitivamente, distruggerlo, più precisamente; non solo: sapevamo tutti che nè nei programmi del governo legittimo del Libano nè tra la stessa popolazione libanese c’era mai stata l’intenzione di fare a meno dei terroristi vestiti di verde, il colore dell’islam.
In questo momento, mi pare, che i seguaci violenti di Allah si stiano riorganizzando in due direzioni strategiche: propaganda ed alleanze.
Le prime, ancora, contro l’Occidente e il Papa in particolare; le seconde, alla ricerca di “amici” (vedi Iran-Venezuela, Ahmadinejad e Chavez) con cui condividere il sogno di un Occidente in ginocchio e soprattutto di trasformare l’American dream in un vero incubo fatto di morte e terrore, per poi imporre il proprio Credo.
Una situazione decisamente insopportabile, proprio dal punto di vista politico: la ricerca del dialogo sta sempre più prendendo la forma grottesca della presa di giro.
Ma quando ci sveglieremo per capire che non ci si può fidare dei signori dell’odio che quotidianamente fomentano violenze e rancori nei nostri confronti?
Quando capiremo che l’Onu di oggi è solo una farsa all’insegna del politically correct, che però tutte le volte preferisce esserlo solo nei riguardi dei fondamentalisti, dei guerrafondai, solo per paura?!
Abbandoniamo le paure e sfidiamo questi pretendenti dominatori di califfati mondiali con l’orgoglio e la forza della nostra ragione.
E la ragione ci dice che con certa gente è tutto inutile…
Adesso siamo in Libano, ma…precisamente…a far che?
Non possiamo disarmare nessuno, a meno di non trovarci con una sfilza di sacchi neri su cui piangere (scusate la brutalità, ma sono stanco che si usino sempre perifrasi per dire cose semplicissime da esprimere); non possiamo quindi difendere Israele nè possiamo difenderci da Israele a meno di non scatenare incidenti diplomatici a go go.
Insomma: c’era solo un modo per sbagliare tutto…e all’Onu hanno deciso di intraprendere proprio quel sentiero.
Spiace più di tutto però che sia stata proprio l’Italia a dar vita a questa debacle non solo politica, ma proprio culturale.
L’ingenuità…non paga mai.
Gli studi mi stanno tenendo impegnato un po’più del previsto, ma, come si suol dire, è giusto dedicarsi prima al dovere e poi al piacere, anche se, in realtà, una piccola soddisfazione di cui comunque “godere” l’ho avuta: nel giro di pochi giorni, infatti, la redazione di LiberoBlog ha ritenuto degno d’interesse un mio post e quindi lo hanno pubblicato; più precisamente a questo indirizzo: http://liberoblog.libero.it/politica/bl4880.phtml.
E’ stato utile, direi; per farsi conoscere e per il fatto di aver avuto uno spazio in più dove poter dire la mia.
Ci sono già parecchi commenti, ma spero che per le prossime volte siate in tanti anche su questo mio blog.
un saluto a tutti…
Avete presente i bambini che combinano una marachella di cui tutti sanno, ma si vergognano e hanno paura di dirlo a mamma e papà?
Ecco, in questo caso la “mamma” siamo noi elettori e cittadini d’Italia, e il papà è il Parlamento, delegato da noi gente comune a controllare l’operato del Governo; Prodi, in tutto questo, fa la parte del bimbo monello che proprio non vuole ammettere d’averla fatta grossa.
I fatti sono noti e non starò qui a tediarvi col racconto: vi segnalo comunque sia il blog di Watergate che quello di Mauro per approfondire la vicenda in maniera più specifica.
Diventa lecito però cominciare a porsi almeno due domande: Prodi ci è o ci fa?
Possibile che uno dei suoi collaboratori più intimi abbia deciso tutto da solo si mettersi a giocare con telefoni e telefonini altrui all’insaputa del suo capo, usandone però il prestigio per sfruttarne il canale privilegiato (oltre alla carta intestata)?
Viene il sospetto che ci sia qualcosa di più di ciò che vogliono farci credere.
Non foss’altro che tutta la faccenda sta assumendo sempre di più i contorni di una storia grottesca, che decade nella barzelletta, che finisce per assomigliare ad una vera e propria presa di giro.
Apprendiamo intanto che oltre alle indagini di Consob e Authority per le Comunicazioni, anche la Procura di Roma abbia deciso di aprire un’inchiesta penale prospettando l’eventualità che sia stato commesso un reato abbastanza grave, perchè a danno dei risparmiatori: la mancata osservanza dell’obbligo di comunicazione alla Consob.
Ma niente vieta, a logica, di ipotizzare che sussistano tutti gli elementi anche per incriminare Prodi e compagni di aggiotaggio e insider trading.
Ora, la cosa più logica da fare era quella che ha fatto, in un sussulto vitale, la CdL, chiedendo al governo e al primo ministro in questione in particolare, di venire a riferire in aula.
Lui, però, vorrebbe invece che tutti ci accontentassimo della versione dei fatti che ha rilasciato il suo collaboratore, Rovati, il quale si è stoicamente addossato tutte le colpe.
Possibile? Possibile che questo Rovati facesse tutto sotto il naso di Prodi e senza uno scopo ancor meno precisato nell’indifferenza più totale del Pres. del Cons., seguendo però, guarda un po’, la linea di principi politici statalista e dirigista della maggioranza al governo?
La cosa strana, oltretutto è che nessuno sembra essersi troppo scandalizzato.
Dove sono i Travaglio, i Gomez, i Santoro, i girotondi?
Dove sono sopratutto i giornali e i tg? si accontentano di riportare semplicemente i fatti senza una ben che minima considerazione o analisi sdegnata.
D’altra parte, come dice giustamente Oscar Giannino in una lettera inviata ai lettori di Libero, non potrebbe essere altrimenti dal momento che il signor Tronchetti Provera è anche azionista del Corriere della Sera e di La7.
E siamo ad un punto cruciale della vicenda: Prodi sta dicendo bugie o è davvero un pir*a cui si può fare tutto sotto gli occhi, tanto lui guarda alla Cina?!
Con tutta franchezza, propenderei per la seconda ipotesi, anche perchè se lo dissero da soli in campagna elettorale che erano “coglioni”, ma logica vuole che sia invece più probabile che siamo tutti attori di una grande truffa.
Ma il Prodi fa comunque il renitente, non vuol parlare, fa l’offeso e schiva l’argomento tacciandolo di scarsa serietà…al solito, quanto gli piace, a lui, dispensare giudizi sulla serietà delle cose della Vita…
Si ha però, come la sensazione che tutto ad un tratto sia saltato il coperchio di un pentolone ormai stracolmo che in tanti si stanno affanando a richiudere; a cominciare dai media sopraccitati che volgono altrove lo sguardo.
Tranne…tranne quei gionali stranieri che solo pochi mesi fa avevano spalleggiato il Professore contro Berlusconi e che oggi invece lo additano come il responsabile principale di un vero e proprio caso istituzionale.
Grazie, ma forse ora è troppo tardi per capire che con Prodi al governo avrebbe riaperto la Merchant Bank che chiuse forzosamente i battenti con l’avvento del Cavaliere; ma soprattutto, troppo poco, è una voce troppo flebile.
Non vi chiedo di immaginarvi cosa non sarebbe successo con Berlusconi protagonista di tutta questa vicenda.
Gridare allo scandalo sarebbe stato un eufemismo; avrebbero fatto le pulci al suo passato, riportando per l’ennesima volta alla luce i suoi trascorsi giudiziari.
Il Prodi invece, è garantito e va avanti per la sua strada, sperando di dribblare ancora per un po’domande e richieste di spiegazioni, almeno fin quando non potrà coprirle con qualche pretestuosa discussione in danno al centrodestra.
Finisce così per liquidarci tutti come “matti”.
Speriamo solo di non ritrovarci anche coglioni.
Perchè in un caso o nell’altro, l’attuale Presidente del Consiglio è stato colto con le mani nella marmellata…vuoi vedere che ne esce pulito come sempre?
Si scopre perciò che più che organizzare la felicità di tutti gli italiani, il Prodi ce la sta mettendo tutta per organizzare la sua e quella dei suoi amici.
Alla faccia della “questione morale” e del conflitto d’interessi…ah, già, quello ce l’ha solo Berlusconi…
Altrimenti finiremo col pensare e convincerci che non esista davvero quell’Islam moderato che vogliamo a tutti i costi distinguere da quello violento e fondamentalista.
Succede così che le parole di Papa Benedetto XVI vengano però volontariamente e ingannevolmente riproposte all’opinione pubblica musulmana sotto una forma che nella realtà non hanno, quella di un attacco discriminatorio all’Islam nel tentativo di rimarcarne le differenze col cristianesimo.
Sarebbe sicuramente giusto, a parer mio, mettere diversi puntini sulle “i” (non per distinguere, ma per meglio intendere) su alcune questioni cruciali per entrambe le culture che qui sono messe a confronto, ma non è questo il punto.
Papa Razinger, in veste di professore, nella sua lectio magistralis non voleva porre una linea di demarcazione e dividere i buoni (cioè i cattolici) dai cattivi (cioè i musulmani).
Tutt’altro: ha voluto invece marcare le distanze tra cattolici e musulmani che seguono Dio e quindi non possono che essere moderati e tolleranti, e cattolici e musulmani che hanno al contrario sfruttato Dio per scatenare guerre sante gli uni contro gli altri.
Dio era il Verbo, il Logos, la parola, la Ragione: Dio non può essere violenza.
Una società senza Dio pecca di ragionevolezza; una società in cui Dio è al di là della ragione rischia di andar oltre anch’essa e di ritenersi legittimata a compiere gesti irragionevoli in nome e per conto di Dio.
Oggi, Occidente e mondo musulmano stanno compiendo di questi errori, ma non insieme, bensì rispettivamente, ognuno il suo.
L’Islam violento non rappresenta la vera visione di Allah, ma la superbia con cui in pochi vorrebbero mantenere ed aumentare il proprio potere su quei fedeli ingenui pronti a mettere da parte la ragione per seguire la voce di quei falsari che li istigano all’odio in nome di Dio.
Dov’è dunque lo scandalo? Dove l’offesa?
Perchè piuttosto non si è levato un coro dei moderati contro i facinorosi, contro quelli che stanno infangando il nome di Allah, di Dio e della loro cultura?
Mai, forse, si era presentata occasione migliore per far convergere ecumenicamente le forze di una fede ragionevole contro i criteri sragionati del fondamentalismo.
E invece si è perso anche questo treno, col silenzio dei più e la voce grossa dei meno.
Siamo arrivati al rovesciamento della realtà, pur di arrivare allo scopo, a mettere altra benzina sul fuoco: attraverso la tivù Al Jazeera è stato lanciato un messaggio eversivo, falso, diabolico verrebbe da dire: “Papa, Vaticano: la dottrina cristiana è ragionevole mentre quella islamica, dovendo rispettare la volontà di Allah non è ragionevole”; e ancora: “Papa, Vaticano: citando pubblicazioni sul profeta Mohammed ha affermato che da lui sono venute solo cose non buone e inumane”.
Possibile che innanzi a simili menzogne nessuno abbia sentito il bisogno di correggerle?
Possibile abbiano tutti così paura di mettersi contro il fondamentalismo?
Possibile accettare, mentre si è alla ricerca del dialogo, che ci si scagli così ferocemente contro il capo della Chiesa?
E allora tornano alla mente tanti pensieri, gli stessi che faceva anche la nostra compianta Oriana Fallaci: forse non esiste un Islam pacifico, se quest’Islam non ritiene di doversi distinguere e preferisce rimanere silenzioso.
Perchè allora noi cristiani accettiamo di tutto e di più nel tentativo di mantenerci saldi nel principio del rispetto e della tolleranza?
Forse, dico forse, sarebbe piuttosto il caso che stavolta i musulmani la smettano di sentirsi continuamente sotto attacco dall’esterno, si prendano le loro responsabilità e debellino i loro problemi cominciando a guardarsi dentro.
Chiedano scusa e si riapra il dialogo.
In molti ti hanno disprezzata per le parole che hai detto, ma sono stati coloro che hanno da sempre avuto paura di guardare in faccia la realtà che tu gli sottoponevi.
In molti però ti hanno anche amata ed aprrezzata; hanno ascoltato la tua voce, sempre più stanca e insieme a te hanno lottato per sostenere le idee che avevano in comune con te.
Oggi te ne vai e lasci tra noi un vuoto difficilmente colmabile da qualcuno che non sia tu.
Non si può che ringraziarti di tutto e sperare che ciò che hai seminato infine germogli.
Ciao Oriana…
Il centrosinistra ha superato le vacanze.
Di conseguenza non può essere più immaginato come un governo balneare.
E anche se questo non vuol dire che non possa trasformarsi in uno da settimana bianca, allo scoccare dei 120 giorno dal suo insediamento, l’Unione alleata coi partiti comunisti dell’ala sinistra della coalizione ha superato prove decisamente difficili, sin dalle prime ore di vita, anzi, dal suo concepimento: l’elezione del Capo dello Stato e dei presidente di Camera e Senato, poi quelli delle commissioni; ha superato il voto più difficile forse, quello sul rifinanziamento sulle missioni militari all’estero, comprese quelle in Iraq e Afghanistan; ha approvato un pacchetto di liberalizzazioni che fino a pochi mesi fa, prima delle elezioni, sarebbe stato impensabile da realizzare (ricordiamo tutti un Ballarò pre-elettorale con
la Bonino e Bertinotti che si scannano sulle liberalizzazioni) [senza dimenticare peraltro che sia Visco che Bersani hanno dovuto fare parecchi passi indietro, ma tant'è]; addirittura sono riusciti ad emanare un indulto che conteneva sconti di pena anche per i cosidetti colletti bianchi.
Insomma, forse non ci sono state tante prove, ma sicuramente, le poche che ci sono state hanno dimostrato una certa coesione; se non altro per il fatto che sentivano ancora sul collo il fiato di un Cavaliere che non erano riusciti ad “uccidere”, politicamente parlando, definitivamente lo scorso Aprile.
Ma tutta questa affidabilità rischia di incrinarsi.
E non a causa delle proteste dei pacifisti per l’invio di soldati armati al confine tra Israele e Libano, in una zona che presenta ogni rischio immaginabile di un’escalation ulteriore di violenza; non a causa dei sindacati, cui, come al solito basta ricordarsi che al governo ci sono i loro amici dell’Ulivo e si può fare di tutto, anche toccare le pensioni (alle confederazioni è sufficiente, di fatto, come contentino, che si facciano risuonare le solite paroline magiche “redistribuzione”, “più tasse per redditi alti, pensioni alte, sui troppi risparmi”).
Niente di tutto ciò.
L’Unità online, ci informa che si sta creando una situazione critica in merito ad un fatto che non può godere dell’appoggio, diciamo così, del “fattore Berlusconi” come collante della coalizione: la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova per accertare, diciamolo pure senza troppi giri di parole, la colpevolezza delle forze dell’ordine e di Berlusconi in particolare, dei disordini occorsi durante il G8 e soprattutto della morte del giovane Carlo Giuliani, che perse la vita mentre cercava di spaccare la testa ad un carabiniere con un estintore.
Rifondazione, Comunisti e Verdi (sempre loro…) ci tengono a ricordare che “era nel programma dell’Unione” sottoscritto da tutti.
IDV, Rosa nel Pugno e Udeur invece, hanno tutta l’intenzione di affiancare il loro NO a quello dell’intera CdL.
Giustamente, i massimalisti della sinistra radicale minacciano conseguenze e si augurano che il rientro nei ranghi, nel rispetto degli accordi della maggioranza, non sia limitato a loro e alle loro pretese, solitamente molto lontane da quelle dell’area moderata dell’Unione.
Fa ancora di più la mamma del ragazzo, Heidi Giuliani (la signora che appena dopo i fatti di piazza Alimonda, in un’intervista, scagionò il figlio asserendo che era un “bravo ragazzo”…peccato se ne andasse in giro incappucciato con un estintore in mano all’assalto di una camionetta delle forze dell’ordine) che la mette come fosse una questione di principio: chi si sottrae all’inchiesta parlamentare può solo aver paura che venga fuori la verità.
Ma di che verità stanno parlando?
Semplice: frutto di quella cultura un po’anarchica, un po’irrispettosa delle regole, in una sola parola “disobbediente”, si vorrebbe addossare tutta la colpa addosso agli agenti d’istanza a Genova a presidiare la famigerata “zona Rossa”, colpevoli, sempre secondo i sopraccitati comunisti, di aver dato seguito ad un progetto ideato ed emanato dal governo Berlusconi per screditare il movimento no global, povero gregge di pecore mandate al macello.
A questo punto, nessuno più si può stupire della mania complottista che ha affetto questa parte della sinistra.
Si finisce così per premere ad ogni modo per ottenere, a tutti i costi, una commissione parlamentare avente gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria competente per mettere alla sbarra nientepopodimenochè Polizia e Carabinieri, cioè coloro che sono deputati a proteggere i cittadini proprio da quelle scorribande di cui sono stati artefici, in più occasioni, proprio quei “bravi ragazzi” incappucciati (e non…).
Attenzione: è un progetto politico oltre che culturale.
C’è da mantener vivo un elettorato intransigente da questo punto di vista; da rimotivare data l’assenza dalle piazze ormai estenuante.
C’è da mandare un messaggio: noi (sinistra radicale) siamo al governo, ma solo perchè dovevamo cacciare Berlusconi; in realtà vi abbiamo nel cuore e siamo disposti ad andar contro lo Stato stesso come ai bei vecchi tempi.
Il brutto è che non si vedono segni di ravvedimento…
Tornano Prodi e compagni e si riaccende, come per magia, l’insegna luminose appesa fuori Palazzo Chigi: Merchant Bank, siamo aperti.
Son bastati pochi mesi al nuovo governo per far capire quale fosse veramente la sua impostazione economica, la sua visione di mercato, la sua idea di Stato.
Son bastati pochi mesi per capire che in questo governo la corrente più forte è quella che spinge al controllo più totalizzante possibile dell’economia e dei mercati.
Il tutto, ovviamente, mascherato da veli e veline che son serviti come specchietti per le allodole per i più ingenui.
I più maliziosi invece, si sono subito resi conto che quando Prodi e la maggioranza di sinistracentro proponevano le finte liberalizzazioni lo facevano solo per confondere l’elettorato, l’opinione pubblica, per nascondersi dietro ad un dito, nella speranza che gli osservatori pensassero tutto meno che si stava preparando per loro una stagione in cui tutto o quasi è nelle intenzioni di passare sotto il controllo dello Stato.
Siamo così passati dalle liberalizzazioni, cioè da strumenti di apertura del mercato (che abbiamo visto però essere soltanto dei favori alle Coop e delle vendette contro i professionisti notoriamente vicini all’area rappresentata dalla CdL), siamo passati, dicevo, a tentativi di supervisione da parte dell’esecutivo: dal “grande fratello fiscale” imposto col decreto Bersani, fino allo sconcerto per le mosse finanziarie di Tronchetti Provera e la sua Telecom, passando alle opposizioni alla fusione Autostrade Abertis.
Insomma, il quadro è chiaro: Prodi e il governo targato Ulivo non riescono proprio a star fuori dal libero mercato.
Gli prudono le mani.
Hanno bisogno di metter bocca su tutto.
Compreso su Telecom, anzi, soprattutto su Telecom.
E’ più che controverso il rapporto tra sinistra ed il gruppo di Provera, ma in generale con quei gruppi imprenditoriali che applicano i loro capitali al mercato delle comunicazioni.
Prima la privatizzano, quindi la lasciano alle dinamiche del libero mercato, ma poi, ci ripensano nel momento in cui c’è puzza di perderne, forse, una parte del controllo.
Così spunta un piano per la riorganizzazione della società telefonica italiana tutto targato Prodi.
Se ne interroga il Sole24Ore, ma non solo, anche la stampa internazionale si è scatenata in un senso soltanto: criticare il tentativo prodiano di intromettersi in dinamiche che non lo dovrebbero riguardare.
Ma soprattutto: perchè rendersi ridicolo a tal punto da voler smentire l’evidenza?
Prodi infatti sostiene di non aver mai saputo niente dei programmi di Provera, ma in realtà era già a conoscenza di tutto e se ne avrebbe dimostrazione proprio grazie a quella proposta alternativa fatta su carta intestata Presidenza del Consiglio, per riportare
la Telecom sotto controllo pubblico.
Qualcuno, mi pare, ha l’obbligo di spiegare, ma appare già più che evidente il quadro della situazione: Prodi e compagni, una volta al potere, vogliono sfruttarlo il più possibile per aumentarlo attraverso una stretta sempre maggiore degli interessi a loro più cari e per garantirsi favori aumentando la base d’influenza dei cosiddetti “poteri forti”, dalle banche ai gruppi editoriali, ed ora quello delle telecomunicazioni.
Siamo quindi alle solite.
A Berlusconi imputano un conflitto d’interessi che però sta giorno per giorno sotto gli occhi di tutti; a sinistra invece, sanno bene come comportarsi, stando nell’ombra e schivando gli sguardi indiscreti.
Solo che a volte qualcosa salta fuori e allora…sarebbe bello capirci di più.
Si ripete comunque il ritornello di sempre: statalismo e controllo dei poteri forti, le due componenti mentali della cultura cosiddetta progressista.
Già perchè se questo me lo chiamate progresso…

…o ti portano via Condee.
Pare abbiano notato una certa scintilla negli occhi della Rice tutte le volte che incontra lo sguardo di Peter (MacKay), conservatore canadese.
Si sarà già scocciata della tua spocchia Max…te lo avevamo detto che non eri simpaticissimo coi tuoi baffetti e con quell’aria da superiore…eh…
Sull’11 settembre sono state dette tante parole e non credo di riuscire a trovarne di migliori.
Forse però ne sono state dette troppe.
Non bastava, infatti, piangere le vittime e gli eroi di quel mostruoso attentato di 5 anni fa; dovevano costringerci a piangere anche per le teorie negazioniste che vorrebbero imputare addirittura agli americani un progetto deliberatamente studiato ed attuato al fine di conseguire i loro interessi imperialistici attraverso le guerre per l’oro nero.
Ecco, a tal proposito, a fronte dell’attuale contesto internazionale, non posso non paragonare simili affermazioni alle teorie complottiste altrettanto negazioniste del governo iraniano e di molti musulmani e fascisti che sostengono con sempre maggiore forza l’inesistenza dell’olocausto nei termini storici a noi conosciuti, bensì la sua strumentalizzazione al fine di legittimare la nascita dello stato d’Israele, da questi intimamente odiato.
Il paragone, lo so, è d’effetto, ma anche naturale da fare.
Alla base sta sempre l’odio, alla base sta sempre una certa idea della Storia da poter maneggiare e manipolare secondo le proprie convenienze.
Chi oggi continua a negare l’11 settembre come l’olocausto, si macchia di un crimine ancor più grave di quello per cui sono stati perseguiti gli stessi terroristi, perché negando ammazzano due volte: prima il ricordo delle persone morte in quell’insopportabile atto terroristico, e poi la verità.
God bless America.
Dal blog di Carlo Panella, il racconto della secca smentita del governo siriano alle affermazioni di Prodi: “Un comunicato della presidenza siriana rileva che le notizie diffuse da alcune agenzie di stampa sull’accettazione da parte della Siria di guardie di confine europee per sorvegliare la frontiera siriano-libanese non hanno fondamento”. Leggi tutto.
No…è semplicemente di tutti quelli che hanno voglia di dire qualcosa.
Ma perchè a sinistra continuano con questa “litania” (come la definisce giustamente l’Anarca)?
Me lo sono chiesto più volte;poi stasera ho letto un commento ad uno degli ultimi post di Mario Adinolfi in cui si ribadiva il concetto e mi son dato la risposta: perchè gli serve, gli è necessario.
Per cosa? semplice: per convincersene.
In effetti, questo dell’autoconvincimento è stato il sistema più adatto ed efficacie per settarizzare la cultura in Italia.
Così, essendosi aperto un nuovo fronte mediatico dell’informazione e del pensiero, quello on web, quello dei blog, non c’era modo migliore per tentarne la conquista se non quello di dire da subito che “quello è terreno per loro”.
Si adeguino gli altri, si puliscano i piedi prima di entrarvi; sappiano che saranno da subito e per sempre figli di un Dio minore.
Già, non foss’altro però che a trasmettere al mondo le proprie idee siano persone tra le più disparate e per di più non tutti si appassionano alla politica, non sapendo spessissimo nemmenocosa significhino “destra” o “sinistra”.
Peccato invece che siano, oltretutto, moltissimi igiovani e meno giovani conservatori, moderati, in buona sostanza, destrorsi ad aprire blog ogni giorno sempre più numerosi; da TocqueVille ai tanti che stanno “fuori le mura” della Città, ma che condividono comunque molti degli stessi valori che vorrebbero essere il collante dell’aggregatore più importante per i simpatizzanti della CdL (e non solo).
Insomma, forse sarebbe l’ora di smetterla con questi insopportabili tentativi di tracciare un segno per dividere i “buoni” dai “cattivi” e cominciare a rispettare le opinioni di tutti senza volersi sentire a tutti i costi i primi della classe cui tutti debbono reverenza.
Ancora un attentato, oggi, in Afghanistan, contro i nostri soldati: in quattro sono rimasti feriti. Nessun morto, per fortuna.
L’unica vittima di cui si ha notizia è invece la “coerenza” del governo Prodi che prima vota compatto, serrando le fila, il rinnovo del finanziamento delle missioni dei nostri soldati all’estero (non senza polemiche e dissensi) e poi al primo fuoco d’artificio sembra sgretolarsi di nuovo sotto i colpi di quelli della sinistra radicale che vorrebbero già rimangiarsi tutto.
C’è da chiedersi se sarà la stessa cosa anche adesso che siamo andati, gagliardi, in Libano?!
Primi segnali di cedimento della famigerata “serietà al governo”?







































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